IL BLOG SI E' TRASFERITO QUI

scegliere | SCEGLIERE | Il Cannocchiale blog
.
Annunci online

Diventa consapevole delle tue decisioni
CULTURA
7 luglio 2011
LA MENTE UMANA – gli oggetti ci chiamano

Le prime volte che abbiamo a che fare con un oggetto, lo studiamo, lo tocchiamo, lo manipoliamo arriviamo perfino a pensarlo. D'altra parte nella vita di tutti giorni, se dobbiamo prendere o usare un oggetto, per esempio una tazza, non facciamo nulla di quanto descritto sopra, lo prendiamo e basta. Un gesto automatico e la mano impugna il cacciavite, un altro e stringiamo la chitarra nel modo giusto, tutto senza sforzo, in modo naturale ed efficiente.

Come è possibile questo?

Ebbene la nostra mente associa all'immagine delle cose l'azione o la serie di azioni con cui noi le utilizziamo, e lo fa in modo talmente profondo e diretto alla memoria dell'utilizzo che la semplice vista degli oggetti evoca un determinato movimento.

Quando sei stanco o distratto o quando vai di fretta, non ti capita di prendere o usare un oggetto senza pensarci? Questo accade perché la vista dell'oggetto, anche fuori dalla nostra attenzione evoca l'immagine del gesto e noi siamo spinti a farlo quel gesto o a prendere l'oggetto. E' come se ci chiamasse.

Questa capacità è stata premiata dalla selezione naturale proprio per gli evidenti vantaggi che offre: ci consente di reagire agli oggetti intorno a noi in modo rapido ed efficace lasciando che la mente si concentri sulle cose importanti, sull'obbiettivo di quello che stiamo facendo. Pensa a quando cucini o sistemi la moto o il pc, o a qualunque cosa che richiede strumenti e attrezzi. Pensa a come riesci a utilizzarli con un minimo sforzo mentre pensi alla riparazione o agli ingredienti della ricetta.

Come riesci a farlo?

Il tutto parte dai nostri occhi, le informazioni visive vengono spedite a diverse aree del cervello sotto forma di segnali elettrici e questo elabora a livelli diversi e in modo diverso il riconoscimento dell'oggetto (il cosa), il dove si trovi nello spazio, come possiamo utilizzarlo e altro ancora. Ebbene il come usare un oggetto non viene affidato a un'elaborazione superiore, ma registrato nella nostra memoria e legato strettamente all'aspetto dell'oggetto. Dopo le prime esperienze avremo la sottile sensazione che quell'oggetto ci attiri, proprio perché l'immagine ne evoca quasi istantaneamente e modo inconscio l'azione per il suo utilizzo.

Questo però ha risvolti interessanti che dobbiamo conoscere. La scienza ha dimostrato che la semplice vista di un oggetto è sufficiente a migliorare i nostri tempi di reazione. D'altra parte, ha anche dimostrato che la sua posizione in relazione alla nostra mano dominante può influenzare la nostra risposta e che il modo con cui si afferra un oggetto, quindi la sua forma, può influenzare il giudizio che diamo su di essi

Tirando le somme, abbiamo scoperto di possedere un altro automatismo, un sistema di gestione motorio relativo all'uso degli oggetti che migliora la nostra efficienza ed efficacia, ma che è capace di influenzare il nostro giudizio percettivo e di indurci a interagire anche se non c'è ne la necessità.

A presto ;D

Qui trovi il precedente post sulla mente


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. psicologia mente cervello oggetti gesto impugnare

permalink | inviato da Elnor il 7/7/2011 alle 20:21 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
CULTURA
1 luglio 2011
LA PERSUASIONE

 

Stasera apriamo un altro argomento legato al prendere decisioni, cioè la persuasione. Come abbiamo già visto recensendo un classico sull'argomento, qui, la persuasione è l'alterazione dell'atteggiamento e del comportamento altrui attraverso la comunicazione.

