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SOCIETA'
1 aprile 2012
BISOGNI ESSENZIALI

 

Stasera parliamo dei bisogni essenziali, o per essere più chiari delle necessità dell'uomo.

Nel post “Ciò che spinge l'uomo”, constatavamo che piacere e dolore sono le due chiavi essenziali che ci spingono ad agire: vogliamo evitare il dolore e ricevere piacere. Questo è l'essenza dei nostri bisogni, siano essi materiali o psicologici. E' intrinseco nella nostra natura biologica e psicologica di esseri umani, nella chimica delle nostre emozioni, nel modo con cui la vita modella i tracciati della nostra mente con quelle che noi chiamiamo esperienze. Il quesito "piacere o dolore" è una componente radicata alla parte più primitiva del nostro cervello e sempre presente nelle nostre scelte, che non dobbiamo sottovalutare.

Sempre nel post “Ciò che spinge l'uomo” e in quelli successivi “Ciò che spinge l'uomo-2” e 3, abbiamo esaminato i bisogni emotivi fondamentali dell'uomo: il bisogno di sicurezza, di varietà, di sentirsi importanti, di amore, di crescere e di condivisione. Abbiamo compreso cosa sono e come influenzano le nostre azioni e le nostre scelte.

Oltre a questi bisogni psicologici, ci sono altri bisogni capaci di determinare le nostre azioni e le nostre scelte, bisogni basilari, individuali, primari, essenziali, necessità legate alla nostra natura materiale che in situazioni estreme o particolari si dimostrano molto più importanti e prioritari degli bisogni emotivi, psicologici, sociali.

Quali sono questi bisogni?

I bisogni essenziali o primari sono le nostre necessità materiali, ciò che ci è necessario per sopravvivere prima che per vivere, cioè: l'aria, l'acqua, il cibo, regolare la temperatura corporea (es: riscaldarsi con i vestiti), il sonno e difese efficaci per proteggersi da predatori o eventi naturali.

E' intrinseco nella nostra natura che agiamo per procurarci ciò che ci è indispensabile per continuare a vivere. Senza aria non possiamo vivere che per pochi minuti, senza acqua possiamo vivere per pochi giorni, senza cibo per poche settimane, senza strumenti di termoregolazione non possiamo sopravvivere in certe aree della terra e non possiamo sopravvivere agli inverni in ampie aree del pianeta. Inoltre senza sonno subiamo danni mentali permanenti e viene distorta la nostra visione della realtà, e infine senza difese non possiamo sopravvivere a lungo alle minacce dell'ambiente o della società in cui viviamo.

La necessità di procurarsi queste cose, spinge l'uomo a comportamenti estremi, anche socialmente riprovevoli. Per esempio, sono diversi i casi di cannibalismo in individui e gruppi costretti in situazioni estreme, come sopravvivere alla caduta di un aereo in zone impervie di alta montagna, o isolamento invernale, o isolamento per conflitto militare. Quando la fame artiglia le budella, la mente stenta a rimanere lucida. Noi abitanti dei paesi occidentali difficilmente sappiamo cosa significhi la parola fame. Prova a immaginare di avere difficoltà a procurarti il cibo necessario tutti i giorni.

Secondo te, quale sarebbe il tuo pensiero più ricorrente?

Ammettiamolo, siamo carne e sangue e per continuare a vivere dobbiamo alimentare il nostro corpo di aria, acqua e cibo necessari al funzionamento delle cellule che lo compongono. E dobbiamo mantenerlo in grado di funzionare, dormendo, proteggendolo dal freddo e dalle minacce fisiche.

Quanto tempo della nostra giornata dedichiamo a tutto questo?

Pensaci. No, non parlo solo del tempo che dedichiamo ai pasti e al sonno, ma del tempo che dedichiamo per ottenere le risorse necessarie per soddisfare i nostri bisogni primari.

Perché lavori?

