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Diventa consapevole delle tue decisioni
DIARI
4 novembre 2012
Prove di trasmissione 8 – Cambi di rotta

 

In diversi mi hanno chiesto perché ho introdotto nel blog argomenti come la crisi economica, l'euro e la politica. Perché ho dato più spazio ai video di “Parole per pensare” e ho aperto argomenti come “Consapevoli della realtà” e “Punti di vista” e ho abbandonato altri argomenti più interessanti come, per esempio, “Informazioni” e “Bisogni”.

In primo luogo non ho abbandonato nulla, gli argomenti chiave del blog sono rimasti gli stessi: scegliere, l'informazione, la psicologia, i bisogni, le emozioni e la consapevolezza.

D'altra parte stiamo vivendo momenti storici cruciali: la ripresa delle lotte sociali a causa della rottura del patto sociale da parte delle classi dirigenti, il tentativo di unificazione dell'Europa sotto un governo non democratico, una guerra economico-finanziaria che mira a demolire gli stati e il loro ruolo di controllo, l'indipendenza del continente sudamericano dagli stati uniti, un nuovo livello di conflitti internazionali mirati al controllo e all'appropriazione delle risorse e altro ancora. Tutto questo sullo sfondo di cambiamenti climatici che annunciano un futuro difficile e cupo.

E che lo vogliamo o meno, i protagonisti di tutto questo siamo noi, esseri umani e cittadini, e rimanere ad assistere dimostra solo ingenuità e scarsa consapevolezza. Pensare di essere spettatori immuni dagli eventi e dalle loro conseguenze, non è altro che mentire a noi stessi. Il nostro futuro e quello dei nostri figli dipende anche da noi, dipende da quanto siamo informati e dalle scelte che facciamo oggi e faremo nei prossimi anni.

Cosa dici?

Certo che possiamo fare qualcosa, certo che abbiamo un peso. Lo abbiamo con le nostre scelte personali, per esempio sul cosa mangiare, come muoverci, come vestirci, come comunicare e come spendere il nostro tempo libero. Abbiamo un enorme peso se ci muoviamo in molti, ma questo richiede obiettivi comuni, richiede informazione e coordinamento, richiede che ci impegniamo, che diventiamo attivi e attivisti per noi stessi, non per un politico o un partito o per la squadra di calcio. E non parlo solo di andare in piazza per manifestare, ma parlo di agire a tutti i livelli, facendo pressione sui politici locali, sulle aziende, sui media, gestendo le nostre risorse, usando tutti gli strumenti a nostra disposizione, dalla legislazione alla comunicazione.

Le classi dominanti ci vogliono sottomessi e sotto controllo, mentre si appropriano della sovranità dei cittadini e degli stati e delle ricchezze pubbliche. E così sarà se glielo lasceremo fare. Se smetteremo di andare a votare, se smetteremo di protestare e di chiedere ciò che è nostro di diritto, se smetteremo di lottare per il futuro dei nostri figli.

Nel mio piccolo ho voluto usare il blog per dare un contributo, per condividere informazioni, idee e punti di vista, miei e non miei. In futuro forse ci sarà altro, ma non ho abbandonato le radici e continuerò a parlare con te degli argomenti che mi sono cari.

Solo con una minore frequenza.

A presto ;D

DIARI
6 maggio 2012
Il blog compie un anno!

 

Il post di oggi è dedicato a festeggiare il primo anno di vita del blog.

E' passato un anno da quando ha preso il via questo piccolo progetto amatoriale incentrato su tutto quello che riguarda il prendere le decisioni. Come abbiamo ripetuto più volte, scegliere è fondamentale per ognuno di noi: la nostra vita è la somma delle nostre scelte, noi siamo il risultato di tutte le decisioni prese finora. Pensa solo alle decisioni importanti, per esempio il lavoro, la scuola, il tuo partner. Pensa a come e quando hai preso quelle decisioni: ti sono state imposte? Le hai affrontate con calma e lucidità? O eri preso dalle emozioni e dall'urgenza? Avresti preso le stesse decisioni se fossi stato presente e pienamente consapevole delle conseguenze?

Eppure scegliere è un argomento trascurato dalla scuola e dalla formazione tradizionale, che viene trattato in modo significativo solo da certe materie, quali il coaching, la psicologia, la comunicazione, le scienze sociali e poco altro.