Prima di parlare delle tecniche e delle leve psicologiche che la persuasione usa, credo sia opportuno partire dalle basi. L'etologia, lo studio degli animali nel loro habitat svela come molti comportamenti animali siano una risposta a determinati stimoli (stimoli chiave) che attivano modelli d’azione regolari e automatici, chiamati “schemi fissi d'azione”. Ad esempio certi uccelli richiedono un preciso stimolo sonoro per attivare i comportamenti di cura della prole, arrivando a reagire nello stesso modo anche in presenza di “pargoli” finti con l'aspetto di un predatore. Alcuni uccelli predatori reagiscono a una preda e attaccano solo se vedono determinate caratteristiche fisiologiche come grandezza, forma fisica e movimento (es: gufi), viceversa ma in modo analogo le oche reagiscono alla minaccia di uccelli predatori solo se riconoscono in essi determinate caratteristiche quali lunghezza della coda e del collo e velocità di volo.

Questi schemi sono il risultato della selezione naturale, quindi vantaggiosi per la specie in questione, e le ragioni di certi meccanismi sono di solito più complesse di quello che può apparire. D'altra parte è necessario sottolineare che ci sono diversi esempi di insetti o animali “profittatori” che utilizzano gli “schemi” di altre specie a proprio beneficio.

Quanto sono diffusi questi schemi fissi?

Sono molto diffusi, anzi si può dire che tutte le specie hanno i loro “schemi”, anche se non è affatto facile accedere e riprodurre correttamente gli stimoli necessari all'attivazione del comportamento.

Vale anche per l'uomo?

Sì, anche nell’uomo troviamo analoghi schemi d’azione. Un esempio classico è l’esperimento di Ellen Langer, che dimostrò che se si chiede un favore lo si ottiene più facilmente se si fornisce una qualche ragione e che nella maggior parte dei casi non è necessario fornire una ragione valida per ottenere il favore.

Perché gli esseri umani adottano comportamenti automatici?

Perché la maggior parte delle volte questi comportamenti sono efficienti o efficaci o perfino indispensabili. Non dimentichiamo che siamo immersi in un flusso continuo di informazioni sensoriali (ne abbiamo parlato qui) e stimoli e che quotidianamente dobbiamo affrontare innumerevoli situazioni sociali e scelte. Per risparmiare tempo ed energia spesso ricorriamo a “scorciatoie” e non solo nella gestione delle informazioni, ma anche nei rapporti con i nostri simili e nelle scelte che consciamente o inconsciamente dobbiamo affrontare.

E spesso lo facciamo anche quando queste soluzioni non sono adatte alla situazione, perché siamo sotto pressione, perché la situazione è nuova e non sappiamo come affrontarla, o perché appare simile ad altre già affrontate ma non lo è, o perché non abbiamo scelte migliori. Ne parleremo.

Questi nostri comportamenti nascono dalla psicologia umana, dalla nostra cultura e dalla nostra natura sociale, e diventano naturali, meccanici e “potenti” perché si sono dimostrati spesso efficaci e perché li abbiamo appresi e accettati in giovane età. Questi comportamenti possono diventare un’arma di persuasione nella mani di chi ne comprende il funzionamento e non esita ad utilizzarli. E ci sono persone che lo fanno regolarmente e con notevole successo, grazie alla conoscenza delle regole della comunicazione e della psicologia e all'abilità con cui costruiscono le loro richieste e le condizioni in cui le pongono.

Questo tipo di persuasione fa leva su comportamenti inconsapevoli, sempre disponibili, potenti e radicati profondamente in noi, attivabili con i giusti stimoli in modo quasi “meccanico” e di solito senza che il “bersaglio” se ne renda conto. Lo scopo è sempre l'alterazione dell'atteggiamento e del comportamento altrui, o per dirla breve cambiare le nostre scelte a vantaggio di altri.

