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CULTURA
26 ottobre 2012
I miti del capitalismo - 1

 

Qualche giorno fa parlavo di capitalismo con un gruppo di amici e mi sono reso conto quanto il capitalismo sia legato a veri e propri miti, voluti dai grandi capitali e creati, diffusi e radicati attraverso alla propaganda, grazie a un vero e proprio martellamento di informazioni distorte, grazie alla creazione di ideologie basate sulla menzogna. Protagonisti della diffusione di questi miti sono i media, naturalmente, dalla tv al cinema, dai giornali al web. Ma oltre ai media, questi miti sono stati promossi per decenni anche attraverso la scuola e l'università, a opere letterarie, distribuite grazie al controllo dell'editoria, perfino a istituzioni religiose.

Oggi che assistiamo a un'evoluzione “finanziaria” del capitalismo, oggi che il capitale torna alla carica del bene pubblico e vuole appropriarsi delle prerogative e delle sovranità degli stati, è importante avere bene chiaro in mente quale sia il vero volto del capitalismo.

Cos'è il capitalismo?

In sintesi è un sistema economico basato sulla proprietà privata e sul profitto, il cui scopo è l'accumulo di ricchezze e il movimento costante del capitale. Il capitale è la somma di proprietà mobili e immobili e di denaro. Il capitalismo determina un sistema sociale incentrato sulla continua ricerca del guadagno.

Quali sono i principali miti del capitalismo?

Il sogno americano

Secondo l'ideologia capitalista, il capitalismo è l'unico sistema economico che permette di realizzare se stessi, cioè permette l'arricchimento di chiunque, in base alle proprie capacità. Chiunque può diventare ricco se lavora duramente e con convinzione. Nella realtà il capitale tende ad accentrarsi nelle mani dei pochi, attraverso l'appropriazione delle ricchezze altrui. A parte rare eccezioni questo non avviene attraverso il lavoro, che per il capitalismo non è altro che una risorsa da cui trarre profitto, ma sfruttando posizioni dominanti, di monopolio, di potere e attraverso coercizione, persuasione e inganno, spesso violando le leggi civili e morali.

I miglioramenti dello stile di vita delle popolazioni non dipendono dal capitalismo, che al contrario normalmente non si cura dei costi sociali e ambientali delle attività che conduce, ma dipendono dagli stati e dallo sviluppo culturale, tecnologico e sociale.

Questo mito è molto diffuso e resistente alle evidenze storiche, sostenuto tra l'altro da alcune religioni, come per esempio quella Protestante. Il suo scopo è tenere sotto controllo le classi più povere e spingerle a sostenere il capitalismo.

Capitalismo uguale ricchezza per tutti

Un altro mito è quello che afferma che, in un'economia di mercato, la ricchezza prima o poi viene ridistribuita. Come la storia dimostra, questo non è vero: lo scopo del capitalismo è l'accumulo della ricchezza e la conseguenza è il divario tra i ricchi e le classi più povere, come si è osservato nei paesi occidentali con l'avvento della globalizzazione e la perdita di sovranità degli stati. In realtà l'economia di mercato non può esistere senza classi medie capaci di spendere, cioè non può esistere senza una ridistribuzione della ricchezza. Nonostante questo il sistema capitalistico non prevede in sè sistemi efficaci di ridistribuzione della ricchezza ed è sempre indirizzato verso la propria distruzione.

Lo scopo di questo mito è tenere sotto controllo le classi più povere e permettere ai capitalisti di fare profitto senza ulteriori ostacoli o competitori. Nel passato fu usato per limitare la diffusione delle idee socialiste e indebolire i paesi comunisti e socialisti.

Capitalismo uguale libertà

Il capitalismo ci rende liberi di prendere le nostre decisioni, per esempio, ci permette di scegliere il nostro modo di vivere, il luogo in cui vivere, il lavoro, il cibo che mangiamo, eccetera. Anche se ci limitiamo a considerare la libertà come “libertà di scelta”, ebbene il capitalismo limita la nostra libertà di scelta. La possibilità di scegliere tra dieci tipi diversi di salsa di pomodoro in un supermercato non è libertà.

Come abbiamo già ripetuto, lo scopo del capitalismo è l'accumulo di ricchezza nelle mani di una minoranza e la conseguente riduzione di ricchezza nel resto della popolazione comporta una riduzione della capacità di spendere e quindi delle possibilità di realizzare i propri obiettivi personali, quindi della libertà di scelta. Se non abbiamo i soldi per mangiare o una casa in cui abitare, non abbiamo scelta. Se non arriviamo a fine mese con il nostro stipendio non abbiamo molta scelta. Anche se abbiamo abbastanza soldi, ma spendiamo i nove decimi della nostra vita a fare lavori che non amiamo non abbiamo molta scelta.