Ebbene solo la consapevolezza dei momenti in cui prendiamo le decisioni, solo essere attenti in questi momenti importanti rende le nostre scelte più efficaci e cambia la percezione che abbiamo della nostra vita. Essere consapevoli dell'importanza delle informazioni ci spingerà a informarci meglio e con più attenzione, cambiando in questo modo le nostre scelte. Essere consapevoli della nostra comunicazione mentre raccogliamo le informazioni che ci servono, ci spingerà a comunicare meglio e cambierà il nostro modo di rapportarci con gli altri. Essere consapevoli della nostra emotività mentre prendiamo delle decisioni, ci spingerà a una maggiore comprensione di noi stessi e migliorerà la qualità della nostra vita. Questo ed altro ancora.

Questo blog, tra alti e bassi, contrattempi e ritardi, è riuscito a mettere online più di 130 post, diversi dei quali hanno raggiunto i primi posti dei motori di ricerca e, con mia soddisfazione, continuano a essere letti.

Tirate le somme, nonostante il poco tempo a mia disposizione, ho deciso di continuare questo percorso di studio di gruppo. Nei prossimi dodici mesi aprirò altre rubriche, renderò disponibili contenuti scaricabili utili e soprattutto approfondiremo gli argomenti centrali: l'informazione, le emozioni, la comunicazione, la psicologia, i bisogni che ci spingono e la consapevolezza.

Spero continueremo questo cammino insieme.

Grazie della tua attenzione e a presto ;D

CULTURA
4 dicembre 2011
FONTI ATTENDIBILI - 1

 

Stasera introduciamo un aspetto fondamentale dell'informazione: l'attendibilità delle fonti e dell'informazione. E ripartiamo da quello che avevamo anticipato nel post “Fonti da cui abbeverarsi”. Ricordi?

Una fonte di informazioni è in sostanza una persona, un'attività o il prodotto di un'attività umana che mira a comunicare informazioni dietro compenso o gratuitamente. Può essere la vicina di casa, il servizio di un'agenzia di stampa, oppure un qualunque media (tv, giornali, blog o siti web). Una fonte è caratterizzata da affidabilità, frequenza, specializzazione, argomento.

La prima domanda che dovremmo farci quando apriamo un giornale, un sito, ci sediamo davanti alla tv è: "quanto è affidabile la fonte?". Quando la nostra vicina ci racconta i fatti della famiglia del piano di sopra, noi la conosciamo e sappiamo che ama arricchire i suoi racconti e mettere zizzania, perciò siamo scettici su quello che racconta. Quando invece leggiamo il giornale o guardiamo la tv spesso siamo poco critici e presumiamo che le informazioni siano affidabili a priori, solo perché le dà l'elettrodomestico luminoso con le persone dentro.

Nello stesso modo con cui pesiamo le parole di uno sconosciuto, dobbiamo diffidare delle fonti di informazioni. Questo significa porsi una serie di domande tipo "come e dove prende le informazioni?", "chi è il proprietario della fonte?", "chi è l'autore?", "qual è la linea editoriale?" e via dicendo. Questo significa anche verificare le informazioni, per esempio confrontandole con fonti affidabili per controllarne la correttezza e la completezza. In breve questo significa applicare il nostro senso critico alla fonte non meno che all'informazione, perché questa influenza o determina le nostre scelte.

Cosa sia il senso critico lo sappiamo, ricordi? Il senso critico è la capacità di analizzare e valutare la realtà. Ne abbiamo parlato in un post recente molto interessante, “Il senso critico”. In caso di dubbi ti invito a rileggerlo.

Andiamo al punto: cosa si intende per fonte affidabile? Quando e perché riteniamo una fonte affidabile?

