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Diventa consapevole delle tue decisioni
CULTURA
13 marzo 2013
IL PARADOSSO DELLE SCELTE

 

Stasera parliamo una volta ancora di scelte e decisioni e prendiamo spunto da una conferenza di TED che si interroga sulla libertà di scelta. Lo psicologo Barry Schwartz ci spinge a interrogarci su cosa significa la libertà di scelta e quale rapporto abbia con il nostro benessere e la nostra felicità.

Avere molte alternative tra cui scegliere ci rende più liberi e felici?

Pensaci: poter scegliere tra centinaia di prodotti o servizi diversi ci rende più liberi?

Per esempio, vai al supermercato e trovi quindici tipi diversi di riso, quasi trecento vini tra cui scegliere e in generale innumerevoli alternative tra cui decidere quando facciamo la spesa. E lo stesso vale per i vestiti che noi compriamo, quindi per il nostro look, noi possiamo apparire in molteplici modi diversi, siamo noi che decidiamo quale aspetto offrire al mondo. Stessa cosa per quello che riguarda la casa, il lavoro, la salute, quasi tutti gli aspetti della nostra vita, e perfino della morte.

Come abbiamo visto in molti altri post (qui, qui e qui), la nostra vita è realmente una questione di scelte, di un fiume di decisioni che dobbiamo affrontare ogni giorno della nostra vita, piccole e grandi, complesse e semplici, ma sempre delle scelte.

E cosa succede quando le alternative tra cui possiamo scegliere diventano troppe?

Che diventa difficile prendere delle decisioni. Che le troppe alternative ci bloccano e ci fanno rimandare le decisioni. Avere più scelte può essere piacevole e gratificante, ma averne troppe significa più valutazioni, più confronti, più fatica, fino allo stallo psicologico. E anche quando prendiamo la decisione, più alternative abbiamo più siamo insoddisfatti della scelta compiuta.

Questo avviene per diversi motivi, il primo dei quali, il più intuitivo, è che se la nostra scelta non ci appare perfetta non possiamo fare a meno di immaginare che una di quelle che abbiamo scartato sarebbe stata una scelta migliore. E questo ci spinge a rammaricarci della scelta compiuta, riducendo in questo modo la soddisfazione che proviamo per la scelta fatta. Inoltre, dato che il valore che diamo alla nostra scelta dipende dal confronto con le altre, le caratteristiche attraenti delle alternative scartate torneranno nei nostri pensieri e ridurranno ancora di più la soddisfazione che traiamo dalla nostra scelta. Quando prendiamo una decisione, rifiutiamo altre scelte che hanno delle attrattive che rendono meno soddisfacente la nostra scelta.

E ancora, le molte alternative ci spingono ad aspettarci il meglio e a cercare di ottenerlo e quando facciamo la nostra scelta, per quanto ottima, questa ci apparirà sempre non perfetta, non adeguata alle nostre aspettative. L'aumento delle alternative aumenta le nostre aspettative e ci rende meno soddisfatti dopo aver compiuto la nostra scelta, anche quando la scelta è più che buona. Il massimo che possiamo sperare è che la scelta sia all'altezza delle nostre aspettative.

Infine quando ci sono poche alternative possiamo scaricare la responsabilità di una cattiva scelta al mondo, mentre quando ci sono molte alternative i responsabili di una scelta sbagliata siamo noi.

Riassumendo, quando ci sono troppe alternative ci sentiamo insoddisfatti delle nostre scelte perché rimpiangiamo le nostre scelte anche quando sono buone, pensiamo alle opportunità mancate, ci aspettiamo troppo e diamo la colpa a noi stessi della scelta insoddisfacente.

Quindi non è vero che avere più scelta significa avere più libertà e benessere. Avere una scelta è meglio che non averla, ma avere troppa scelta non è detto sia meglio che averne poca.

Tu cosa ne pensi?

Barry Schwartz è uno psicologo americano che studia le connessioni tra economia e psicologia. Scrive spesso sul New York Times e ha scritto il “Paradosso della scelta” in cui sviluppa i temi del video. Qui puoi trovare il suo profilo su TED, qui la sua pagina su Wikipedia e qui la sua pagina personale.