Non credi?

Come abbiamo considerato all'inizio, il capitalismo determina un sistema sociale incentrato sulla continua ricerca del guadagno e questa è un'implicita limitazione della libertà di scelta di ognuno di noi. Spesso, per giustificare questo mito vengono attribuiti al capitalismo meriti che appartengono alla democrazia, agli stati, allo sviluppo culturale e tecnologico, eccetera. Come la libertà di parola, per esempio, o la libertà di scegliere i propri rappresentati, essere informati, viaggiare e molto altro.

Lo scopo di questo mito è naturalmente il controllo delle popolazioni e spingerle a sostenere il modello capitalista. Viene inoltre utilizzato per giustificare l'interferenza negli affari di paesi non capitalisti.

Per chiarire meglio il rapporto tra capitalismo e libertà è opportuno approfondire anche il rapporto con la democrazia e gli stati e il concetto di libero mercato. Lo faremo nel prossimo post sull'argomento. Per stasera mi sono dilungato troppo.

Ti ringrazio di avermi seguito sin qui.

Grazie e a presto ;D

CULTURA
9 ottobre 2012
Giappone, Venezuela e Siria: come i media distorcono la realtà

 

Stasera parliamo di media e di realtà.

Nel post “Media di oggi” abbiamo visto come di solito pensiamo che l’informazione che riceviamo dai canali ufficiali delle istituzioni democratiche e dai media sia degna di tale nome cioè di qualità, mentre in realtà lo scopo dei media non è quello di informare, ma di guadagnare sull’informazione.

Inoltre, come ho già ripetuto molte volte, i media sono di solito di proprietà o nelle mani di gruppi di potere, quali banche, governi, partiti, industriali, lobby, eccetera. E quest’ultimi non comprano un media per beneficenza, ma con un interesse preciso: influenzare l’informazione. Di fatto i proprietari o i gruppi di potere decidono, dettano o nel migliore dei casi influenzano le politiche editoriali, le priorità degli argomenti e le censure.

Non ricordo chi abbia detto “chi controlla l'informazione controlla i popoli”, ma aveva dannatamente ragione.

In che senso, come?

Ok, provo a farti qualche esempio. Un classico per iniziare, la stanza chiusa. Immagina di vivere in una casa da cui non puoi uscire e sai quello che accade fuori guardando dalla finestra e grazie a una persona che viene a trovarti ogni giorno. Questa può raccontarti la verità, o meglio quello che conosce dei fatti esterni, oppure può manipolare l'informazione e far apparire gli eventi esterni in modo diverso. Per esempio può farti credere che il mondo esterno sia pericoloso, pieno di delinquenti che entrano nelle case per svaligiarle. L'informazione provoca reazioni ed emozioni in noi tutti, in questo caso paura. Perché il tuo informatore dovrebbe indurti alla paura? Per molti motivi, per esempio per costringerti a rimanere in casa, per controllarti, per spingerti a spendere per rendere più sicura la casa e molto altro ancora.

Questo è un esempio semplice, di facile gestione, ma di esempi ce ne sono molti e tutti confermano il punto: chi controlla l'informazione controlla le persone che la ricevono se non hanno alternative con cui verificarla. E di alternative al giorno d'oggi ce ne sono, non sempre ma ce ne sono, ma di solito non sono a portata di mano, bisogna cercarsele e spendere tempo e risorse per trovarle. La maggior parte delle persone prende le informazioni dove può e preferibilmente da fonti vicine, di facile accesso, poco costose. Non è un caos che la maggior parte degli italiani si informa dalla televisione.

Tutto chiaro?

Stasera voglio proporti tre esempi attuali di come l'informazione dei media viene influenzata e manipolata.

Venezuela.

In Venezuela ci sono state le elezioni e Hugo Chavez ha vinto per la quarta volta nonostante il suo avversario avesse l'appoggio di tutti i media privati venezuelani, del Fondo monetario internazionale, degli Usa e delle grandi banche. Eppure nessuno spiega che la vittoria di Chavez è una sconfitta della finanza internazionale come dimostra il crollo del petrolio e delle borse pochi minuti dopo la dichiarazione ufficiale. La finanza che in europa demolisce gli stati e si appropria della sovranità dei popoli, in sudamerica è stata sconfitta dal voto democratico di un popolo. Si leggono accuse di manipolazioni e di golpe, ma nessuno racconta come la disinformazione anti-Chavez non si sia limitata solo ai media privati, venezuelani e internazionali, ma come abbia infuriato anche sul web, anche in Italia. Qui puoi trovare l'interessante articolo sull'argomento di Modigliani, qui e qui puoi trovare gli articoli del Fatto e della Repubblica.