Un classico esempio è il principio di contrasto, una caratteristica della percezione umana che approfondiremo in futuro, che agisce sulla differenza tra due stimoli presentati in successione. Per semplificare, se il secondo stimolo differisce in modo significativo dal primo, noi tendiamo a vederlo più diverso ancora di quanto non sia in realtà. Pensa per esempio a quando sollevi due pesi: se il primo è pesante, il secondo ci apparirà più leggero. Ebbene questo principio è utilizzato abitualmente e ampiamente nelle vendite: di solito ci presentano prima gli articoli più costosi per far apparire gli altri meno costosi, o gli articoli più brutti o peggiori per far apparire quelli che seguiranno più belli o migliori.

Sono sicuro che avranno utilizzato questa tecnica di persuasione anche su di te. La prossima volta che farai acquisti presta attenzione al comportamento dell'addetto alle vendite e come ti presenterà le alternative per il tuo acquisto. Parleremo ancora delle tecniche di vendita.

I principi di base su cui si basano i comportamenti di cui abbiamo parlato e quindi le tecniche di persuasione più semplici e potenti sono i seguenti:

  1. Impegno e coerenza

  2. Reciprocità

  3. Riprova sociale

  4. Autorità

  5. Simpatia

  6. Scarsità

Nei prossimi post li vedremo uno a uno e cercheremo di capire come agiscono sulle persone, perché funzionano, come ci si può difendere. L'obiettivo è naturalmente comprendere come il nostro prossimo e i media influenzano le nostre scelte.

A presto ;D


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. psicologia persuasione comportamenti scegliere

permalink | inviato da Elnor il 1/7/2011 alle 21:16 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
DIARI
28 giugno 2011
RIASSUNTO DELLE PUNTATE PRECEDENTI

 

Sono passati più di due mesi dall'inizio di questa esperienza e senza rendermene conto mi sono guardato alle spalle e ho ripercorso il cammino fino al primo post. Perché di cammino ne abbiamo fatto, insieme, e di argomenti ne abbiamo introdotti e affrontati.

Colgo questa occasione per fare il punto sui post finora pubblicati, i più interessanti. Abbiamo introdotto l'argomento del blog, scegliere:

QUALE BLOG  e COMPIERE UNA SCELTA

Poi abbiamo introdotto i temi che influenzano le nostre scelte, partendo con l'informazione:

COS'E' L'INFORMAZIONE?

I SETTE SENSI - 1 e I SETTE SENSI - 2

IL FLUSSO MEDIA DI OGGI

Abbiamo iniziato a parlare dei bisogni umani, ciò che spinge l'uomo:

CIO' CHE SPINGE L'UOMO , CIO' CHE SPINGE L'UOMO - 2 e CIO' CHE SPINGE L'UOMO - 3

Inoltre abbiamo introdotto la psicologia e il coaching:

Cos'è il COACHING? e Cos'è la PSICOLOGIA?

e abbiamo cominciato la nostra esplorazione della mente umana:

La mente umana e LA MENTE UMANA – Agire in anticipo

REGOLE DI VITA

Infine abbiamo introdotto l'argomento delicato e affascinante delle emozioni che influenzano le nostre scelte:

PAURA DI SCEGLIERE

E sempre per rimanere nell'ambito delle scelte, abbiamo parlato di una scelta concreta di questi mesi, il referendum:

Scegliere - REFERENDUM e Scegliere – REFERENDUM – 2

Referendum o no? Sette motivi per andare a votare

E DOPO IL REFERENDUM?

Tutto sommato mi sono divertito a dare voce ad argomenti trascurati, che secondo me meriterebbero corsi scolastici specifici. Spero che anche tu ti sia divertito. Il cammino è ancora lungo e se rimarrai con me lo seguiremo insieme.

A presto ;D

CULTURA
26 giugno 2011
LA MENTE UMANA – Agire in anticipo

 

Tutti noi pensiamo che il tempo di risposta del nostro cervello agli eventi e agli stimoli sia molto breve, quasi istantaneo. La convinzione nasce dall'esperienza. Chi di noi per esempio non ha preso al volo un oggetto in caduta, come un bicchiere dal tavolo, o qualcosa che ci è sfuggito di mano? Prima ancora di formulare un solo pensiero, la nostra mano ha già afferrato l'oggetto anticipandolo nella sua caduta. Il tempo di risposta pare istantaneo eppure non lo è, è un'impressione generata dalla capacità del nostro cervello di agire anticipando gli eventi che stanno per avvenire.

