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Diventa consapevole delle tue decisioni
DIARI
30 dicembre 2012
BUON 2013!

  

Auguri!

L'anno nuovo è alle porte ed è quindi tempo che tiriamo le somme sull'anno passato, in un modo o nell'altro, è tempo che rinnoviamo le nostre intenzioni e gli obiettivi a cui aspiriamo.

Per quanto mi riguarda, il 2012 è stato un buon anno, ricco di emozioni e incontri. Per il blog è stato un anno difficile, con poco tempo a disposizione per concretizzare le idee e i progetti. Molto è rimasto sulla carta ed è da questo molto che ripartirò per andare oltre: ho in testa contenuti migliori, un podcast e contributi diversi.

Per l'Italia invece questo è stato un anno spiacevole, in primo luogo perché il lavoro di smantellamento di Monti e Napolitano sta avendo effetto: disoccupazione e povertà aumentano, le aziende chiudono e il peggio deve ancora venire. Il vuoto pneumatico di informazione e ideali schiaccia la società e ci rende ciechi e stupidi. I peggiori siedono a Roma, una classe politica serva e corrotta senza dignità e consapevolezza.

Le elezioni di primavera possono cambiare il corso del declino di questa bella penisola, ma la maggior parte degli italiani non sa guardare oltre. Oltre se stessi, oltre la porta di casa, oltre oggi e domani.

Eppure qualcosa sta cambiando, un'onda lenta si sta alzando.

La senti?

La consapevolezza si diffonde, sempre più persone si svegliano, si pongono domande e cercano risposte e si incontrano e diffondono quell'informazione che ci hanno rubato. Il 2013 sarà un anno di cambiamenti, in bene e in male, e sarà un anno di occasioni che possiamo e dobbiamo cogliere.

Tutti noi, cittadini, dobbiamo tornare a fare politica. Non quella dei partiti e dei decrepiti burattini e dei camerieri che affollano gli schermi e i palazzi, ma quella delle piazze, vecchie e nuove, quella che guarda al futuro che si interroga sui principi, che aspira a qualcosa di grande, quella che si nutre di cultura e che crea cultura.

Tu cosa ne pensi?

E' tempo di riprenderci l'informazione e di diffondere consapevolezza. La consapevolezza per accettare la verità di quel che siamo, per vedere le menzogne di questo mondo e per comprendere che sono gli altri a dare significato alla nostra esistenza. Abbastanza per affrontare senza paura le scelte della vita e per capire che le scelte di oggi determinano il nostro futuro e il futuro di chi amiamo.

Auguri per un nuovo anno ricco di emozioni e di occasioni!

Grazie e a presto ;D


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permalink | inviato da Elnor il 30/12/2012 alle 20:30 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
DIARI
21 dicembre 2012
BUON NATALE 2012

Auguri!

Come?

Sì, dici bene, sono in anticipo di qualche giorno, ma non sono sicuro di essere online a Natale, quindi preparati per un bell’abbraccio. E’ il secondo Natale per questo blog e, dopo diciotto mesi, posso dire che è molto cambiato, in bene e in male. Ma non è tempo di fare bilanci, forse ti annoierò a fine anno, invece è tempo di accogliere un altro Natale e l’inizio di un nuovo ciclo.

Mi riferisco al sole che dopo i giorni più corti riprende a salire in cielo e mi riferisco a quest’epoca di cambiamenti che ci spinge verso un futuro diverso, incerto forse, e speriamo ricco di opportunità e del meglio della nostra umanità.

Quindi senza indugi ti auguro un felice Natale, ti auguro di vivere momenti indimenticabili, attimi ricchi di emozione e soprattutto ti auguro tanta consapevolezza. Abbastanza consapevolezza per accettare la verità di quel che siamo e per comprendere che sono gli altri a dare significato alla nostra esistenza. Abbastanza per vedere le menzogne di questo mondo e le tue di menzogne. Sufficiente consapevolezza per essere libero, per affrontare senza paura le scelte della vita e renderla speciale. Non importa se breve o lunga, povera o ricca, speciale.