Siria.

Che ci sia una guerra in Siria lo sappiamo tutti, ogni giorno i media ci parlano dei bombardamenti in Siria, degli scontri con i ribelli, dei morti. Tv e giornali, esperti e giornalisti però non spiegano che tipo di guerra, parlano di una ribellione, di primavera araba, della lotta per la libertà contro un dittatore. Quando però vai a scavare, ti trovi davanti a una guerra nuova, una guerra in stile Libia, dove il malcontento interno e i ribelli vengono sfruttati dai servizi segreti dei paesi occidentali per dare il via a una guerra civile che mira a destabilizzare e rovesciare il governo del paese.

Abbiamo un dittatore, senza dubbio, e abbiamo dei ribelli, ma chi rappresentano questi ribelli, quanta della popolazione della Siria? Inoltre chi li appoggia, rifornisce e aiuta? Chi sono i mercenari che arrivano dall'estero e chi li manda? Com'è possibile che pochi ribelli riescano a tenere testa all'esercito regolare? E soprattutto chi è realmente responsabile della morte dei civili? I media occidentali ci raccontano una guerra civile distorta, fanno propaganda, alzano una cortina fumogena per nascondere l'ovvio.

Un esempio di come oggi le guerre non siano solo più militari, ma soprattutto guerre di informazione, dove tutto è lecito e dove le vittime sono la verità come principio e i cittadini che vengono ingannati e manipolati affinché appoggino azioni e decisioni politiche discutibili. Guerre di oggi.

E a proposito dell'aggressione della Siria alla Turchia, è ragionevole credere che il governo siriano voglia aggredire o anche solo minacciare la Turchia mentre sta affrontando un conflitto interno? E poi come si può credere a un attacco di mortai da oltre la frontiera da parte dell'esercito siriano, quando è noto che quel territorio è nelle mani dei ribelli, che proprio dal confine turco ricevono rifornimenti e assistenza?

Usiamo la testa, per favore. E intendo la nostra.

E infine il Giappone.

Per i media occidentali il Giappone è uno degli argomenti più censurati in Europa. All'inizio ho pensato fosse a causa del disastro di Fukushima, che ha affossato il nucleare nella maggior parte del pianeta, ma perché minimizzare e sopprimere le notizie di politica ed economia? Perché per esempio non si parla del suicidio del ministro delle finanze giapponese appena dopo aver parlato con il responsabile del fondo monetario internazionale a Tokio? O della morte per avvelenamento del nuovo ambasciatore giapponese in Cina? Notizie delle ultime settimane.

Alla fine ci sono arrivato: non se parla perché il Giappone è pericoloso. Perché è un esempio che i potenti del mondo occidentale non vogliono sotto i riflettori. Il Giappone ha un pil poderoso e un debito ancor più poderoso, è in una situazione peggiore dell'Italia, eppure l’inflazione è al 2%, non ha problemi di spread e la disoccupazione è meno del 2%. Il Giappone ha un debito enorme ma cresce, mentre l'Italia, con meno della metà del debito e un analogo rapporto debito/pil, è in recessione.

Come mai?

Perché il Giappone ha una moneta propria e applica la MMT, e ogni anno aumenta la spesa pubblica e migliora i suoi conti. Come l'Argentina è l'esempio concreto che la teoria MMT funziona, mentre le ricette di tagli e austerità del fondo monetario e della BCE sono sbagliate e dannose per l'economia di un paese. E il ministro morto era pronto a lanciare un nuovo piano di investimenti in Giappone, che avrebbe aumentato il debito di oltre 2000 miliardi, ma avrebbe aumentato la ricchezza del suo paese e garantito salute, sicurezza e lavoro. Ma questo i media non l'hanno detto o l'hanno solo mormorato.

Per stasera ho finito di annoiarti e ti lascio con un consiglio: non disegnare il tuo mondo sulle storie che i media ti propinano. E spendi quanto tempo serve per informarti come si deve, altrimenti farai le scelte sbagliate, scelte che altri vogliono tu faccia.