Quanto tempo passa dall'evento alla nostra risposta?

Pochi decimi di secondo in cui riceviamo lo stimolo sensoriale (vista, udito, ecc) questo viene trasmesso al cervello, elaborato su molti livelli diversi fra cui anche quello preposto al controllo fisico del nostro corpo. A questo livello il cervello cerca senza sosta di anticipare gli eventi, pianifica incessantemente i movimenti per reagire nella maniera appropriata. Dato l'ok per l'azione partono gli impulsi alla rete nervosa per mettere in moto il corpo.

Vediamo il nostro vicino di tavolo colpire il bicchiere e la nostra mano appare nel punto giusto per afferrarlo prima che colpisca il pavimento.

Il perché di questo è legato alla selezione che ha privilegiato chi era capace di reagire in anticipo ai pericoli senza il bisogno di analizzare in dettaglio ogni movimento. Pensa a come saremmo lenti se dovessimo decidere consciamente ogni singola azione. In un mondo di segnali rapidi, in cui siamo immersi in un flusso costante di informazioni da gestire ed elaborare, il cervello si dimostra capace di vagliare gli stimoli sensoriale, di dare loro una priorità e di giocare d'anticipo sulla pianificazione motoria.

Un modo concreto per verificare questa capacità è l'esperimento della scala mobile, un aneddoto tipico utilizzato dai neuropsicologi. Quando saliamo su una scala mobile o su un tapis roulant ci adattiamo al movimento dello stesso per evitare di perdere l'equilibrio. La prima volta che ci siamo saliti abbiamo perso l'equilibrio e siamo stati costretti ad appoggiarci al corrimano, ma in seguito il cervello ha prodotto gli adattamenti motori necessari all'ingresso su una scala mobile.

Un vero e proprio pilota automatico, comodo ed estremamente efficace, che ci rende capaci di reazioni apparentemente istantanee e di molto altro, come per esempio di poter digitare sulla tastiere senza guardarla o di percorrere i percorsi abituali anche a occhi chiusi.

Ora se ne hai l'occasione, cerca di salire su una scala mobile o un tapis roulant fermi. Proverai una sensazione strana, come di essere risucchiato dalla scala, perfino di perdere momentaneamente l'equilibrio. Quello che accade è che sebbene noi sappiamo che la scala è ferma, il nostro “pilota automatico” anticipa tutti i movimenti e i cambi d'assetto necessari per compensare il movimento della scala, che però non c'è. La sensazione strana e tutto il resto nasce proprio da questo. Naturalmente il cervello apprende molto velocemente e già la volta successiva la sensazione sarà attutita o assente.

Tutto questo dimostra l'efficacia del nostro cervello e in particolare del nostro “pilota automatico” inconscio, ma dimostra anche come la nostra coscienza e aree del nostro cervello possono interpretare in modi diversi l'ambiente intorno a noi. Inoltre dimostra che il nostro cervello può essere ingannato e che certi meccanismi inconsci del nostro cervello non sempre sono efficaci o affidabili.

Continueremo a esplorare segreti e capacità di mente e cervello nei prossimi post di questa rubrica.

A presto ;D

Qui trovi il precedente post sulla mente

CULTURA
7 giugno 2011
LIBRI DA LEGGERE - La mente

Visti gli argomenti degli ultimi post: mente, cervello e psicologia, questa volta il libro consigliato è:

  

LA MENTE – istruzioni per l'uso

di Alberto Oliverio

Cos'è la mente? Che rapporto c'è fra il cervello e la mente? In che misura la mente dipende dalla chimica del cervello e dal corpo? E' possibile ricondurre le attività mentali, come il pensiero e le emozioni, alle sue basi biologiche?