Auguri!

E non dimenticare che le scelte di oggi determinano il futuro.

A presto ;D

DIARI
6 maggio 2012
Il blog compie un anno!

 

Il post di oggi è dedicato a festeggiare il primo anno di vita del blog.

E' passato un anno da quando ha preso il via questo piccolo progetto amatoriale incentrato su tutto quello che riguarda il prendere le decisioni. Come abbiamo ripetuto più volte, scegliere è fondamentale per ognuno di noi: la nostra vita è la somma delle nostre scelte, noi siamo il risultato di tutte le decisioni prese finora. Pensa solo alle decisioni importanti, per esempio il lavoro, la scuola, il tuo partner. Pensa a come e quando hai preso quelle decisioni: ti sono state imposte? Le hai affrontate con calma e lucidità? O eri preso dalle emozioni e dall'urgenza? Avresti preso le stesse decisioni se fossi stato presente e pienamente consapevole delle conseguenze?

Eppure scegliere è un argomento trascurato dalla scuola e dalla formazione tradizionale, che viene trattato in modo significativo solo da certe materie, quali il coaching, la psicologia, la comunicazione, le scienze sociali e poco altro.

Ebbene solo la consapevolezza dei momenti in cui prendiamo le decisioni, solo essere attenti in questi momenti importanti rende le nostre scelte più efficaci e cambia la percezione che abbiamo della nostra vita. Essere consapevoli dell'importanza delle informazioni ci spingerà a informarci meglio e con più attenzione, cambiando in questo modo le nostre scelte. Essere consapevoli della nostra comunicazione mentre raccogliamo le informazioni che ci servono, ci spingerà a comunicare meglio e cambierà il nostro modo di rapportarci con gli altri. Essere consapevoli della nostra emotività mentre prendiamo delle decisioni, ci spingerà a una maggiore comprensione di noi stessi e migliorerà la qualità della nostra vita. Questo ed altro ancora.

Questo blog, tra alti e bassi, contrattempi e ritardi, è riuscito a mettere online più di 130 post, diversi dei quali hanno raggiunto i primi posti dei motori di ricerca e, con mia soddisfazione, continuano a essere letti.

Tirate le somme, nonostante il poco tempo a mia disposizione, ho deciso di continuare questo percorso di studio di gruppo. Nei prossimi dodici mesi aprirò altre rubriche, renderò disponibili contenuti scaricabili utili e soprattutto approfondiremo gli argomenti centrali: l'informazione, le emozioni, la comunicazione, la psicologia, i bisogni che ci spingono e la consapevolezza.

Spero continueremo questo cammino insieme.

Grazie della tua attenzione e a presto ;D

CULTURA
30 dicembre 2011
CONSAPEVOLEZZA

 

Nel mio post di Natale ti ho augurato “abbastanza consapevolezza per vedere le menzogne di questo mondo e capire le tue di menzogne. Per accettare la verità di quello che siamo e per comprendere che sono gli altri a dare significato alla nostra esistenza” eccetera. Visto che me l'hanno chiesto, “cosa intendi con consapevolezza?”, indovina di cosa parliamo stasera.

Cos'è la consapevolezza?

Consapevolezza è un termine usato soprattutto in psicologia e in filosofia. Si parla di solito di consapevolezza di sé, di consapevolezza delle proprie azioni e delle conseguenze di esse, di consapevolezza del mondo intorno a noi e del presente. Il significato dietro a questa parola è così ampio e profondo da non essere facilmente spiegabile. Comprenderlo richiede appunto consapevolezza.

Una buona spiegazione anche se parziale è: consapevolezza è essere coscienti nel momento presente. O più semplicemente la consapevolezza è la capacità di essere presente in quello che stiamo facendo, mentre lo stiamo facendo (Branden).

