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Diventa consapevole delle tue decisioni
POLITICA
6 febbraio 2013
POLITICA ED ELEZIONI

  

Prima di iniziare devo sottolineare che quanto dirò è un “punto di vista”.

Ora, mancano meno di tre settimane alle elezioni e il circo della campagna elettorale ha dispiegato il peggio, senza neppure tentare di nasconderne le menzogne e il vuoto dietro l'apparenza. Come se la forza del martellamento quotidiano dei media allineati bastasse a nascondere quello che è evidente agli occhi di chi vuol vedere. Siamo oltre le promesse che non verranno mai mantenute, oltre ai monologhi con cui gli stessi protagonisti degli ultimi trentanni di politica cercano di riproporsi, in qualsiasi forma, per ottenere e conservare la poltrona.

Hanno sfondato il muro del ridicolo.

Come fosse possibile dimenticare le responsabilità di ognuno, colpe e omissioni di questi vent'anni, come se non avessero avallato e votato tutto quello che il governo Monti ha fatto in un anno di saccheggio dell'economia e della società italiana. Non è necessario fare qui l'elenco del regime bancario-montiano, piuttosto torniamo alla campagna elettorale e alla società italiana.

Se guardiamo oltre la realtà distorta che i media vorrebbero sostituire a quella vera, almeno nella nostra testa, quello che troviamo è un paese in declino. Certo, anche economicamente, ma soprattutto in declino culturale e morale.

Credo che in Italia, oggi come un anno fa, tutti i cittadini pensanti vedano la necessità di un cambiamento. E sono convinto che la maggior parte di noi, non si limita ad auspicarlo o desiderarlo, ma lo pretenda. Eppure nulla accade, nulla è cambiato. Siamo come persi in un limbo, svuotati di intenti e di decisione. Vediamo quello che accade, ma facciamo finta di non vedere. Sappiamo riconoscere cosa è sbagliato, ma non abbiamo più la forza di reagire, non sappiamo più cosa fare.

Vent'anni di berlusconismo e di tv spazzatura, di giornalismo propaganda e di informazione distorta, hanno distorto sentimenti e principi. Non proviamo neppure vergogna, non riusciamo a riconoscere le nostre responsabilità per aver permesso la creazione di questa palude morale, di una società corrotta e ignorante dove comanda il peggio di noi tutti.

Come dici? Chi sono io, per pontificare in questo modo?

Nessuno. Non sono senza peccato, io per primo mi sento responsabile, e non sto scagliando pietre, ma domande.

Com'è possibile che uomini come Berlusconi, Monti, Bersani, Casini, Bossi e gli altri possano pensare di ripresentarsi alle elezioni?

Chi di noi ha il coraggio di considerarli ancora degni di fiducia dopo tutto quello che hanno fatto?

Come si può pensare che saranno capaci di fare qualcosa di diverso dal passato?

Eppure ascolto la gente parlare, ripetere quello che la tv ripete, interrogarsi sul voto più opportuno, su ideali ormai vuoti, quando già sappiamo che se votiamo costoro non cambierà nulla. Continueranno a fare quello che hanno fatto finora: spartirsi i nostri soldi, proteggere gli interessi delle classi dominanti, fare a pezzi il nostro futuro.

Cosa possiamo fare?

Perché me lo chiedi? Tu sai già cosa devi fare: assumerti le tue responsabilità e impegnarti in politica, ogni giorno, tutti i giorni. Il dovere del voto è solo il punto di partenza, fare politica è altro, è per esempio prendere decisioni diverse sul nostro stile di vita.

Come? Perché non vuoi votare?

Se non vai a votare, gli altri che andranno sceglieranno al posto tuo. E la classe politica gongolerà perché avrà più controllo sul voto. E' questo che vuoi?

Tra due settimane noi cittadini abbiamo la possibilità di esprimere la nostra volontà: possiamo confermare la vecchia classe politica e un futuro amaro che la minoranza dominante ha disegnato per noi, oppure possiamo cambiare il destino dell'Italia.

E loro lo sanno. Se guardi bene, tra le righe, puoi vedere il nervosismo, la paura di essere buttati fuori dal parlamento, di perdere le rendite, gli stipendi, il prestigio, i favori.

Tu cosa vuoi?

Certo che ti sto invitando a un voto di protesta, anzi ti sto invitando a esprimere ad alta voce con parenti e conoscenti cosa pensi della nostra classe politica e a confermarlo con il voto.

Hai ragione, le alternative non sono molte, anzi oggi l'unica alternativa alla vecchia politica è il Movimento a 5 Stelle. La cosa positiva è che non è un partito, è qualcosa di nuovo, fatto da cittadini per i cittadini. No, non mi illudo sulla natura umana, ma sono certo che faranno meglio dei vecchi figuranti e sono convinto che possono cambiare il modo di fare politica in Italia.

Quindi scegli con la tua testa, vota e vota con intelligenza.

