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Diventa consapevole delle tue decisioni
POLITICA
20 febbraio 2013
ANDIAMO A VOTARE
 

Ci siamo. Domenica si vota, ma questo non è il solito voto politico, non è una scelta tra un partito e l’altro, ma che in fondo si somigliano troppo, e non è la scelta del meno peggio o del danno minore. Questo è un voto diverso, un voto che dall’estero seguono con attenzione e sai perché?

Esatto!

Ma i motivi sono due. Il primo è che chiunque esca vincitore da queste elezioni dovrà affrontare quello che Monti a lasciato: un’economia in recessione a causa dalla politica di austerità del precedente governo, per esaudire le richieste di questa Europa. Questo vincitore dovrà decidere se continuare sulla politica precedente, dimostratasi fallimentare nei fatti, o trovare un’alternativa, quindi ridiscutere gli accordi già presi, o perfino uscire dall’euro.

Il secondo motivo è proprio quello che hai detto: nonostante il silenzio o la disinformazione della quasi totalità di media tradizionali e allineati, qualcosa di diverso si è fatto strada in una campagna elettorale da farsa, qualcosa di nuovo a turbato la vecchia politica dei partiti, i cui vecchi “leader” fanno a gara a chi spara la “patacca” più grossa nella speranza di raccogliere voti a sufficienza per rimanere in sella. Sì, il Movimento 5 Stelle.

Aldilà dei comizi di Grillo, della sua presa emotiva sulla gente, abbiamo visto che il movimento non è Grillo, il movimento non è un partito, prende forza dalla partecipazione dei cittadini, comunica in modo diverso, propone soluzioni diverse ai problemi della gente e dello stato e, a volerla fare breve, fa una politica diversa.

Qualcosa di nuovo che ha già cambiato e per sempre il modo di far politica in questo paese, e ha già cambiato la percezione e il punto di vista di un numero grande e crescente di cittadini. Qualcosa di nuovo in momento critico che può cambiare il futuro.

Ma il prossimo passo che cambierà il futuro di questo paese passa dalla nostre mani, mie e tue, passa dalla nostra scelta, dal nostro voto domenica.

Sei pronto?

Hai già fatto la tua scelta?

No, non è mia intenzione convincerti a votare il M5S, la scelta è tua e ti invito a usare la tua testa, a ragionare con calma, informarti sulle alternative, sui programmi e sui curricula dei candidati.

Se mi permetti, già che ne stiamo parlando, ti invito anche a ignorare le promesse da venditore, perché difficilmente saranno mantenute, e ti invito a non votare un’ideologia, ma un programma che è un progetto politico. Ti invito a non scegliere sull’onda emotiva di un discorso e a ignorare le minacce di chi tenta di far leva sulla paura. E ovviamente ti invito a non votare chi ha già tradito le tue speranze e la tua fiducia.

In breve scegli con la tua testa, non farlo con le emozioni e spendi tempo per informarti.

Quello che ti chiedo è: vai a votare.

Perché dovresti?

Perché se non fai la tua scelta, se scegli di non votare, altri sceglieranno per te. E forse la loro scelta non ti piacerebbe. Perché votare significa esercitare la tua sovranità di cittadino. Perché votare significa poter cambiare il futuro, quello tuo, dei tuoi figli e della società di cui fai parte.

Grazie della pazienza e a presto ;D


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permalink | inviato da Elnor il 20/2/2013 alle 20:28 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
POLITICA
6 febbraio 2013
POLITICA ED ELEZIONI

  

Prima di iniziare devo sottolineare che quanto dirò è un “punto di vista”.

Ora, mancano meno di tre settimane alle elezioni e il circo della campagna elettorale ha dispiegato il peggio, senza neppure tentare di nasconderne le menzogne e il vuoto dietro l'apparenza. Come se la forza del martellamento quotidiano dei media allineati bastasse a nascondere quello che è evidente agli occhi di chi vuol vedere. Siamo oltre le promesse che non verranno mai mantenute, oltre ai monologhi con cui gli stessi protagonisti degli ultimi trentanni di politica cercano di riproporsi, in qualsiasi forma, per ottenere e conservare la poltrona.

Hanno sfondato il muro del ridicolo.

Come fosse possibile dimenticare le responsabilità di ognuno, colpe e omissioni di questi vent'anni, come se non avessero avallato e votato tutto quello che il governo Monti ha fatto in un anno di saccheggio dell'economia e della società italiana. Non è necessario fare qui l'elenco del regime bancario-montiano, piuttosto torniamo alla campagna elettorale e alla società italiana.