Grazie per avermi seguito fino a qui, se hai dei commenti non esitare a lasciare le tue opinioni.

Prima di chiudere ti lascio uno spunto di riflessione: è possibile gestire l’eccesso di alternative e mantenere alta la nostra soddisfazione?

A presto ;D

CULTURA
13 luglio 2012
PROBLEMI E SCELTE - 1

 

Stasera torniamo a parlare di scelte e del prendere decisioni.

Nel postQuale blogabbiamo visto che scegliere è un obbligo e un bisogno implicito di ogni essere vivente, lespressione di quello che siamo. Nel postCompiere una sceltaabbiamo cercato di comprendere cosa succede quando scegliamo: ci troviamo di fronte a unalternativa, cioè alla possibilità di agire in un modo oppure in un altro, e prendere una decisione significa fare propria una delle alternative e agire di conseguenza. E cancellare per sempre laltra o le altre. Una volta deciso non si torna indietro. Nel postScegliere tutti i giorniabbiamo capito che la nostra vita è fatta di un fiume di scelte piccole e grandi e ognuna di esse lastrica il nostro cammino attraverso il presente. Ogni scelta che facciamo modella la nostra vita. Quando dobbiamo affrontare una scelta importante ci sentiamo spesso impreparati o inadeguati, come se fossimo davanti a una cosa che non abbiamo mai fatto, ma in realtà prendiamo continuamente decisioni, solo che non ne siamo consapevoli o non diamo peso alla cosa.

Oggi parliamo di scelte e di problemi. Che rapporto c'è tra il prendere decisioni e i problemi che affronti tutti i giorni?

Esatto. I problemi richiedono decisioni per essere risolti o superati. Per esempio, la mattina esci, ma l'auto non si accende. Cavolo, arriverai in ritardo. Cosa si fa? Chiami un collega che ti dia un passaggio, oppure corri a prendere l'autobus, ma non basta. L'auto deve essere rimessa in sesto oppure domani sai costretto a trovare un mezzo diverso per andare al lavoro, quindi chiami il meccanico e gli chiedi se può aiutarti. E visto che probabilmente gli servirà tempo, cerchi un mezzo alternativo per i prossimi due giorni. Tutte queste sono scelte che compi per risolvere il problema auto.

Che cos'è un problema?

I problemi sono situazioni della vita da affrontare, sono difficoltà, imprevisti, ostacoli tra te e i tuoi obiettivi, cambiamenti improvvisi di aspetti piccoli o grandi della tua quotidianità. Per esempio, un problema è imparare a usare il frullatore nuovo, oppure sono le incomprensioni in un rapporto lavorativo, oppure è un incidente stradale che blocca la strada davanti a te. Questi sono problemi, ma come avrai notato sono piccoli problemi. I problemi possono essere di diverso tipo e importanza. Per esempio, il problema “devi trovarti una casa perché ti sfrattano fra sei mesi” è più importante del problema “mi hanno rubato la bicicletta”, che è più importante del problema “è finito lo yogurt”.

Si possono evitare i problemi?

No. I problemi fanno parte della vita e non è possibile eliminarli perché quelli che chiamiamo problemi o la parte più importante di essi sono in realtà necessità che dobbiamo soddisfare, desideri che cerchiamo di esaudire, ostacoli tra noi e i nostri obiettivi. Nonostante questo la maggior parte di noi esseri umani non amano i problemi, cercano di evitarli, li temono, li rifiutano e li sfuggano.

Perché non amiamo i problemi?

Perché i problemi ci stressano. La parola stessa è di solito carica di emozioni negative e ascoltarla provoca emozioni negative. Lo stress è la nostra reazione fisica e mentale di fronte a una situazione nuova e i problemi sono fonte di stress proprio perché ci costringono a cambiare noi stessi e aspetti della nostra vita, ci costringono ad agire, a imparare cose nuove, a modificare le nostre abitudini e le nostre regole. Dedicheremo un posto futuro per approfondire questo argomento.

I problemi sono veramente un male, qualcosa da evitare?