Consideriamo un fonte affidabile quando possiede uno o più dei seguenti requisiti:

  1. Serietà: una fonte è affidabile quanto più le sue informazioni sono accurate, aggiornate, approfondite, ben contestualizzate e soprattutto quanto più le sue informazioni risultano vere;

  2. Coerenza: una fonte è affidabile quanto più è coerente, priva di contraddizioni e di errori;

  3. Riconoscimento sociale: una fonte è affidabile quanto più l'autore dell'informazione è autorevole (con autorevolezza si intende di solito il presunto grado di esperienza), quanto più è autorevole la fonte stessa e quante più persone la consultano;

  4. Completezza: una fonte è affidabile quanto più le informazioni che fornisce sono articolate, tengono conto di punti di vista diversi, sono identificabili per data e autore e contengono rimandi ad altre fonti affidabili;

  5. Imparzialità: una fonte è affidabile quanto più è neutrale, non è orientata o allineata, non cerca di convincerti e non ha interessi diretti o indiretti sull'oggetto dell'informazione;

  6. Chiarezza: una fonte è affidabile quanto più è comprensibile e chiara nel trasmettere l'informazione;

  7. Rapidità di accesso: una fonte è affidabile quanto più è efficace ed efficiente nella trasmissione dell'informazione, quanto più facile e veloce è l'accesso e la consultazione;

  8. Identificabilità: una fonte è affidabile quanto più è identificabile la sua posizione e il suo pensiero relativo all'argomento o all'informazione che propone.

Più requisiti possiede la fonte, maggiore è la sua affidabilità, viceversa non è affatto detto che una fonte con molti requisiti sia affidabile. Se consideriamo uno a uno i requisiti sopra elencati, è facile capire come una fonte possa dimostrare almeno a una prima valutazione di possedere diversi dei requisiti sopracitati. Per esempio, una grande quantità di informazioni non è sinonimo di affidabilità, nè lo è la sola autorevolezza, l'identificabilità e così via.

Come possiamo essere certi dell'affidabilità di una fonte?

Non possiamo essere certi al 100% di una fonte, ma possiamo verificare la sua affidabilità attraverso una valutazione. Quando ci troviamo di fronte a una fonte di informazioni è fondamentale non limitarsi a una valutazione superficiale. Maggiore è la nostra conoscenza di una fonte e migliore sarà la nostra valutazione sulla sua affidabilità. Quindi la valutazione della fonte è fondamentale e non deve limitarsi al primo contatto, ma deve essere ripetuta nel tempo con costanza.

Come si valuta una fonte?

Sostanzialmente applicando il nostro senso critico, nella pratica ponendo le giuste domande e cercandone le risposte. Stasera mi sono molto dilungato, per questo ne parleremo in modo approfondito nel prossimo post sull'argomento. Nel frattempo ti offro una domanda: una fonte affidabile lo è sempre, per tutte le informazioni, su tutti gli argomenti?

Ti invito a considerarla con attenzione, la risposta è piuttosto importante. Grazie dell'attenzione e a presto ;D

CULTURA
4 novembre 2011
Il senso critico

 

Nella rubrica “Parole per pensare”, più volte ti ho invitato a usare senso critico, ad ascoltare con senso critico quanto veniva detto nei video. Ebbene in diversi mi hanno chiesto: cosa intendi per senso critico? Stasera cercheremo di chiarire cosa sia, come lo sviluppiamo e perché.

In primo luogo è importante mettere in chiaro che il pensiero critico non è il generico “criticare”. Mio nonno diceva che “a criticare son capaci tutti, ma farlo in modo obiettivo è la conquista di una vita”. Cioè tutti siamo in grado di esprimere una critica soggettiva basata sul nostro punto di vista, le nostre regole, la nostra cultura, perfino sui nostri pregiudizi. Il pensiero critico è qualcosa di diverso, è uno sviluppo fondamentale della consapevolezza ed è uno strumento fondamentale quando dobbiamo affrontare delle scelte.

Cosa si intende per senso critico o capacità critica o pensiero critico?

Detto in poche parole, il senso critico è la capacità di analizzare e valutare la realtà. E' una delle doti più straordinarie della nostra mente, si sviluppa con l'esperienza e la conoscenza, ed è la somma di facoltà diverse quali lo spirito di osservazione, l'intuizione, la capacità di “cogliere le relazioni”, l'obiettività e la capacità di giudizio.

Preso un oggetto, un fatto, un'opinione, un'informazione, una situazione, quello che vuoi, l'obiettivo del pensiero critico è dare forma a un giudizio chiaro, obiettivo e accurato su di esso, attraverso l’osservazione, l’esperienza, il ragionamento e la comunicazione.

