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CULTURA
19 luglio 2012
PROBLEMI E SCELTE – 2 – Come si affrontano i problemi?

   

Stasera riprendiamo l'argomento delle scelte e dei problemi.

Nel post precedente,Problemi e scelte1abbiamo esplorato il rapporto tra il prendere decisioni e i problemi che affrontiamo tutti i giorni e abbiamo compreso che i problemi sono situazioni della vita da affrontare, ne fanno parte e non è possibile eliminarli. Inoltre abbiamo capito che i problemi richiedono decisioni per essere risolti o superati. Infine, se affrontiamo la questione da un diverso punto di vista, i problemi sono gli esercizi e gli strumenti per allenare i nostri muscoli decisionali, emozionali e spirituali.

Tu come risolvi i problemi?

I problemi della nostra vita sono grandi o piccoli e di molti tipi diversi (pratici, lavorativi, emotivi, comunicativi, ecc) e di sicuro non c'è un'unica ricetta per risolverli, ma tutti richiedono che si facciano scelte e si agisca di conseguenza. Se non si affronta la situazione, il che è una scelta precisa, raramente il problema scomparirà, ma di solito diventerà più importante e urgente. Quindi il modo più efficace per risolvere un problema è affrontarlo e prendere le decisioni opportune.

D'altra parte ci sono modi di affrontare i problemi più efficaci di altri, per questo vorrei attirare la tua attenzione su alcuni di questi approcci:

1. Studia il problema

Come già detto, il primo passo è affrontare il problema, non ignorarlo, non rimandare a un futuro incerto la sua soluzione, non mentire a noi stessi su di esso, non cercare di distorcere la realtà per minimizzarlo. Il secondo passo da compiere per risolvere un problema è esaminarlo e studiarlo finché non lo vedrai com'è veramente, ne più piccolo né più grande di quello che è, finché non lo conoscerai a fondo o almeno abbastanza da poterlo affrontare.

Per esempio, hai un problema con il pc, non funziona più bene, ma prima di poter decidere il da farsi è opportuno raccogliere tutte le informazioni possibili: cosa non funziona, da quando, cosa è successo prima che mostrasse il problema, e così via. Questo non solo ti aiuterà se ti rivolgi a un esperto, ma ti permette di cercare informazioni su internet, per esempio, e trovare soluzioni da chi ha già avuto il tuo stesso problema.

Più conosci il problema e migliori sono le tue scelte per risolverlo e più efficaci le azioni che intraprendi.

2. Cambia il modo con cui nei parli

A iniziare dalla parola “problemi”. Come visto nel post precedente, normalmente diamo ad essa una valenza negativa, la colleghiamo a esperienze ed emozioni negative. Quindi non usarla, usa dei sinonimi, come “situazione” o “situazione da risolvere” o “imprevisto” o quello che tu preferisci. Ma il mio invito vuole andare oltre. Le parole che usiamo influenzano e definiscono le nostre emozioni e la nostra percezione della realtà, per esempio, se diciamo che un'esperienza che abbiamo vissuto è stataterribile”, proveremo emozioni diverse rispetto al caso in cui dicessimo che è stataspiacevole. Usare un linguaggio negativo ci spinge a provare emozioni negative, usare un linguaggio positivo ci spinge a provare emozioni positive e ci permette di attingere a molte risorse interiori. Quindi quando affronti un problema cambia il modo con cui ne parli e cambierai i risultati dei tuoi sforzi e le emozioni che proverai.

3. Fai le domande giuste

Per decidere come affrontare il problema, devi farti le domande giuste nel modo giusto. Le domande controllano la nostra attenzione, su quale aspetto della vita ci concentriamo, quindi poniti domande che ti permettono di analizzare il problema, di vedere il problema per quello che è, le domande che ti focalizzano sulla soluzione e su come affrontare le difficoltà per raggiungerla.

Inoltre le domande influenzano le nostre emozioni, quindi puoi usare le domande per motivarti. Per esempio, puoi chiederti “Come mi sentirò dopo aver risolto il problema?” oppure “Come cambierà la mia vita, quando avrò superato questo ostacolo?”. Attenzione, ho detto “quando avrò superato il problema” non “se avrò superato il problema”. Il se comporta il dubbio implicito di non poter superare il problema. Quindi non basta porsi le domande giuste, ma bisogna porsele nel modo giusto.