Se guardiamo oltre la realtà distorta che i media vorrebbero sostituire a quella vera, almeno nella nostra testa, quello che troviamo è un paese in declino. Certo, anche economicamente, ma soprattutto in declino culturale e morale.

Credo che in Italia, oggi come un anno fa, tutti i cittadini pensanti vedano la necessità di un cambiamento. E sono convinto che la maggior parte di noi, non si limita ad auspicarlo o desiderarlo, ma lo pretenda. Eppure nulla accade, nulla è cambiato. Siamo come persi in un limbo, svuotati di intenti e di decisione. Vediamo quello che accade, ma facciamo finta di non vedere. Sappiamo riconoscere cosa è sbagliato, ma non abbiamo più la forza di reagire, non sappiamo più cosa fare.

Vent'anni di berlusconismo e di tv spazzatura, di giornalismo propaganda e di informazione distorta, hanno distorto sentimenti e principi. Non proviamo neppure vergogna, non riusciamo a riconoscere le nostre responsabilità per aver permesso la creazione di questa palude morale, di una società corrotta e ignorante dove comanda il peggio di noi tutti.

Come dici? Chi sono io, per pontificare in questo modo?

Nessuno. Non sono senza peccato, io per primo mi sento responsabile, e non sto scagliando pietre, ma domande.

Com'è possibile che uomini come Berlusconi, Monti, Bersani, Casini, Bossi e gli altri possano pensare di ripresentarsi alle elezioni?

Chi di noi ha il coraggio di considerarli ancora degni di fiducia dopo tutto quello che hanno fatto?

Come si può pensare che saranno capaci di fare qualcosa di diverso dal passato?

Eppure ascolto la gente parlare, ripetere quello che la tv ripete, interrogarsi sul voto più opportuno, su ideali ormai vuoti, quando già sappiamo che se votiamo costoro non cambierà nulla. Continueranno a fare quello che hanno fatto finora: spartirsi i nostri soldi, proteggere gli interessi delle classi dominanti, fare a pezzi il nostro futuro.

Cosa possiamo fare?

Perché me lo chiedi? Tu sai già cosa devi fare: assumerti le tue responsabilità e impegnarti in politica, ogni giorno, tutti i giorni. Il dovere del voto è solo il punto di partenza, fare politica è altro, è per esempio prendere decisioni diverse sul nostro stile di vita.

Come? Perché non vuoi votare?

Se non vai a votare, gli altri che andranno sceglieranno al posto tuo. E la classe politica gongolerà perché avrà più controllo sul voto. E' questo che vuoi?

Tra due settimane noi cittadini abbiamo la possibilità di esprimere la nostra volontà: possiamo confermare la vecchia classe politica e un futuro amaro che la minoranza dominante ha disegnato per noi, oppure possiamo cambiare il destino dell'Italia.

E loro lo sanno. Se guardi bene, tra le righe, puoi vedere il nervosismo, la paura di essere buttati fuori dal parlamento, di perdere le rendite, gli stipendi, il prestigio, i favori.

Tu cosa vuoi?

Certo che ti sto invitando a un voto di protesta, anzi ti sto invitando a esprimere ad alta voce con parenti e conoscenti cosa pensi della nostra classe politica e a confermarlo con il voto.

Hai ragione, le alternative non sono molte, anzi oggi l'unica alternativa alla vecchia politica è il Movimento a 5 Stelle. La cosa positiva è che non è un partito, è qualcosa di nuovo, fatto da cittadini per i cittadini. No, non mi illudo sulla natura umana, ma sono certo che faranno meglio dei vecchi figuranti e sono convinto che possono cambiare il modo di fare politica in Italia.

Quindi scegli con la tua testa, vota e vota con intelligenza.

Grazie dell'attenzione e a presto ;D

CULTURA
27 gennaio 2013
PAROLE PER PENSARE – Il potere finanziario e politico in Italia

Ti propongo un altro video, uno sguardo alla realtà del potere in Italia.

E' l'intervento di Roberto Vassalle all'undicesima puntata di Servizio Pubblico, a cui Santoro chiede dei legami tra politica e finanza. La risposta dell’avvocato è lucida e precisa nel ricostruire, nei pochi minuti a sua disposizione, le connessioni tra la classe politica italiana e il potere finanziario. Il quadro inquietante che ne risulta spinge a porsi domande, molte domande.

