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SOCIETA'
6 luglio 2012
La situazione a Fukushima

 

Ricordi Fukushima?

Da quasi un anno i media allineati tendono a non parlare dell'incidente sismico più grave finora avvenuto nella storia dell'uomo. Nel post “FUKUSHIMA – Un annodopo” abbiamo ricordato la catastrofe che l'11 marzo 2011 colpì il giappone: un terremoto di intensità straordinaria generò un maremoto che colpì la costa giapponese, devastandola e provocando più di 15 mila morti. L'onda alta sei metri colpì anche la centrale Daiichi di Fukushima, disattivò il sistema di raffreddamento dei reattori nucleari e provocò in questo modo il peggior disastro nucleare mai avvenuto prima nella storia dell'uomo.

Inoltre abbiamo anche scoperto che la crisi non è risolta. Nonostante l'annuncio di messa in sicurezza del governo giapponese, la realtà è che i noccioli fusi sono ancora tali e per quasi un anno particelle radioattive hanno inquinato l’aria, l’oceano, il terreno e le falde acquifere. Il territorio per venti chilometri attorno alla centrale è stato dichiarato inadatto alla vita, a sessanta chilometri si rilevano livelli inquinamento radioattivo quattro volte superiore ai limiti e sta ancora fuoriuscendo materiale radioattivo dal sito.

Robert Alvarez del Dipartimento per l’Energia degli Stati Uniti sostiene che il reattore 4 è danneggiato strutturalmente ed è senza protezione nei confronti degli elementi atmosferici. Se il contenitore del materiale radioattivo avesse delle perdite queste diffonderebbero una quantità di Cesio radioattivo dieci volte superiore a quello liberato dalla catastrofe di Chernobyl.

Inoltre nel maggio scorso il senatore statunitense Wyden ha esortato l’ambasciatore giapponese ad accettare l’aiuto internazionale per prevenire la fuoruscita di materiale radioattivo dalla centrale. Wyden sostiene che “lo stato precario della centrale nucleare di Fukushima ed il rischio rappresentato dall’enorme quantità di materiale radioattivo e di scorie nucleari in caso di futuri eventi sismici, dovrebbe essere serio motivo di preoccupazione per tutti e stimolare un maggiore aiuto ed assistenza internazionali”

Il Giappone è scosso ogni giorno dai terremoti. Cosa accadrebbe se un sisma anche solo di media grandezza colpisse la zona? Per questo è stata presentata alle Nazioni Unite una richiesta ufficiale di intervento per assistere il Giappone nella risoluzione della problema del reattore 4 di Fukushima (qui) da parte di università, associazioni e organizzazioni giapponesi.

Nel post precedente ci siamo chiesti quali sarebbero state le conseguenze del disastro e non siamo gli unici a porci questa domanda. Uno studio di Chris Busby, segretario scientifico dell’Eccr, il comitato europeo sul rischio radioattivo, basato sui dati dell’Aiea, l’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica, mostra come la radioattività rilasciata dai reattori di Fukushima potrebbero causare quasi mezzo milione di casi di cancro nei prossimi 50 anni, di cui circa la metà nel raggio di 200 Km da Fukushima. Ed è solo una stima basata sulle conseguenze di Chernobyl relativa la territorio circostante al sito.

La realtà in Giappone è diversa da quella ufficiale. Il disastro nucleare ha superato la fase acuta, ma è ancora in corso. La situazione a Fukushima è drammatica, solo pochi giorni fa si è spento per più di ventiquattrore l'impianto di raffreddamento del reattore 4. Gli impianti del reattore sopravvissuti al maremoto non permettono di intervenire in modo efficace sul materiale radioattivo, sulle scorie, né sui noccioli in fusione. Il rischio che la situazione si aggravi è concreto.

Le conseguenze di ulteriori sversamenti in mare o nel sottosuolo di sostanza radioattive saranno altre vite umane perse o rovinate. Vite umane. Di oggi e di domani. Questo è quello che viene negato dalle autorità o dai responsabili. Questo è quello che dobbiamo comprendere, affinché tutto ciò non si ripeta.

A presto ;D

SOCIETA'
17 marzo 2012
FUKUSHIMA – Un anno dopo

  

E' passato un anno dal disastro di Fukushima.

Ricordi?