Buona serata e a presto ;D

CULTURA
5 ottobre 2012
Fonti di informazioni – Il Fatto quotidiano

 

Stasera parliamo di un'altra fonte di informazione che si distacca dalla moltitudine dei media allineati dediti alla propaganda e garanti degli interessi dei proprietari: Il Fatto Quotidiano.

Cos'è il Fatto Quotidiano?

Il Fatto Quotidiano è un quotidiano e nasce nel settembre del 2009, è diretto da Antonio Padellaro ed edito dalla Editoriale Il Fatto spa, una società per azioni priva di azionista di controllo. Il presidente è Antonio Padellaro, l'amministratore delegato è Cinzia Monteverdi. Il consiglio di amministrazione è composto da Luca D'Aprile, Carlo Degli Esposti, Peter Gomez, Marco Tarò e Marco Travaglio.

Il Fatto Quotidiano viene distribuito con una tiratura di circa cento-centocinquantamila copie nella maggior parte delle edicole italiane, copre le principali città e il territorio di tredici regioni italiane. Oltre al cartaceo, viene pubblicata online la versione digitale consultabile dalla mezzanotte del giorno stesso.

Una delle caratteristiche di questo giornale che è doveroso sottolineare è che ha rinunciato al finanziamento pubblico per l'editoria, come sottolineato dal logo stesso della testata. Quindi il Fatto si sovvenziona solo con i proventi della pubblicità e delle vendita. Questa che dovrebbe essere la normalità, in Italia è un'eccezione che non rende santi, ma che differenzia la testata da tutti i maggiori quotidiani del paese, che in un modo o nell'altro ricevono milioni di euro di sovvenzioni presi dalle tasse dei cittadini.

Il Fatto Quotidiano è anche un sito web, ilfattoquotidiano.it, lanciato nel 2010, diretto da Peter Gomez. Nel 2010 e nel 2011 fu giudicato "Miglior testata giornalistica online" dalla rivista Macchianera in base alle preferenze ottenute in una pubblica votazione su Internet. Il sito offre numerosi degli articoli pubblicati sul giornale, dà spazio e ospita numerosi blog di figure di spicco del giornalismo e non, e a più riprese ha proposto una web tv con trasmissioni di approfondimento e talk show (“Telebavaglio”, “È la stampa, bellezza!”).

Perché seguire il Fatto Quotidiano?

La linea editoriale del giornale è centrata sui temi politici ed economici, su giustizia, cronaca e cultura. Al contrario trascura quasi completamente l'estero nei suoi diversi temi. Ha molte volte dimostrato di voler dare notizie che gli altri media trascurano e in più di un caso le rivelazioni apparse sul giornale hanno portato all'intervento della magistratura.

Dichiara di ispirarsi alla Costituzione ed essendo per statuto privo di un azionista di maggioranza, il quotidiano si propone come una voce indipendente. Quanto lo sia effettivamente non è del tutto chiaro, nonostante gli azionisti (qui) sembrino lontani dal solito panorama di banche, politici, industriali e grandi imprenditori. Anche per questo il Fatto Quotidiano è di fatto una rarità nel panorama giornalistico italiano.

Come ho già ripetuto altre volte, i media allineati sono di solito di proprietà o nelle mani di gruppi di potere, quali banche, governi, partiti, industriali, lobby, eccetera. E quest’ultimi non comprano un media per beneficenza, ma con un interesse preciso: influenzare l’informazione. Di fatto i proprietari o i gruppi di potere decidono, dettano o nel migliore dei casi influenzano le politiche editoriali, le priorità degli argomenti e le censure.

Il Fatto Quotidiano è una fonte che consiglio per quanto riguarda i fatti relativi alla politica e al potere in Italia, ma che sconsiglio per gli altri temi. Non è esente da influenze legate alle convinzioni personali dei componenti della redazione e non in tutte le occasioni ha dato notizie trascurate dai media allineati o lo ha fatto in modo adeguato. Testi, titoli, immagini e impaginazione mostrano l'utilizzo di tecniche di persuasione. Come sempre invito a leggere con attenzione e senso critico e a verificare le informazioni chiave presso altre fonti.

Qui puoi trovare il Fatto Quotidiano, qui cosa ne dice Wikipedia.

Mi segnalano problemi di censura e di manipolazione occulta delle opinioni sul forum del sito del Fatto quotidiano. Il caso sembra avere un certo fondamento, quindi riporto il link del post che lo testimonia (qui e qui).