Sulla classe politica, che non rappresenta altro che se stessa e gli interessi delle classi dominanti. Su di noi, cittadini italiani, e sulla nostra deriva culturale e morale. Sul potere manipolatore dei media sulle coscienze degli individui. Ma soprattutto, quali sono gli interessi che hanno tirato le fila e disegnato gli eventi degli ultimi vent’anni?

Roberto Vassalle è l’avvocato mantovano famoso per le sentenze ottenute contro le attività illecite delle banche e contro le truffe finanziarie. E’ stato il primo a ottenere negli anni novanta una sentenza contro l’anatocismo, ovvero il calcolo di interessi sugli interessi, e l’uso di piazza, con cui le banche applicavano tassi di interesse più alti alla clientela. Qui puoi trovare la pagina di Liquida che lo riguarda, qui il servizio di Report del 2002 relativo alle banche e a Vassalle.

Come sempre ti invito ad ascoltare con senso critico quanto viene detto e a verificare le informazioni riportate. Ti invito anche ad approfondire quei temi che ritieni importanti.

Buona visione e a presto ;D

Qui puoi trovare gli altri video della rubrica

POLITICA
24 gennaio 2013
PERCHE' VOTARE?
 

L'altro giorno un collega disgustato dalla politica mi ha confessato: “non andrò a votare, non ha senso farlo, perché spendere inutilmente il mio tempo? Il mio voto non influirà in alcun modo sul futuro dell’Italia”.

Tu cosa ne pensi? Sei d’accordo con lui?

Se me lo permetti vorrei attirare la tua attenzione su alcuni aspetti chiave del “rito” del voto. Che ci piaccia o meno, siamo cittadini di una democrazia rappresentativa, cioè eleggiamo e incarichiamo poche persone di rappresentarci e di gestire il potere politico nell’interesse dei cittadini.

Ok, sappiamo entrambi che la realtà è diversa, che la nostra classe politica non rappresenta i cittadini italiani, ma è dedita ai propri interessi e a quelli delle classi dominanti, che la legge elettorale è una vergogna che permette a una dozzina di individui di decidere la composizione del parlamento, che i conflitti tra le nazioni per il potere non sono mai cessati e l’Italia è ancora un “vassallo” degli USA e della “ex” Nato, che i conflitti di classe continuano a devastare vite nonostante l’Italia sia ufficialmente una repubblica democratica. E altro ancora.

E’ facile quindi farsi prendere dallo sconforto, facile pensare che altri decidono del nostro futuro qualunque sia l’esito di elezioni che, più che l’espressione della volontà della cittadinanza sovrana, paiono piuttosto una farsa.

Eppure le elezioni sono uno dei rari momenti in cui i politici sono costretti a prestare attenzione ai cittadini. Per cinque anni fanno passerella mentre si occupano degli affari propri, ma alle elezioni l’indifferenza scompare e, anzi, dietro alle facce di cera si annusa un certo nervosismo. Perché dai risultati del voto dipendono le cariche, gli stipendi, i loro interessi, per questo fanno di tutto per sedurre gli elettori, per circuirli con vuote promesse, innanzi tutto quella di mantenere lo status quo, cioè di lasciare le cose come stanno. Che altro non è che il sogno di tutti quelli che stanno bene, che hanno ricchezze e beni, che godono di privilegi, di cariche e di posizioni dominanti. O il desiderio piccolo piccolo di coloro che si accontentano, che hanno paura del cambiamento, che preferiscono il poco di oggi all’insicurezza del domani.

Ma torniamo al punto: la scelta del voto dei cittadini determina il futuro degli interessi della classe politica italiana, degli interessi di tutti coloro che dipendono da essa e degli interessi delle classi dominanti che vogliono una politica prona e sotto controllo, ricattabile e disponibile ad avallare le loro richieste.

Per questo costoro fanno di tutto per controllare il voto degli italiani, attraverso ogni mezzo lecito e un po’ meno lecito. Per esempio, creano organizzazioni di persone che hanno gli stessi ideali o gli stessi interessi, per esempio i partiti; o usano i media, di proprietà o controllati da partiti, industriali, banche o lobby, e manipolano le opinioni delle persone distorcendo le informazioni fino a mentire senza pudore. Oppure comprano il voto, o lo scambiano, con un lavoro per esempio, o lo ottengono con la costrizione e il ricatto.

