
Stasera
anticipiamo alcuni tratti di un argomento che affronteremo in modo
approfondito più avanti: i media oggi.
La
democrazia comprende il diritto all'informazione dei cittadini,
quindi noi che abitiamo in una democrazia di solito pensiamo che
l'informazione che riceviamo dai canali ufficiali delle istituzioni
democratiche e dai media sia degna di tale nome cioè di qualità.
La realtà naturalmente è un'altra, in entrambi i casi. Parleremo
dell'informazione delle istituzioni in altri post, concentriamoci per
qualche minuto sui media che riempiono la nostra giornata.
Negli
ultimi trent'anni l'informazione è stata “affidata” al mercato o
alle regole del mercato, siano essi tv, radio o carta stampata.
Questo significa che sono nati e cresciuti media di proprietà
privata che rispondono a logiche diverse da quella di informare
pubblico/cittadini/spettatori. Lo ripeto: sebbene offrano o vendano
informazione, lo scopo dei media non è quello di informare, o
non è lo scopo primario. Lo scopo principale dei media è il
lucro, guadagnare sull'informazione.
Inoltre
in questi trent'anni si è osservato un progressivo fenomeno di
concentrazione dei media nelle mani di un numero sempre più
ristretto di proprietari, ricchi, conservatori e coinvolti
direttamente o indirettamente in politica. Siamo oramai in
presenza di oligopoli, che in
quanto tali non garantiscono l'affidabilità e la pluralità
dell'informazione e che dichiaratamente mirano a fare lucro
sull'informazione, con la
pubblicità in primo luogo e in secondo luogo trasformando i
cittadini in spettatori e infine attraverso la manipolazione
dell'informazione.
I
media dipendono dalla pubblicità per il 70 % e più dei loro
guadagni, per questo fanno di tutto per vendere pubblicità, il
loro vero business. Abbiamo quindi media che più che fornire
informazione al pubblico, vendono il loro pubblico agli
inserzionisti. Questi vogliono che le trasmissioni o le pagine
dei media siano terreno fertile alle vendite e inoltre non vogliono
cattiva pubblicità o informazioni che vanno contro i loro interessi.
Come
puoi immaginare, il secondo obiettivo dei media è mantenere e
aumentare il numero degli spettatori o dei lettori e il modo più
efficace per farlo è ed è stato offrire evasione e divertimento
al posto dell'informazione. Questo ha comportato la
trasformazione delle persone da cittadini a spettatori,
distraendoli dal loro impegno sociale e politico e facendo spendere
il tempo della loro vita a guardare trasmissioni “spazzatura” o
di puro svago o leggendo articoli o pagine di scarsa utilità.
Demolire la democrazia partecipativa è un obiettivo di notevole
interesse per la minoranza di ricchi che comanda il mondo e vuole
continuare a farlo senza troppe interferenze dalle popolazioni.
In questo i media diventano strumento indiretto di controllo sulla
popolazione.
Da
questo, credimi, non ci è voluto molto per trasformare lo strumento
indiretto in strumento diretto, cioè trasformare i media in
strumenti di propaganda con cui mobilitare l'appoggio degli
spettatori/lettori a interessi politici o privati specifici.
Per
fare questo i media non si limitano più a manipolare in modo
elementare o nascondere l'informazione, ma alterano la realtà
(l'informazione definisce la
nostra realtà), modificano il linguaggio e il significato
delle parole e giungono a modificare i valori, la memoria e perfino
la percezione che le persone hanno del mondo. Parleremo in modo
approfondito di tutto questo nel prossimo futuro.
Riassumendo,
l'informazione di oggi proviene per la maggior parte da media di
proprietà di ricchi il cui scopo è il lucro e l'interesse privato.
L'informazione che questi media forniscono è manipolata e
filtrata pesantemente in modo sistematico e scientifico:
per
gli interessi degli inserzionisti che vogliono “spingere” le
vendite e non vogliono informazioni che ledano i loro interessi; i
media non forniranno informazioni che possano allontanare gli
inserzionisti;
per
gli interessi dei proprietari dei media, siano essi banchieri,
industriali, associazioni, corporation o altro; i media non
forniranno informazioni che vadano contro i loro interessi qualunque
essi siano: commerciali, politici o altro;
per
gli interessi delle fonti di informazione, cioè governi,
aziende, società, agenzie di stampa e gruppi di pressioni
(associazioni e lobby), con cui i media hanno una forma di
dipendenza/simbiosi nata anche da interessi reciproci che li porta a
non fornire informazioni che ledano i loro interessi;
per
gli interessi dei gruppi di potere capaci di influenzare/colpire
i guadagni e gli interessi dei media.
Per
stasera ci fermiamo qui. Spero di essere stato chiaro. Questa è solo
l'introduzione, l'argomento è interessante e molto ampio.
A
presto ;D