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CULTURA
19 dicembre 2012
PAROLE PER PENSARE – L'Italia e la guerra

Bentrovato. Stasera ti propongo un altro video stimolante e ricco di spunti di riflessione.

E’ una delle conferenze realizzate all’interno di TEDxReggioEmilia 2011, evento tutto italiano, auto organizzato da WWLab, che prende ispirazione dal modello di diffusione delle idee di TED.

Il tema della conferenza è la guerra e il relatore ripercorre gli ultimi sessant’anni di storia d’Italia e ci offre un punto di vista diverso sulla guerra, del perché la si fa e di come viene fatta nel nostro bel paese, nonostante la nostra Costituzione “ripudi la guerra”.

Il relatore è Fabio Mini è un generale in pensione, scrittore e commentatore di fatti e questioni militari. Qui puoi trovare la pagina di Wikipedia su Fabio Mini, qui la sua pagina Facebook. Qui e qui puoi trovare i suoi libri, qui una sua biografia.

Come al solito, ti invito ad ascoltare con attenzione e senso critico quanto viene detto. Ti invito anche a pensare con la tua testa e a verificare le informazioni che vengono esposte su fonti affidabili.

Buona visione e a presto ;D

CULTURA
9 ottobre 2012
Giappone, Venezuela e Siria: come i media distorcono la realtà

 

Stasera parliamo di media e di realtà.

Nel post “Media di oggi” abbiamo visto come di solito pensiamo che l’informazione che riceviamo dai canali ufficiali delle istituzioni democratiche e dai media sia degna di tale nome cioè di qualità, mentre in realtà lo scopo dei media non è quello di informare, ma di guadagnare sull’informazione.

Inoltre, come ho già ripetuto molte volte, i media sono di solito di proprietà o nelle mani di gruppi di potere, quali banche, governi, partiti, industriali, lobby, eccetera. E quest’ultimi non comprano un media per beneficenza, ma con un interesse preciso: influenzare l’informazione. Di fatto i proprietari o i gruppi di potere decidono, dettano o nel migliore dei casi influenzano le politiche editoriali, le priorità degli argomenti e le censure.

Non ricordo chi abbia detto “chi controlla l'informazione controlla i popoli”, ma aveva dannatamente ragione.

In che senso, come?

Ok, provo a farti qualche esempio. Un classico per iniziare, la stanza chiusa. Immagina di vivere in una casa da cui non puoi uscire e sai quello che accade fuori guardando dalla finestra e grazie a una persona che viene a trovarti ogni giorno. Questa può raccontarti la verità, o meglio quello che conosce dei fatti esterni, oppure può manipolare l'informazione e far apparire gli eventi esterni in modo diverso. Per esempio può farti credere che il mondo esterno sia pericoloso, pieno di delinquenti che entrano nelle case per svaligiarle. L'informazione provoca reazioni ed emozioni in noi tutti, in questo caso paura. Perché il tuo informatore dovrebbe indurti alla paura? Per molti motivi, per esempio per costringerti a rimanere in casa, per controllarti, per spingerti a spendere per rendere più sicura la casa e molto altro ancora.

Questo è un esempio semplice, di facile gestione, ma di esempi ce ne sono molti e tutti confermano il punto: chi controlla l'informazione controlla le persone che la ricevono se non hanno alternative con cui verificarla. E di alternative al giorno d'oggi ce ne sono, non sempre ma ce ne sono, ma di solito non sono a portata di mano, bisogna cercarsele e spendere tempo e risorse per trovarle. La maggior parte delle persone prende le informazioni dove può e preferibilmente da fonti vicine, di facile accesso, poco costose. Non è un caos che la maggior parte degli italiani si informa dalla televisione.

Tutto chiaro?

Stasera voglio proporti tre esempi attuali di come l'informazione dei media viene influenzata e manipolata.

Venezuela.