Certo anche per quello, ma lavoriamo per guadagnare uno stipendio con cui garantirci principalmente cibo, vestiti e una casa. A dirla tutta, una persona normale dedica almeno i tre quarti del suo tempo per soddisfare le necessità primarie.

Secondo te, quanto pesano i bisogni essenziali sulle nostre scelte?

Esatto. I bisogni essenziali hanno un'importanza critica, tanto che tutto o quasi scivola in secondo piano come importanza davanti a una necessità primaria non soddisfatta. Tanto che facciamo di tutto per soddisfare i nostri bisogni essenziali.

Se sei povero e non hai le risorse per garantire la casa e il cibo per te e la tua famiglia, quale sarà lo scopo delle tue giornate? Su cosa concentrerai tutta la tua attenzione e le tue attività? Cosa saresti disposto a fare per ottenere queste risorse?

Sono d'accordo con te. Un essere umano che deve soddisfare i suoi bisogni essenziali è un essere umano prevedibile e controllabile, anzi controllato e sottomesso. E chi controlla le risorse necessarie ai bisogni primari ha potere su chi non ha risorse.

Perché il mondo sembra correre attorno all'accumulazione di ricchezza, oggi come nel passato?

Perché chi è ricco può soddisfare i bisogni essenziali e anche gli altri, e chi è povero è disposto a tutto per soddisfare le necessità primarie, non pensa a molto altro, è controllabile e non può competere con i ricchi.

Chi ne controlla i bisogni, controlla gli esseri viventi.

Per stasera è tutto, nei prossimi post esamineremo i singoli bisogni essenziali e valuteremo il peso di ognuno sulle nostre scelte e la nostra vita. Come sempre ti invito a esprimere la tua opinione o i tuoi dubbi lasciando un commento.

Grazie dell'attenzione e a presto ;D

SOCIETA'
20 maggio 2011
CIO' CHE SPINGE L'UOMO - 2

Nel post precedente (qui) ci chiedevamo: cosa ci fa agire, cosa ci fa scegliere un'alternativa piuttosto che l'altra, cosa pretende soddisfazione?

Siamo andati oltre i bisogni essenziali e il meccanismo basilare “evitare dolore/trovare piacere” e abbiamo elencato i bisogni emotivi fondamentali di tutti gli esseri umani:

  1. bisogno di sicurezza

  2. bisogno di varietà

  3. bisogno di sentirsi importanti

  4. bisogno di amore e unione

  5. bisogno di crescere

  6. bisogno di condivisione

Abbiamo esaminato il primo, il bisogno di sicurezza e abbiamo scoperto che possiamo soddisfare un bisogno in modi diversi: positivi, negativi e neutri e che è importante non solo riconoscere il bisogno di sicurezza nelle nostre scelte, ma anche capire il modo con cui lo soddisfiamo e quale effetto ha questo su di noi e la nostra vita.

Continuiamo ad esaminare gli altri bisogni sopra elencati e partiamo con il bisogno di varietà. Mentre il bisogno di sicurezza ci spinge a cercare certezze e a evitare le incertezze, questo bisogno ci spinge a provare cose nuove, a incontrare persone diverse, a mettere sale nella nostra vita. Immagina se la nostra vita fosse sicura e certa, se facessimo sempre le stesse cose, se il nostro futuro fosse prestabilito.

Come sarebbe la nostra vita?

Esatto! Noiosa!