Se hai capito, puoi evitare di continuare la lettura, se invece questa spiegazione non ti pare molto “digeribile”, il consiglio è di avvicinarsi da lontano. Il linguaggio è pensiero, quindi partiamo da questa. Cito dal vocabolario: “Consapevolezza: cognizione, presa di coscienza di qualcosa”. Un punto di partenza, ma alquanto limitato non credi? Non fa altro che ribadire due “quasi” sinonimi di consapevolezza: cognizione e presa di coscienza. Cognizione: “idea, concetto, conoscenza di qualcosa”, di sé, del mondo, delle conseguenze, degli eventi, eccetera. Coscienza: “capacità dell'uomo di riflettere su se stesso e di attribuire un significato ai propri atti; capacità di percepire e di intendere; capacità di valutare eventi, azioni, conseguenze” e altro ancora. Per Freud la coscienza è una proprietà/qualità della mente che include la soggettività, la consapevolezza, la conoscenza e la capacità di individuare e comprendere le relazioni tra sé e l'ambiente. Parleremo della coscienza in modo approfondito in un post futuro.

La consapevolezza a livello animale è intesa come la percezione e la reazione cognitiva dell'individuo al verificarsi di una certa condizione o di un evento. Per un animale la consapevolezza non implica necessariamente la comprensione. La comprensione è lo stato psicologico, a partire dalla relazione con un oggetto o una persona, che rende capaci di formulare pensieri ed utilizzare concetti per trattare con la persona o l'oggetto. La consapevolezza fornisce la base su cui gli animali possono sviluppare delle idee soggettive circa la loro esperienza. L'uomo è l'unico animale che va oltre le idee, raggiunge la comprensione e in particolare la comprensione dell'inconscio, fino alla pienezza della consapevolezza (l'illuminazione).

Come va? Ci sei ancora? Ancora uno sforzo, dai!

Riassumendo la consapevolezza consiste in conoscenza, comprensione e coscienza, e si manifesta attraverso uno stato mentale che possiamo definire lucido, aperto e presente. Semplificando si è consapevoli quando si conosce e si comprende in piena coscienza un oggetto, un evento, una caratteristica, una persona, un'azione, un sentimento, una conseguenza, eccetera.

E' fondamentale comprendere (appunto) che la consapevolezza è legata al presente e a uno stato mentale transitorio, un momento perfetto in cui la coscienza è elevata e abbiamo il giusto mix di lucidità, presenza, apertura e calma interiore. Raggiungere il giusto stato mentale non è automatico, ma è una dote innata in tutti noi che si manifesta inconsciamente e in modo incontrollato.

Non ti è capitato mai di avere un problema da risolvere e di non riuscire a vedere la soluzione? O dover affrontare una grossa decisione da prendere, ma non comprendere chiaramente quale sia la scelta più giusta per te? O ricordi a scuola quando studiavi un argomento ostico, che non capivi realmente ma imparavi a memoria?

Tu studi, ti informi, ti arrovelli e niente. Poi passa un giorno, due, una settimana, un mese e bam. Arriva il momento che tutto è chiaro, lì, ovvio: la soluzione o la scelta è quella, non sai ancora i particolari, ma è quella. La nostra mente ci spinge naturalmente alla consapevolezza se gliene diamo la possibilità, se riduciamo gli ostacoli al raggiungimento del giusto stato mentale.

E' possibile avere un controllo sulla nostra consapevolezza? E' possibile raggiungere il giusto stato mentale in modo “consapevole”?

Come hai già intuito la risposta è sì, è possibile. Gli ostacoli sono molto numerosi e di solito interiori: un'emotività molto elevata, il pensiero nevrotico e ricorsivo, l'ignoranza in generale, un carattere chiuso, la scarsa conoscenza della propria interiorità, una visione distorta della vita, atteggiamenti mentali negativi, mancanza di attenzione e di focus, regole e convinzioni limitanti e altro ancora.

