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POLITICA
11 febbraio 2013
Cos'è il Movimento 5 Stelle?

 

Cos'è il Movimento 5 Stelle?

Sono settimane che continuano a chiedermi cos'è sto movimento con 5 stelle, che non è partito, che non ha storia, che non ha un programma, ma perché piace alla gente? E io lì a spiegare che è vero, non è un partito, che una storia ce l'ha, che non è solo il comico Beppe Grillo e quell'altro, il Casaleggio, e una banda di ragazzi, ma il M5S sono un bel po' di gente che ci crede e ci si impegna. E poi giù a spiegare che il Movimento 5 Stelle ha un programma, concordato in rete anni fa con esperti e cittadini, e vagli a spiegare i quattro-cinque punti chiave. E questo quattro, sette, dieci volte al giorno. Negli ultimi giorni risparmiavo un poco di tempo con i più giovani sganciando il volantino e arrangiati.

Ora posso tirare il fiato: ecco un bel video di 4 minuti che riassume cos'è il Movimento 5 Stelle, un poco di storia, gli ideali e gli obiettivi, il programma. Lo metto qui sul blog in modo che tutti possano vederlo senza doverlo girare uno alla volta.

Sì, è un poco di propaganda. Le elezioni sono alle porte e credo sia un momento di svolta per la nostra Italia. E piuttosto che piegarmi a digerire le false promesse dei soliti noti, o sforzarmi a cercare il meno peggio, ho trovato nel M5S un'alternativa, un modo diverso di fare politica: dal basso.

Se non sei interessato, mi scuso, presto tornerò a parlare dei temi centrali del blog. Se invece sei curioso, non esitare a dare un'occhiata al video. Sono solo 4 minuti.

Buona visione e a presto ;D

12 novembre 2012
I miti del capitalismo 2

 

Nel postI miti del capitalismoabbiamo visto come il capitalismo sia legato a veri e propri miti, voluti dai grandi capitali e creati, diffusi e radicati attraverso alla propaganda, grazie a un vero e proprio martellamento di informazioni distorte, grazie alla creazione di ideologie basate sulla menzogna.

Abbiamo anche ricordato cos'è il capitalismo: il capitalismo è un sistema economico basato sulla proprietà privata e sul profitto, il cui scopo è laccumulo di ricchezze e il movimento costante del capitale. Il capitale è la somma di proprietà mobili e immobili e di denaro. Il capitalismo determina un sistema sociale incentrato sulla continua ricerca del guadagno.

Infine abbiamo introdotto i primi tre miti: capitalismo uguale ricchezza per tutti, capitalismo uguale ridistribuzione della ricchezza e capitalismo uguale libertà. Oggi ne vediamo altri.

Capitalismo uguale democrazia

Un mito molto sfruttato e molto diffuso è quello che sostiene che senza capitalismo non può esistere la democrazia. Naturalmente è esattamente l'opposto, la democrazia è nata molto prima del capitalismo ed è in sua presenza che quest'ultimo si è potuto sviluppare. Senza democrazia il capitalismo non esisterebbe.

E' importante ricordare che la democrazia è il governo dei cittadini e in qualunque forma (diretta, partecipativa, rappresentativa, ecc...) la sovranità è nelle mani dei cittadini dello stato democratico, che la usano o dovrebbero usarla allo scopo di ottenere la felicità. Mentre come abbiamo visto lo scopo del capitalismo è l’accumulo della ricchezza nelle mani di pochi e questo implicitamente si scontra con l'aspirazione dell'uomo alla felicità.

Un uomo povero difficilmente può essere felice, perciò lo stato democratico normalmente controlla i mercati, il denaro e il capitale, la sua circolazione, la ridistribuzione delle ricchezze e altro ancora. Lo fa esercitando la sovranità, legiferando e ponendo limiti, e questo viene visto dal capitale come un ostacolo. Di conseguenza il capitale cerca di rimuovere i limiti, per esempio influenzando la classe politica per farla legiferare a suo favore, e cerca di limitare la sovranità dello stato e di appropriarsene, come nel caso della riserva frazionaria, della privatizzazione della Banca d'Italia e di quello che sta succedendo oggi in Europa.

La conseguenze dell'instancabile lavoro di opposizione del capitale è che, in una democrazia capitalista, la società è di solito sovrastata e controllata da una minoranza di ricchi che attraverso il potere economico controllano l'informazione, corrompono la politica, controllano l'editoria e la scuola, distraggono la cittadinanza, logorano la cultura, eccetera.