Il bisogno di varietà nasce dal bisogno di provare emozioni e queste nascono dalle novità, dal conoscere persone nuove, dalla sorpresa, dall'affrontare dei rischi, dal fare cose diverse dal solito, dal viaggiare e scoprire nuovi luoghi, nuovi modi di vedere il mondo, nuovi stati d'animo, anche attraverso l'assunzione di eccitanti come l'alcol o gli stupefacenti. Il nostro cervello è fatto in questo modo, le emozioni dalle più primitive alle più evolute comportano la produzione di mix di sostanze eccitanti, stimolanti, che inondano l'intero corpo, attivando aree del cervello particolari, scatenando reazioni fisiologiche a catena. Pensate alla paura, una delle emozioni più primitive, pensate a cosa succede quando proviamo paura: il nostro corpo produce sostanze che ci preparano all'azione, a reagire il più velocemente possibile all'eventuale minaccia, acuiscono la mente e i nostri sensi. Ora pensate alla passione, o alla gioia, a cosa succede a voi, alla vostra mente, pensate alle sensazioni che provate. In futuro vedremo meglio quello che ci succede quando ci emozioniamo e perché, ora continuiamo con i bisogni.

Il nostro cervello ha bisogno di provare emozioni e fare le stesse cose non ci da emozioni. La vita di noi esseri umani è fatta di emozioni non di gesti o di giorni sempre uguali, per questo arriviamo perfino a sabotare inconsciamente la nostra vita, i nostri rapporti, i nostri progetti, le nostre relazioni, il nostro lavoro per mettere un pizzico di varietà.

Senza arrivare all'auto-sabotaggio, possiamo riconoscere il nostro bisogno di varietà nel bisogno di socializzare, nell'andare a vedere spettacoli (cinema, teatro) o semplicemente ascoltare racconti stimolanti in cui poterci immedesimare o barzellette che ci fanno ridere. Possiamo soddisfare questo bisogno anche con il cibo, strafogandosi per scacciare la noia o guardando la tv, o giocando con la PS. E non dimentichiamo l'alcol, gli eccitanti o le droghe per alterare noi stessi, per essere qualcun altro, per vedere la vita da un punto di vista diverso, per fare cose diverse e rischiose, cose che non faresti mai, per provare emozioni diverse.

Cosa fai tu per soddisfare il tuo bisogno di varietà?

Come lo fai? E' positivo, costruttivo? Oppure è distruttivo e negativo?

Ora passiamo al terzo bisogno, il bisogno di sentirsi importanti. Nonostante il nostro individualismo siamo creature sociali, veniamo educati e allevati dai nostri simili e senza di essi impazziremmo e moriremmo. La vita e le emozioni girano attorno ai rapporti con altri uomini e donne alle relazioni particolari e speciali con alcuni di essi/esse. Da piccoli ci crogioliamo nell'amore di nostra madre e cerchiamo l'attenzione degli altri, da adolescenti ci emozioniamo per ogni piccolo particolare delle nostre relazioni sociali, per ogni sguardo e sorriso, godiamo dell'attenzione di uno altro o più di uno.

Il bisogno di sentirsi importante è questo, ma anche molto altro: è il bisogno di avere un significato, di sentirci necessari, di avere uno scopo, un compito, il bisogno di sentirsi unici. E' un bisogno strettamente legato alla nostra personalità, alla nostra maturità e alla nostra autostima.

Come soddisfiamo questo bisogno?

I successi della nostra vita soddisfano questo bisogno, i risultati che otteniamo nel lavoro e nella vita ci fanno sentire unici. Troviamo soddisfazione anche nelle piccole cose, come con la possibilità di vantare dei titoli: dottore, avvocato, onorevole; o attraverso il possesso materiale di cose come una bella macchina, una bella casa. Pensa a come ti sei sentito quando hai ottenuto il motorino o la tua prima auto. Pensa hai collezionisti all'impegno che mettono per realizzare una collezione unica, per ottenere pezzi rari o unici.

C'è chi soddisfa questo bisogno costruendosi un'immagine unica, uno stile inconfondibile, un modo speciale di apparire e relazionarsi. C'è invece chi lo fa denigrando gli altri, chi facendo di tutto per andare in televisione, chi usando violenza e sopruso. C'è chi utilizza la propria posizione per costringere gli altri ad ascoltarli e chi vuole apparire ammalato per avere la commiserazione altrui.