Questo libro presenta le risposte e le ipotesi a cui è giunta la ricerca nel campo delle neuroscienze. Per esempio, ci mostra come la mente guida i movimenti e allo stesso tempo viene plasmata da essi; oppure ci spiega come la mente percepisce il mondo attraverso i sensi, ma anche come si fa ingannare da essi. Attraverso casi clinici e piccoli test, l'autore svela come le emozioni, i ricordi e le esperienze vengono influenzate dalla nostra biologia, dal nostro corpo. Un'occasione per capire meglio come siamo fatti, come funziona il cervello e cos'è quello che chiamiamo mente.

L'autore è professore di psicobiologia all'Università di Roma, La Sapienza, lavora nel campo delle basi biologiche del comportamento, ha lavorato in numerosi istituti di ricerca italiani e stranieri e ha scritto numerosi saggi.

Qui trovate il sito ufficiale dell'autore, qui cosa riporta wikipedia, qui trovate l'estratto di un'intervista sulla teoria delle emozioni e qui appunti e immagini relativi alle sue lezioni universitarie.

Il libro lo trovate su Amazon.it  qui e su IBS qui.

A presto ;D


Qui  trovate le altre recensioni.

CULTURA
5 giugno 2011
La mente umana

  

Con questo post apriamo la “rubrica” sulle meraviglie della mente umana. Esploreremo gli aspetti più interessanti e nascosti dell'organo più importante del nostro corpo, scoprendo fin dove la scienza si è spinta nello studio del cervello e della mente.

Direi che il primo passo sia introdurre quest'organo meraviglioso. Il cervello umano è circa un chilo e mezzo di grigia materia grassa e flaccida, è grande come una noce di cocco e ha una forma particolare che somiglia vagamente a un rospo raccolto. Non bello a vedersi, no.

Eppure in quel chilo e mezzo c'è la centrale di comando che ci fa agire, sia in modo consapevole, per esempio quando cammini, sia in modo inconsapevole, facendoci respirare e mantenendo il cuore in movimento. E questo solo per iniziare. Perché il cervello gestisce il nostro contatto con il mondo, i sensi, ci fa comunicare con i nostri simili e con altre creature, attraverso la parola e il linguaggio non verbale. Inoltre ci fornisce di memoria, senza la quale non avremmo coscienza, e gestisce le nostre emozioni, dalla più elementare, la paura, alle più complesse, per esempio l'amore. E soprattutto il cervello ha quella magia che ci rende coscienti di essere quello che siamo e che ci permette di prevedere e immaginare e molto altro ancora.

Come ci riesce?

La scienza è ancora molto lontana dallo spiegare il cervello nella pienezza delle sue meraviglie, ma molto è stato scoperto. Il cervello è costituito da due emisferi, divisi a loro volta in “lobi”: frontale, parietale (in alto), occipitale (di dietro), temporale (di lato). Si è scoperto che il cervello è diviso in aree specializzate nelle singole funzioni che possono lavorare singolarmente, per esempio muovere le mani o sentire, e che quando collaborano riescono a ottenere risultati stupefacenti.

Perché quel chilo e mezzo di grasso non solo si è specializzato in modo da poter gestire numerosissime “funzioni”, ma ogni singola area può comunicare con le altre in modo rapidissimo ed efficace, grazie alle caratteristiche delle cellule che compongono il nostro cervello, i neuroni.

Cento miliardi di queste cellule, ognuna connessa con altre migliaia, comunicano tra loro e con il corpo attraverso segnali che percorrono questa rete di cento trilioni di connessioni, dando vita a quel concerto unico e straordinario che è la nostra vita. I segnali elettrici comportano cambiamenti chimici nei neuroni, creano nuovi legami, cambiano quelli vecchi, cambiando così la “rete”. Non è nei singoli neuroni la magia, ma nella rete di connessioni che creano, nella complessità di tutto questo. E' così che il cervello diventa mente.

La mente è la manifestazione consapevole del cervello, ma non è conscia di questo e delle attività che si svolgono in esso.