4. Controlla le tue emozioni

Appena adesso ti ho invitato a usare le domande per controllare le tue emozioni, è un metodo molto potente che tratteremo a fondo in futuro, ma non è l'unico. Ci sono diversi modi per controllare il nostro stato emotivo e uno dei più efficaci è muoversi. Sì, hai capito bene. Le emozioni influenzano e determinano i nostri movimenti e atteggiamenti fisici. Considera il linguaggio non verbale: è per la maggior parte usato da ognuno di noi per esprimere le proprie emozioni. Ne parleremo a fondo parlando di comunicazione.

E' vero anche che i nostri movimenti influenzano le nostre emozioni. Pensa al sorriso. Se sorridi, anche se ti senti triste, inizierai a sentirti meglio. Perciò quando ti senti arrabbiato, impaurito o preda delle emozioni, usa il tuo corpo, muoviti, corri, salta, raddrizza le spalle e assumi posture aperte e sicure, agisci e dai sfogo all'energia che ti porti dentro. Questo influenzerà le tue sensazioni, le tue emozioni e quindi la percezione che in quel momento hai del problema.

Stasera ci fermiamo qui. Nel prossimo post concluderemo la lista degli approcci efficaci alla risoluzione dei problemi.

Nel frattempo ti lascio con un domanda: quale differenza pensi ci sia tra il risolvere un piccolo problema e la soluzione di un grande problema? Per esempio, che differenza c'è tra un lampadario che non si accede più e il trovare un lavoro migliore?

Grazie dell'attenzione e a presto ;D

CULTURA
13 luglio 2012
PROBLEMI E SCELTE - 1

 

Stasera torniamo a parlare di scelte e del prendere decisioni.

Nel postQuale blogabbiamo visto che scegliere è un obbligo e un bisogno implicito di ogni essere vivente, lespressione di quello che siamo. Nel postCompiere una sceltaabbiamo cercato di comprendere cosa succede quando scegliamo: ci troviamo di fronte a unalternativa, cioè alla possibilità di agire in un modo oppure in un altro, e prendere una decisione significa fare propria una delle alternative e agire di conseguenza. E cancellare per sempre laltra o le altre. Una volta deciso non si torna indietro. Nel postScegliere tutti i giorniabbiamo capito che la nostra vita è fatta di un fiume di scelte piccole e grandi e ognuna di esse lastrica il nostro cammino attraverso il presente. Ogni scelta che facciamo modella la nostra vita. Quando dobbiamo affrontare una scelta importante ci sentiamo spesso impreparati o inadeguati, come se fossimo davanti a una cosa che non abbiamo mai fatto, ma in realtà prendiamo continuamente decisioni, solo che non ne siamo consapevoli o non diamo peso alla cosa.

Oggi parliamo di scelte e di problemi. Che rapporto c'è tra il prendere decisioni e i problemi che affronti tutti i giorni?

Esatto. I problemi richiedono decisioni per essere risolti o superati. Per esempio, la mattina esci, ma l'auto non si accende. Cavolo, arriverai in ritardo. Cosa si fa? Chiami un collega che ti dia un passaggio, oppure corri a prendere l'autobus, ma non basta. L'auto deve essere rimessa in sesto oppure domani sai costretto a trovare un mezzo diverso per andare al lavoro, quindi chiami il meccanico e gli chiedi se può aiutarti. E visto che probabilmente gli servirà tempo, cerchi un mezzo alternativo per i prossimi due giorni. Tutte queste sono scelte che compi per risolvere il problema auto.

Che cos'è un problema?

I problemi sono situazioni della vita da affrontare, sono difficoltà, imprevisti, ostacoli tra te e i tuoi obiettivi, cambiamenti improvvisi di aspetti piccoli o grandi della tua quotidianità. Per esempio, un problema è imparare a usare il frullatore nuovo, oppure sono le incomprensioni in un rapporto lavorativo, oppure è un incidente stradale che blocca la strada davanti a te. Questi sono problemi, ma come avrai notato sono piccoli problemi. I problemi possono essere di diverso tipo e importanza. Per esempio, il problema “devi trovarti una casa perché ti sfrattano fra sei mesi” è più importante del problema “mi hanno rubato la bicicletta”, che è più importante del problema “è finito lo yogurt”.

Si possono evitare i problemi?

No. I problemi fanno parte della vita e non è possibile eliminarli perché quelli che chiamiamo problemi o la parte più importante di essi sono in realtà necessità che dobbiamo soddisfare, desideri che cerchiamo di esaudire, ostacoli tra noi e i nostri obiettivi. Nonostante questo la maggior parte di noi esseri umani non amano i problemi, cercano di evitarli, li temono, li rifiutano e li sfuggano.