Il primo passo è rimuovere o ridurre gli ostacoli, seguendo corsi e leggendo libri sul coaching e la psicologia ed esercitandoci con impegno. Il secondo passo è sviluppare le abilità mentali necessarie, per esempio riuscire a controllare le proprie emozioni fino a raggiungere la calma necessaria, imparare a controllare i propri pensieri per essere pienamente presenti, sviluppare la nostra attenzione e l'abilità di mettere a fuoco tutto noi stessi su una singola cosa, sviluppare il nostro senso critico e la capacità di discernere e cercare conoscenza. E altro ancora.

Approfondiremo tutto questo nei prossimi post sull'argomento, ma prima di lasciarti voglio attirare la tua attenzione sul una cosa che avrai già notato o intuito: per avere consapevolezza del mondo, degli altri, degli eventi, del presente, dobbiamo prima essere consapevoli, almeno in una certa misura, di noi stessi e della nostra interiorità.

Di questo parleremo nel prossimo post sull'argomento. Ti ringrazio per avermi seguito fin qui e, in caso di considerazioni, obiezioni o domande ti invito a lasciare un commento.

Grazie e a presto ;D

DIARI
24 dicembre 2011
Buon Natale 2011

 

Ci siamo, è Natale.

Mi scuso per l'assenza di questi giorni, ma tra gli impegni natalizi e il lavoro non sono riuscito a postare con regolarità. E stasera ho solo il tempo per farti gli auguri. Senza indugi quindi ti auguro di vivere momenti indimenticabili ricchi di emozioni, ma soprattutto ti auguro tanta consapevolezza.

Sì, hai capito bene: consapevolezza.

Abbastanza consapevolezza per vedere le menzogne di questo mondo e capire le tue di menzogne. Per accettare la verità di quello che siamo e per comprendere che sono gli altri a dare significato alla nostra esistenza. Consapevolezza sufficiente per essere libero, per affrontare le scelte della tua vita e renderla speciale. Non importa se breve o lunga, povera o ricca, speciale.

Auguri!

E a presto ;D

CULTURA
1 agosto 2011
CREDENZE E CONVINZIONI

 

Questa sera parleremo di ciò che fa la differenza nelle scelte personali e importanti per la nostra vita. Non parlo di cosa mettere stasera quando uscirai, ma di quelle scelte decisive che la vita ci presenta o che prendiamo per l'insorgere di un nuovo bisogno o di una nuova consapevolezza e che richiedono un certo cambiamento e impegno da parte nostra.

Quante volte nella vita hai pensato: ho fatto quella scelta perché ne ero convinto! Hai deciso di fare una certa cosa, convinto che fosse la scelta più giusta e hai ottenuto esattamente quello che cercavi. Nel bene o nel male.

Non ti è mai accaduto?

Per esempio, hai deciso di cambiare lavoro sapendo che era la scelta migliore per te, sapendo che saresti riuscito a trovare un lavoro migliore, un lavoro che ti desse soddisfazioni e non solo stress. E ora hai un nuovo lavoro e una vita diversa. Oppure hai deciso di smettere di fumare, sul serio, e dopo due mesi non ci pensi nemmeno più. Oppure hai deciso di parlare proprio con quella ragazza, quella sera, nonostante la sua bellezza e la tua timidezza, e ora è la tua ragazza. Oppure sei tornato dalle vacanze stanco delle difficoltà nel comunicare con le persone, quindi hai deciso di studiare l'inglese. E dopo un anno lo parli senza difficoltà.

Cosa unisce tutti questi esempi?

Una decisione e la convinzione o la volontà profonda che ti spinge a raggiungere un determinato obiettivo.

Un esempio tipico lo troviamo nello sport: di solito dietro il risultato di una prestazione sportiva non c'è solo un allenamento continuo, ma anche la convinzione irresistibile di voler ottenere quel risultato. Aldilà della possibilità o impossibilità, dell'abilità o dell'incapacità, tutti noi inconsciamente sappiamo che la differenza tra un risultato e un altro di un'azione umana o un'impresa, risiede nella convinzione con cui perseguiamo il nostro fine. Nella volontà e nella convinzione dietro la nostra decisione.