La complessità di tutto ciò è talmente grande da rendere molto ardua la comprensione di quello che accade nel profondo della nostra “massa grigia”. Non siamo ancora riusciti a “entrare nella macchina”, a decodificarne il linguaggio e la complessità, ma attraverso lo studio della mente si è riusciti a comprendere molto del funzionamento del cervello. E viceversa.

Nei prossimi post vedremo uno alla volta i risultati raggiunti dagli studi delle neuroscienze attraverso semplici schede specifiche.

Non fare quella faccia. Non è noioso come pensi, al contrario. Seguimi e lo vedremo insieme.

A presto ;D

CULTURA
30 maggio 2011
Cos'è la PSICOLOGIA?

Dopo aver introdotto il coaching con il precedente post (“Cos'è il coaching”), penso sia opportuno presentare la psicologia. Dopotutto il tema portante di questo blog è lo “scegliere”, e credo poche cose siano più “psicologiche” di questo. Come abbiamo già visto (qui) noi siamo la somma delle scelte che abbiamo preso nella nostra vita e le nostre scelte si basano anche e soprattutto su quello che siamo (oltre che sulle informazioni in nostro possesso e sulla nostra consapevolezza).

Quindi andiamo al punto: cos'è la psicologia?

La psicologia è lo studio scientifico del comportamento umano e dei processi mentali.

Gli psicologi studiano le persone e cercano di rispondere in modo rigoroso, applicando il metodo scientifico (dedicheremo un post anche a questo), a tutte quelle domande che prima o poi nella vita ci poniamo. Perché mi ha lasciato? Perché non ci riesco? Perchè sono così? Perché la gente è cattiva? Tutte domande che si possono riassumere nella madre di tutte le domande: perché facciamo ciò che facciamo?

Oltre ai perché non dimentichiamo i “come”: come funziona la mente? Come posso evitare che mio figlio si droghi? Come faccio a dirle ti amo? E non dimentichiamo i “cosa”: cosa sono le emozioni? Cos'è l'intelligenza? Cos'è la pazzia?

Riassumendo la psicologia tenta di fare chiarezza su ciò che facciamo, su come lo facciamo e sul perché lo facciamo.

E in questo ci ritroviamo tutti quanti, cioè tutti in fondo siamo psicologi dilettanti, perché le persone sono la nostra quotidianità, siamo creature sociali, e chi più chi meno, chi prima chi poi, tutti cerchiamo di capire noi stessi e la gente. Mentre la psicologia è una scienza rigorosa e utilizza il metodo scientifico per convalidare le proprie teorie, la psicologia quotidiana della gente si basa sul “senso comune”, un quadro di nozioni e concetti semplici attraverso cui spiegare e prevedere il comportamento, la personalità e gli stati mentali propri e altrui.

Per esempio, crediamo che le persone abbiano delle convinzioni e che agiscano sulla base di queste, cioè pensiamo che le persone fanno ciò che fanno a causa delle loro convinzioni. E se non per queste, per i loro desideri. Questo concetto non è sbagliato, piuttosto è una semplificazione/generalizzazione, cioè una visione parziale della psicologia umana.

Torniamo alla psicologia come scienza.

Gli psicologi attraverso gli anni hanno definito una serie di teorie generali utilizzate per inquadrare il comportamento umano, che possiamo dire ne enfatizzano un aspetto e forniscono una base di partenza su cui fare ricerca. Alcune di queste teorie sono la psicoanalisi, che si concentra sui processi mentali inconsci e sui problemi di sviluppo nella prima infanzia, la biologia, che pone attenzione all'anatomia, al cervello e al sistema nervoso, all'evoluzione e alla genetica, il comportamentismo invece sottolinea il ruolo dell'apprendimento acquisito nella formazione del comportamento, il cognitivismo studia il ragionamento, la memoria e le strategie della mente che determinano il comportamento umano.

