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CULTURA
16 settembre 2011
METTI A FUOCO LA VITA

 

Nel post “Il flusso”, abbiamo visto come ogni singolo istante il mondo ci inonda con un flusso continuo di stimoli sensoriali ma la nostra mente cosciente ne percepisce solo una piccola parte, la maggior parte lo ignora, lo delega all'inconscio, perché non ha il tempo per considerare e valutare una a una tutte le informazioni che la raggiungono. Al contrario il cervello vaglia tutte le informazioni secondo categorie e priorità, e se possibile applica a ognuna delle vere e proprie scorciatoie, schemi mentali profondamente definiti nel nostro cervello. Il focus, l'attenzione della nostra mente cambia a seconda del contesto, della concentrazione, del nostro stato emotivo o del contenuto delle informazioni.

Nel post “Come funziona l'attenzione?”, abbiamo parlato dell'attenzione inconsapevole e abbiamo visto come l'attenzione è la messa a fuoco della mente su un particolare stimolo sensoriale, la temporanea importanza che la nostra mente dedica a una certa percezione. Stasera approfondiremo l'argomento e cercheremo di capire come ciò a cui prestiamo attenzione influisce su noi e sul nostro stato emotivo, e come è possibile controllare il focus della nostra mente e perché.

Cos'è il focus e perché è così importante per noi?

Il focus è ciò su cui ci concentriamo, su cui focalizziamo la nostra attenzione, è ciò che determina l'esperienza della nostra vita perché determina la nostra realtà. Attenzione, non la realtà, ma la nostra realtà. Questo perché la nostra mente cosciente non può percepire la realtà per quello che è, in toto. Il cervello può, percepisce tutto il mondo attorno, gestisce il corpo, fa una marea di cose di cui non ci rendiamo conto, ma la mente no, può percepire solo una parte della realtà, una piccola parte e questa piccola parte diventa per noi la realtà. Semplificando il focus è la realtà. Quello che su cui ci focalizziamo diventa la nostra realtà, in bene e in male. E' come se guardassimo il mondo in cui viviamo attraverso una telecamera.

Immagina di essere in vacanza, diciamo al mare, e tu sai che ogni vacanza ha i suoi intoppi, problemi o imprevisti. L'areo è in ritardo, ti perdono il bagaglio, la stanza dell'albergo non è quella che volevi, o la vista non è sulla spiaggia ma sull'albergo accanto, la spiaggia è a un chilometro, il cibo è così così, gli animatori del villaggio una pena e via dicendo. Ok, questa sarebbe una vacanza molto problematica, ma mi hai capito. Ogni esperienza che facciamo ha i suoi pro e i suoi contro, i suoi lati positivi e negativi. Ora immagina di essere in vacanza con la famiglia e di concentrarti spesso su uno o più aspetti negativi, per esempio l'albergo è peggiore di quello che l'agenzia viaggia ti ha raccontato.

Quale pensi sarà il tuo stato d'animo? Come passerai la vacanza? Cosa ricorderai di quella vacanza?

Certo! Per te sarà una brutta vacanza. Ti sei concentrato sugli aspetti negativi e hai lasciato in secondo piano le buone cose, come il mare bellissimo, la gentilezza degli abitanti, i luoghi ricchi di storia che hai visitato.

Ricordi cosa abbiamo visto nel post “Cosa sono le emozioni?”?

L'emozione è un comportamento di risposta a uno stimolo esterno determinato da motivazioni profonde. Le emozioni rappresentano il modo in cui ciascuno di noi sente e vive l’esperienza delle cose. Cioè la realtà determina il nostro stato d'animo, ma la realtà è quello su cui focalizziamo la nostra attenzione, quindi le emozioni e le sensazioni che sperimentiamo sono sì determinate dagli eventi della nostra vita, ma anche da ciò che notiamo degli eventi, da come li viviamo, su cosa ci focalizziamo di essi. L'esperienza della tua vita si basa su cosa inquadri con la tua mente e come lo inquadri. Se ti concentri su un aspetto negativo della vita, allora l'esperienza sarà negativa, viceversa, se ti concentri su un aspetto positivo allora l'esperienza ti apparirà positiva. 

La qualità della nostra vita corrisponde alla qualità degli stati d'animo che viviamo e come ti senti determina le tue scelte e il tuo comportamento. Cambiare focus permette di cambiare stati d'animo e di conseguenza vivere meglio e fare scelte migliori per noi stessi. Quindi è fondamentale imparare a dirigere il nostro focus.

Possiamo decidere su cosa focalizzarci?

Sì, possiamo e possiamo farlo in ogni momento. Anzi sono certo che tu l'hai già fatto, molte volte, e continui a farlo anche se inconsapevolmente.

Come possiamo controllare la nostra attenzione?

Attraverso le domande che ci facciamo. Le domande che ci poniamo determinano ciò su cui ci focalizziamo e attraverso le domande possiamo spostare la nostra attenzione.

Nel prossimo post approfondiremo come controllare il focus e di altro ancora. Nel frattempo ti lascio con una domanda interessante: gli altri possono dirigere la nostra attenzione? Se sì, come?