A presto ;D

CULTURA
23 settembre 2012
PAROLE PER PENSARE – La guerra alla Siria

Stasera ti propongo un altro video interessante. E' un intervento di Massimo Fini sull'attuale guerra in Siria. Nonostante i media italiani e quelli occidentali parlano di guerra civile, quello che sta accadendo in Siria è molto simile a quello che è avvenuto in Libia. Abbiamo un malcontento interno, coltivato e accresciuto da provocatori esterni e armato dai servizi segreti dei paesi occidentali.

Mentre l'interpretazione dei media occidentali è puramente di copertura ai fatti o di propaganda: parlano di popoli oppressi che si ribellano a un dittatore, ed è vero, ma non dicono chi sono questi ribelli, quanti sono e chi rappresentano, né parlano delle armi, delle truppe mercenarie esterne o delle mire dei paesi che sostengono la ribellione.

Senza peli sulla lingua, Fini offre molti spunti su cui pensare. Questo non significa che non devi ascoltare con senso critico quello che dice. Usa la tua testa, non prendere per vero a priori quello che dice e verifica le informazioni presso altre fonti.

Massimo Fini è un noto giornalista, scrittore e drammaturgo. Nel 2005 ha fondato il movimento politico Movimento Zero, che si inspira ai principi del primitivismo, della decrescita e della democrazia diretta. Qui puoi trovare la pagina su wikipedia, qui puoi trovare il suo blog. Qui puoi trovare la sua biografia su Cadoinpiedi, qui il sito di Movimento Zero e qui il giornale che ha fondato: il Ribelle.

Il nostro ringraziamento al sito di Beppe Grillo per l'intervista.

Buona visione e a presto ;D

Qui trovi gli altri video della rubrica


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permalink | inviato da Elnor il 23/9/2012 alle 20:30 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
SOCIETA'
21 aprile 2012
Fonti di informazione – Global Voices

  

Bentornato! Stasera parliamo di un'altra fonte di informazioni fuori dai canoni dei media allineati e dei media in generale: Global Voices.

Cos'è Global Voices?

Global Voices è un progetto internazionale di aggregazione e trasmissione dell'informazione e di giornalismo partecipativo, il cui obiettivo è quello di mettere in evidenza notizie e persone che i media tradizionali ignorano.

Nasce come idea nel 2004 alla scuola di diritto dell'università di Harvard (Usa) e prende corpo nel 2008 con la registrazione dell'ente non-profit indipendente in Olanda. Global Voices è senza fini di lucro e vive grazie ai contributi individuali, alle sponsorizzazioni mirate e alle donazioni di alcune fondazioni statunitensi.

Global Voices si basa sul lavoro di un team internazionale di autori, coordinatori e traduttori e sulla collaborazione di “citizen journalist” e blogger, in grado di contestualizzare e interpretare l'informazione dei loro paesi.

Global voices non è solo un sito di informazione che riporta notizie poco considerate dai media ufficiali in più di 20 lingue diverse, ma dà voce alle realtà locali e ai singoli cittadini globali e tutela la libertà di espressione nel mondo. La sua attività è incentrata sui social media e sui citizen media, non producono reportage, ma rilanciano contenuti prodotti dalla gente e non si rifanno quasi mai ad articoli delle grande testate tradizionali.

Perché seguire Global Voices?

Perché dà voce a realtà e informazioni che non troveremo mai sui media tradizionali, perché si appoggia al lavoro di blogger e citizen journalist, e perché quest'ultimi e GV non seguono le politiche editoriali dei media tradizionali.

Come ho già ripetuto troppe volte, i media tradizionali e allineati sono di solito di proprietà o nelle mani di gruppi di potere, quali banche, governi, partiti, industriali, lobby, eccetera. Quest'ultimi non comprano un media per beneficenza, ma con un interesse preciso: influenzare l'informazione. Di fatto il proprietario o i gruppi di potere decidono, dettano o nel migliore dei casi influenzano le politiche editoriali, le priorità degli argomenti e le censure.

Global Voices offre la possibilità di lanciare sguardi a quei paesi di cui non sentiamo mai parlare e di confrontare la nostra vita e le nostre opinioni con quelle di altri cittadini del mondo e della rete.

Qui puoi trovare Global Voices, qui puoi trovare cosa ne dice Wikipedia, qui puoi trovare un'interessante intervista a Bernardo Parrella, giornalista e coordinatore di GV in Italia.

Buona lettura e a presto ;D

DIARI
11 settembre 2011
Prove di trasmissione 5 – Quella luce dentro di noi

 

Ben ritrovato. L'estate è ormai finita e direi che è tempo di riprendere il ritmo. No, non intendo che è tempo di riprendere a correre. La vita va gustata, ascoltata, capita, va vissuta al ritmo della musica che ci portiamo nel cuore. Intendo dire che è tempo di risentirci più spesso. E di fare altri passi avanti.