Giusto. No, non lo sono. La prospettiva “problema uguale da evitare” è determinata dall'esperienza e dalla mancata educazione a proposito. Tutti noi abbiamo esperienza di problemi affrontati con scelte sbagliate che hanno portato a conseguenze sgradevoli e a provare emozioni come la vergogna, la colpa, la rabbia e perfino l'odio. Sono cicatrici che rimangono nella nostra memoria e contribuiscono a definire quello che siamo, le regole che seguiamo, le nostre paure. Se insegnassero a scuola ad affrontare i problemi in generale e a prendere le decisioni nel modo migliore, allora i problemi ci apparirebbero per quello che sono: situazioni da affrontare.

Se proviamo a vedere i problemi da altri punti di vista, scopriamo che sono occasioni da cogliere per sviluppare le nostre capacità. Per esempio aiutano a sviluppare la capacità di prendere decisioni, la capacità di comunicare, la capacità di controllare le nostre emozioni. Come i nostri muscoli hanno bisogno di esercizio per svilupparsi e mantenersi sani e tonici, anche la nostra mente e le sue molte capacità hanno bisogno di esercizio. I problemi sono gli esercizi e gli strumenti per allenare i nostri muscoli decisionali, emozionali, spirituali. Affrontare problemi e fare le giuste scelte per risolverli aiuta a crescere e mantenere “in forma” la nostra autostima, la forza di volontà, la nostre capacità intuitive e deduttive e molto altro.

Questo dovrebbe essere il punto di vista con cui affrontiamo i problemi. Essere consapevoli che un problema è un'occasione, innanzi tutto di crescita, e un momento importante della nostra vita e che da esso possiamo trarre grandi soddisfazioni ed emozioni positive.

Torniamo alla domanda a inizio del post: che rapporto c'è tra lo scegliere e i problemi?

Problemi uguale scelte da compiere. Per risolvere un problema devi prendere una o più decisioni. Le conseguenze di queste decisioni non sono solo la soluzione del problema, quindi cambiamenti piccoli o grandi nella nostra vita, ma anche cambiamenti in noi stessi, nella nostra mente. Quindi fare le scelte giuste è importante anche per risolvere più efficacemente i problemi.

Nel prossimo post sull'argomento vedremo quali sono le strategie e i modi per affrontare i problemi e le scelte con cui vogliamo risolverli.

Ti ringrazio dell'attenzione e, se vuoi esprimere la tua opinione, non esitare a lasciare un commento.

A presto ;D

CULTURA
22 maggio 2012
DOVE STAI ANDANDO?
 

Stasera torniamo al nostro argomento chiave, scegliere. Vorrei attirare la tua attenzione su alcune domande che ritengo fondamentali nella vita di un essere umano.

Sai dove stai andando?

Non ti sto chiedendo con chi esci stasera e dove vai a divertirti. Sai cosa intendo, dai.

Hai uno scopo nella vita? Hai dei sogni, degli obiettivi? Perché ti alzi la mattina?

Dico proprio a te, sai? A chi altri?

Vuoi mettere su casa e famiglia? OK, bello, mi piace, sai dove stai andando. Vuoi fare carriera e soldi? Vuoi lasciare il segno nella storia? Magnifico. Vuoi trovare l'amore della tua vita e viverci insieme finché morte non vi separi? Vuoi dedicare la tua vita ad aiutare gli altri?

Aldilà dei gusti personali, la cosa importante è che tu sappia dove stai dirigendo la tua vita. Verso uno o più obiettivi che sono al centro dei tuoi pensieri e della tua giornata. Perché la tua vita è proprio come una nave che salpa da un porto e inizia un viaggio, e lo fa sapendo dove sta andando perché ha una destinazione. Ha senso che una nave salpi senza destinazione? Naturalmente no.

Ha senso che la nostra vita non abbia un obiettivo?

No. Se non sai dove stai andando sarai in balia della corrente e degli eventi e arriverai dove non vuoi arrivare e non è detto che sia una bella destinazione, anzi di solito non lo è affatto.

Vivi la vita facendoti portare dagli eventi e dalle decisioni degli altri?