In sintesi, esercitare il nostro senso critico consiste:

  1. nel saper analizzare in modo oggettivo le informazioni, le situazioni e le esperienze,

  2. nel saper raccogliere informazioni accurate e affidabili sull'oggetto del nostro interesse

  3. nel saper distinguere la realtà dalle proprie impressioni soggettive e i propri pregiudizi,

  4. nel saper riconoscere i fattori che influenzano il pensiero e il comportamento proprio ed altrui.

Di conseguenza, sarai d'accordo con me che maggiore esperienza e maggiori informazioni abbiamo sull'oggetto del giudizio e più questo sarà accurato e obiettivo. Non solo, possiamo aggiungere che maggiore è la nostra cultura e la nostra conoscenza della realtà, maggiore è la nostra obiettività e conoscenza di noi stessi, maggiore è la nostra comprensione dei meccanismi mentali e sociali, più efficace sarà il nostro senso critico.

Come si sviluppa il senso critico?

Il senso critico è come un muscolo e solo attraverso l'esercizio e l'apprendimento riusciamo a farlo crescere e a renderlo sempre più efficace e obiettivo. L'esperienza diretta è maestra di vita, ma ricca di stress ed emozioni, mentre il pensiero critico trae vantaggio dall'allenamento realizzato a un basso livello di emotività. Puoi fare pratica scegliendo tu l'oggetto del tuo interesse, per esempio un articolo o un fatto, o un commento di un esperto o qualunque cosa attiri il tuo interesse.

Prova a seguire questi passi:

  1. analizza in modo obiettivo e distaccato l'oggetto del tuo interesse, sia esso un fatto, un'informazione, una situazione, eccetera, e se necessario suddividilo nelle sue parti fino a conoscerlo nei particolari

  2. cerca informazioni da fonti alternative più affidabili (esperti, testimoni, testi, eccetera)

  3. analizza le informazioni e verifica differenze e incongruenze con l'oggetto del tuo interesse

  4. poniti delle domande e fai delle ipotesi sulle differenze e incongruenze che hai riscontrato,

  5. se necessario, cerca ulteriori informazioni da fonti diverse e se possibili più affidabili per chiarire le differenze e incongruenze e ripeti l'analisi

  6. valuta i risultati in modo obiettivo ed esprimi le tue considerazioni

Il primo obiettivo dell'allenamento è assorbire la meccanica analisi-ricerca-analisi in modo che diventi abituale. Il secondo obiettivo è sviluppare la capacità di porsi domande, fare ipotesi ed esprimere considerazioni. Inoltre con la pratica individuerai le fonti di informazioni più utili e affidabili e i sistemi di ricerca più efficaci ed efficienti. Infine l'allenamento ti porterà a una maggiore conoscenza di te stesso e della mente umana e rafforzerà la tua obiettività (approfondiremo quanto prima il concetto di obiettività).

Naturalmente non è possibile sviscerare il senso critico in un unico post per la sua importanza e per la sua ampiezza, rimando quindi il resto e gli approfondimenti ai post successivi.

Prima di salutarti voglio comunque sottolineare una cosa detta all'inizio del post: il senso critico è uno strumento necessario e fondamentale per affrontare in modo consapevole qualunque decisione. Immagina di applicare il senso critico a una scelta che devi compiere. Hai afferrato? Nei prossimi post relativi al prendere le decisioni vedremo nei particolari quale ruolo ha il pensiero critico.

Prima di lasciarci una riflessione: quali sono i limiti del nostro senso critico?

Interessante domanda, no? Come al solito se hai proposte o riflessioni puoi lasciare un commento.

Grazie dell'attenzione e a presto ;D

CULTURA
28 ottobre 2011
Fonti di informazioni - REPORT

 

Oggi iniziamo una nuova rubrica che tratterà appunto delle singole fonti di informazioni, dai giornali alle trasmissioni, dal sito web al giornalista, con l'intento di capire chi li produce e come, a chi appartengono e quale informazione offrono.

Stasera parliamo di Report, trasmissione televisiva in onda su Rai 3 a cadenza settimanale, la domenica in prima serata. La trasmissione condotta da Milena Gabanelli propone inchieste giornalistiche di vario tema, dall'alimentazione all'economia, dalla società alla politica.