Perché non amiamo i problemi?

Perché i problemi ci stressano. La parola stessa è di solito carica di emozioni negative e ascoltarla provoca emozioni negative. Lo stress è la nostra reazione fisica e mentale di fronte a una situazione nuova e i problemi sono fonte di stress proprio perché ci costringono a cambiare noi stessi e aspetti della nostra vita, ci costringono ad agire, a imparare cose nuove, a modificare le nostre abitudini e le nostre regole. Dedicheremo un posto futuro per approfondire questo argomento.

I problemi sono veramente un male, qualcosa da evitare?

Giusto. No, non lo sono. La prospettiva “problema uguale da evitare” è determinata dall'esperienza e dalla mancata educazione a proposito. Tutti noi abbiamo esperienza di problemi affrontati con scelte sbagliate che hanno portato a conseguenze sgradevoli e a provare emozioni come la vergogna, la colpa, la rabbia e perfino l'odio. Sono cicatrici che rimangono nella nostra memoria e contribuiscono a definire quello che siamo, le regole che seguiamo, le nostre paure. Se insegnassero a scuola ad affrontare i problemi in generale e a prendere le decisioni nel modo migliore, allora i problemi ci apparirebbero per quello che sono: situazioni da affrontare.

Se proviamo a vedere i problemi da altri punti di vista, scopriamo che sono occasioni da cogliere per sviluppare le nostre capacità. Per esempio aiutano a sviluppare la capacità di prendere decisioni, la capacità di comunicare, la capacità di controllare le nostre emozioni. Come i nostri muscoli hanno bisogno di esercizio per svilupparsi e mantenersi sani e tonici, anche la nostra mente e le sue molte capacità hanno bisogno di esercizio. I problemi sono gli esercizi e gli strumenti per allenare i nostri muscoli decisionali, emozionali, spirituali. Affrontare problemi e fare le giuste scelte per risolverli aiuta a crescere e mantenere “in forma” la nostra autostima, la forza di volontà, la nostre capacità intuitive e deduttive e molto altro.

Questo dovrebbe essere il punto di vista con cui affrontiamo i problemi. Essere consapevoli che un problema è un'occasione, innanzi tutto di crescita, e un momento importante della nostra vita e che da esso possiamo trarre grandi soddisfazioni ed emozioni positive.

Torniamo alla domanda a inizio del post: che rapporto c'è tra lo scegliere e i problemi?

Problemi uguale scelte da compiere. Per risolvere un problema devi prendere una o più decisioni. Le conseguenze di queste decisioni non sono solo la soluzione del problema, quindi cambiamenti piccoli o grandi nella nostra vita, ma anche cambiamenti in noi stessi, nella nostra mente. Quindi fare le scelte giuste è importante anche per risolvere più efficacemente i problemi.

Nel prossimo post sull'argomento vedremo quali sono le strategie e i modi per affrontare i problemi e le scelte con cui vogliamo risolverli.

Ti ringrazio dell'attenzione e, se vuoi esprimere la tua opinione, non esitare a lasciare un commento.

A presto ;D

CULTURA
22 maggio 2012
DOVE STAI ANDANDO?
 

Stasera torniamo al nostro argomento chiave, scegliere. Vorrei attirare la tua attenzione su alcune domande che ritengo fondamentali nella vita di un essere umano.

Sai dove stai andando?

Non ti sto chiedendo con chi esci stasera e dove vai a divertirti. Sai cosa intendo, dai.

Hai uno scopo nella vita? Hai dei sogni, degli obiettivi? Perché ti alzi la mattina?

Dico proprio a te, sai? A chi altri?

Vuoi mettere su casa e famiglia? OK, bello, mi piace, sai dove stai andando. Vuoi fare carriera e soldi? Vuoi lasciare il segno nella storia? Magnifico. Vuoi trovare l'amore della tua vita e viverci insieme finché morte non vi separi? Vuoi dedicare la tua vita ad aiutare gli altri?

Aldilà dei gusti personali, la cosa importante è che tu sappia dove stai dirigendo la tua vita. Verso uno o più obiettivi che sono al centro dei tuoi pensieri e della tua giornata. Perché la tua vita è proprio come una nave che salpa da un porto e inizia un viaggio, e lo fa sapendo dove sta andando perché ha una destinazione. Ha senso che una nave salpi senza destinazione? Naturalmente no.

Ha senso che la nostra vita non abbia un obiettivo?

