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POLITICA
13 gennaio 2013
VOTARE D'INVERNO

    

Questa sera ho deciso di proporti una riflessione su cui mi sono soffermato le scorse settimane, una riflessione che riguarda le imminenti elezioni.

Alla fine dell'anno appena concluso, il governo Monti si è dimesso senza discussione parlamentare e senza sfiducia parlamentare. Per la prima volta nella storia della repubblica italiana.

Non pensi ci sia qualcosa di strano in questo?

Non sono tre i poteri dello stato? E il parlamento? Non conta più nulla?

E la costituzione? Chi difende la costituzione?

Ancora prima delle dimissioni del governo tecnico, presidente e ministri hanno deciso che le elezioni si sarebbero tenute alla fine di febbraio. Per la prima volta nella storia della repubblica italiana.

Normalmente le elezioni e i referendum si tengono a maggio o giugno, per favorire la partecipazione dei cittadini, per ridurre i costi, per avere tempo di fare campagna elettorale. Di solito la politica quando vuole ridurre la partecipazione dei cittadini, cerca di spostare avanti le date a dopo la chiusura delle scuole, a giugno inoltrato, quando le vacanze smorzano l'interesse al voto. Secondo te, perché questa volta votiamo a febbraio?

Certo, è chiaro, ma lo è agli occhi di tutti?

Il governo si è dimesso in anticipo per permettere a Napolitano di gestire l'elezione di un nuovo governo, in quanto il suo mandato finisce prima di maggio. Il governo si è dimesso in anticipo per tentare di escludere il Movimento 5 Stelle dalle prossime elezioni perché il tempo necessario per la raccolta delle firme dei cittadini necessarie a partecipare è in questo modo limitato. Il governo si è dimesso in anticipo per tentare di ridurre i voti che il M5S potrebbe ricevere alle prossime elezioni, perché la campagna elettorale è stata ridotta da cinque mesi a uno. E infine non dimentichiamo che le elezioni in pieno inverno scoraggiano i cittadini ad andare a votare.

Perché lo fanno?

Certo che lo sai, ma un ripasso non fa male.

Alla fine del 2011, il colpo di stato capeggiato da Napolitano, ha messo in piedi un governo di “tecnici”, che sembrava pensato da un banchiere di Goldman Sachs, guidato da Monti. Questo governo, in nome della salvezza dell'Italia, ci ha regalato un anno di leggi massacranti: tasse, più iva, imu, tagli alle regioni, licenziamenti, tagli alla sanità, tagli ai servizi, svendita di beni pubblici, tagli ai comuni, la modifica vergognosa di quattro articoli della costituzione per introdurre il pareggio di bilancio, una follia economica, l'approvazione del MES e conseguente indebitamento per 125 miliardi solo per iniziare, il Fiscal compact, cioè l'impegno di ridurre il debito pubblico di 1000 miliardi in 20 anni, tutto senza toccare le classi abbienti, agevolando le grandi imprese e aumentando il debito italiano di 100 miliardi. Una serie di colpi mortali al tessuto economico italiano, i cui risultati si vedono ora: recessione, disoccupazione, migliaia di piccole aziende che chiudono, povertà.

Più che soluzioni per una crisi, tutto questo sembra il modo più efficace per mandare in crisi l'economia del paese.

E' in questo modo che salvano l'Italia?

E poi da chi o cosa ci dovrebbero salvare?

Lo scontento è cresciuto molto verso l'estate e i risultati delle elezioni regionali in Sicilia lo hanno espresso appieno. Il Movimento 5 Stelle raccoglie il voto di protesta degli elettori italiani stanchi o consapevoli e minaccia lo status quo e i progetti dei potenti. C'è il rischio di sconvolgere i risultati delle elezioni del 2013. Per questo si attacca Grillo e il movimento con ogni pretesto e con tutti i mezzi di informazione allineati. Per questo hanno cercato di emanare una nuova legge elettorale capace di fermare il M5S, ma la classe politica e le classi dominanti non sono riusciti a trovare un accordo. Ora stanno correndo contro il tempo per limitare la diffusione del malcontento, della protesta, dell'intenzione lucida di cambiare quella politica che ha permesso questo scempio.

Sì, è evidente, hai ragione. Lo hanno perfino detto loro stessi, in modo chiaro, nelle interviste, in tv, sui media allineati.

Andiamo al punto: il 24 febbraio si vota, il momento in cui il tuo voto ha un peso determinante, il momento in cui puoi far parte di una scelta diversa, in cui puoi cambiare il futuro.

Stanno facendo di tutto per far sì che buona parte degli italiani non vada a votare, perché quando i cittadini si disinteressano e lascia nelle mani di pochi l'esercizio della propria sovranità, in quel momento le classi dirigenti possono controllare i risultati a proprio vantaggio.

E' quello che vuoi?

Che continuino a creare un futuro a vantaggio di pochi?

L'ultimo weekend di febbraio prendi una decisione per te stesso, per il tuo futuro, per il futuro dei tuoi figli: vai a votare. Chiunque tu voglia sostenere, vai a votare.