In Venezuela ci sono state le elezioni e Hugo Chavez ha vinto per la quarta volta nonostante il suo avversario avesse l'appoggio di tutti i media privati venezuelani, del Fondo monetario internazionale, degli Usa e delle grandi banche. Eppure nessuno spiega che la vittoria di Chavez è una sconfitta della finanza internazionale come dimostra il crollo del petrolio e delle borse pochi minuti dopo la dichiarazione ufficiale. La finanza che in europa demolisce gli stati e si appropria della sovranità dei popoli, in sudamerica è stata sconfitta dal voto democratico di un popolo. Si leggono accuse di manipolazioni e di golpe, ma nessuno racconta come la disinformazione anti-Chavez non si sia limitata solo ai media privati, venezuelani e internazionali, ma come abbia infuriato anche sul web, anche in Italia. Qui puoi trovare l'interessante articolo sull'argomento di Modigliani, qui e qui puoi trovare gli articoli del Fatto e della Repubblica.

Siria.

Che ci sia una guerra in Siria lo sappiamo tutti, ogni giorno i media ci parlano dei bombardamenti in Siria, degli scontri con i ribelli, dei morti. Tv e giornali, esperti e giornalisti però non spiegano che tipo di guerra, parlano di una ribellione, di primavera araba, della lotta per la libertà contro un dittatore. Quando però vai a scavare, ti trovi davanti a una guerra nuova, una guerra in stile Libia, dove il malcontento interno e i ribelli vengono sfruttati dai servizi segreti dei paesi occidentali per dare il via a una guerra civile che mira a destabilizzare e rovesciare il governo del paese.

Abbiamo un dittatore, senza dubbio, e abbiamo dei ribelli, ma chi rappresentano questi ribelli, quanta della popolazione della Siria? Inoltre chi li appoggia, rifornisce e aiuta? Chi sono i mercenari che arrivano dall'estero e chi li manda? Com'è possibile che pochi ribelli riescano a tenere testa all'esercito regolare? E soprattutto chi è realmente responsabile della morte dei civili? I media occidentali ci raccontano una guerra civile distorta, fanno propaganda, alzano una cortina fumogena per nascondere l'ovvio.

Un esempio di come oggi le guerre non siano solo più militari, ma soprattutto guerre di informazione, dove tutto è lecito e dove le vittime sono la verità come principio e i cittadini che vengono ingannati e manipolati affinché appoggino azioni e decisioni politiche discutibili. Guerre di oggi.

E a proposito dell'aggressione della Siria alla Turchia, è ragionevole credere che il governo siriano voglia aggredire o anche solo minacciare la Turchia mentre sta affrontando un conflitto interno? E poi come si può credere a un attacco di mortai da oltre la frontiera da parte dell'esercito siriano, quando è noto che quel territorio è nelle mani dei ribelli, che proprio dal confine turco ricevono rifornimenti e assistenza?

Usiamo la testa, per favore. E intendo la nostra.

E infine il Giappone.

Per i media occidentali il Giappone è uno degli argomenti più censurati in Europa. All'inizio ho pensato fosse a causa del disastro di Fukushima, che ha affossato il nucleare nella maggior parte del pianeta, ma perché minimizzare e sopprimere le notizie di politica ed economia? Perché per esempio non si parla del suicidio del ministro delle finanze giapponese appena dopo aver parlato con il responsabile del fondo monetario internazionale a Tokio? O della morte per avvelenamento del nuovo ambasciatore giapponese in Cina? Notizie delle ultime settimane.

Alla fine ci sono arrivato: non se parla perché il Giappone è pericoloso. Perché è un esempio che i potenti del mondo occidentale non vogliono sotto i riflettori. Il Giappone ha un pil poderoso e un debito ancor più poderoso, è in una situazione peggiore dell'Italia, eppure l’inflazione è al 2%, non ha problemi di spread e la disoccupazione è meno del 2%. Il Giappone ha un debito enorme ma cresce, mentre l'Italia, con meno della metà del debito e un analogo rapporto debito/pil, è in recessione.

Come mai?

Perché il Giappone ha una moneta propria e applica la MMT, e ogni anno aumenta la spesa pubblica e migliora i suoi conti. Come l'Argentina è l'esempio concreto che la teoria MMT funziona, mentre le ricette di tagli e austerità del fondo monetario e della BCE sono sbagliate e dannose per l'economia di un paese. E il ministro morto era pronto a lanciare un nuovo piano di investimenti in Giappone, che avrebbe aumentato il debito di oltre 2000 miliardi, ma avrebbe aumentato la ricchezza del suo paese e garantito salute, sicurezza e lavoro. Ma questo i media non l'hanno detto o l'hanno solo mormorato.