Ho un amico che dice che non ha senso spendere energie e tempo per cercare di raggiungere qualcosa che non puoi raggiungere se non grazie alla fortuna. Dice che non ha senso perché non possiamo opporci ai grandi eventi e se anche siamo tanto fortunati da ottenere quello che cerchiamo, basta un capriccio del destino per rubarcelo.

Tu cosa ne pensi?

Ne sono felice. I suoi ragionamenti sono sbagliati, dannosi e limitanti. Se ci poniamo obiettivi impossibili o molto difficili, come diventare i più ricchi della terra o viaggiare nello spazio, è probabile che non riusciremo a raggiungerli, al contrario se abbiamo obiettivi raggiungibili il nostro peso nell'ottenere quello che desideriamo è determinante. Cioè la possibilità e la responsabilità di raggiungere l'obiettivo è tutta nostra. Ok, non tutta nostra, ci sono eventi che possono cambiare o travolgere la nostra vita, una guerra per esempio, o più semplicemente un incidente.

Eppure se non proviamo, se non agiamo, non otterremo nulla. E cos'è la vita senza sogni o uno scopo? Un lungo vegetare? Un monotono ripetere di giorni grigi ed uguali? A me sembra piuttosto il lasciarci derubare dagli altri delle occasioni e delle possibilità. Questa nostra vita non dura in eterno come crediamo, né rimane sempre uguale, come speriamo. Il cambiamento è un fatto, che ci piaccia o meno, è una presenza costante e tocca a noi renderlo positivo, farne un'esperienza emozionante.

Se pensiamo che ogni sforzo per raggiungere un obiettivo non porta a nulla, allora limitiamo in partenza le nostre azioni, le nostre scelte e possibilità. Se invece pensiamo ogni giorno a quello che sogniamo, se agiamo e compiamo ogni giorno un piccolo passo, la nostra vita diventerà un cammino emozionante. E che raggiungiamo o meno la meta che ci siamo prefissi, sarà valsa la pena compiere il viaggio.

Anche se lo dimentichiamo puntualmente, la vita è un viaggio. E il primo passo per compiere questo viaggio è decidere dove vogliamo andare. Vuoi trovare un lavoro più coinvolgente, o più remunerativo? Fallo. Vuoi trovare un partner con cui condividere il viaggio? Fallo. Vuoi fare un lungo viaggio? Fallo.

Scegliere i nostri obiettivi, grandi e piccoli che siano, sono le decisioni più importanti della nostra vita, quelle che determinano la qualità della nostra vita e il nostro futuro. Di conseguenza dovrebbero essere le scelte a cui prestiamo più attenzione e risorse, in quanto da esse dipendono le nostre scelte future. Non credi?

Tu dove stai andando? Quali sono i tuoi obiettivi nel breve e nel lungo periodo?

Se non ci hai ancora pensato attentamente, allora è opportuno che ci dedichi tutto il tempo necessario. Se invece hai già scelto e le risposte sono chiare, ti invito a ricordare a te stesso le tue decisioni e il perché le hai prese, in particolare ti invito a ricordare le mozioni che hanno definito e accompagnato le tue scelte e le emozioni che proverai raggiungendo i tuoi obiettivi.

Ti ringrazio per questa chiacchierata e ti invito a lasciare un commento se hai opinioni diverse o appunti o consigli.

A presto ;D

20 marzo 2012
Scegliere tutti i giorni

 

Nel postQuale blogabbiamo visto che scegliere è un obbligo e un bisogno implicito di ogni essere vivente, l'espressione di quello che siamo. Nel post “Compiere una scelta” abbiamo cercato di comprendere cosa succede quando scegliamo: ci troviamo di fronte a un'alternativa, cioè alla possibilità di agire in un modo oppure in un altro, e prendere una decisione significa fare propria una delle alternative e agire di conseguenza. E cancellare per sempre l'altra o le altre. Una volta deciso non si torna indietro.

Aldilà delle grandi scelte che ci portano a dare forma a quello che noi chiamiamo "il lavoro", "la famiglia", ci sono mille scelte quotidiane che compiamo, per esempio mentre guidiamo nel traffico, mentre facciamo acquisti, mentre parliamo con gli amici, un flusso continuo di questo o quello, di o no di cui siamo appena consapevoli. Perché la maggior parte delle scelte la deleghiamo a quegli automatismi che ci rendono comoda la vita. Non ci prestiamo attenzione, siamo concentrati su altro, sulla vita, eppure ogni scelta che facciamo modella la nostra vita. Ogni singola scelta.