Per esempio, cosa succede se decidi di perdere peso, ma non ne sei veramente convinto?

Che inizierai a fare moto, ti metterai a dieta, ma dopo un certo tempo, alla prima disdetta abbandonerai il tuo proposito. Ed è come se non avessi mai preso quella scelta, anzi peggio, avrai cambiato idea. Ecco una cosa che i dietologi non ti diranno mai: se vuoi dimagrire devi lavorare prima sulla testa e poi sul corpo, cioè devi volerlo, devi sapere con precisione perché lo vuoi, come farai a ottenerlo e come ti sentirai da magro e devi ripetertelo ogni giorno.

Se ti si presenta una scelta e tu compi quella scelta, e se sei in grado di fare quello che scegli, il risultato della tua scelta dipende dalla tua volontà, dai tuoi dubbi, dalla convinzione che ci metti, dalle credenze che hai su di te e sulla scelta in questione.

Cos'è una credenza, una convinzione?

Una credenza non è altro che un sensazione di certezza riguardo qualcosa.

Siamo totalmente convinti, sicuri e certi che una cosa sia così. Per esperienza, per fede, per fiducia o per qualunque motivo. Quindi le credenze danno sicurezza alle persone e anche per questo le persone sono poco disposte a metterle in dubbio. Abbandonare le proprie credenze è molto sgradevole ed è anche per questo che le persone tendono a restare aggrappate a credenze negative o limitanti.

Le credenze possono essere:

  1. Generali
    Riguardano il mondo che ci circonda e come noi lo vediamo, sono cioè quelle convinzioni relative ad argomenti come la vita, la salute, il tempo, la famiglia, gli amici, il denaro, il sesso, il lavoro, la spiritualità, la responsabilità, lo sport, l’alimentazione, la giustizia

  2. Personali
    Sono le convinzioni che abbiamo su noi stessi, che definiscono l'idea e l'immagine che abbiamo di noi stessi.

  3. Regole
    Ne abbiamo già parlato in altri post,
    qui e qui, e sono convinzioni determinate dalle nostre esperienze che ci dicono come comportarci o non comportarci in tutte le situazioni note della vita

Nei prossimi post approfondiremo l'argomento e vedremo ogni tipo di credenza, come si creano e come funzionano. Come avrai capito, l'approccio che seguiremo sarà analogo a quello delle regole, cioè cercare di spiegare in modo semplice molti meccanismi della psicologia umana che stanno dietro alle nostre scelte.

Prima di lasciarci una domanda: perché? Perché noi esseri umani costruiamo dentro di noi queste convinzioni?

A presto ;D

politica estera
21 giugno 2011
VI AUGURO UN EGITTO

 

Stasera voglio dedicare uno spazio a una lettera che mi ha colpito molto.

L'autore è Omar Barghouti, palestinese, attivista per i diritti umani, ex-residente in Egitto, e autore di Divestment and Sanctions (BDS): The Global Struggle for Palestinian Rights (Haymarket Books, 2011) (Boicotaggio, Disinvestimento e Sanzioni (BDS): la lotta globale per i diritti palestinesi).

Per la traduzione in italiano, ringraziamo Miky Lanza per il Centro Studi Sereno Regis.

La lettera si rivolge a noi popoli occidentali e penso meriti tutto il tempo necessario per leggerla.

Vi auguro un Egitto: lettera aperta alle persone coscienziose in Occidente. 

Di Omar Barghouti

Vi auguro lo slancio per resistere; per lottare per la giustizia sociale ed economica; per conquistare la vostra vera libertà e uguali diritti.

Vi auguro la volontà e la capacità di evadere dalle vostre mura di prigione ben nascoste. Vedete, nella nostra parte del mondo, mura di prigione e spesse porte inviolabili sono anche troppo evidenti, ovvie, insopportabili, soffocanti; ecco perché restiamo indocili, ribelli, irati, e sempre attivi nel preparare il nostro giorno di libertà, di luce, quando metteremo insieme una massa critica di potere popolare sufficiente ad attraversare tutte le linee rosse categoriche. Allora potremo sbriciolare le vecchie, brutte, fredde, pesanti catene arrugginite che ci hanno imprigionato mente e corpo per tutta la nostra vita come il lezzo incontenibile di un cadavere putrescente nella nostra claustrofobica cella carceraria.