Come avrai notato, ho capito come inserire filmati, ma non solo, ho scoperto come intervenire direttamente sul codice. Continueremo ad approfondire gli argomenti fondamentali centrali con l'obiettivo di capire tutto ciò che riguarda il prendere decisioni, in più apriremo altre “rubriche” periodiche per capire meglio noi stessi e certi aspetti della realtà.

Questa è stata un'estate strana, piena di rumor bianco e di grida. Ci hanno preso d'assedio con una crisi mai finita, con la minaccia della bancarotta, siamo stati martellati da media urlanti: “panico, paura, timore, tu, dico a te, perché non ti angosci!”.

Non nego che ci sia una guerra economica finanziaria combattuta sopra le nostre vite che consuma il nostro futuro. Non nego che ci sia una guerra sociale, dove la minoranza ricca di questo pianeta sta rubando i diritti conquistati dai popoli a caro prezzo, sta rubando le vite delle persone, la gioia e il sorriso dei bambini.

Basta pensare che oggi ci sono più schiavi nel mondo di quanti ce ne siamo mai stati nel passato. Uomini e donne costretti a consumare la loro vita per il profitto di una minoranza. Questo secolo sarà peggio, più terribile del precedente, e si dovrà lottare duramente e versare sangue prima di vedere di nuovo il sole.

Ora però ferma questi pensieri. Respira. Ora guarda il circo della politica e teatrino dei media, vedi? Non sono che questo. Manipolano il linguaggio e l'informazione per distrarci, per non farci vedere che le quinte sono finte, sono di cartone.

Ora chiediti: cos'è la vita? Quanto dura? Per cosa vale la pena vivere?

Hai già le risposte e centrano poco con il debito, la crisi, la bancarotta, le storie di paura con cui ci assillano. Sono finzioni, menzogne, con cui cercano di renderci poveri, fuori e dentro. La realtà è diversa, è fatta di gente come noi, di anime piene di luce e buio. E se guardi bene, oltre l'inferno in cui vogliono rinchiuderci, è quella luce che illumina i nostri giorni, è quella luce che vedi nei volti di coloro che ci vivono accanto, è quella luce che rende la vita meravigliosa e degna di essere vissuta.

Non dimenticarlo mai.

A presto ;D


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permalink | inviato da Elnor il 11/9/2011 alle 21:14 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
CULTURA
21 agosto 2011
CHI SONO GLI SPECULATORI (e come agiscono)

 

Come abbiamo visto nel post precedente (qui), viviamo in tempi interessanti e sono in atto cambiamenti poderosi a livello politico ed economico, ma soprattutto sociale e culturale. Questo non è un blog di economia, ma questi più che giorni di vacanza sono giorni di tensione crescente a causa di una manovra economica che taglia costi e servizi insieme, colpisce l'economia, quella produttiva, e ci impone tasse dirette e indirette.

E i media “ufficiali” e “allineati”, che in Italia sono tutte le tv pubbliche e private, quasi tutte le radio e quasi tutti i giornali, invece che spiegare i fatti ci propinano immagini parziali della realtà ed evitano accuratamente di soffermarsi o di spiegare gli aspetti “chiave” della situazione.

Se ti chiedi perché lo facciano, ti invito a leggere questo post, “I media di oggi”, dove avevamo introdotto il discorso dei media e delle motivazioni che li muovono.

Non sono un economista, ma aldilà del fumo e del linguaggio criptico, l'economia non è così difficile da capire come ripetono o sottintendono a piè sospinto gli “esperti”.

Secondo te, perché costoro fanno ciò?

Naturalmente perché ne traggono profitto.

Oggi ci soffermiamo sugli speculatori. In tg, trasmissioni, speciali, interviste, si parla spesso di questi speculatori come dei responsabili della crisi economica in Italia, in Grecia, in Europa, responsabili della borsa che crolla, dei prezzi delle materie prime che salgono, della crisi del 2008 (che è quella di oggi) dei subprime, dei titoli pubblici che vengono venduti a interessi troppi altri per via dei CDS (derivati intrinsecamente illegali che in breve sono assicurazioni dal fallimento di stati o aziende altrui, ma che in verità lo provocano).

Chi sono questi speculatori?