Non sono solo parole, è la realtà in cui viviamo. Pensaci. Soffermati sul tuo passato recente, focalizza la tua attenzione sulle tue azioni? Perché hai fatto quella cosa? Quando hai deciso di farla? Ricordi il momento? Prova a ricordare quello che hai pensato e provato.

Era una richiesta del tuo responsabile? Comunque hai deciso di eseguire la richiesta. Hai scelto cosa mangiare a cena? Perché hai scelto proprio quel cibo? Perché ti piace. Perché ti piace? Oppure eri a far compere e una dopo l'altra hai affrontato le scelte di prendere quello o l'altro, se mettere nel carrello anche le merende che ti piacciono, cosa preparare per pranzo. Prova a ricordare i momenti in cui ti sei soffermato sulle scelte di fronte a te. La nostra vita è fatta di un fiume di scelte piccole e grandi e ognuna di esse lastrica il nostro cammino attraverso il presente.

Che differenza c'è tra un piccola decisione e una grande?

Poca te l'assicuro. Quando dobbiamo affrontare una scelta importante ci sentiamo spesso impreparati o inadeguati, come se fossimo davanti a una cosa che non abbiamo mai fatto, ma in realtà prendiamo continuamente decisioni, solo che non ne siamo consapevoli o non diamo peso alla cosa. Uno dei primi passi da compiere per scegliere in modo efficace al meglio delle nostre capacità è diventare consapevoli delle nostre scelte.

Come puoi riuscirci?

Comincia a notare le piccole decisioni che prendi durante la giornata, quello che mangi, come ti vesti, le scelte al lavoro e così via. Impara a riconoscere il momento, il bivio e focalizza la tua attenzione sulla decisione in questione. Sottolineala anche verbalmente per registrarla nella tua memoria. Valuta la decisione da prendere e la scelta che ti viene spontanea. Cerca di capire perché hai fatto quella scelta, quali sono i pro e i contro, quali sono le conseguenze. In questo modo prenderai l'abitudine di scegliere, di focalizzare sulle tue decisioni e di valutarle. E così facendo cambierai l'immagine che hai di te stesso e quando dovrai affrontare scelte importanti non ti sentirai più impreparato e proverai meno ansia, perché sei una persona che decide.

Inoltre è importante comprendere che, se è vero che molte scelte hanno poco peso sul nostro futuro mentre solo alcune sono determinanti, non sempre sono le grandi decisioni a pesare di più. Cioè spesso le nostre piccole decisioni segnano il nostro presente e il nostro futuro anche più di quelle grandi. Prova a ricordare una piccola scelta che si è rivelata decisiva, che ti ha cambiato la vita: l'incontro con una persona, l'essere andato o meno in un dato posto, l'aver fatto o meno una cosa. Per esempio, prova a ricordare dove e quando hai incontrato la prima volta la persona che ami. E' stato un caso o una scelta consapevole? Ricordi il motivo che ti ci aveva portato?

Queste mie parole sono un invito a diventare più consapevole delle tue scelte, anche di quelle piccole, per essere preparato ad affrontare quelle grandi. Anzi per essere preparato ad affrontarle tutte, al meglio. Perché ogni scelta merita la nostra attenzione.

Per stasera è tutto, se hai domande o commenti non esitare a lasciarli. Nel prossimi post vedremo approfondiremo altri aspetto dell'argomento.

A presto ;D


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permalink | inviato da Elnor il 20/3/2012 alle 19:55 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
DIARI
2 ottobre 2011
Prove di trasmissione 6 – Perché

 

Stasera un paio di riflessioni personali, ma prima spero avrai notato i miglioramenti a poco a poco introdotti. Ebbene ho ancora molto da mostrarti, sto studiando e ho una lista lunga così di idee. Da qui il primo argomento: hai delle proposte?