Questo mito è stato creato per ostacolare qualunque tentativo di considerare diversi modelli di ordine sociale. Qualunque alternativa viene additata come regime o dittatura e in quanto tale da criticare e, se utile, da attaccare per esportarvi la democrazia con le armi.

Non c'è alternativa al capitalismo

Il capitalismo è l'unico sistema politico ed economico possibile, giusto ed efficace. Anche se non è perfetto, le alternative sono tutte peggiori, sono regimi i cui cittadini soffrono, hanno meno libertà o stanno peggio. E' uno dei presupposti della politica e dei portavoce dei capitali: non c'è alternativa, ma come abbiamo già visto (vedi il post “TINA”) chi sostiene ciò senza argomentare, senza spiegare i perché della sua affermazione, vuole che tu obbedisca senza fare storie e mira a danneggiarti.

L'obiettivo di questo mito è ostacolare qualunque tentativo di realizzare o anche solo pensare e discutere a un sistema diverso dal capitalismo. Naturalmente ci sono diverse alternative al capitalismo, ma non ne parleremo in questo post.

Il privato è meglio del pubblico

Le istituzioni, le società pubbliche e i servizi pubblici sono più costosi e meno efficaci ed efficienti delle aziende private. E' il mantra con cui hanno giustificato, nei paesi occidentali e anche in Italia, la privatizzazione di fette importanti dei beni pubblici. Per esempio, la svendita della Telecom e delle autostrade e molto altro ancora.

Ma è vero poi che il privato offre servizi migliori a un costo inferiore?

No, è falso. Dopo vent'anni di privatizzazioni, abbiamo la prova che servizi e prodotti privati sono di solito più costosi e di qualità inferiore. Lo sostengono molti studi riguardanti i paesi europei, nord-americani e sud-americani che hanno portato le istituzioni locali e nazionali a fare marcia indietro in molti casi. Un esempio emblematico è la privatizzazione dell'acqua, che in tutti i casi ha portato all'aumento del prezzo del servizio per i cittadini e a un peggioramento del servizio, tanto che molte città europee, Parigi per citarne una, si sono riappropriate della propria acqua.

Il perché è ovvio: lo scopo delle aziende private è fare profitto e questo significa aumentare i prezzi, spendere il meno possibile per la gestione/produzione e dove possibile scaricare i costi e l'onore degli investimenti sulla collettività. Mentre una gestione pubblica, anche se meno efficiente, ha lo scopo di fornire il servizio e il prodotto ai cittadini e non di fare profitto.

Lo scopo di questo mito è di favorire l'appropriazione di beni pubblici da parte del capitale e di eliminare un concorrente difficile da battere.

Sei ancora con me?

Per stasera ci fermiamo qui. Grazie per avermi seguito fin qui. Concluderemo questa carrellata dei miti del capitalismo la prossima volta.

A presto ;D 

20 marzo 2012
Scegliere tutti i giorni

 

Nel postQuale blogabbiamo visto che scegliere è un obbligo e un bisogno implicito di ogni essere vivente, l'espressione di quello che siamo. Nel post “Compiere una scelta” abbiamo cercato di comprendere cosa succede quando scegliamo: ci troviamo di fronte a un'alternativa, cioè alla possibilità di agire in un modo oppure in un altro, e prendere una decisione significa fare propria una delle alternative e agire di conseguenza. E cancellare per sempre l'altra o le altre. Una volta deciso non si torna indietro.

Aldilà delle grandi scelte che ci portano a dare forma a quello che noi chiamiamo "il lavoro", "la famiglia", ci sono mille scelte quotidiane che compiamo, per esempio mentre guidiamo nel traffico, mentre facciamo acquisti, mentre parliamo con gli amici, un flusso continuo di questo o quello, di o no di cui siamo appena consapevoli. Perché la maggior parte delle scelte la deleghiamo a quegli automatismi che ci rendono comoda la vita. Non ci prestiamo attenzione, siamo concentrati su altro, sulla vita, eppure ogni scelta che facciamo modella la nostra vita. Ogni singola scelta.

Non sono solo parole, è la realtà in cui viviamo. Pensaci. Soffermati sul tuo passato recente, focalizza la tua attenzione sulle tue azioni? Perché hai fatto quella cosa? Quando hai deciso di farla? Ricordi il momento? Prova a ricordare quello che hai pensato e provato.

