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CULTURA
26 aprile 2012
TINA – L'assalto all'intelligenza e alla libertà di scelta

 

Hai fatto caso a quanto spesso negli ultimi anni si sente ripetere “non ci sono alternative”?

Intendo in tv, alla radio, sui giornali, dalla bocca dei vip e della gente di strada. Anch'io e sempre di più, specialmente da parte di politici, burocrati e giornalisti. Ebbene stiamo assistendo all'ennesimo attacco all'intelligenza umana, l'ennesima manipolazione. Costoro vogliono che le persone credano che non ci sono alternative a quello che dicono o propongono, vogliono che chi li ascolta non pensi neppure alle alternative.

In inglese “non ci sono alternative” è “There Is No Alternative”, TINA, ed appartiene alla stessa famiglia di altre affermazioni “commerciali” quale per esempio: “è il miglior prodotto che può trovare in circolazione”, “non c'è scelta migliore”, “un'offerta che non si può rifiutare” e così via. Quando ti fanno oggetto di certe frasi, è quasi certo che stanno cercando di manipolare le tue scelte.

Quando si può affermare: “non ci sono alternative”?

Lo possiamo ascoltare dalle labbra di qualcuno in difficoltà, in preda allo sconforto o alla disperazione. E' talmente preso dalla delusione, dal dolore o dalla paura che veramente non vede alternative. Lo possiamo sentire da parte di un'esperto alla fine di un'attenta analisi della situazione o del problema e di una lunga spiegazione per esporre tutto quanto a te che ascolti. Oppure lo possiamo ascoltare da qualcuno che cerca di convincerci che la sua idea, la sua scelta o il suo piano sono l'unica scelta possibile. In pratica costui ripete l'affermazione per distrarci, per non farci pensare alle alternative, per motivare le sue azioni, perfino per rassicurarci, quando in verità ci sta dicendo: tu non hai nessuna scelta.

Quindi quando qualcuno ti dice “non ci sono alternative” dovresti allarmarti, rigettare quanto detto finora come inaffidabile, attivare il tuo senso critico e focalizzare al massimo su quello che ti sta dicendo. E intendo sempre, per tutti i casi visti prima. Se il tuo interlocutore è convinto che non ci siano alternative perché in crisi emotiva è saggio considerare poco affidabile quello che dice e valutare con attenzione cosa sta proponendo. Se lo sta dicendo perché è il risultato di un'analisi attenta allora l'assenza di qualsiasi scelta pretende la tua attenzione per capire quale costo la situazione ti chiederà. Infine se chi parla sta cercando di ingannarti e manipolarti non devi permettergli di limitare o influenzare le tue scelte, perché le sue intenzioni sono quelle di trarre vantaggio personale da questo e quello che ne pagherà le conseguenze sarai proprio tu.

Ormai è diventato un mantra recitato sempre più spesso da chi, in posizioni di potere, vuole fare quello che gli pare o vuole che tu faccia quello che ti chiede senza porti domande e porgli domande, cioè vuole che tu obbedisca senza fare storie. E' una truffa, una manipolazione e se ascolti con attenzione ti accorgerai che qualunque sia l'argomento o la domanda, ogni discorso viene chiuso con Tina senza argomentarlo, come se fosse una verità rivelata.

Ebbene la realtà è che ci sono sempre alternative, più costose forse, più difficili da realizzare o che richiedono più tempo, ma ci sono sempre alternative. Quindi chi afferma “non ci sono alternative” senza argomentare, senza spiegare il perché della sua affermazione è di solito un mentitore e un truffatore che mira a danneggiarti.

Per questo non devi accettare passivamente gli argomenti di costui e invece devi usare la tua intelligenza e il tuo senso critico per dimostrare che l'alternativa esiste, in primo luogo a te stesso e in secondo luogo a tutti.

Il problema è che è in atto un martellamento continuo attraverso i media, dalle bocche di politici, giornalisti e burocrati con lo scopo di farci accettare idee e scelte che a ben pensare vanno a vantaggio di una minoranza e che hanno alternative migliori.