Negli ultimi 15 anni circa i mercati finanziari (tutti, non solo le borse) sono dominati da pochi grandi operatori che controllano il 70% dei flussi finanziari e per questo controllano i mercati. Chi sono? Sono una dozzina o poco più di banche e sim (società di intermediazione mobiliare) tra cui J.P Morgan, Bank of America, Citybank, Goldman Sachs, Hsbc, Deutsche Bank, Ubs, Credit Suisse, Citycorp-Merrill Lynch, Bnp-Parisbas. Oltre loro ci sono una miriade di piccoli risparmiatori che non contano nulla.

Questi sono i famosi speculatori capaci di demolire l'economia di un paese, di distruggere una moneta, di portare al fallimento grandi società e molto altro. Sono talmente potenti che dal 1994 dettano legge anche alla Federal Reserve USA, che da allora propone e attua politiche monetarie sostanzialmente a favore delle banche d'affari.

Come possono fare tutto ciò?

In breve, primo, grazie alla liberizzazione totale dei movimenti di capitale nel mondo con cui spostano liquidi da un paese all'altro senza costi o vincoli (parleremo in futuro di come l'hanno ottenuto), secondo, grazie alla possibilità di determinare in modo virtuale il valore delle monete. Fino al 1971 il dollaro (moneta di riferimento mondiale) era agganciato all'oro, quindi si poteva quantificare il suo valore, dopo il '71 il valore di tutte le monete è determinato, indovina da chi, dai mercati finanziari. Ricordi chi controlla i mercati finanziari? Ecco.

In realtà la speculazione avviene tramite una ampia serie di “strumenti”, dalle vendite allo scoperto a derivati di tutti tipi e usi, spesso fuori dal controllo degli organi istituzionali e spesso illeciti.

Perché lo fanno?

Perché la speculazione finanziaria è la natura di questi grandi investitori, che gestiscono quantità enormi di denaro, privato e non, con l'unico scopo di guadagnare. Fare soldi.

In quale modo fanno soldi?

Sì, spennano i piccoli investitori, ma i soldi veri li fanno appropriandosi di valori e beni dell'economia reale. Per esempio, speculano sulle monete abbattendone il valore e i nostri soldi valgono di meno e possono comprare meno beni, quindi li prendono dalle nostre tasche senza bisogno di borseggiarci. Oppure speculano sulle materie prime, come il grano e noi paghiamo di più il pane, oppure il petrolio e noi paghiamo di più il carburante. Oppure speculano sui titoli di stato come sta accadendo ora e lo stato deve indebitarsi di più e indovina chi paga quando bisogna ridurre il debito?

Esatto! Noi. Attraverso una politica compiacente, i paesi vengono costretti a misure di riduzione del debito di solito attraverso lo smantellamento dei servizi pubblici, della sanità, del wellfare o la vendita/svendita dei beni pubblici. Ti invito a leggere questo interessante articolo sull'argomento.

E' possibile bloccare gli speculatori?

Sì! E in più di un modo. Tutti in sostanza mirano a bloccare gli strumenti che la finanza usa, a mettere sotto controllo le transazioni finanziare e i mercati, a colpire alla radice certe “attività” molto dannose per la società umana. Perché non dimenticare mai che la speculazione non è altro che “la sottrazione di denaro alla maggioranza che ne ha poco a beneficio della minoranza che ne ha molto”. Un metodo ce lo insegna l'Islanda, che a un passo dalla bancarotta non ha pagato i creditori stranieri ricchi a spese dello stato e quindi dei cittadini. Le banche sono fallite e sono state nazionalizzate e, guarda, hanno smesso di speculare a loro volta e sono tornate a sostenere l'economia reale. Non pagare i creditori, specialmente quelli esteri e quelli grandi, non solo non è la fine del mondo, ma è un ottimo metodo per “sistemare” le cose. Un altro metodo per esempio è quello di non permettere certi strumenti, come stanno facendo con le vendite allo scoperto, in certi paesi europei tra cui l'Italia, e quindi bloccare veri e propri attacchi alla stabilità delle borse e dell'economia. Un altro metodo è quello di non permettere alla finanza di decidere il valore della moneta, come fa la Cina. Posso fare molti esempi, ma in sostanza i metodi ci sono.

Perché non bloccano gli speculatori?

La risposta è molto lunga e complessa, ma possiamo riassumerla in una domanda: chi ha il potere di farlo?

Ti lascio con questa domanda e ti invito a lasciare commenti se ne hai.

A presto ;D

CULTURA
19 giugno 2011
MEDIA DI OGGI

 

Stasera anticipiamo alcuni tratti di un argomento che affronteremo in modo approfondito più avanti: i media oggi.