Grazie dell'attenzione e a presto ;D

CULTURA
26 gennaio 2012
Responsabili delle nostre scelte

 

Stasera parliamo di responsabilità. Responsabilità. Lo senti? Questa parola è carica di emotività e di significato, una parola che di solito non piace perché quando la pronunciamo ci rimanda a problemi, conseguenze, punizioni, costi e ad esperienze spesso non gradevoli. E' così perché responsabilità è una delle parole chiave che noi esseri umani impariamo a conoscere quando diventiamo adulti: devi essere responsabile ci dicono i nostri genitori, devi fare la scelta giusta. Ci insegnano ad essere responsabili perché è importante per far parte della società umana ed è importante per poter prendere le decisioni più efficaci per il nostro futuro.

Cos'è la responsabilità?

Partiamo dal significato della parola: il termine deriva dal latino respònsus, participio passato del verbo respòndere, rispondere. Rispondere di cosa? La responsabilità è dover rendere conto di atti, avvenimenti e situazioni in cui si ha un ruolo determinante; o anche gli obblighi che derivano dalla posizione che si occupa, dai compiti, dagli incarichi che si sono assunti; o ancora responsabilità è quando siamo tenuti a rispondere della violazione di un obbligo o comunque di un atto illecito; infine responsabilità è avere consapevolezza delle conseguenze dei propri comportamenti.

In sintesi essere responsabile significa impegnarsi a rispondere, a qualcuno o a se stessi, delle proprie azioni e delle conseguenze che ne derivano.

Naturalmente la responsabilità è strettamente legata al prendere decisioni, in quanto le azioni sono determinate dalle scelte e noi siamo responsabili delle nostre scelte.

Ma lo siamo sempre? Siamo responsabili di tutte le nostre scelte?

Naturalmente no. Certamente non lo siamo quando non abbiamo una scelta. Il concetto di responsabilità implica quello di libertà e libero arbitrio, nel senso che ciascuno può essere ritenuto responsabile del suo operato se questo è avvenuto in seguito a una libera scelta e non per costrizione o per condizionamenti di qualsiasi tipo.

Ma è proprio così?

Sia nel primo post che nei post sulla persuasione (qui e qui) abbiamo già ribadito che ogni nostra scelta consapevole o inconsapevole viene influenzata e in molti casi determinata da altri o altro. Per esempio, dai nostri genitori come dai grandi media, e senza dubbio dalle esperienze negative del nostro passato. Di conseguenza, quando possiamo ritenere una scelta effettivamente libera?

D'altra parte il diritto e le scienze sociali sostengono che non siamo responsabili quando non possiamo prevedere le conseguenze del nostro comportamento.

Tu cosa ne pensi?

Nel post Quale blog, abbiamo considerato che anche se non ce ne rendiamo conto, che ci piaccia o meno, scegliere è una cosa che facciamo continuamente, ogni giorno, secondo quello che siamo, secondo i nostri scopi e i nostri desideri, secondo le occasioni che ci si presentano o che otteniamo, secondo le informazioni che riceviamo. Scegliere è un obbligo e un bisogno implicito di ogni essere vivente, l'espressione di quello che siamo.

Quindi quando prendiamo una scelta di cui non possiamo prevedere le conseguenze siamo proprio esenti da responsabilità?

Non ritieni che essendo nostra la scelta, questo ci renda almeno in parte responsabili delle conseguenze?

Inoltre quanto siamo responsabili della nostra incapacità di prevedere le conseguenze?

Per esempio, prendere decisioni in preda alla rabbia o allo sconforto ci spinge spesso a scelte frettolose di cui spesso ci pentiamo. Secondo te non siamo responsabili delle nostre emozioni? Non possiamo controllare le nostre emozioni e prendere decisioni a mente lucida?

Nel post Compiere una scelta, abbiamo visto come le nostre scelte si basano su quello che conosciamo della decisione da prendere, su quello che siamo, sulla somma delle scelte che abbiamo compiuto finora, sul nostro stato emotivo, sulla nostra consapevolezza.

Ebbene noi possiamo agire consapevolmente su tutti questi aspetti in modo da comprendere meglio le conseguenze delle nostre azioni e rendere le nostre scelte più efficaci. Noi possiamo cambiare noi stessi, possiamo scegliere di migliorare noi stessi e possiamo fare le cose in modo diverso e il farlo dipende anche da noi.

Anche per questo ritengo che in un modo o nell'altro, pienamente o in parte, siamo responsabili di tutte le nostre scelte.

Dici che è eccessivo?

Ne sei sicuro? Spiegami perché, lascia un commento.

Prima di lasciarci stasera, vorrei sottolineare un aspetto importante di quanto visto finora: la responsabilità ha origine dalla nostra socialità, dal far parte di una comunità, una famiglia, una società senza la quale non avrebbe significato “rispondere delle nostre scelte e delle loro conseguenze”.

Nei prossimi post vedremo meglio quale legame ci sia tra la nostra natura sociale e le nostre scelte e come l'uno determina l'altro.

Grazie e a presto ;D

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Ogni scelta che facciamo modella la nostra vita. Ogni singola scelta. E' fondamentale per ognuno di noi diventare consapevoli delle nostre decisioniQuesto blog vuole fornire spunti, informazioni, risposte, domande e risorse sul "prendere decisioni".

Gli argomenti trattati sono: l'informazione, la psicologia, il coaching, i bisogni umani, le emozioni, la consapevolezza.

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