Non sono tutte, ma solo le più note teorie fondamentali. Le teorie più complete ed efficaci sono quelle ibride, come la biopsicosociale, che tiene in considerazione che siamo fatti di carne e mente e che siamo esseri sociali.

Riassumendo, la psicologia studia il comportamento umano, applicando il metodo scientifico e l'approccio con cui lo fa determina l'efficacia e la completezza delle risposte alle nostre domande.

Che rapporto c'è tra coaching e psicologia?

Il coach persegue un'applicazione pratica delle conoscenze di psicologia e i suoi assistiti non sono nello stato di necessità di un paziente tipico di uno psicologo, ma colgono un'opportunità, cercano un vantaggio. D'altra parte abbiamo lo psicologo che può occuparsi di ricerca (psicologi sperimentali), di curare problemi psicologici (psicologi clinici) e applicare la psicologia alla vita e ai problemi di tutti i giorni (psicologi applicati). Solo in quest'ultimo caso lo psicologo si avvicina al coach, mantenendo sempre differenze significative nei metodi, negli approcci e nei rapporti con l'assistito.

In breve il coaching si occupa di sviluppo e formazione individuale usando anche conoscenze e strumenti della psicologia, mentre la psicologia è una scienza, mira alla comprensione del comportamento umano e le sue applicazioni principali mirano ad aiutare le persone in stato di necessità.

In questi anni si sta osservando una crescente convergenza tra questi due mondi: da una parte la psicologia offre ricerca, competenze e strumenti qualificati, dall'altra il coaching offre nuovi ambiti di ricerca, studio e intervento. Staremo a vedere come evolveranno.

Spero di non averti annoiato. Parleremo ancora e spesso di psicologia. Ci aiuterà a comprendere i meccanismi della nostra mente e quindi a diventare consapevoli di noi stessi e delle nostre scelte.

Grazie e a presto ;D

CULTURA
27 maggio 2011
Cos'è il COACHING?

In questi giorni alcuni lettori del blog mi hanno interpellato sul coaching, chi per chiedermi spiegazioni, chi letture, chi per offrirmi corsi (8D grazie). Così nasce questo post su “cos'è il coaching” e perché dovrebbe essere insegnato a scuola (come molte altre materie e argomenti, se me lo concedete).

Il coaching è il processo attraverso il quale si aiutano le persone a raggiungere il massimo livello delle proprie capacità” (R.Dilts).

Di solito ritroviamo il termine “coach” usato nei film anglosassoni a tema sportivo a indicare l'allenatore della squadra, l'uomo che deve portare i giocatori a dare il meglio di sè fino alla vittoria. Il termine proviene dall'inglese, dalla parola “coche” che significa “carrozza”.

Il coach è in effetti un veicolo per ottenere una crescita interiore ed è un allenatore della mente con l'obiettivo di far diventare i suoi assistiti più consapevoli e di far loro sviluppare le proprie potenzialità, secondo alcuni è un facilitatore del cambiamento.

Molto più semplicemente il coach è una guida e il coaching sono le tecniche e gli strumenti che usa.

Il coaching nasce in America negli anni 80 e si diffonde in Europa negli anni 90, come nuova metodologia di formazione con l'obiettivo di fornire motivazione agli impiegati di medio e alto livello delle grandi aziende e in particolare ai commerciali nel conseguimento degli obiettivi professionali.

Da una parte c'è il coach, l'allenatore, dall'altra uno o più assistiti (coachee). Aldilà dell'obiettivo finale richiesto, l'obiettivo principale del coach è promuovere lo sviluppo della persona, la sua crescita interiore, perché è necessaria e preliminare alla crescita professionale (sportiva, imprenditoriale, lavorativa). Non ci può essere il secondo senza il primo, per questo vi invito a diffidare dei coach che si concentrano esclusivamente sul comportamento da assumere per ottenere risultati migliori.