A presto ;D

CULTURA
17 maggio 2011
IL FLUSSO

Nel precedente post relativo all'Informazione (I SETTE SENSI - 2), abbiamo considerato ogni singolo senso e abbiamo osservato come le informazioni arrivano dal mondo intorno a noi, passano attraverso i sensi e giungono al cervello.

Ora, ti sei mai chiesto quante informazioni riceviamo ed elaboriamo ogni giorno?

Prova a pensarci. Pensa a una tua giornata tipo, passo dopo passo. Pensa alle parole che scambi alla mattina con la tua famiglia, ai giornali che leggi, alla radio che ascolti in auto, a tutto ciò che fai al lavoro.

Sono tante, vero?

Ogni singolo istante, il mondo ci inonda con un flusso continuo di stimoli sensoriali. Viviamo in un flusso di informazioni che ci avvolge come un vento di parole, immagini, odori, e così via. La nostra mente cosciente percepisce solo una piccola parte del flusso di informazioni, la maggior parte lo ignora, lo delega all'inconscio, perché non ha il tempo per considerare e valutare una a una tutte le informazioni che la raggiungono.

Prova a immaginare alcuni istanti dei vita: devi uscire di casa, guardi la porta, cerchi la maniglia, la stringi, spingi la porta, segui il tuo braccio che accompagna la porta, lasci la maniglia poi fai due passi fuori e prima di voltarti a chiudere, guardi cosa c'è fuori di casa, osservi le persone che passano, una a una, quello che indossano, le espressioni, poi le automobili in strada, una a una... e così via.

Riesci a immaginare il continuo focalizzare su ogni singolo aspetto della nostra vita? Dopo qualche ora penso usciremmo di testa, non credi?

Per nostra fortuna l'evoluzione non lavora in questo modo, prima c'era la scimmia, l'istinto, l'azione fosse fuga o lotta, poi è venuta la consapevolezza, la mente cosciente. Il nostro cervello “evoluto” è dotato di strumenti di analisi veloci ed efficaci che non si limitano a individuare cosa è importante e ad attirare l'attenzione delle mente conscia su certe informazioni. Il cervello vaglia tutte le informazioni secondo categorie e priorità, e se possibile applica a ognuna delle vere e proprie scorciatoie, schemi mentali profondamente definiti nel nostro cervello.

Provo a spiegarmi meglio.

Cammini per strada con un amico, state parlando. La tua mente è “focalizzata” in buona parte sul discorso, sulle parole, sul tono della voce, sul volto, sulla gestualità. D'altra parte non solo camminate, ma evitate gli altri passanti, vi fermate agli incroci e riconoscete lo stato del semaforo, vi soffermate ai passaggi pedonali e scegliete il momento per passare. Lanciate uno sguardo alla scollatura della ragazza che sistema la vetrina o al didietro del ragazzo che sta aprendo il lucchetto della bici, vi orientate fino al ristorante in cui mangerete.

Tutte queste attività secondarie sono quasi automatiche perché la nostra mente riceve ed elabora tutto quello che vediamo, ascoltiamo, riceviamo attraverso i sensi. Proprio tutto. Anche se ne siamo appena coscienti o del tutto incoscienti.

Il focus, il “fuoco” della nostra attenzione cambia a seconda del contesto, della concentrazione o del contenuto delle informazioni. Se stiamo ascoltando un discorso tutto il resto perde importanza e l'attenzione è focalizzata solo su un individuo e le sue parole. Ci ricorderemo di quello che ha detto, ma ben poco degli altri presenti. Se invece stiamo cercando qualcuno tra la folla, il nostro sguardo individuerà prontamente tutti quelli il cui colore di vestiti e di capelli corrisponde a chi stiamo cercando.

Siamo consapevoli solo di una minima parte delle informazioni che riceviamo e elaboriamo. La maggior parte rimane nell'ombra, ma questo non significa che queste informazioni non possano influenzarci, per esempio modificando le nostre emozioni.

Torniamo all'esempio: parli con il tuo amico e qualcosa in lui non ti convince. Senza che te ne renda conto consapevolmente percepisci qualcosa nel suo atteggiamento fisico, nell'espressività del volto contrasta con le sue parole. Ti sta nascondendo qualcosa.

Per chiarire, le parole sono una minima parte delle informazioni che ci scambiamo comunicando, di solito le parole veicolano meno del 10% delle informazioni, mentre la maggior parte della comunicazione si svolge attraverso il linguaggio non verbale (gestualità, movimenti del corpo, espressività del viso) e il rimanente attraverso quello paraverbale (tonalità e timbro della voce, la velocità con cui parliamo, il ritmo). Ne parleremo approfonditamente nel prossimo futuro.

Tornando ancora all'esempio, il tuo inconscio si è accorto della contraddizione tra parole e comunicazione non verbale interpretando le informazioni che il tuo amico ti trasmette a sua volta inconsciamente. Ma tu però non l'hai colto consapevolmente.

Quindi, quanto siamo consapevoli delle informazioni del flusso che ci avvolge?

Molto poco.

Il discorso è appena iniziato, ma continueremo nel prossimo post relativo all'informazione. Seguitemi e commentate, ogni commento è utile e offre spunti di approfondimento.

A presto ;D


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permalink | inviato da Elnor il 17/5/2011 alle 21:56 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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