Ma non si limitano a controllare il voto in campagna elettorale, cercano anche di allontanare l’elettore dal voto e dalla politica, per stanchezza o disgusto o delusione, cercano di renderlo spettatore e di inculcargli idee false o distorte, come per esempio quella che “la politica la fanno i politici”, o che “una volta dato il voto il cittadino non ha altri doveri”, oppure che “l’unico modo di fare politica è attraverso i partiti”.

Chiaro, no?

So che ne eri già consapevole, ma volevo puntualizzarlo prima di arrivare al sodo della questione: il voto non solo determina il futuro degli interessi della classe politica, ma soprattutto il voto determina il futuro di noi cittadini e dei nostri interessi, anzi di più determina il futuro dei nostri figli e di coloro che amiamo. Non è una questione di tifo o campanilismo, di vedere chi vince e chi perde, non è neppure una questione di ideologie, destra o sinistra, il voto decide chi gestirà la politica, quindi i nostri soldi, e in che modo.

Chi viene eletto decide sulle leggi che regolano la società e l’economia, decide sulle tasse e sulla qualità dei servizi pubblici, decide sulla cultura e sulla qualità del lavoro e dell’informazione. In sintesi la politica decide sulla qualità della tua vita.

Se un numero abbastanza alto di noi cittadini comprende tutto questo e si muove insieme, allora le cose possono cambiare e la classe politica trema. Ed è quello che sta accadendo in questi mesi. Nelle voci e negli occhi dei politici si può leggere lo sconcerto e la paura per un movimento politico nato dal basso, fatto per la maggior parte di cittadini che fanno politica e che hanno tutta l’intenzione di cambiare le cose, e sostenuto da un numero crescente di italiani, stanchi o disgustati, o consapevoli che alle prossime elezioni si deciderà il futuro.

Non vuole essere uno spot elettorale a sostegno del Movimento 5 stelle, te lo assicuro, ma solo un invito a fare politica, iniziando proprio dal voto, perché se non facciamo politica, ogni giorno, tutti i giorni, qualcun altro la farà decidendo al posto nostro e secondo i propri interessi.

Quindi vai a votare e fai la tua scelta, ponderata e consapevole. E’ importante. Usa la tua testa, il tuo senso critico, non ascoltare le vuote promesse di mentitori professionisti. E non scegliere solo in base al puro interesse, pensa al futuro.

E dopo il voto, continua a fare politica, ogni giorno, a partire dalle piccole cose. Perché si può fare politica facendo la spesa, muovendoci e con buona parte delle scelte che facciamo ogni giorno. Parleremo di questo in altri post. Presto.

Grazie dell’attenzione e a presto ;D

POLITICA
8 gennaio 2013
DEMOCRAZIA 2.0
 
Stasera rimando il post programmato per attirare la tua attenzione su Democrazia 2.0, un appello trasversale, nato dalla rete, che chiede a tutti i partiti, liste e coalizioni che correranno alle prossime elezioni il rispetto di dieci punti:

1.    di pubblicare online l’elenco di tutte le candidature, offrendo a tutti i candidati una piattaforma web attraverso la quale aprirsi al dialogo e al confronto con i cittadini e presentarsi ai propri elettori con il proprio curriculum, le proprie idee e il proprio programma: massima trasparenza e apertura anche alle critiche dovranno essere irrinunciabili principi ispiratori della campagna elettorale online.

2.    di dare pubblicità a tutte le riunioni politiche di vertice in live streaming e successiva archiviazione online, perché chi si candida alla guida del Paese non può e non deve avere niente da nascondere ai cittadini.

3.    di garantire che tutti i candidati si impegnino, se eletti, a consultarsi costantemente attraverso strumenti telematici con i propri elettori, rispondendo settimanalmente online a interrogazioni pubbliche in livechat.

4.    di impegnarsi nella prossima legislatura perché l’accesso a Internet diventi un diritto fondamentale del cittadino.

5.    di impegnarsi perché la Rete sia davvero neutrale e sia vietato ai fornitori di servizi di comunicazione elettronica ogni genere di attività di network management suscettibile di incidere sulla libertà degli utenti di accedere a ogni tipo di contenuto a condizioni tecniche ed economiche non discriminatorie.

6.    di impegnarsi perché tutti i dati e le informazioni in possesso delle pubbliche amministrazioni siano resi disponibili online, in tempo reale, in formato aperto e con una licenza che ne autorizzi l’uso da parte di tutti anche per finalità commerciali

7.    di impegnarsi perché i tribunali (e tutte le autorità svolgenti funzioni giurisdizionali) rendano accessibili ai cittadini, online e gratuitamente, i testi integrali di tutte le proprie decisioni.