Per esempio, l'articolo 18 deve essere cambiato, non ci sono alternative, ce lo chiede l'europa, serve a rilanciare l'economia. Ebbene sono menzogne: non è necessario modificare una conquista civile come l'articolo 18, non ce lo chiede l'Europa e non serve a rilanciare l'economia. Altro esempio, le banche non possono fallire, devono essere salvate, non c'è alternativa. Ebbene sono menzogne, le banche possono e devono fallire, devono pagare per i loro errori o altrimenti continueranno a speculare impunemente, lo stato deve aiutare i cittadini e non le banche. Un altro esempio, non c'è alternativa alla politica di oggi, al bipolarismo. Naturalmente è una menzogna e una forma di politica che spinge la gente a schierarsi da una parte o dall'altra, spinge a ignorare le voci delle minoranze e le alternative. Gli esempi sono innumerevoli.

La cosa peggiore è che stanno demolendo le prospettive future della gente per costringerla ad accettare soluzioni e costi inaccettabili, stanno manipolando l'informazione per modificare la realtà percepita dalle persone per spingere a scelte predefinite o a non scegliere.

Quindi difendi la tua intelligenza e la tua libertà di scelta e quando qualcuno ti dice che non c'è alternativa dimostragli che non è vero, dimostralo a chi ascolta e ripetilo finché è necessario.

Grazie dell'attenzione e a presto ;D

CULTURA
16 novembre 2011
Diario della navigazione – La mappa e il territorio

 

Questo è un periodo impegnativo per il sottoscritto, il lavoro soprattutto. Nonostante ciò studio per il blog e raccolgo materiale da pubblicare e se posso dirlo alcuni argomenti sono veramente appassionanti. Certo, è una promessa, quindi continua a seguirmi. Aggiungo che ho un altre idee nuove, diverse della quali richiedono però almeno un socio.

Stasera volevo soffermarmi un attimo su un pensiero che mi frulla in testa questi giorni che posso sintetizzare con la vecchia massima della pnl: la mappa non è il territorio. Che sta a significare che la mia, tua, nostra visione della realtà non è la realtà, quanto piuttosto un'interpretazione della stessa.

In questi giorni di eventi e di cambiamenti, trovo insopportabile come i media e gli esperti cerchino incessantemente di propinarci una visione distorta della realtà, di influenzare la nostra mappa. Se vuoi possiamo chiamarla propaganda, oppure manipolazione, oppure disinformazione. D'altra parte se ci voltiamo indietro, al passato, possiamo con facilità riconoscerla esercitata incessantemente attraverso il tempo dai potenti, dai regnanti, dalla religione, dovunque c'è un potere che mira a conservarsi, accrescersi e nutrirsi.

Manipolare la realtà degli altri li spinge ad agire come noi vogliamo. E se ci pensi, ognuno di noi fa la stessa cosa, in piccolo. Manipoliamo la realtà degli altri, di chi ci sta vicino e non meno frequentemente di noi stessi, agendo sulla nostra visione della realtà. Ora non importa il perché, ma le conseguenze.

La logica suggerisce che quando agiamo sulla mappa la realtà non cambia. E' davvero così?

Certo, non possiamo agire sulla realtà a parole, le montagne rimangono montagne e le leggi della fisica non cambiano. Eppure ho osservato che la realtà piccola e locale di ognuno di noi cambia cambiando la mappa e non è solo un'impressione del protagonista, cambia concretamente. Cambia perché lo stesso individuo, noi, agiamo consciamente o inconsciamente per cambiare la nostra realtà.

I media ci impauriscono con la prospettiva di un futuro cupo, con minacce illusorie e noi agiamo per evitarle o per affrontarle, spesso dando forma al futuro cupo. L'aviaria ci ha spinto a spendere per vaccini e medicinali inutili facendo il vantaggio delle industrie farmaceutiche e il danno delle industrie dell'allevamento. Ora c'è la crisi e in nome della crisi si chiedono molte cose, eppure cos'è la crisi, qual è la sua origine, chi l'ha generata, con quale scopo e soprattutto è reale?

Parleremo presto di mappe e territorio, di manipolazione e scelte consapevoli. Il cammino è lungo, ma il viaggio è appassionante. Insieme troveremo risposta anche a queste domande.

A presto ;D

CULTURA
19 giugno 2011
MEDIA DI OGGI

 

Stasera anticipiamo alcuni tratti di un argomento che affronteremo in modo approfondito più avanti: i media oggi.