Per stasera ho finito di annoiarti e ti lascio con un consiglio: non disegnare il tuo mondo sulle storie che i media ti propinano. E spendi quanto tempo serve per informarti come si deve, altrimenti farai le scelte sbagliate, scelte che altri vogliono tu faccia.

Buona serata e a presto ;D

28 settembre 2012
Soluzioni per la crisi

 

 

Giorni movimentati per me, al lavoro e fuori, che mi sottraggono tempo, che distraggono dai grandi eventi. Eppure ogni giorno non manca qualcuno che cita tv e giornali, che parla di crisi irreversibili e soluzioni difficili ma senza alternativa. E sarà forse la fretta o l'autunno, ma questo mi irrita. Mi irrita la propaganda dei media allineati, mi irrita l'evidente manipolazione dell'informazione e l'uso indiscriminato di Tina (vedi questo post), mi irrita chi ripete slogan e frasi di propaganda senza pensare a quello che dice.

E a me non piace irritarmi. Quindi apro una nuova rubrica dedicata ad esprimere punti di vista ed opinioni, mie e non solo mie. Stasera dedichiamo qualche minuto alle soluzioni per la crisi.

C'è una crisi?

Sì, c'è una crisi, ma naturalmente non è quella che ci spacciano i grandi media. Non è lo spread, non sono le banche in pericolo o gli stati sull'orlo del fallimento. La crisi è in realtà una guerra invisibile, una guerra finanziaria contro l'economia reale e gli stati. Lo scopo è sempre lo stesso: acquisire potere. In Europa l'obiettivo è demolire gli stati, sottrarre loro la sovranità per farli diventare provincie di un regime non democratico, non eletto. I modi sono quelli che già conosciamo: persuadere, reclutare o corrompere politici o governanti, controllare i media, creare crisi vere o di fantasia, manipolare l'informazione per distorcere la realtà, agire in violazione alla legge e alle costituzioni con la connivenza della politica e delle élite nazionali.

Un esempio lampante di tutto questo è l'Italia di oggi, governata da rappresentanti dei poteri forti, dopo un colpo di stato in piena regola, con quasi tutti i media nelle mani di politica, banche e industriali che ci servono la propaganda quotidiana, con la politica connivente, corrotta o ricattata e di fatto prona alle richieste dei poteri forti.

La crisi ha una soluzione?

Sono d'accordo con te, ha una soluzione, ma non sono quelle che ci propongono ogni giorno. Dicono che dobbiamo fare sacrifici, che gli stati non devono fallire, che dobbiamo salvare le banche, che dobbiamo pagare perché “non ci sono alternative” (Tina, there is no alternative). Balle.

La realtà è che la finanza aggredisce gli stati e l'economia reale, detta la politica monetaria delle banche centrali e del fondo monetario e quando si trova in difficoltà costringe gli stati a pagare per loro, perché “se le banche fallissero cadrebbe la civiltà”. Balle.

I media, gli esperti e gli opinionisti disegnano una realtà distorta, dove le crisi sono sempre gravi, incomberti e impellenti, dove gli uomini al comando sono sempre eroi o sfortunati, dove le soluzioni sono sempre bisognose dei sacrifici dei popoli. Balle.

Quale sono le soluzioni?

La prima è semplice: riappropriarsi della sovranità monetaria. Giappone e Inghilterra sono messi peggio di noi come conti, ma non hanno problemi di spread e di rischi di fallimento. Come mai? Negli anni 90 c'è stato un periodo in cui avevamo conti peggiori di adesso, ma non c'era spread o rischi di fallimento. Come mai?

La risposta è semplice, avevamo una moneta nostra, una moneta sovrana. Ora invece abbiamo una moneta altrui, una moneta inventata e come ogni stato che usa una moneta altrui ne siamo i vassalli. Siamo i vassalli della BCE e di chi la controlla.

Ma dicono che non si può uscire dall'euro altrimenti è un disastro. Balle. Dipende da come lo si fa, da chi si “aiuta”, i ricchi o i poveri del nostro paese. Al peggio avremmo due o tre anni di mare mosso, che per me sono meglio del decennio di collasso economico, austerità e povertà diffusa che si profila innanzi a noi. Se avessimo governanti con le palle dediti alla cittadinanza, lo faremmo domani.

