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24 marzo 2013
La RABBIA

 

Stasera iniziamo il nostro approfondimento sulle emozioni e lo facciamo con la prima e forse la più intensa delle emozioni primarie: la rabbia.

Nel postCosa sono le emozioniabbiamo parlato delle emozioni e abbiamo visto che si distinguono in fondamentali e complesse e le prime: paura, disgusto, gioia, tristezza, rabbia e sorpresa, sono dette anche emozioni primarie e si manifestano nel primo periodo della vita umana e ci accomunano a molte altre specie animali. Le emozioni complesse (secondarie) derivano dalla combinazione delle primarie e si apprendono o sviluppano con la crescita dellindividuo e linterazione sociale: linvidia, lallegria, la vergogna, lansia, la rassegnazione, la gelosia, la speranza, il perdono, loffesa, la nostalgia, il rimorso, la delusione.

Lemozione è un comportamento di risposta a uno stimolo esterno determinato da motivazioni profonde e si manifesta a livello psicologico, comportamentale e fisiologico. Le emozioni hanno funzioni diverse e importanti: per esempio, rendere più efficace la reazione dellindividuo ai fini della sopravvivenza, ma anche favorire la comunicazione sociale, farci comprendere i nostri cambiamenti psicofisici, renderci consapevoli dei nostri bisogni e dei nostri obiettivi, farci apprendere da eventi e situazioni, e altro ancora. Ora torniamo alla rabbia.

Cosè la rabbia?

Eunemozione primitiva che osserviamo anche in specie diverse dalluomo e che noi esseri umani manifestiamo fin da tenera età. Insieme alla gioia e al dolore è una delle prime a manifestarsi, ma è anche lemozione culturalmente e socialmente più inibita.

Da dove nasce?

La rabbia è la reazione umana alla frustrazione e alla costrizione, sia fisica che psicologica, ma è provocata dalla volontà di ostacolare/ferire/costringere che attribuiamo a chi riteniamo responsabile della situazione. In parole semplici ci si arrabbia quando qualcosa o qualcuno si oppone alla realizzazione di un nostro bisogno, soprattutto quando percepiamo l'intenzionalità nel farlo.

Per esempio, ci arrabbiamo con un collega che ci insulta, con il capo che ci aggredisce, con un amico che non mantiene la parola data, per un volo cancellato o un treno in ritardo. Ma ci arrabbiamo anche con noi stessi quando non raggiungiamo gli obiettivi che ci siamo prefissi, o cediamo a un vizio che vogliamo abbandonare (es:il fumo).

In quale modo ci arrabbiamo?

In natura la rabbia si manifesta di solito attraverso questa serie di eventi/passaggi:

1. stato di bisogno

2. ostacolo alla realizzazione del bisogno

3. attribuzione all'ostacolo dell'intenzionalità

4. assenza di timore o altri inibitori verso l'ostacolo

5. forte intenzione di aggredire l'ostacolo, origine dello stato di frustrazione

6. azione aggressiva

Nella specie umana, i passaggi sono simili, ma di solito si assiste all'inibizione degli atti aggressivi e al mascheramento dei segnali emotivi verso l'ostacolo della frustrazione. Questo è determinato da regole sociali limitanti, rafforzate da leggi punitive e da una cultura che biasima violenza e rabbia.

Il problema è che, una volta scatenata, la rabbia deve essere manifestata e, se non contro l'ostacolo che non ci permette di soddisfare i nostri bisogni, spesso la scarichiamo su un altro bersaglio, che sia o meno coinvolto con la questione che ci ha fatto arrabbiare. Se non riusciamo a sfogare l'emozione, o se siamo costretti a reprimerla, allora spesso rivolgiamo la rabbia contro noi stessi, che ne siamo consapevoli o meno. Questa rabbia inespressa tende a durare a lungo e a stressare il nostro organismo, e può assumere le caratteristiche di un pericoloso autolesionismo, che agisce sia a livello fisico che psicologico e a lungo andare può portare a disturbi di vario genere.