Sì, dico a te. Non fare finta di non aver sentito. Il tema del blog l'hai capito, quindi secondo te cosa va bene e cosa va migliorato? Hai degli argomenti che vorresti approfondire? O perfino degli argomenti nuovi?

Ti ringrazio in anticipo di ogni commento o proposta.

Secondo. Mi hanno fatto notare che dovrei postare più spesso, anzi ogni giorno, ma il socio a cui miravo ha abbandonato perché la cosa gli pareva impegnativa, e il sottoscritto ha una vita. Quindi appena trovo una squadra con cui condividere questo progetto riuscirò a postare con maggior frequenza, nel frattempo se vuoi darmi una mano, perché non mi segnali link o risorse interessanti? Grazie!

Ora andiamo alla riflessione principale, più d'uno mi ha chiesto: perché ho scelto questo tema? Perché non scrivo di politica, di economia o di calcio? Avrei sicuramente più lettori e visite, altro che 200 alla settimana.

Ebbene chi di noi consciamente o inconsciamente segue il cammino della consapevolezza, chi cerca risposte, chi cerca di capire, prima o poi comprende quanto “scegliere” sia centrale nella nostra vita quotidiana, quanto sia centrale nella comprensione del mondo e di noi stessi.

Se volessi far filosofia direi che l'intrinseco dualismo della realtà rende necessario per un essere vivente decidere fra alternative, ma qui non facciamo filosofia, quindi andiamo al punto. Noi siamo la somma delle nostre scelte, piccole o grandi che siano, e la nostra vita è determinata dalle nostre decisioni, consapevoli o inconsapevoli che siano. Pensa all'ultimo film che hai visto, o romanzo che hai letto. Ogni storia non è altro che il susseguirsi e il concretizzarsi delle scelte dei personaggi. Così è la nostra vita di cui siamo protagonisti.

Certo, possiamo vivere comunque senza renderci conto di tutto questo, senza capire come e perché prendiamo certe decisioni, seguire l'istinto. Ma vivere come? Non pensi che essere consapevole delle tue scelte ti permetta di cogliere tutte le occasioni che la vita ti presenta? E ti permetta di prendere le decisioni nel modo migliore e per questo vivere una vita piena e intensa?

Per quanto mi riguarda, il blog permette di approfondire questi argomenti e allo stesso tempo di condividerli con te e con tutti coloro che vorranno affacciarsi su queste pagine. Tutto qui.

Stop. E' tempo che smetta di tediarti. Ti auguro una giornata interessante.

A presto ;D

DIARI
17 agosto 2011
TEMPI INTERESSANTI

 

Mi scuso per l'assenza di queste settimane, ma agosto è un mese “galeotto”, vuoi il caldo, vuoi il mare, si fa “altro”. Le giornate volano e per un poco ci si dimentica degli impegni e delle nuvole scure all'orizzonte. Nuvole metaforiche che annunciano tempeste ed eventi poi non così imprevedibili come vogliono farci credere.

Viviamo in tempi interessanti. Sono in atto cambiamenti poderosi a livello politico, economico, ma soprattutto sociale e culturale. Il decennio che si apre innanzi sarà portatore di cambiamenti non meno del precedente, anche se forse più drammatici.

E non a caso le informazioni che ci arrivano dai media ufficiali sono confuse e parziali, se non manipolate o peggio. Spesso sono vere e proprie armi usate contro noi tutti allo scopo di modificare la nostra visione della realtà a vantaggio dei pochi che ne traggono interesse.

Ma non è dell'informazione che voglio parlare stasera, ce ne occuperemo a lungo nel prossimo futuro, piuttosto volevo parlare di spettatori e protagonisti.

Chi è il protagonista della nostra vita?

Non mi guardare in quel modo, dai. Esatto, il protagonista siamo noi.

Allora perché viviamo come se fossimo spettatori?

Lo ripeto: perché vivi come se fossi uno spettatore della tua vita? Uno spettatore della realtà in cui vivi?

Viviamo in tempi interessanti e continuiamo a vivere come se fossimo spettatori di un film, seduti comodi nelle nostre poltrone, al sicuro, mentre là sullo schermo ci sono morti, drammi, dolore, eventi sconvolgenti.