Le vostre celle sono invece del tutto diverse. I muri sono ben nascosti per non provocarvi la volontà di resistere. E non hanno porte: potete aggirarvi “liberamente” intorno, senza mai riconoscere la prigione più vasta nella quale siete pur sempre confinati.

Vi auguro un Egitto, di modo che possiate decolonizzare la vostra mente, perché solo allora riuscirete a visualizzare la vera libertà, la vera giustizia, la vera uguaglianza, e la vera dignità.

Vi auguro un Egitto, per poter stracciare il foglio con la domanda a scelta multipla “che cosa vuoi?”, giacché tutte le risposte che vi sono date sono sbagliate in pieno. La vostra unica scelta sembra fra un male e un male minore.

Vi auguro un Egitto, perché possiate gridare come i tunisini, gli egiziani, i libici, i bahrainiti, gli yemeniti, e certamente i palestinesi, “No! Non vogliamo scegliere la risposta meno sbagliata. Vogliamo una scelta del tutto altra, che non è nel vostro dannato elenco”. Data la scelta fra schiavitù e morte, noi univocamente optiamo per la libertà e una vita dignitosa — niente schiavitù e niente morte.

Vi auguro un Egitto, perché sappiate ricostruire collettivamente, democraticamente, e responsabilmente le vostre società; ristabilire regole che servano alla gente, non al capitale selvaggio e al suo braccio bancario; porre fine al razzismo e a ogni sorta di discriminazione; guardare più avanti e vivere in armonia con l’ambiente; eliminare guerre e crimini di guerra, anziché posti di lavoro, sussidi e servizi pubblici; investire nell’istruzione e nella sanità, non in combustibili fossili e ricerca sugli armamenti; rovesciare la tirannia repressiva delle multinazionali; e sparire dall’Afghanistan, dall’Iraq, e da tutti gli altri luoghi dove sotto la cappa della “esportazione della democrazia” le vostre ipocrite crociate hanno diffuso disintegrazione sociale e culturale, povertà estrema e disperazione senza fondo.

Vi auguro un Egitto, di modo che possiate adempiere agli obblighi legali e morali dei vostri paesi per aiutare a ricostruire le economie e le società violentate, de-sviluppate delle vostre ex- o attuali – colonie, di modo che i loro giovani possano trovare la propria patria di nuovo vitale, vivibile e amabile, anziché rischiare la morte — o peggio — in alto mare per raggiungere i vostri litorali avvolti nel miraggio, abbandonando i loro cari e luoghi che hanno chiamato casa. Vedete, loro sono “qui” perché voi foste là… e sappiamo tutti che cosa avete fatto là!

Vi auguro un Egitto, perché possiate ravvivare lo spirito della lotta anti-apartheid sud-africana, rendendo Israele responsabile di fronte al diritto internazionale e ai principi universali dei diritti umani, adottando il boicottaggio, il disinvestimento e le sanzioni, invocati da una schiacciante maggioranza della società civile palestinese. Non c’è modo più efficace, nonviolento per por fine all’occupazione, alla discriminazione razziale e al rifiuto pluridecennale da parte d’Israele del diritto sancito dall’ONU al ritorno dei profughi palestinesi.

La nostra oppressione e la vostra sono intimamente interrelate e intrecciate — non è mai una partita a somma zero! La nostra lotta per i diritti e le libertà universali non è un nostro mero slogan auto-gratificante; è piuttosto una lotta per una vera emancipazione e auto-determinazione, un’idea il cui tempo è rumorosamente arrivato. Dopo l’Egitto, è la nostra volta. È la volta della libertà palestinese e della giustizia. È la volta di tutta la gente di questo mondo, particolarmente la più sfruttata e calpestata, per riaffermare la nostra comune umanità e reclamare il controllo sul nostro comune destino. 