8.    di impegnarsi a fare in modo che il diritto d’autore sia, anche in Rete, uno strumento di promozione della creazione e circolazione dei contenuti artistici, culturali ed informativi e non solo un vincolo e un impedimento.

9.    di impegnarsi a garantire che nessun contenuto di carattere informativo possa essere rimosso dallo spazio pubblico telematico o reso inaccessibile in assenza di un ordine dell’’Autorità giudiziaria.

10. di impegnarsi nell’adozione delle politiche di governo aperto che vanno diffondendosi in tutto il mondo creando straordinari benefici in termini di trasparenza ed efficienza dell’attività della pubblica amministrazione e di rafforzamento e consolidamento della democrazia.

Come puoi vedere sono proposte ragionevoli che mirano a una politica più trasparente e vicina al cittadino, al coinvolgimento del cittadino e al rispetto della neutralità della rete. L’appello è stato lanciato da nomi anche di spicco, scrittori, giornalisti, imprenditori, manager, registi, blogger, politici e molti altri.

Se come me trovi la proposta meritevole di attenzione e di sostegno, ti invito a sottoscrivere la petizione su Avaaz (qui). Prima di decidere leggi con attenzione i dieci punti o ascolta quanto Messora dice nel video.

Qui puoi trovare il sito di Democrazia 2.0, qui puoi trovare il post di Byoblu di Claudio Messora a sostegno dell’appello, in cui è stato pubblicato il video qui sopra.

Grazie e a presto ;D
DIARI
30 dicembre 2012
BUON 2013!

  

Auguri!

L'anno nuovo è alle porte ed è quindi tempo che tiriamo le somme sull'anno passato, in un modo o nell'altro, è tempo che rinnoviamo le nostre intenzioni e gli obiettivi a cui aspiriamo.

Per quanto mi riguarda, il 2012 è stato un buon anno, ricco di emozioni e incontri. Per il blog è stato un anno difficile, con poco tempo a disposizione per concretizzare le idee e i progetti. Molto è rimasto sulla carta ed è da questo molto che ripartirò per andare oltre: ho in testa contenuti migliori, un podcast e contributi diversi.

Per l'Italia invece questo è stato un anno spiacevole, in primo luogo perché il lavoro di smantellamento di Monti e Napolitano sta avendo effetto: disoccupazione e povertà aumentano, le aziende chiudono e il peggio deve ancora venire. Il vuoto pneumatico di informazione e ideali schiaccia la società e ci rende ciechi e stupidi. I peggiori siedono a Roma, una classe politica serva e corrotta senza dignità e consapevolezza.

Le elezioni di primavera possono cambiare il corso del declino di questa bella penisola, ma la maggior parte degli italiani non sa guardare oltre. Oltre se stessi, oltre la porta di casa, oltre oggi e domani.

Eppure qualcosa sta cambiando, un'onda lenta si sta alzando.

La senti?

La consapevolezza si diffonde, sempre più persone si svegliano, si pongono domande e cercano risposte e si incontrano e diffondono quell'informazione che ci hanno rubato. Il 2013 sarà un anno di cambiamenti, in bene e in male, e sarà un anno di occasioni che possiamo e dobbiamo cogliere.

Tutti noi, cittadini, dobbiamo tornare a fare politica. Non quella dei partiti e dei decrepiti burattini e dei camerieri che affollano gli schermi e i palazzi, ma quella delle piazze, vecchie e nuove, quella che guarda al futuro che si interroga sui principi, che aspira a qualcosa di grande, quella che si nutre di cultura e che crea cultura.

Tu cosa ne pensi?

E' tempo di riprenderci l'informazione e di diffondere consapevolezza. La consapevolezza per accettare la verità di quel che siamo, per vedere le menzogne di questo mondo e per comprendere che sono gli altri a dare significato alla nostra esistenza. Abbastanza per affrontare senza paura le scelte della vita e per capire che le scelte di oggi determinano il nostro futuro e il futuro di chi amiamo.

Auguri per un nuovo anno ricco di emozioni e di occasioni!

Grazie e a presto ;D


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permalink | inviato da Elnor il 30/12/2012 alle 20:30 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
CULTURA
13 settembre 2012
PAROLE PER PENSARE – La politica e il futuro

 

Questa sera ti propongo un altro video con spunti interessanti su cui pensare.