Per noi la vita è il piccolo mondo fatto di casa, famiglia, lavoro, amici, vacanze e poco altro. Ed è normale che sia così, dopotutto noi viviamo il presente, il nostro presente, viviamo l'ora e il nostro sguardo non va oltre l'orizzonte, quindi il resto arriva attraverso le parole, la tv, i media, internet. Attraverso uno schermo o un giornale. Noi siamo qui e il resto è là.

Eppure la realtà va oltre i confini del nostro piccolo mondo, della nostra quotidianità e, che lo vogliamo o meno, la realtà si muove e cambia, spinta da molte forze diverse, naturali e umane e, che lo vogliamo o meno, con essa cambia il nostro presente e il nostro futuro.

La realtà, quella vera non quella del nostro piccolo mondo, può presentarsi alla nostra porta, può travolgerci, ispirarci e cambiare la nostra mente, può darci occasioni che non sogniamo nemmeno o privarci dei nostri beni o degli affetti più cari.

Allora perché stiamo a guardare?

No, non dire che non puoi fare nulla, che sono altri a decidere, che sei uno su un miliardo. Tu non puoi controllare il mondo, ma puoi controllare te stesso e le tue scelte. Puoi decidere cosa fare ogni giorno, perché sei il protagonista di questa storia che tu chiami vita.

Da solo non puoi spostare una montagna, insieme agli altri puoi farlo. E alla fine non servono grandi sforzi per cambiare il mondo, ma grandi decisioni. Si può scendere in piazza per manifestare la nostra opinione oppure si può esprimere la nostra scelta cambiando quello che siamo e comunicandolo al mondo attorno a noi. Per esempio, possiamo decidere di non comprare certi prodotti perché vengono realizzati sfruttando il lavoro dei bambini e possiamo dirlo a quelli che conosciamo e a chi li vende. Oppure possiamo cambiare quelle nostre abitudini che inquinano il mondo, come comprare acqua minerale dove abbiamo una buona acqua potabile.

Sono mille i modi per cambiare il mondo, ma tutti seguono lo stesso cammino: capire la realtà, decidere cosa fare, agire e comunicarlo. E così facendo usiamo la nostra mente, cambiamo la nostra vita e noi stessi, cresciamo e cambiamo il mondo attorno a noi.

Tu che mi leggi, ti prego, fai un dono a te stesso: sii protagonista e non spettatore.

A presto ;D

DIARI
12 luglio 2011
SULLA ROTTA

     

Da queste parti il caldo è oltre misura e il cervello fatica a mantenersi sveglio. In questi giorni non ho molto tempo da dedicare al blog e il caldo estenuante non aiuta. Quindi argomento a piacere. Scelgo io. Stasera parliamo di rotte, non quelle marittime, ma quelle che diamo alla nostra vita.

La maggior parte di noi si fa portare dalla corrente, lascia passare la vita senza decidere dove andare. Eppure quando mai una nave lascia il porto senza sapere prima la destinazione. Noi invece ci conformiamo alla società in cui viviamo, alle richieste della nostra famiglia, agli amici, al nostro lavoro, senza decidere la rotta che vogliamo seguire nella nostra vita. Come se fossimo immortali, se avessimo tutto il tempo da sprecare. Invece la vita è breve, effimera come il fumo nel vento e i giorni ci sfuggono, non lasciano nulla dentro di noi e nella nostra memoria.

Cosa aspettiamo? Cosa aspetti?

Se non decidi tu la rotta da seguire lo farà qualcun altro e non è affatto detto che il risultato sia piacevole. Cosa hai fatto oggi? Perché l'hai fatto? Quali emozioni hai provato? Cosa farai domani? Perché lo farai? E quali emozioni vuoi provare?

E' tempo di smetterla di lasciarsi vivere e iniziare a scegliere come vuoi vivere le tue giornate. Non devi sconvolgere la tua esistenza, a meno che non tu non lo voglia. Per iniziare diventa più consapevole di te, del presente, delle tue emozioni e dei tuoi bisogni.

No, non è facile, ma è un primo passo. Soffermati a guardare e ascoltare, ascoltati, ascolta i tuoi pensieri, guarda i tuoi gesti, perché fai quello che fai?