Il programma nasce su Rai 2 nel 1994 come Professione Reporter e dal 1997 approda su Rai 3 in terza serata col nome di Report. Dal 2003 grazie al gradimento ottenuto è trasmesso in prima serata. Nel settembre 2009 il programma ha rischiato la sospensione a causa dell'intenzione manifestata dalla RAI di negare la tutela legale al programma.

Autrice e conduttrice del programma è Milena Gabanelli (qui e qui), il regista è Claudio Del Signore e i giornalisti freelance che producono le inchieste sono: Giovanna Boursier, Michele Buono, Giovanna Corsetti, Giorgio Fornoni, Sabrina Giannini, Bernardo Iovene, Paolo Mondani, Sigfrido Ranucci, Piero Riccardi e Stefania Rimini. Chiara Baldassari ha collaborato fino alla sua morte, avvenuta nel 2005 a causa di un male incurabile. Paolo Barnard, autore di alcune delle inchieste più “calde”, è uscito dalla redazione per dissidi interni. Qui e qui trovi le schede relative al team di Report, qui trovi il metodo organizzativo.

Fin dall'inizio, la trasmissione è stata apprezzata dal pubblico per la qualità dei servizi e non a caso nel corso degli anni ha vinto numerosi premi. Inoltre è stata spesso oggetto di querele da parte di soggetti citati nelle inchieste, querele solitamente risolte in un nulla di fatto. Il giornalista Paolo Barnard è stato autore di una controversa e discussa inchiesta contro la pratica del comparaggio farmaceutico, trasmessa nel 2001, a causa della quale Rai, Gabanelli e Barnard vennero citati in giudizio. Le relative vicissitudini portarono all'uscita di Barnard da Report e al controverso caso di censura sul sito della trasmissione (vedi qui e qui).

Praticamente unica nel suo genere in Italia, Report offre inchieste di solito ben documentate e ricche di informazioni che svelano o approfondiscono temi attuali o scottanti. In più di un caso le inchieste hanno fatto intervenire le forze dell'ordine o hanno fatto nascere indagini della magistratura poi giunte a giudizio.

Non per questo dobbiamo abbandonare il nostro senso critico e prendere quanto trasmesso per oro colato. Per quanto attinenti ai fatti e con pochi commenti personali, le inchieste sono realizzate da singoli giornalisti che raramente ottengono tutte le informazioni necessarie per avere un quadro completo e approfondito dei fatti. Inoltre, per quanto obiettivi e fedeli al dovere di cronaca siano gli autori, le inchieste non sono esenti da “interpretazioni”.

Questo non toglie che la trasmissione sia una notevole fonte di informazioni, una delle poche trasmissioni televisive rimaste in Italia che parla di fatti più che di opinioni e con una discreta obiettività. Ne consiglio la visione.

Qui trovate il sito web, dove è possibile vedere le puntate o le singole inchieste in streaming (qui). Qui cosa ne dice wikipedia. 

A presto ;D


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permalink | inviato da Elnor il 28/10/2011 alle 16:22 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
CULTURA
4 ottobre 2011
LA PERSUASIONE – QUESTIONE DI AUTORITA' 2

 

Nel precedente post sulla persuasione, qui, abbiamo esaminato il principio di autorità: siamo portati a obbedire alle richieste dell'autorità riconosciuta.

E' uno dei comportamenti “automatici” che nascono dalla psicologia umana, dalla nostra cultura e dalla nostra natura sociale, che diventano spontanei perché si dimostrano efficaci e perché li apprendiamo in giovane età.

L'evoluzione ci ha spinto al rispetto dell'autorità in quanto permette all'uomo di organizzarsi, crescere e suddividere i compiti, rendendo possibile in questo modo lo sviluppo di una società evoluta, capace di realizzare strutture complesse per la produzione di beni, il commercio, la difesa, l’espansione e il controllo sociale.

Che lo ammettiamo o meno, questo comportamento è dominante nella nostra società e se non viene rispettato di norma veniamo puniti con la disapprovazione sociale, arrivando ad essere additati come ignoranti, emarginati, ribelli o perfino sociopatici, con il rischio di incorrere nei classici meccanismi di repressione sociale, per esempio schedatura, sorveglianza, trattamento medico obbligatorio o altro.