No. Se non sai dove stai andando sarai in balia della corrente e degli eventi e arriverai dove non vuoi arrivare e non è detto che sia una bella destinazione, anzi di solito non lo è affatto.

Vivi la vita facendoti portare dagli eventi e dalle decisioni degli altri?

Ho un amico che dice che non ha senso spendere energie e tempo per cercare di raggiungere qualcosa che non puoi raggiungere se non grazie alla fortuna. Dice che non ha senso perché non possiamo opporci ai grandi eventi e se anche siamo tanto fortunati da ottenere quello che cerchiamo, basta un capriccio del destino per rubarcelo.

Tu cosa ne pensi?

Ne sono felice. I suoi ragionamenti sono sbagliati, dannosi e limitanti. Se ci poniamo obiettivi impossibili o molto difficili, come diventare i più ricchi della terra o viaggiare nello spazio, è probabile che non riusciremo a raggiungerli, al contrario se abbiamo obiettivi raggiungibili il nostro peso nell'ottenere quello che desideriamo è determinante. Cioè la possibilità e la responsabilità di raggiungere l'obiettivo è tutta nostra. Ok, non tutta nostra, ci sono eventi che possono cambiare o travolgere la nostra vita, una guerra per esempio, o più semplicemente un incidente.

Eppure se non proviamo, se non agiamo, non otterremo nulla. E cos'è la vita senza sogni o uno scopo? Un lungo vegetare? Un monotono ripetere di giorni grigi ed uguali? A me sembra piuttosto il lasciarci derubare dagli altri delle occasioni e delle possibilità. Questa nostra vita non dura in eterno come crediamo, né rimane sempre uguale, come speriamo. Il cambiamento è un fatto, che ci piaccia o meno, è una presenza costante e tocca a noi renderlo positivo, farne un'esperienza emozionante.

Se pensiamo che ogni sforzo per raggiungere un obiettivo non porta a nulla, allora limitiamo in partenza le nostre azioni, le nostre scelte e possibilità. Se invece pensiamo ogni giorno a quello che sogniamo, se agiamo e compiamo ogni giorno un piccolo passo, la nostra vita diventerà un cammino emozionante. E che raggiungiamo o meno la meta che ci siamo prefissi, sarà valsa la pena compiere il viaggio.

Anche se lo dimentichiamo puntualmente, la vita è un viaggio. E il primo passo per compiere questo viaggio è decidere dove vogliamo andare. Vuoi trovare un lavoro più coinvolgente, o più remunerativo? Fallo. Vuoi trovare un partner con cui condividere il viaggio? Fallo. Vuoi fare un lungo viaggio? Fallo.

Scegliere i nostri obiettivi, grandi e piccoli che siano, sono le decisioni più importanti della nostra vita, quelle che determinano la qualità della nostra vita e il nostro futuro. Di conseguenza dovrebbero essere le scelte a cui prestiamo più attenzione e risorse, in quanto da esse dipendono le nostre scelte future. Non credi?

Tu dove stai andando? Quali sono i tuoi obiettivi nel breve e nel lungo periodo?

Se non ci hai ancora pensato attentamente, allora è opportuno che ci dedichi tutto il tempo necessario. Se invece hai già scelto e le risposte sono chiare, ti invito a ricordare a te stesso le tue decisioni e il perché le hai prese, in particolare ti invito a ricordare le mozioni che hanno definito e accompagnato le tue scelte e le emozioni che proverai raggiungendo i tuoi obiettivi.

Ti ringrazio per questa chiacchierata e ti invito a lasciare un commento se hai opinioni diverse o appunti o consigli.

A presto ;D

20 marzo 2012
Scegliere tutti i giorni

 

Nel postQuale blogabbiamo visto che scegliere è un obbligo e un bisogno implicito di ogni essere vivente, l'espressione di quello che siamo. Nel post “Compiere una scelta” abbiamo cercato di comprendere cosa succede quando scegliamo: ci troviamo di fronte a un'alternativa, cioè alla possibilità di agire in un modo oppure in un altro, e prendere una decisione significa fare propria una delle alternative e agire di conseguenza. E cancellare per sempre l'altra o le altre. Una volta deciso non si torna indietro.