Come si riconosce la rabbia?

La rabbia si manifesta con espressioni non verbali e paraverbali evidenti e ben riconoscibili in tutte le culture: l'aggrottare violento della fronte e delle sopracciglia, lo scoprire e digrignare i denti, accompagnate da forte tensione muscolare delle spalle e delle braccia; la voce si alza di volume e il tono diventa minaccioso, sibilante o stridulo.

Cosa avviene in noi quando proviamo rabbia?

L'emozione intensa della rabbia stimola l'organismo a prepararsi all'azione, anzi all'aggressione. Si osserva un'intensa attivazione del sistema nervoso autonomo simpatico, per esempio l'accelerazione del battito cardiaco, l'aumento dei livelli di adrenalina e noradrenalina, l'aumento della tensione muscolare, l'aumento della sudorazione, l'aumento della pressione arteriosa e dell'irrorazione dei vasi sanguigni periferici.

Quale scopo o funzione ha la rabbia?

Lo scopo della rabbia è la rimozione dell'ostacolo che si oppone alla realizzazione del nostro bisogno, in qualunque modo: attraverso uno scontro fisico o uno verbale, inducendo il nostro avversario alla fuga o sbattendolo a terra con un pugno ben assestato.

L'osservazione di questa emozione nelle specie animali ci mostra come la rabbia e la conseguente aggressività influenzano direttamente o indirettamente la sopravvivenza dell'individuo e delle specie: per esempio la rabbia è determinante quando gli animali vengono aggrediti, per sconfiggere un rivale, per difendere la prole. Si può dedurre che la rabbia sia stata un'emozione fondamentale per la sopravvivenza del genere umano, che la selezione naturale ha scritto profondamente in noi, ma che nelle società moderne non appare così utile, quanto piuttosto un ostacolo.

In realtà, questa emozione “aggressiva” ha oggi assunto altri scopi, diversi da quello fisico, anche scopi sociali. Nel mondo moderno, nella maggior parte dei casi gli esseri umani manifestano rabbia per frustrazioni relative alla realizzazione di sé e alla propria immagine sociale. Ingabbiata tra regole sociali, leggi punitive e una cultura che biasima la violenza, la rabbia è diventata una fonte di stress, ma anche una leva per il cambiamento: manifestare rabbia motivando con chiarezza le cause dello scontento si rivela spesso un modo efficace per ottenere un cambiamento, per ridurre o eliminare la frustrazione, per modificare comportamenti inadeguati.

Per noi esseri umani moderni, oltre a imparare a conoscere e controllare le emozioni, è quindi importante imparare a esprimerle nel modo più efficace.

Tu cosa ne pensi?

Di questo e altro parleremo nei prossimi post sulle emozioni. Per stasera mi sono dilungato troppo. Se hai suggerimenti o vuoi esprimere la tua opinione non esitare a lasciare un commento.

Grazie di avermi seguito fin qui e a presto ;D 

CULTURA
4 settembre 2011
COSA SONO LE EMOZIONI?

 

Abbiamo un poco trascurato uno degli argomenti chiave del blog: le emozioni. E' tempo di rimediare. Come visto all'inizio della nostra avventura (qui), siamo animali emotivi e decidiamo secondo il nostro stato emotivo e alla nostra capacità di gestirlo. Inoltre ogni nostra decisione dipende da quello che proviamo o ci farà provare la decisione che prenderemo. E' quindi fondamentale conoscere le nostre emozioni, capire cosa le genera e perché e come agiscono su di noi. Partiamo quindi dalla domanda più ovvia e più difficile: cosa sono le emozioni?

Una vecchia battuta dice che “ognuno sa che cos'è un'emozione, finché non gli si chiede di definirla”. Sappiamo bene cosa sono in quanto ne abbiamo esperienza diretta e quotidiana, tutti abbiamo provato paura, amore e odio, rabbia e gioia. Ma come influenzano la mente? Come plasmano le nostre percezioni, i ricordi, i pensieri e i sogni? Siamo noi a controllarle o sono loro a controllare noi? Perché ci sembrano spesso incomprensibili? A queste e altre domande troveremo risposta in futuro, stasera partiamo dalle basi.