Alla disapprovazione sociale si aggiungono inoltre punizioni decisamente più concrete, come multe e pene pecuniarie, l'arresto fino alla prigione. Attenzione non parlo di delitti, ma di disobbedienza all'autorità. Tra i reati del nostro codice civile, c'è la “resistenza a pubblico ufficiale” (art.337 cp) in cui possiamo incorrere se non obbediamo agli ordini appunto di un pubblico ufficiale, come per esempio quando questi vuole accertare la nostra identità e noi rifiutiamo di mostrargli i documenti. E non dimentichiamo l'oltraggio a pubblico ufficiale, depenalizzato sei anni fa e reintrodotto nel 2009, e l'offesa al presidente della repubblica, all'autorità giudiziaria, alla bandiera e così via.

Per evitare tutto questo e soprattutto per godere dei vantaggi dell'autorità e della struttura sociale attuale, tutti noi obbediamo all'autorità. Lo facciamo nelle sue forme più alte, in presenza di un poliziotto o un carabiniere o un vigile riconoscendoli dalla divisa, in presenza di un dottore e un giudice riconoscendoli dai titoli e dagli abiti. Oltre a questi la nostra vita è piena di notai, avvocati, bancari, commercialisti, ingegneri, specialisti vari che attraverso titoli e vestiti ci dimostrano di essere delle autorità nel loro campo. Anche se a questi non dobbiamo obbedire obbligatoriamente, dispongono di informazioni che noi non abbiamo e ci possono essere utili.

Come abbiamo già detto, le informazioni fornite da un'autorità riconosciuta sono un'utile scorciatoia per decidere come comportarci in diverse situazioni. Per questo, anche in questi casi, siamo disposti a dare fiducia a persone che non conosciamo arrivando a obbedire alle loro richieste e a seguire le loro indicazioni senza verificare l'affidabilità di quello che ci dicono. Fare verifiche costa tempo e denaro, quindi spesso ci affidiamo alla “fama” dell'autorità in questione, o alle parole di terze persone o soltanto ai simboli che sfoggiano, come l'automobile di lusso, la targa col titolo o il bell'ufficio.

Normalmente non ci rendiamo conto di quanto sia profondo l’impatto che l’autorità e i suoi simboli hanno sulle nostre azioni. Prova a prestare attenzione agli incontri con qualunque tipo di autorità nella tua vita. Quando vai dal dottore, oppure quando ti fermano i vigili per un controllo, o quando hai a che fare con l'avvocato o il banchiere di “fiducia”. Soffermati sulle tue reazioni e in particolare su come il tuo atteggiamento mentale cambia. Poi prova a rivedere, rivivere la stessa situazione immaginando di avere davanti la stessa persona in jeans e maglietta, non seduta in un ufficio dietro a una scrivania, ma a un tavolino del bar. Confronta gli atteggiamenti mentali delle due situazioni e scoprirai che cambiano notevolmente.

Questo principio è così potente da superare spesso il nostro senso critico, fino ad arrivare ad annullare ogni opposizione. E' quindi fondamentale una maggiore consapevolezza del potere dell’autorità e dei suoi simboli. Capire come funziona il meccanismo di deferenza all’autorità aiuta a resistergli.

Le tecniche di persuasione che sfruttano il principio di autorità mirano a far credere alla vittima di essere di fronte a una figura autorevole, per indurla a obbedire a richieste svantaggiose per lei e vantaggiose per il persuasore.

Dobbiamo distinguere i casi in cui il persuasore è realmente un'autorità, dai casi dove il persuasore è un millantatore. In questo secondo caso, dobbiamo concentrare la nostra attenzione sulle credenziali della persona e sulla loro rilevanza rispetto al problema in questione. Questo significa andare oltre ai simboli dell'autorità che ci stanno mostrando, capire con lucidità chi abbiamo di fronte, chiedere e verificare le credenziali presso terzi e autorità riconosciute. Naturalmente va fatto prima di eseguire i loro ordini o consigli. Attenzione, questo non significa che devi chiedere ai carabinieri che ti hanno fermato di vedere i loro documenti, perché è poco probabile che tu abbia di fronte dei millantatori in quanto spacciarsi per loro è un reato.