Il coaching presuppone che il successo in qualunque attività è per la maggior parte determinato dalla componente psicologica e solo in minima parte dall'aspetto tecnico. Per questo il coaching lavora sulla psicologia dell'assistito, lo conduce a scoprire le proprie credenze e valori, le proprie regole di vita, i meccanismi della mente umana e dell'inconscio, sempre con l'intento di renderlo consapevole di se stesso e di innescare un processo di miglioramento. Questo di solito avviene attraverso l'osservazione e l'ascolto dell'assistito, lezioni mirate, feedback e l'applicazione di stimoli, in parte simile all'attività dello psicologo.

Il coaching propone punti di vista e prospettive costruttive, positive e rivolte al futuro. Invita a concentrare l'attenzione agli obiettivi e ai risultati, sostiene che non esistono fallimenti ma risultati, che siamo noi a creare la nostra realtà, che disponiamo delle risorse che ci servono, e molto altro ancora.

Fondamentale è la costruzione del rapporto tra coach e assistito, per questo spesso il coach usa spesso tecniche prese dalla PNL. Attenzione il coaching non è la PNL (programmazione neuro linguistica, ne parleremo molto presto), l'uno e l'altro partono dalla psicologia e hanno molte cose in comune, per questo spesso il coach usa la PNL per i suoi scopi.

Un altro dei presupposti fondamentali del coaching è che l'assistito ha tutte le risposte, mentre compito del coach è porre le domande giuste. E' l'assistito il protagonista nel cammino di crescita personale e il ruolo del coach non è dare giudizi o consigli, ma porre domande calibrate ed esempi pratici. Le domande controllano il fuoco dell'attenzione ed è attraverso loro che il coach guida il suo assistito.

Il coach non è un campione sportivo, non è più bravo di te, non è un esperto nel tuo lavoro o altro. Il coach è qualcuno che ha già compiuto il percorso di crescita attraverso cui ti conduce.

Se sei interessato, puoi approfondire l'argomento, ecco alcuni classici:

"Come ottenere il meglio da sè e dagli altri" di Anthony Robbins (qui)

"Come migliorare il proprio stato mentale fisico e finanziario" di Anthony Robbins (qui)

"Come vincere lo stress e cominciare a vivere" di Dale Carnegie (qui)

"Come godersi la vita e lavorare meglio" sempre di Dale Carnegie (qui)

"Leader di te stesso" di Roberto Re (qui)

"L'arte di vivere consapevolmente" di Nathaniel Branden (qui)

"I sei pilastri dell'autostima" sempre di Nathaniel Branden (qui)

"Il tempo per cambiare" di Richard Bandler (qui)

"Le vostre zone erronee" di Wayne W. Dyer (qui)

Ricorda che non è importante la quantità, ma la qualità delle letture, quindi scegli con attenzione le tue letture.

Prima di chiudere devo sottolineare che interessarsi al coaching significa di solito iniziare quel percorso di crescita di cui abbbiamo parlato. Questo non è un avvertimento, quanto piuttosto un invito.

Non è mai troppo tardi per cominciare, no? 

A presto ;D

sfoglia
   giugno        agosto

Rubriche
Link
Cerca

Feed

Feed RSS di questo 

blog Reader
Feed ATOM di questo 

blog Atom
Resta aggiornato con i feed.

Curiosità
blog letto 1 volte

Scegliere

Ogni scelta che facciamo modella la nostra vita. Ogni singola scelta. E' fondamentale per ognuno di noi diventare consapevoli delle nostre decisioniQuesto blog vuole fornire spunti, informazioni, risposte, domande e risorse sul "prendere decisioni".

Gli argomenti trattati sono: l'informazione, la psicologia, il coaching, i bisogni umani, le emozioni, la consapevolezza.

Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 07.03.2001

Licenza Creative Commons
I contenuti di questo blog sono concessi in licenza sotto la Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Condividi allo stesso modo 3.0 Unported.

 

Liquida

 

BlogItalia - La directory italiana dei blog

Directory

Aggregatore

Informazione

GiornaleBlog Notizie dai Blog Italiani

modificare foto

WebShake – intrattenimento

Directory Yoweb.it

hostgator coupon

Miglior Blog




IL CANNOCCHIALE