E' l'intervista di Francesca Fagnani a Grillo, realizzata durante la presentazione del suo ultimo libro a Roma e pubblicata durante una delle ultime puntate di Servizio pubblico della stagione precedente. Aldilà della passione, dell'autopromozione e dello stile con cui Grillo esterna pensieri ed opinioni, tra affermazioni e interpretazioni discutibili, l'ex-comico pone domande e offre punti di vista sulla politica e sul futuro che secondo me vale la pena considerare.

Tra queste un modo diverso di vedere la politica. La politica non è quella che vediamo sui media, quella fatto oggi in parlamento e nei salotti dei potenti, la politica è semplice e oggi è possibile farla in un modo diverso, è possibile farla in modo diretto, da ognuno di noi.

Beppe Grillo è un noto comico genovese, ma anche attore, attivista, politico e blogger italiano. Il suo è il più noto blog in lingua italiana. Nel 2009 ha ideato e promosso la nascita del “MoVimento 5 stelle”, un movimento politico “dal basso” che si oppone alla politica tradizionale e propone idee innovative e soluzioni centrate sulla gente per tutto o quasi. Qui puoi trovare il suo blog, qui puoi trovare il canale su Youtube, qui puoi trovare la sua biografia su Wikipedia.

Anche in questo caso ti invito ad ascoltare con attenzione e senso critico quanto viene detto. Non dimenticare che Grillo fa politica e come puoi vedere è un notevole comunicatore, quindi metti da parte propaganda e promozione e raccogli le idee e le domande. Non regalare la tua fiducia, verifica le informazioni e usa la tua testa.

Buona visione e a presto ;D

Qui puoi trovare gli altri video della rubrica

POLITICA
9 aprile 2012
LA COMUNICAZIONE POLITICA - 1

 

A chi parlano i politici?

A noi cittadini? Sei sicuro?

E cosa dicono? Riesci a capire quello che dicono?

Perché sono incomprensibili?

Stasera ti propongo un video del 1991, un reperto storico i cui contenuti sono validi ancora oggi. E' un'interessante analisi della comunicazione politica italiana della prima repubblica, condotta da una splendida Lella Costa.

L'attrice ci spiega in modo semplice che le parole della politica sembrano poco chiare perché per lo più non sono destinate a noi, al pubblico, ma agli altri politici e ai giornalisti, agli addetti ai lavori insomma. Sono messaggi in codice che riguardano il potere e la classe politica. I politici non parlano delle cose, ma parlano del sistema politico e al sistema politico, e non conta il significato letterale del discorso, ma l'interpretazione che ne daranno gli altri politici. I problemi della società vengono evocati, ma non discussi, sono solo pretesti per disputarsi le posizioni di potere e l'attenzione del pubblico votante.

Per il resto, quello che conta nella comunicazione politica è occupare quanto più spazio possibile sui mezzi di comunicazione, sui palchi e negli eventi pubblici. Più a lungo i politici vengono visti dal pubblico, più verranno ricordati e più se ne parlerà. Per questo motivo, cercano di distinguersi dagli altri scegliendo e definendo uno stile unico, un'immagine attraente per l'elettorato a cui si rivolgono.

E i giornalisti?

Assecondano e incoraggiano i politici nell'uso del loro linguaggio, lo parlano e lo difendono o quantomeno non lo mettono mai in discussione. Senza di loro il linguaggio dei politici italiani sarebbe molto diverso. Nell'ottica della politica i giornalisti svolgono due funzioni principali: trasformare la comunicazione pubblica in un servizio privato ad uso dei politici e trasformare la politica in un racconto sensato e attraente per lo spettatore, senza mai mettere in discussione il senso del racconto. Questo naturalmente in Italia. Nel sistema politico italiano, chi ha il potere può dire tutto e il contrario di tutto senza mai rispondere delle proprie azioni o parole. Molto raramente un giornalista fa il suo lavoro: porre domande scomode.

Questo vale ancora oggi?

Sì, quanto viene detto nel video vale ancora oggi, anche se la comunicazione politica è cambiata con l'avvento e la fine dell'era berlusconiana.

Per stasera ci fermiamo qui. Approfondiremo l'argomento nel prossimo futuro con diversi post sulla comunicazione. Prima di chiudere ti offro una domanda: come riesce la comunicazione politica a influenzare l'elettorato, i cittadini?

Un ringraziamento ad Annamaria Testa e NuovoeUtile.it per aver reso disponibile il video sulla rete.

Buona visione e a presto ;D


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permalink | inviato da Elnor il 9/4/2012 alle 22:46 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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