Sono innumerevoli i modi con cui soddisfiamo questo nostro bisogno. Come soddisfi tu questo bisogno? In modo positivo o negativo?

Il quarto dei nostri bisogni emotivi è il bisogno di amore e unione. E' il bisogno di sentirsi amati, di far parte di qualcosa, di provare un senso di appartenenza, di condivisione, di unione. Questo bisogno nasce dalla nostra natura sociale, di mammiferi, dal nostro istinto alla riproduzione, dalle convenzioni sociali, dalla cultura acquisita. I tre bisogni precedenti per diversi aspetti convergono in quest'ultimo o trovano soddisfazione comune: perché per esempio il gruppo ci offre sicurezza, perché attraverso i rapporti e le relazioni otteniamo le emozioni più intense e quindi varietà, e perché costruire una famiglia ci rende importanti, far parte di qualcosa di grande ci rende importanti.

La massima soddisfazione del bisogno di amore la otteniamo costruendo una famiglia o una relazione intensa e solida, o entrando a far parte di una realtà intensa e coinvolgente come una comunità religiosa. In alternativa c'è chi soddisfa questo bisogno entrando a far parte di un gruppo di amici, o attraverso il sesso, o attraverso religione e spiritualità. C'è chi si prende un cane, perché un cane ti ama in modo incondizionato senza chiederti nulla. C'è chi parla con gli altri dei propri problemi per ricevere conforto e amore oltre che attenzione. C'è chi cerca l'approvazione altrui perché in questo modo si sente accettato e amato. Inoltre otteniamo soddisfazione del nostro bisogno di appartenenza facendo parte di una grande realtà lavorativa, o di un corpo militare, o di una grande nazione.

Questo bisogno ci porta a compiere le scelte più grandi e determinanti della nostra vita o quantomeno le influenza. Famiglia, figli, carriera, amici, relazioni, religione. Parole potenti per scelte e cambiamenti determinanti per la nostra esistenza.

Tu come hai soddisfatto o come soddisfi il tuo bisogno di amore e unione?

Quali scelte hai compiuto spinto da questo bisogno e come hanno cambiato la tua vita?

E' tempo di fermarci. Abbiamo visto i primi quattro bisogni, quelli basilari, legati alle emozioni più semplici. Rimangono gli ultimi due bisogni, più evoluti, quelli che richiedono la capacità di provare emozioni più complesse. Ma lo vedremo nel prossimo post relativo ai bisogni.

Una domanda: quanto pesano questi bisogni emotivi nelle nostre scelte?

Pensateci. Ne parleremo presto insieme.

Ciao! ;D


Qui trovi il precedente post sui “Bisogni”. Se non l'hai letto ti invito a farlo.

SOCIETA'
1 maggio 2011
CIO' CHE SPINGE L'UOMO



Cosa ci fa agire, cosa ci fa scegliere un'alternativa piuttosto che l'altra, cosa ci attrae e pretende soddisfazione?

In un precedente post (qui), constatavamo che piacere e dolore sono le due chiavi essenziali che ci spingono ad agire: vogliamo evitare il dolore e ricevere piacere. Questo è l'essenza dei nostri bisogni, siano essi materiali o psicologici. E' intrinseco nella nostra natura biologica e psicologica di essere umani, nella chimica delle mostre emozioni, nel modo con cui la vita modella i tracciati della nostra mente con quelle che noi chiamiamo esperienze. 

E' un qualcosa che va molto oltre le esperienze più ovvie, per esempio "non mettere la mano nel fuoco perché ci si brucia", e che determina il nostro comportamento da adulti e le nostre singole scelte. Un amico ci chiede :"Voglio fare un corso di immersioni, vieni anche tu?". Immediatamente la nostra mente raccoglie dalla memoria tutte le esperienze correlate e si chiede "se lo farò proverò dolore o piacere?". E così le persone che amano il mare, lo sport, nuotare tenderanno di dire di sì, mentre chi ha avuto esperienze dolorose relative al mare, nuotare e così via tenderà a dire di no. E' chiaro che questo è un modo basilare di vedere le cose, ma il quesito "piacere o dolore" è una componente radicata alla parte più primitiva del nostro cervello e sempre presente nelle nostre scelte, che non dobbiamo sottovalutare.