L'11 marzo del 2011 un terremoto di intensità straordinaria generò un maremoto che colpì la costa giapponese, devastandola e provocando più di 15 mila morti. L'onda alta sei metri colpì anche la centrale Daiichi di Fukushima, disattivò il sistema di raffreddamento dei reattori nucleari e provocò in questo modo il peggior disastro nucleare mai avvenuto prima nella storia dell'uomo. A causa del surriscaldamento, si fusero i noccioli di tre dei sei reattori della centrale e nessuno dei tentativi di prevenire o controllare la fusione ebbe successo.

A tuttora, nonostante l'annuncio di messa in sicurezza del governo giapponese del dicembre scorso, la realtà è che i noccioli fusi sono ancora tali e per quasi un anno particelle radioattive hanno inquinato l'aria, l'oceano, il terreno e le falde acquifere. Il territorio per venti chilometri attorno alla centrale è stato dichiarato inadatto alla vita, a sessanta chilometri si rilevano livelli inquinamento radioattivo quattro volte superiore ai limiti e sta ancora fuoriuscendo materiale radioattivo dal sito. L’ultima stima dell’istituto per la sicurezza nucleare francese è pari a 70 milioni di Becquerel l’ora, e l'inquinamento ha raggiunto perfino Tokio, a 250 Km di distanza. In mare davanti alla centrale, per centinaia di km, si registrano livelli di sostanze radioattive centomila volte superiori alla norma.

Greenpeace ha pubblicato un rapporto dal titolo “Lezioni da Fukushima” che denuncia la situazione e quello che veramente è accaduto in quest'ultimo anno. Il Giappone era impreparato al disastro e si è dimostrato incapace di prevedere e affrontare la situazione di crisi. Le inadempienze denunciate da Greenpeace sono tante: errori di valutazione, notizie contraddittorie, sottovalutazione del pericolo per la popolazione, reticenze, errori di logistica, errori nel trasferimento e nell'evacuazione delle persone e molto altro.

Il governo giapponese promette la decontaminazione di tutte le aree contaminate, ma si parla di 13mila Km quadrati, il 3 per cento del territorio giapponese. Aldilà dei costi, quanto tempo sarà necessario?

Quanti cittadini giapponesi saranno esposti alla radioattività e per quanto tempo?

Quanti si ammaleranno e quanti moriranno per questo?

Perché le autorità si rifiutano di evacuare in via precauzionale i cittadini dalle aree inquinate e chi si assumerà la responsabilità di tutto questo?

Voglio dedicare un momento di silenzio e riflessione a tutti coloro che sono morti per l'evento catastrofico e a tutti coloro che sono morti e che moriranno in futuro per un disastro nucleare che poteva essere evitato o quantomeno limitato. Invece così non è stato “a causa della vecchia consuetudine di ammorbidire le regole che, non solo in Giappone, tutelano i profitti a danno della sicurezza delle persone”, parole di Kazue Suzuki di Greenpeace Giappone.

Le conseguenze di tutto questo verranno pagate per molto tempo, dai giapponesi e da tutti noi. Verranno pagate da noi, dai nostri figli e dalle generazioni future per molti secoli. Questo è quello che non viene compreso o viene negato dalle autorità o dai responsabili. Questo è quello che dobbiamo comprendere noi, affinché tutto ciò non si ripeta.

Qui puoi trovare il report di Greenpeace. Qui, qui e qui puoi trovare altri post e articoli sull'anniversario di Fukushina.

A presto ;D

SOCIETA'
9 giugno 2011
L'ENERGIA E IL FUTURO

 

E' imminente il referendum del 12 e 13 giugno relativo all'abrogazione di quattro leggi, come spiegato nei due post relativi: qui e qui. In questi giorni ho ascoltato molte opinioni e molti esperti spiegare perché il nucleare si e perché il nucleare no. Pochi spiegano fino in fondo i costi reali del nucleare e in pochissimi spiegano i particolari dei costi di smaltimento delle centrali dismesse e della gestione delle scorie per le decine o le centinaia di migliaia di anni necessarie al loro decadimento radioattivo.

A chi vuole farsi un'idea più chiara sulla questione, consiglio un ebook di Alessandro Ancarani, Energy Fever, che con un tocco di fantascienza ci mostra gli aspetti fondamentali del problema energia e del nucleare. E' un librettino di meno di trenta pagine, tascabile e di veloce lettura. Lo puoi scaricare qui fino al giorno del referendum.

Buona lettura ;D

Ah, non dimenticare di andare a votare per il referendum. Oltre a essere una delle maggiori espressioni di democrazia, è un'opportunità rara per noi cittadini, è un evento storico per la storia italiana e soprattutto ci offre la possibilità di prevenire costi e rischi futuri.

Buon voto ;D

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