Aldilà delle grandi scelte che ci portano a dare forma a quello che noi chiamiamo "il lavoro", "la famiglia", ci sono mille scelte quotidiane che compiamo, per esempio mentre guidiamo nel traffico, mentre facciamo acquisti, mentre parliamo con gli amici, un flusso continuo di questo o quello, di o no di cui siamo appena consapevoli. Perché la maggior parte delle scelte la deleghiamo a quegli automatismi che ci rendono comoda la vita. Non ci prestiamo attenzione, siamo concentrati su altro, sulla vita, eppure ogni scelta che facciamo modella la nostra vita. Ogni singola scelta.

Non sono solo parole, è la realtà in cui viviamo. Pensaci. Soffermati sul tuo passato recente, focalizza la tua attenzione sulle tue azioni? Perché hai fatto quella cosa? Quando hai deciso di farla? Ricordi il momento? Prova a ricordare quello che hai pensato e provato.

Era una richiesta del tuo responsabile? Comunque hai deciso di eseguire la richiesta. Hai scelto cosa mangiare a cena? Perché hai scelto proprio quel cibo? Perché ti piace. Perché ti piace? Oppure eri a far compere e una dopo l'altra hai affrontato le scelte di prendere quello o l'altro, se mettere nel carrello anche le merende che ti piacciono, cosa preparare per pranzo. Prova a ricordare i momenti in cui ti sei soffermato sulle scelte di fronte a te. La nostra vita è fatta di un fiume di scelte piccole e grandi e ognuna di esse lastrica il nostro cammino attraverso il presente.

Che differenza c'è tra un piccola decisione e una grande?

Poca te l'assicuro. Quando dobbiamo affrontare una scelta importante ci sentiamo spesso impreparati o inadeguati, come se fossimo davanti a una cosa che non abbiamo mai fatto, ma in realtà prendiamo continuamente decisioni, solo che non ne siamo consapevoli o non diamo peso alla cosa. Uno dei primi passi da compiere per scegliere in modo efficace al meglio delle nostre capacità è diventare consapevoli delle nostre scelte.

Come puoi riuscirci?

Comincia a notare le piccole decisioni che prendi durante la giornata, quello che mangi, come ti vesti, le scelte al lavoro e così via. Impara a riconoscere il momento, il bivio e focalizza la tua attenzione sulla decisione in questione. Sottolineala anche verbalmente per registrarla nella tua memoria. Valuta la decisione da prendere e la scelta che ti viene spontanea. Cerca di capire perché hai fatto quella scelta, quali sono i pro e i contro, quali sono le conseguenze. In questo modo prenderai l'abitudine di scegliere, di focalizzare sulle tue decisioni e di valutarle. E così facendo cambierai l'immagine che hai di te stesso e quando dovrai affrontare scelte importanti non ti sentirai più impreparato e proverai meno ansia, perché sei una persona che decide.

Inoltre è importante comprendere che, se è vero che molte scelte hanno poco peso sul nostro futuro mentre solo alcune sono determinanti, non sempre sono le grandi decisioni a pesare di più. Cioè spesso le nostre piccole decisioni segnano il nostro presente e il nostro futuro anche più di quelle grandi. Prova a ricordare una piccola scelta che si è rivelata decisiva, che ti ha cambiato la vita: l'incontro con una persona, l'essere andato o meno in un dato posto, l'aver fatto o meno una cosa. Per esempio, prova a ricordare dove e quando hai incontrato la prima volta la persona che ami. E' stato un caso o una scelta consapevole? Ricordi il motivo che ti ci aveva portato?

Queste mie parole sono un invito a diventare più consapevole delle tue scelte, anche di quelle piccole, per essere preparato ad affrontare quelle grandi. Anzi per essere preparato ad affrontarle tutte, al meglio. Perché ogni scelta merita la nostra attenzione.

Per stasera è tutto, se hai domande o commenti non esitare a lasciarli. Nel prossimi post vedremo approfondiremo altri aspetto dell'argomento.

A presto ;D


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permalink | inviato da Elnor il 20/3/2012 alle 19:55 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
CULTURA
4 settembre 2011
COSA SONO LE EMOZIONI?

 

Abbiamo un poco trascurato uno degli argomenti chiave del blog: le emozioni. E' tempo di rimediare. Come visto all'inizio della nostra avventura (qui), siamo animali emotivi e decidiamo secondo il nostro stato emotivo e alla nostra capacità di gestirlo. Inoltre ogni nostra decisione dipende da quello che proviamo o ci farà provare la decisione che prenderemo. E' quindi fondamentale conoscere le nostre emozioni, capire cosa le genera e perché e come agiscono su di noi. Partiamo quindi dalla domanda più ovvia e più difficile: cosa sono le emozioni?