Ora, quali sono i bisogni emotivi più evoluti? Attenzione, parlo di bisogni non necessità o desideri. Con necessità si intende ciò che ci è materialmente necessario per vivere, cioè: il cibo e l'acqua, l'aria, la termoregolazione del corpo (es: riscaldarsi con i vestiti) e così via. E' naturale che agiamo per procurarci ciò che ci è necessario per vivere e questo è strettamente legato al meccanismo piacere-dolore. 

La trattazione dei desideri, lunga e complessa, se non vi spiace la rimandiamo più avanti. Concentriamoci sui bisogni legati alle nostre emozioni, la cui soddisfazione ci dona intense emozioni positive. Semplificando i bisogni dell'uomo possono riassumersi in:

  1. bisogno di sicurezza
  2. bisogno di varietà
  3. bisogno di sentirsi importanti
  4. bisogno di amore e unione
  5. bisogno di crescere
  6. bisogno di condivisione

I primi quattro sono bisogni basilari, cioè legati alle emozioni più semplici, mentre gli ultimi due sono bisogni evoluti e richiedono la capacità di provare emozioni più complesse, ottenuta nel tempo con determinate esperienze, positive o negative, o affrontando e comprendendo gli aspetti più complessi della realtà e di noi stessi.

Partiamo dal primo, il bisogno di sicurezza è quello che ci fa evitare ciò che non conosciamo, ciò che è fuori dalla zona di comfort, che ci fa scegliere luoghi e cose note e mantenere le nostre abitudini, che ci spinge a evitare scelte difficili, che ci fa ingozzare di cibo quando siamo stressati.

E' anche quello, ad esempio, che ci spinge a cercare di tenere sotto controllo quanto è possibile, cose, persone e situazioni, anche quello che non può essere controllato. Così mettiamo in ordine la casa per sentirci sicuri, ci teniamo informati per sapere quello che sta succedendo intorno a noi, per sapere di più sulle persone che vivono vicino a noi o che lavorano con noi. 

E' anche quello che ci spinge a rafforzare le nostre credenze e convinzioni, positive o negative che siano, come la fede, la nostra identità, le nostre conoscenze su un dato argomento, la convinzione di non essere capaci di fare una data cosa.

Come avete già notato, noi possiamo soddisfare il nostro bisogno di sicurezza in molti modi diversi che possono essere positivi, negativi o neutri come impatto sulla nostra vita, sulla nostra interiorità, salute fisica ed economica, sul modo con spendiamo il nostro tempo.  

Per esempio, c'è chi di fronte alle difficoltà preferisce ignorarle, ma questo non è costruttivo a lungo termine, anzi è dannoso. Oppure pensate a chi non riesce a imparare la matematica o a usare il computer e dice  come giustificazione: "io sono fatto così, non capisco le macchine, non posso farlo". E' positivo secondo voi? Smetterà di impegnarsi e l'unica cosa che otterrà sarà una "incapacità appresa" (ne parleremo più avanti).

Quindi non solo è importante per noi riconoscere il nostro bisogno di sicurezza, ma capire come noi lo soddisfiamo e se questi modi sono positivi o negativi Così facendo potremo abbandonare i modi negativi e distruttivi per quelli positivi e costruttivi. 

Voi come soddisfate il vostro bisogno di sicurezza? Siete abitudinari? Evitate le scelte e i problemi? Pensateci.

Per motivi di spazio, gli altri bisogni li approfondiremo nei prossimi post sull'argomento.

A presto!

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