Grazie dell'attenzione e della pazienza.

A presto ;D

CULTURA
1 agosto 2011
CREDENZE E CONVINZIONI

 

Questa sera parleremo di ciò che fa la differenza nelle scelte personali e importanti per la nostra vita. Non parlo di cosa mettere stasera quando uscirai, ma di quelle scelte decisive che la vita ci presenta o che prendiamo per l'insorgere di un nuovo bisogno o di una nuova consapevolezza e che richiedono un certo cambiamento e impegno da parte nostra.

Quante volte nella vita hai pensato: ho fatto quella scelta perché ne ero convinto! Hai deciso di fare una certa cosa, convinto che fosse la scelta più giusta e hai ottenuto esattamente quello che cercavi. Nel bene o nel male.

Non ti è mai accaduto?

Per esempio, hai deciso di cambiare lavoro sapendo che era la scelta migliore per te, sapendo che saresti riuscito a trovare un lavoro migliore, un lavoro che ti desse soddisfazioni e non solo stress. E ora hai un nuovo lavoro e una vita diversa. Oppure hai deciso di smettere di fumare, sul serio, e dopo due mesi non ci pensi nemmeno più. Oppure hai deciso di parlare proprio con quella ragazza, quella sera, nonostante la sua bellezza e la tua timidezza, e ora è la tua ragazza. Oppure sei tornato dalle vacanze stanco delle difficoltà nel comunicare con le persone, quindi hai deciso di studiare l'inglese. E dopo un anno lo parli senza difficoltà.

Cosa unisce tutti questi esempi?

Una decisione e la convinzione o la volontà profonda che ti spinge a raggiungere un determinato obiettivo.

Un esempio tipico lo troviamo nello sport: di solito dietro il risultato di una prestazione sportiva non c'è solo un allenamento continuo, ma anche la convinzione irresistibile di voler ottenere quel risultato. Aldilà della possibilità o impossibilità, dell'abilità o dell'incapacità, tutti noi inconsciamente sappiamo che la differenza tra un risultato e un altro di un'azione umana o un'impresa, risiede nella convinzione con cui perseguiamo il nostro fine. Nella volontà e nella convinzione dietro la nostra decisione.

Per esempio, cosa succede se decidi di perdere peso, ma non ne sei veramente convinto?

Che inizierai a fare moto, ti metterai a dieta, ma dopo un certo tempo, alla prima disdetta abbandonerai il tuo proposito. Ed è come se non avessi mai preso quella scelta, anzi peggio, avrai cambiato idea. Ecco una cosa che i dietologi non ti diranno mai: se vuoi dimagrire devi lavorare prima sulla testa e poi sul corpo, cioè devi volerlo, devi sapere con precisione perché lo vuoi, come farai a ottenerlo e come ti sentirai da magro e devi ripetertelo ogni giorno.

Se ti si presenta una scelta e tu compi quella scelta, e se sei in grado di fare quello che scegli, il risultato della tua scelta dipende dalla tua volontà, dai tuoi dubbi, dalla convinzione che ci metti, dalle credenze che hai su di te e sulla scelta in questione.

Cos'è una credenza, una convinzione?

Una credenza non è altro che un sensazione di certezza riguardo qualcosa.

Siamo totalmente convinti, sicuri e certi che una cosa sia così. Per esperienza, per fede, per fiducia o per qualunque motivo. Quindi le credenze danno sicurezza alle persone e anche per questo le persone sono poco disposte a metterle in dubbio. Abbandonare le proprie credenze è molto sgradevole ed è anche per questo che le persone tendono a restare aggrappate a credenze negative o limitanti.

Le credenze possono essere:

  1. Generali
    Riguardano il mondo che ci circonda e come noi lo vediamo, sono cioè quelle convinzioni relative ad argomenti come la vita, la salute, il tempo, la famiglia, gli amici, il denaro, il sesso, il lavoro, la spiritualità, la responsabilità, lo sport, l’alimentazione, la giustizia

  2. Personali
    Sono le convinzioni che abbiamo su noi stessi, che definiscono l'idea e l'immagine che abbiamo di noi stessi.

  3. Regole
    Ne abbiamo già parlato in altri post,
    qui e qui, e sono convinzioni determinate dalle nostre esperienze che ci dicono come comportarci o non comportarci in tutte le situazioni note della vita

Nei prossimi post approfondiremo l'argomento e vedremo ogni tipo di credenza, come si creano e come funzionano. Come avrai capito, l'approccio che seguiremo sarà analogo a quello delle regole, cioè cercare di spiegare in modo semplice molti meccanismi della psicologia umana che stanno dietro alle nostre scelte.

Prima di lasciarci una domanda: perché? Perché noi esseri umani costruiamo dentro di noi queste convinzioni?

A presto ;D

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Gli argomenti trattati sono: l'informazione, la psicologia, il coaching, i bisogni umani, le emozioni, la consapevolezza.

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