Era una richiesta del tuo responsabile? Comunque hai deciso di eseguire la richiesta. Hai scelto cosa mangiare a cena? Perché hai scelto proprio quel cibo? Perché ti piace. Perché ti piace? Oppure eri a far compere e una dopo l'altra hai affrontato le scelte di prendere quello o l'altro, se mettere nel carrello anche le merende che ti piacciono, cosa preparare per pranzo. Prova a ricordare i momenti in cui ti sei soffermato sulle scelte di fronte a te. La nostra vita è fatta di un fiume di scelte piccole e grandi e ognuna di esse lastrica il nostro cammino attraverso il presente.

Che differenza c'è tra un piccola decisione e una grande?

Poca te l'assicuro. Quando dobbiamo affrontare una scelta importante ci sentiamo spesso impreparati o inadeguati, come se fossimo davanti a una cosa che non abbiamo mai fatto, ma in realtà prendiamo continuamente decisioni, solo che non ne siamo consapevoli o non diamo peso alla cosa. Uno dei primi passi da compiere per scegliere in modo efficace al meglio delle nostre capacità è diventare consapevoli delle nostre scelte.

Come puoi riuscirci?

Comincia a notare le piccole decisioni che prendi durante la giornata, quello che mangi, come ti vesti, le scelte al lavoro e così via. Impara a riconoscere il momento, il bivio e focalizza la tua attenzione sulla decisione in questione. Sottolineala anche verbalmente per registrarla nella tua memoria. Valuta la decisione da prendere e la scelta che ti viene spontanea. Cerca di capire perché hai fatto quella scelta, quali sono i pro e i contro, quali sono le conseguenze. In questo modo prenderai l'abitudine di scegliere, di focalizzare sulle tue decisioni e di valutarle. E così facendo cambierai l'immagine che hai di te stesso e quando dovrai affrontare scelte importanti non ti sentirai più impreparato e proverai meno ansia, perché sei una persona che decide.

Inoltre è importante comprendere che, se è vero che molte scelte hanno poco peso sul nostro futuro mentre solo alcune sono determinanti, non sempre sono le grandi decisioni a pesare di più. Cioè spesso le nostre piccole decisioni segnano il nostro presente e il nostro futuro anche più di quelle grandi. Prova a ricordare una piccola scelta che si è rivelata decisiva, che ti ha cambiato la vita: l'incontro con una persona, l'essere andato o meno in un dato posto, l'aver fatto o meno una cosa. Per esempio, prova a ricordare dove e quando hai incontrato la prima volta la persona che ami. E' stato un caso o una scelta consapevole? Ricordi il motivo che ti ci aveva portato?

Queste mie parole sono un invito a diventare più consapevole delle tue scelte, anche di quelle piccole, per essere preparato ad affrontare quelle grandi. Anzi per essere preparato ad affrontarle tutte, al meglio. Perché ogni scelta merita la nostra attenzione.

Per stasera è tutto, se hai domande o commenti non esitare a lasciarli. Nel prossimi post vedremo approfondiremo altri aspetto dell'argomento.

A presto ;D


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permalink | inviato da Elnor il 20/3/2012 alle 19:55 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
CULTURA
11 ottobre 2011
PAROLE PER PENSARE – Un'alternativa al debito

 

Invece di postare il post previsto già pronto, stasera vi ripropongo un video interessante che secondo me vale la pena ascoltare. Giulietto Chiesa, giornalista professionista politicamente schierato, propone un'alternativa al pagamento del debito pubblico e al salvataggio sistematico delle banche. Un'alternativa che il caso dell'Islanda ha già dimostrato possibile e che ostacolerebbe la caduta della nostra società sotto il peso schiacciante di un debito finanziario creato da altri per il loro profitto.

Indebitare i popoli per salvare le banche non è l'unica scelta, come cercano di convincerci attraverso la propaganda dei media “ufficiali”, e la proposta di Chiesa non è l'unica alternativa efficace e percorribile. Due inviti: ascoltare con attenzione e ascoltare con lucidità e senso critico. Non fidarti, controlla le informazioni e pensa, usa la testa.

Qui trovi il sito di Giulietto Chiesa e qui il post originale con il video. Qui trovi il suo blog sul sito de Il Fatto Quotidiano e qui trovi la sua scheda su wikipedia.

Qui  trovi altri video interessanti.

Buon ascolto.

A presto ;D

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