Una vecchia battuta dice che “ognuno sa che cos'è un'emozione, finché non gli si chiede di definirla”. Sappiamo bene cosa sono in quanto ne abbiamo esperienza diretta e quotidiana, tutti abbiamo provato paura, amore e odio, rabbia e gioia. Ma come influenzano la mente? Come plasmano le nostre percezioni, i ricordi, i pensieri e i sogni? Siamo noi a controllarle o sono loro a controllare noi? Perché ci sembrano spesso incomprensibili? A queste e altre domande troveremo risposta in futuro, stasera partiamo dalle basi.

In primo luogo le emozioni si sono evolute con noi attraverso la selezione naturale, quindi rispondono in modo efficace a più funzioni importanti per il nostro benessere. Esempi classici sono: proviamo paura per sopravvivere alle minacce, proviamo amore per riprodurci e aver cura della prole. In secondo luogo, le emozioni e le loro manifestazione fisiologiche sono uguali in tutti gli esseri umani, qualunque sia la cultura, dalla più primitiva a quella moderna.

La psicologia ci dice che l'emozione è un comportamento di risposta a uno stimolo esterno determinato da motivazioni profonde. Per esempio, percepiamo una minaccia, proviamo timore e cerchiamo di evitarla. Oppure leggiamo un certo interesse negli occhi di un'altra persona, ci sentiamo attratti e reagiamo comunicando e con atteggiamenti specifici. A voler essere più precisi, l’emozione è quella complessa catena di eventi compresa tra la comparsa dello stimolo scatenante e l’esecuzione del comportamento di risposta.

L'emozione si manifesta su più livelli differenti: psicologico, comportamentale e fisiologico. Quando ci emozioniamo, per esempio, le pulsazioni aumentano o arrossiamo o sudiamo, la nostra lucidità mentale e il nostro autocontrollo si riducono e siamo indotti ad assumere comportamenti automatici, parzialmente o pienamente inconsci (se abbiamo paura fuggiamo).

Quali sono le emozioni principali?

Le emozioni si distinguono in fondamentali o complesse. Le prime, dette anche emozioni primarie, si manifestano nel primo periodo della vita umana e ci accomunano a molte altre specie animali:

1. Paura, determinata dalla presenza di un pericolo o da una minaccia;

2. Disgusto, reazione nei confronti di sostanze o oggetti potenzialmente nocivi e con lo sviluppo anche in relazione a pensieri o immagini particolari;

3. Gioia, determinata dal raggiungimento di uno scopo;

4. Tristezza, determinata da una perdita o da uno scopo non raggiunto;

5. Rabbia, generata dalla frustrazione e si manifesta attraverso l’aggressività.

6. Sorpresa, determinata da un evento inaspettato e seguito da paura o gioia.

Alcuni aggiungono a questi anche “l'aspettativa” e “l'accettazione”.

Le emozioni complesse (secondarie) derivano dalla combinazione delle primarie e si apprendono o sviluppano con la crescita dell'individuo e l'interazione sociale: l'invidia, l'allegria, la vergogna, l'ansia, la rassegnazione, la gelosia, la speranza, il perdono, l'offesa, la nostalgia, il rimorso, la delusione. Come puoi vedere le emozioni sono molte e differenti. Non ti sei mai chiesto quale scopo hanno le emozioni? Perché proviamo gioia, tristezza e rabbia?

Le emozioni hanno funzioni diverse e importanti: per esempio, rendere più efficace la reazione dell'individuo ai fini della sopravvivenza, ma anche favorire la comunicazione sociale, farci comprendere i nostri cambiamenti psicofisici, renderci consapevoli dei nostri bisogni e dei nostri obiettivi, farci apprendere da eventi e situazioni, e altro ancora.

E' importante sottolineare che le emozioni sono delle esperienze generatrici di schemi comportamentali che ci consentono di rapportarci alla realtà in modo semplice e spesso immediato, senza dover troppo riflettere sulle cose. Ci aiutano ad orientarci piuttosto bene in un mondo caotico con un dispendio minimo di energie. Le emozioni rappresentano il modo in cui ciascuno di noi sente e vive l’esperienza delle cose.

Affascinante, vero?

Approfondiremo gli argomenti visti stasera e altro ancora nei prossimi post sull'argomento. Sono fondamentali per comprendere come determiniamo le nostre scelte.

A presto ;D

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Gli argomenti trattati sono: l'informazione, la psicologia, il coaching, i bisogni umani, le emozioni, la consapevolezza.

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