La democrazia comprende il diritto all'informazione dei cittadini, quindi noi che abitiamo in una democrazia di solito pensiamo che l'informazione che riceviamo dai canali ufficiali delle istituzioni democratiche e dai media sia degna di tale nome cioè di qualità. La realtà naturalmente è un'altra, in entrambi i casi. Parleremo dell'informazione delle istituzioni in altri post, concentriamoci per qualche minuto sui media che riempiono la nostra giornata.

Negli ultimi trent'anni l'informazione è stata “affidata” al mercato o alle regole del mercato, siano essi tv, radio o carta stampata. Questo significa che sono nati e cresciuti media di proprietà privata che rispondono a logiche diverse da quella di informare pubblico/cittadini/spettatori. Lo ripeto: sebbene offrano o vendano informazione, lo scopo dei media non è quello di informare, o non è lo scopo primario. Lo scopo principale dei media è il lucro, guadagnare sull'informazione.

Inoltre in questi trent'anni si è osservato un progressivo fenomeno di concentrazione dei media nelle mani di un numero sempre più ristretto di proprietari, ricchi, conservatori e coinvolti direttamente o indirettamente in politica. Siamo oramai in presenza di oligopoli, che in quanto tali non garantiscono l'affidabilità e la pluralità dell'informazione e che dichiaratamente mirano a fare lucro sull'informazione, con la pubblicità in primo luogo e in secondo luogo trasformando i cittadini in spettatori e infine attraverso la manipolazione dell'informazione.

I media dipendono dalla pubblicità per il 70 % e più dei loro guadagni, per questo fanno di tutto per vendere pubblicità, il loro vero business. Abbiamo quindi media che più che fornire informazione al pubblico, vendono il loro pubblico agli inserzionisti. Questi vogliono che le trasmissioni o le pagine dei media siano terreno fertile alle vendite e inoltre non vogliono cattiva pubblicità o informazioni che vanno contro i loro interessi.

Come puoi immaginare, il secondo obiettivo dei media è mantenere e aumentare il numero degli spettatori o dei lettori e il modo più efficace per farlo è ed è stato offrire evasione e divertimento al posto dell'informazione. Questo ha comportato la trasformazione delle persone da cittadini a spettatori, distraendoli dal loro impegno sociale e politico e facendo spendere il tempo della loro vita a guardare trasmissioni “spazzatura” o di puro svago o leggendo articoli o pagine di scarsa utilità.

Demolire la democrazia partecipativa è un obiettivo di notevole interesse per la minoranza di ricchi che comanda il mondo e vuole continuare a farlo senza troppe interferenze dalle popolazioni. In questo i media diventano strumento indiretto di controllo sulla popolazione.

Da questo, credimi, non ci è voluto molto per trasformare lo strumento indiretto in strumento diretto, cioè trasformare i media in strumenti di propaganda con cui mobilitare l'appoggio degli spettatori/lettori a interessi politici o privati specifici.

Per fare questo i media non si limitano più a manipolare in modo elementare o nascondere l'informazione, ma alterano la realtà (l'informazione definisce la nostra realtà), modificano il linguaggio e il significato delle parole e giungono a modificare i valori, la memoria e perfino la percezione che le persone hanno del mondo. Parleremo in modo approfondito di tutto questo nel prossimo futuro.

Riassumendo, l'informazione di oggi proviene per la maggior parte da media di proprietà di ricchi il cui scopo è il lucro e l'interesse privato. L'informazione che questi media forniscono è manipolata e filtrata pesantemente in modo sistematico e scientifico:

  1. per gli interessi degli inserzionisti che vogliono “spingere” le vendite e non vogliono informazioni che ledano i loro interessi; i media non forniranno informazioni che possano allontanare gli inserzionisti;

  2. per gli interessi dei proprietari dei media, siano essi banchieri, industriali, associazioni, corporation o altro; i media non forniranno informazioni che vadano contro i loro interessi qualunque essi siano: commerciali, politici o altro;

  3. per gli interessi delle fonti di informazione, cioè governi, aziende, società, agenzie di stampa e gruppi di pressioni (associazioni e lobby), con cui i media hanno una forma di dipendenza/simbiosi nata anche da interessi reciproci che li porta a non fornire informazioni che ledano i loro interessi;

  4. per gli interessi dei gruppi di potere capaci di influenzare/colpire i guadagni e gli interessi dei media.

Per stasera ci fermiamo qui. Spero di essere stato chiaro. Questa è solo l'introduzione, l'argomento è interessante e molto ampio.

A presto ;D

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