E' così che inizia. Momenti di presenza e domande. Con le risposte arriva il bisogno di agire. Si fa un piano, si imposta la rotta e se l'energia che ci spinge è sufficiente, ecco, il nostro futuro è cambiato e si prova una sensazione unica.

Se fai parte della minoranza che decide la propria rotta, sai di cosa parlo. No?

Ed è un altro inizio, tu arrivi dove vuoi arrivare e gli orizzonti cambiano, si aprono su nuovi mari e nuove rotte. Questa è la vita.

Che aspetti?

A presto ;D


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permalink | inviato da Elnor il 12/7/2011 alle 21:32 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa
CULTURA
27 aprile 2011
PAURA DI SCEGLIERE

Come dicevo all'inizio del primo post (qui): anche se non ce ne rendiamo conto, che ci piaccia o meno, scegliere è una cosa che facciamo continuamente, ogni giorno. Scegliamo i vestiti che indossiamo, il cibo che mangiamo, i prodotti da acquistare, scegliamo gli amici, i locali che frequentiamo, i nostri hobby, la nostra carriera. Che lo facciamo consciamente o inconsciamente, che ci piaccia o meno, scegliere è una costante della nostra vita.

Come dici? C'è una bella differenza tra le piccole scelte quotidiane e quelle importanti?

Sì, ci sono scelte che sappiamo cambieranno la nostra vita, per esempio i figli o il lavoro, ma ci sono scelte che a prima vista non sembrano significative ma che sono destinate a diventarlo. Per esempio, una sera non avevi pianificato di uscire, ma poi hai chiamato gli amici e siete andati in quel bar e lì hai conosciuto lei o lui.

Forse la differenza a cui ti riferisci non è solo nella portata delle conseguenze della decisione che devi prendere, ma nello stato emotivo  con cui affrontiamo certe scelte. La nostra vita è un cammino di scelte, facili e difficili, rischiose o insignificanti, certe volte giuste e altre sbagliate, che certe volte ci hanno premiato e altre ci hanno fatto soffrire. Tutte queste scelte ci hanno reso quelli che siamo. Ogni qualvolta ci si presenta una decisione, automaticamente ricordiamo le scelte passate, quelle scottanti più di quelle piacevoli, e ci chiediamo se questa decisione ci porterà dolore o piacere. Piacere e dolore sono le due chiavi essenziali che ci spingono ad agire: vogliamo evitare il dolore e ricevere piacere.

La maggior parte delle persone non ama scegliere, non vuole scegliere, perché ha paura di prendere decisioni sbagliate, decisioni che gli porteranno dolore. Così ci facciamo bloccare dallo stato emotivo negativo con cui affrontiamo quella scelta, abbiamo paura dell'ignoto, vogliamo certezze sulle conseguenze arrivando a rifiutare la decisione. Eppure evitare o rifiutare una decisione è una scelta a sua volta, significa lasciare che sia il caso, gli eventi o gli altri a scegliere per noi La paura è uno stato emotivo, è un meccanismo di difesa molto utile che ci ha fornito la natura, che però può diventare dannoso se ce ne lasciamo sopraffare.

Non possiamo evitare la decisione e neppure ritardarla oltre misura. L'unica cosa che possiamo fare è prendere la decisione in modo consapevole nel pieno delle nostre facoltà.

Il primo passo per affrontare questa nostra paura è esserne consapevoli, il secondo è quello di prestare attenzione a tutte le decisioni che prendiamo, piccole o grandi che siano, e il terzo passo è abituarsi e allenarsi a prendere decisioni, a partire da quelle semplici.

Il passo successivo naturalmente è comprendere cosa significa scegliere e come prendiamo le nostre decisioni. Cosa che cercheremo di fare a piccoli passi.

A presto

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Ogni scelta che facciamo modella la nostra vita. Ogni singola scelta. E' fondamentale per ognuno di noi diventare consapevoli delle nostre decisioniQuesto blog vuole fornire spunti, informazioni, risposte, domande e risorse sul "prendere decisioni".

Gli argomenti trattati sono: l'informazione, la psicologia, il coaching, i bisogni umani, le emozioni, la consapevolezza.

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