La democrazia comprende il diritto all'informazione dei cittadini, quindi noi che abitiamo in una democrazia di solito pensiamo che l'informazione che riceviamo dai canali ufficiali delle istituzioni democratiche e dai media sia degna di tale nome cioè di qualità. La realtà naturalmente è un'altra, in entrambi i casi. Parleremo dell'informazione delle istituzioni in altri post, concentriamoci per qualche minuto sui media che riempiono la nostra giornata.

Negli ultimi trent'anni l'informazione è stata “affidata” al mercato o alle regole del mercato, siano essi tv, radio o carta stampata. Questo significa che sono nati e cresciuti media di proprietà privata che rispondono a logiche diverse da quella di informare pubblico/cittadini/spettatori. Lo ripeto: sebbene offrano o vendano informazione, lo scopo dei media non è quello di informare, o non è lo scopo primario. Lo scopo principale dei media è il lucro, guadagnare sull'informazione.

Inoltre in questi trent'anni si è osservato un progressivo fenomeno di concentrazione dei media nelle mani di un numero sempre più ristretto di proprietari, ricchi, conservatori e coinvolti direttamente o indirettamente in politica. Siamo oramai in presenza di oligopoli, che in quanto tali non garantiscono l'affidabilità e la pluralità dell'informazione e che dichiaratamente mirano a fare lucro sull'informazione, con la pubblicità in primo luogo e in secondo luogo trasformando i cittadini in spettatori e infine attraverso la manipolazione dell'informazione.

I media dipendono dalla pubblicità per il 70 % e più dei loro guadagni, per questo fanno di tutto per vendere pubblicità, il loro vero business. Abbiamo quindi media che più che fornire informazione al pubblico, vendono il loro pubblico agli inserzionisti. Questi vogliono che le trasmissioni o le pagine dei media siano terreno fertile alle vendite e inoltre non vogliono cattiva pubblicità o informazioni che vanno contro i loro interessi.

Come puoi immaginare, il secondo obiettivo dei media è mantenere e aumentare il numero degli spettatori o dei lettori e il modo più efficace per farlo è ed è stato offrire evasione e divertimento al posto dell'informazione. Questo ha comportato la trasformazione delle persone da cittadini a spettatori, distraendoli dal loro impegno sociale e politico e facendo spendere il tempo della loro vita a guardare trasmissioni “spazzatura” o di puro svago o leggendo articoli o pagine di scarsa utilità.

Demolire la democrazia partecipativa è un obiettivo di notevole interesse per la minoranza di ricchi che comanda il mondo e vuole continuare a farlo senza troppe interferenze dalle popolazioni. In questo i media diventano strumento indiretto di controllo sulla popolazione.

Da questo, credimi, non ci è voluto molto per trasformare lo strumento indiretto in strumento diretto, cioè trasformare i media in strumenti di propaganda con cui mobilitare l'appoggio degli spettatori/lettori a interessi politici o privati specifici.

Per fare questo i media non si limitano più a manipolare in modo elementare o nascondere l'informazione, ma alterano la realtà (l'informazione definisce la nostra realtà), modificano il linguaggio e il significato delle parole e giungono a modificare i valori, la memoria e perfino la percezione che le persone hanno del mondo. Parleremo in modo approfondito di tutto questo nel prossimo futuro.

Riassumendo, l'informazione di oggi proviene per la maggior parte da media di proprietà di ricchi il cui scopo è il lucro e l'interesse privato. L'informazione che questi media forniscono è manipolata e filtrata pesantemente in modo sistematico e scientifico:

  1. per gli interessi degli inserzionisti che vogliono “spingere” le vendite e non vogliono informazioni che ledano i loro interessi; i media non forniranno informazioni che possano allontanare gli inserzionisti;

  2. per gli interessi dei proprietari dei media, siano essi banchieri, industriali, associazioni, corporation o altro; i media non forniranno informazioni che vadano contro i loro interessi qualunque essi siano: commerciali, politici o altro;

  3. per gli interessi delle fonti di informazione, cioè governi, aziende, società, agenzie di stampa e gruppi di pressioni (associazioni e lobby), con cui i media hanno una forma di dipendenza/simbiosi nata anche da interessi reciproci che li porta a non fornire informazioni che ledano i loro interessi;

  4. per gli interessi dei gruppi di potere capaci di influenzare/colpire i guadagni e gli interessi dei media.

Per stasera ci fermiamo qui. Spero di essere stato chiaro. Questa è solo l'introduzione, l'argomento è interessante e molto ampio.

A presto ;D

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