Vi auguro un Egitto!

CULTURA
5 giugno 2011
La mente umana

  

Con questo post apriamo la “rubrica” sulle meraviglie della mente umana. Esploreremo gli aspetti più interessanti e nascosti dell'organo più importante del nostro corpo, scoprendo fin dove la scienza si è spinta nello studio del cervello e della mente.

Direi che il primo passo sia introdurre quest'organo meraviglioso. Il cervello umano è circa un chilo e mezzo di grigia materia grassa e flaccida, è grande come una noce di cocco e ha una forma particolare che somiglia vagamente a un rospo raccolto. Non bello a vedersi, no.

Eppure in quel chilo e mezzo c'è la centrale di comando che ci fa agire, sia in modo consapevole, per esempio quando cammini, sia in modo inconsapevole, facendoci respirare e mantenendo il cuore in movimento. E questo solo per iniziare. Perché il cervello gestisce il nostro contatto con il mondo, i sensi, ci fa comunicare con i nostri simili e con altre creature, attraverso la parola e il linguaggio non verbale. Inoltre ci fornisce di memoria, senza la quale non avremmo coscienza, e gestisce le nostre emozioni, dalla più elementare, la paura, alle più complesse, per esempio l'amore. E soprattutto il cervello ha quella magia che ci rende coscienti di essere quello che siamo e che ci permette di prevedere e immaginare e molto altro ancora.

Come ci riesce?

La scienza è ancora molto lontana dallo spiegare il cervello nella pienezza delle sue meraviglie, ma molto è stato scoperto. Il cervello è costituito da due emisferi, divisi a loro volta in “lobi”: frontale, parietale (in alto), occipitale (di dietro), temporale (di lato). Si è scoperto che il cervello è diviso in aree specializzate nelle singole funzioni che possono lavorare singolarmente, per esempio muovere le mani o sentire, e che quando collaborano riescono a ottenere risultati stupefacenti.

Perché quel chilo e mezzo di grasso non solo si è specializzato in modo da poter gestire numerosissime “funzioni”, ma ogni singola area può comunicare con le altre in modo rapidissimo ed efficace, grazie alle caratteristiche delle cellule che compongono il nostro cervello, i neuroni.

Cento miliardi di queste cellule, ognuna connessa con altre migliaia, comunicano tra loro e con il corpo attraverso segnali che percorrono questa rete di cento trilioni di connessioni, dando vita a quel concerto unico e straordinario che è la nostra vita. I segnali elettrici comportano cambiamenti chimici nei neuroni, creano nuovi legami, cambiano quelli vecchi, cambiando così la “rete”. Non è nei singoli neuroni la magia, ma nella rete di connessioni che creano, nella complessità di tutto questo. E' così che il cervello diventa mente.

La mente è la manifestazione consapevole del cervello, ma non è conscia di questo e delle attività che si svolgono in esso.

La complessità di tutto ciò è talmente grande da rendere molto ardua la comprensione di quello che accade nel profondo della nostra “massa grigia”. Non siamo ancora riusciti a “entrare nella macchina”, a decodificarne il linguaggio e la complessità, ma attraverso lo studio della mente si è riusciti a comprendere molto del funzionamento del cervello. E viceversa.

Nei prossimi post vedremo uno alla volta i risultati raggiunti dagli studi delle neuroscienze attraverso semplici schede specifiche.

Non fare quella faccia. Non è noioso come pensi, al contrario. Seguimi e lo vedremo insieme.

A presto ;D

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Ogni scelta che facciamo modella la nostra vita. Ogni singola scelta. E' fondamentale per ognuno di noi diventare consapevoli delle nostre decisioniQuesto blog vuole fornire spunti, informazioni, risposte, domande e risorse sul "prendere decisioni".

Gli argomenti trattati sono: l'informazione, la psicologia, il coaching, i bisogni umani, le emozioni, la consapevolezza.

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