La seconda soluzione è meno semplice: nazionalizzare la banca d'Italia e le banche fallite, perchè buona parte delle nostre banche sono fallite, o almeno dividere di nuovo le banche commerciali da quelle speculative. Ci ne rendiamo conto che abbiamo in casa i responsabili delle crisi, dell'aumento delle tasse, dell'austerità e della povertà crescente? A costoro è stato dato per legge il diritto di creare moneta (vedi “riserva frazionaria”), sono stati elevati a intermediari tra lo stato e l'economia reale e sono stati lasciati liberi di creare armi finanziarie capaci di demolire aziende ed intere economie. Chi ha deciso che le banche debbano avere questi diritti e ruoli?

Esatto. Sempre loro.

La terza soluzione alla crisi è il “disarmo” delle armi speculative. Il mercato finanziario è cresciuto in modo così colossale ed è diventato così potente e micidiale grazie alle “armi” che si è dato o creato. Sto parlando dei famosi derivati, nelle loro diverse forme, ma anche delle vendite allo scoperto, al controllo del mercato monetario e del mercato delle merci anche quelle dei beni primari. E così via. Vogliamo che il mostro smetta di fare danni? Togliamogli le armi. Niente armi, niente guerra.

Le soluzioni che ci propinano i media sono solo propaganda e questa serve a manipolare la cittadinanza, a mantenerla inerme e confusa, ad accettare riduzioni della qualità di vita, ad accettare la povertà e le decisioni difficili che comporta. I poteri forti ci vogliono distratti, passivi e inermi perchè non vogliono interferenze dal gregge.

Un esempio. Ogni giorno sento qualcuno che ripete come un mantra non ci sono soldi. Sono balle. I soldi ci sono eccome, anche troppi, ma dove sono secondo te?

Nelle mani dei ricchi, delle banche, dei fondi, delle corporazioni, eccetera che diventano sempre più ricchi mentre la cittadinanza e le aziende soffrono per la scarsità di liquidità, aggravata dalla crescita delle tasse.

E' meglio che ci svegliamo perché non ci stanno prendendo solo la ricchezza, ma il futuro, il nostro e quello dei nostri figli.

Per stasera basta così. Se sei ancora con me, ti ringrazio della pazienza. Parleremo ancora e presto delle balle che ci propinano quotidianamente.

A presto ;D

CULTURA
23 settembre 2012
PAROLE PER PENSARE – La guerra alla Siria

Stasera ti propongo un altro video interessante. E' un intervento di Massimo Fini sull'attuale guerra in Siria. Nonostante i media italiani e quelli occidentali parlano di guerra civile, quello che sta accadendo in Siria è molto simile a quello che è avvenuto in Libia. Abbiamo un malcontento interno, coltivato e accresciuto da provocatori esterni e armato dai servizi segreti dei paesi occidentali.

Mentre l'interpretazione dei media occidentali è puramente di copertura ai fatti o di propaganda: parlano di popoli oppressi che si ribellano a un dittatore, ed è vero, ma non dicono chi sono questi ribelli, quanti sono e chi rappresentano, né parlano delle armi, delle truppe mercenarie esterne o delle mire dei paesi che sostengono la ribellione.

Senza peli sulla lingua, Fini offre molti spunti su cui pensare. Questo non significa che non devi ascoltare con senso critico quello che dice. Usa la tua testa, non prendere per vero a priori quello che dice e verifica le informazioni presso altre fonti.

Massimo Fini è un noto giornalista, scrittore e drammaturgo. Nel 2005 ha fondato il movimento politico Movimento Zero, che si inspira ai principi del primitivismo, della decrescita e della democrazia diretta. Qui puoi trovare la pagina su wikipedia, qui puoi trovare il suo blog. Qui puoi trovare la sua biografia su Cadoinpiedi, qui il sito di Movimento Zero e qui il giornale che ha fondato: il Ribelle.

Il nostro ringraziamento al sito di Beppe Grillo per l'intervista.

Buona visione e a presto ;D

Qui trovi gli altri video della rubrica


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permalink | inviato da Elnor il 23/9/2012 alle 20:30 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
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