Una volta che abbiamo verificato se la persona che abbiamo davanti è un'autorità, è fondamentale capire se è la figura giusta che può aiutarci a risolvere i nostri problemi. Non solo non andiamo in banca per avere consiglio sulla nostra stitichezza, ma sulla questione non chiediamo certamente consiglio a un otorino o al nostro oculista. E non è ancora finita, in quanto non è detto che l'uomo di fronte a noi abbia l'esperienza e la professionalità che ci serve. E' quindi opportuno verificare tutto questo. Come? Facendo domande precise senza alcun timore e verificando quello che ci dice.

Ora torniamo al primo caso, dove il persuasore è un'autorità nel suo campo che vuole persuaderti a obbedire a richieste che gli porteranno un vantaggio. In questo caso resistere alla persuasione diventa difficile. Dobbiamo necessariamente verificare quello che ci dice rivolgendosi a un'altra autorità di livello analogo o superiore. Questo significa accollarsi costi aggiuntivi e quindi perdere una parte del vantaggio che traiamo dal rispettare l'autorità.

Perciò è fondamentale affrontare l'incontro con la persona autorevole con lucidità e consapevolezza e se possibile con una base di informazioni raccolte da altre fonti (es: libri, internet, parenti e amici) allo scopo di cogliere indecisioni o segnali sospetti. In presenza di contraddizioni nella sua comunicazione è fondamentale verificare quanto ci viene detto prima di farlo.

Chiaramente per fare tutto ciò, dobbiamo comprendere come reagiamo in presenza di un'autorità, imparare a riconoscerne i simboli e fare esperienza nel fare le giuste domande e valutare il nostro interlocutore. Inoltre non dobbiamo dimenticare mai che chi abbiamo di fronte non è lì per fare il nostro bene, ma fa solo il suo lavoro e direttamente o indirettamente lo paghiamo per quello.

Molto ci sarebbe da dire ancora, ma approfondiremo l'argomento nei post futuri. Stasera ho un poco esagerato. Grazie dell'attenzione e a presto ;D

CULTURA
21 aprile 2011
Fonti da cui abbeverarsi

 

Non abbiamo ancora affrontato l'argomento dell'informazione, ma vale la pena anticipare qualcosa per iniziare a postare qualche risorsa interessante.

Una fonte di informazioni è in sostanza una persona, un'attività o il prodotto di un'attività umana che mira a comunicare informazioni dietro compenso o gratuitamente. Può essere la vicina di casa, il servizio di un'agenzia di stampa, oppure un qualunque media (tv, giornali, siti web). Una fonte è caratterizzata da affidabilità, frequenza, specializzazione, argomento.

La domanda principale che dovremmo farci quando apriamo un giornale, un sito, ci sediamo davanti alla tv è: "quanto è affidabile la fonte?". Quando la nostra vicina ci racconta i fatti della famiglia del piano di sopra, noi la conosciamo e sappiamo che ama arricchire i suoi racconti e mettere zizzania, perciò siamo scettici su quello che racconta. Quando invece leggiamo il giornale o guardiamo la tv spesso siamo poco critici e presumiamo che le informazioni siano affidabili solo perché le dà l'elettrodomestico luminoso con le persone dentro.

Nello stesso modo con cui pesiamo le parole di uno sconosciuto, dobbiamo diffidare delle fonti di informazioni. Questo significa porsi una serie di domande tipo "come e dove prende le informazioni?", "chi è il proprietario della fonte?", "chi è l'autore?", "qual è la linea editoriale?" e via dicendo. Questo significa anche verificare le informazioni, per esempio confrontandole con fonti affidabili per controllarne la correttezza e la completezza.

In breve questo significa essere critici verso la fonte non meno che verso l'informazione, perché questa influenza o determina le nostre scelte.

Facciamo come la gazzella che prima di abbeverarsi al fiume si accerta che non ci siano predatori in agguato, evitiamo di diventare una preda.

Sviscereremo l'argomento più avanti nelle nostre chiacchierate sull'informazione.

A presto

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Ogni scelta che facciamo modella la nostra vita. Ogni singola scelta. E' fondamentale per ognuno di noi diventare consapevoli delle nostre decisioniQuesto blog vuole fornire spunti, informazioni, risposte, domande e risorse sul "prendere decisioni".

Gli argomenti trattati sono: l'informazione, la psicologia, il coaching, i bisogni umani, le emozioni, la consapevolezza.

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