In primo luogo le emozioni si sono evolute con noi attraverso la selezione naturale, quindi rispondono in modo efficace a più funzioni importanti per il nostro benessere. Esempi classici sono: proviamo paura per sopravvivere alle minacce, proviamo amore per riprodurci e aver cura della prole. In secondo luogo, le emozioni e le loro manifestazione fisiologiche sono uguali in tutti gli esseri umani, qualunque sia la cultura, dalla più primitiva a quella moderna.

La psicologia ci dice che l'emozione è un comportamento di risposta a uno stimolo esterno determinato da motivazioni profonde. Per esempio, percepiamo una minaccia, proviamo timore e cerchiamo di evitarla. Oppure leggiamo un certo interesse negli occhi di un'altra persona, ci sentiamo attratti e reagiamo comunicando e con atteggiamenti specifici. A voler essere più precisi, l’emozione è quella complessa catena di eventi compresa tra la comparsa dello stimolo scatenante e l’esecuzione del comportamento di risposta.

L'emozione si manifesta su più livelli differenti: psicologico, comportamentale e fisiologico. Quando ci emozioniamo, per esempio, le pulsazioni aumentano o arrossiamo o sudiamo, la nostra lucidità mentale e il nostro autocontrollo si riducono e siamo indotti ad assumere comportamenti automatici, parzialmente o pienamente inconsci (se abbiamo paura fuggiamo).

Quali sono le emozioni principali?

Le emozioni si distinguono in fondamentali o complesse. Le prime, dette anche emozioni primarie, si manifestano nel primo periodo della vita umana e ci accomunano a molte altre specie animali:

1. Paura, determinata dalla presenza di un pericolo o da una minaccia;

2. Disgusto, reazione nei confronti di sostanze o oggetti potenzialmente nocivi e con lo sviluppo anche in relazione a pensieri o immagini particolari;

3. Gioia, determinata dal raggiungimento di uno scopo;

4. Tristezza, determinata da una perdita o da uno scopo non raggiunto;

5. Rabbia, generata dalla frustrazione e si manifesta attraverso l’aggressività.

6. Sorpresa, determinata da un evento inaspettato e seguito da paura o gioia.

Alcuni aggiungono a questi anche “l'aspettativa” e “l'accettazione”.

Le emozioni complesse (secondarie) derivano dalla combinazione delle primarie e si apprendono o sviluppano con la crescita dell'individuo e l'interazione sociale: l'invidia, l'allegria, la vergogna, l'ansia, la rassegnazione, la gelosia, la speranza, il perdono, l'offesa, la nostalgia, il rimorso, la delusione. Come puoi vedere le emozioni sono molte e differenti. Non ti sei mai chiesto quale scopo hanno le emozioni? Perché proviamo gioia, tristezza e rabbia?

Le emozioni hanno funzioni diverse e importanti: per esempio, rendere più efficace la reazione dell'individuo ai fini della sopravvivenza, ma anche favorire la comunicazione sociale, farci comprendere i nostri cambiamenti psicofisici, renderci consapevoli dei nostri bisogni e dei nostri obiettivi, farci apprendere da eventi e situazioni, e altro ancora.

E' importante sottolineare che le emozioni sono delle esperienze generatrici di schemi comportamentali che ci consentono di rapportarci alla realtà in modo semplice e spesso immediato, senza dover troppo riflettere sulle cose. Ci aiutano ad orientarci piuttosto bene in un mondo caotico con un dispendio minimo di energie. Le emozioni rappresentano il modo in cui ciascuno di noi sente e vive l’esperienza delle cose.

Affascinante, vero?

Approfondiremo gli argomenti visti stasera e altro ancora nei prossimi post sull'argomento. Sono fondamentali per comprendere come determiniamo le nostre scelte.

A presto ;D

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