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Diventa consapevole delle tue decisioni
CULTURA
13 marzo 2013
IL PARADOSSO DELLE SCELTE

 

Stasera parliamo una volta ancora di scelte e decisioni e prendiamo spunto da una conferenza di TED che si interroga sulla libertà di scelta. Lo psicologo Barry Schwartz ci spinge a interrogarci su cosa significa la libertà di scelta e quale rapporto abbia con il nostro benessere e la nostra felicità.

Avere molte alternative tra cui scegliere ci rende più liberi e felici?

Pensaci: poter scegliere tra centinaia di prodotti o servizi diversi ci rende più liberi?

Per esempio, vai al supermercato e trovi quindici tipi diversi di riso, quasi trecento vini tra cui scegliere e in generale innumerevoli alternative tra cui decidere quando facciamo la spesa. E lo stesso vale per i vestiti che noi compriamo, quindi per il nostro look, noi possiamo apparire in molteplici modi diversi, siamo noi che decidiamo quale aspetto offrire al mondo. Stessa cosa per quello che riguarda la casa, il lavoro, la salute, quasi tutti gli aspetti della nostra vita, e perfino della morte.

Come abbiamo visto in molti altri post (qui, qui e qui), la nostra vita è realmente una questione di scelte, di un fiume di decisioni che dobbiamo affrontare ogni giorno della nostra vita, piccole e grandi, complesse e semplici, ma sempre delle scelte.

E cosa succede quando le alternative tra cui possiamo scegliere diventano troppe?

Che diventa difficile prendere delle decisioni. Che le troppe alternative ci bloccano e ci fanno rimandare le decisioni. Avere più scelte può essere piacevole e gratificante, ma averne troppe significa più valutazioni, più confronti, più fatica, fino allo stallo psicologico. E anche quando prendiamo la decisione, più alternative abbiamo più siamo insoddisfatti della scelta compiuta.

Questo avviene per diversi motivi, il primo dei quali, il più intuitivo, è che se la nostra scelta non ci appare perfetta non possiamo fare a meno di immaginare che una di quelle che abbiamo scartato sarebbe stata una scelta migliore. E questo ci spinge a rammaricarci della scelta compiuta, riducendo in questo modo la soddisfazione che proviamo per la scelta fatta. Inoltre, dato che il valore che diamo alla nostra scelta dipende dal confronto con le altre, le caratteristiche attraenti delle alternative scartate torneranno nei nostri pensieri e ridurranno ancora di più la soddisfazione che traiamo dalla nostra scelta. Quando prendiamo una decisione, rifiutiamo altre scelte che hanno delle attrattive che rendono meno soddisfacente la nostra scelta.

E ancora, le molte alternative ci spingono ad aspettarci il meglio e a cercare di ottenerlo e quando facciamo la nostra scelta, per quanto ottima, questa ci apparirà sempre non perfetta, non adeguata alle nostre aspettative. L'aumento delle alternative aumenta le nostre aspettative e ci rende meno soddisfatti dopo aver compiuto la nostra scelta, anche quando la scelta è più che buona. Il massimo che possiamo sperare è che la scelta sia all'altezza delle nostre aspettative.

Infine quando ci sono poche alternative possiamo scaricare la responsabilità di una cattiva scelta al mondo, mentre quando ci sono molte alternative i responsabili di una scelta sbagliata siamo noi.

Riassumendo, quando ci sono troppe alternative ci sentiamo insoddisfatti delle nostre scelte perché rimpiangiamo le nostre scelte anche quando sono buone, pensiamo alle opportunità mancate, ci aspettiamo troppo e diamo la colpa a noi stessi della scelta insoddisfacente.

Quindi non è vero che avere più scelta significa avere più libertà e benessere. Avere una scelta è meglio che non averla, ma avere troppa scelta non è detto sia meglio che averne poca.

Tu cosa ne pensi?

Barry Schwartz è uno psicologo americano che studia le connessioni tra economia e psicologia. Scrive spesso sul New York Times e ha scritto il “Paradosso della scelta” in cui sviluppa i temi del video. Qui puoi trovare il suo profilo su TED, qui la sua pagina su Wikipedia e qui la sua pagina personale.

Grazie per avermi seguito fino a qui, se hai dei commenti non esitare a lasciare le tue opinioni.

Prima di chiudere ti lascio uno spunto di riflessione: è possibile gestire l’eccesso di alternative e mantenere alta la nostra soddisfazione?

A presto ;D

CULTURA
28 luglio 2012
PROBLEMI E SCELTE – 3 – Come si affrontano i problemi?

 

Nel post “Problemi e scelte – 1” abbiamo esplorato il rapporto tra il prendere decisioni e i problemi che affrontiamo tutti i giorni e abbiamo compreso che i problemi sono situazioni della vita da affrontare, ne fanno parte e non è possibile eliminarli, che i problemi richiedono decisioni per essere risolti e infine i problemi sono gli esercizi e gli strumenti per allenare i nostri muscoli decisionali, emozionali e spirituali.

Nel post “Come si affrontano i problemi” abbiamo capito che il modo più efficace per risolvere un problema è affrontarlo e abbiamo considerato alcuni approcci efficaci:

1. studia il problema: più conosci il problema e migliori sono le tue scelte per risolverlo e più efficaci le azioni che intraprendi;

2. cambia il modo con cui ne parli: le parole che usiamo influenzano e definiscono le nostre emozioni e la nostra percezione della realtà, quindi quando affronti un problema cambia il modo con cui ne parli e cambierai i risultati dei tuoi sforzi e le emozioni che proverai;

3. fai le domande giuste: le domande controllano la nostra attenzione, su quale aspetto della vita ci concentriamo, e influenzano le nostre emozioni, quindi puoi usarle per motivarti;

4. controlla le emozioni: muoviti e sii consapevole del tuo corpo, come le emozioni influenzano e determinano i nostri movimenti e atteggiamenti fisici, viceversa i nostri movimenti influenzano le nostre emozioni.

Ci sono altri modi e tecniche per controllare le emozioni, e ne parleremo in una serie di post dedicati, ma l'uso del corpo è il più semplice di essi e dà risultati immediati e percepibili.

Ora vediamo altri approcci efficaci per affrontare i problemi prendendo le decisioni giuste.

5. Non avere paura delle nuove idee e del cambiamento

Normalmente affrontiamo i problemi usando strategie e soluzioni vecchie, testate, ereditate dalle nostre esperienze passate, perfino dai nostri genitori o da altri riferimenti. Sono la nostra prima scelta e non è un approccio sbagliato, al contrario, ma è valido solo per i problemi noti, cioè le vecchie soluzioni risolvono i vecchi problemi.

Per esempio, si fulmina una lampadina e noi la sostituiamo con un'altra uguale, senza considerare la possibilità di cercare qualcosa di diverso che magari faccia più luce, più gradevole e consumi meno. Oppure veniamo licenziati e cerchiamo lavoro nello stesso modo di anni prima: cerchiamo al collocamento e alle agenzie, facciamo il passaparola, cerchiamo sui giornali e non pensiamo di cercare altre vie come internet, di rivedere il curriculum, di trovare un corso di riqualificazione, eccetera.

Le vecchie soluzioni sono comode perché le abbiamo già testate o altri lo hanno fatto per noi e non dobbiamo spendere tempo e risorse a cercarne altre, ma non è detto che siano le soluzioni più efficaci ed efficienti. Quindi quando affronti un problema, specialmente quando è un problema nuovo, non limitarti ad applicare le solite soluzioni, ma cercane di nuove, prova a vedere il problema da molte angolazioni diverse. Non aver timore delle nuove idee perché il cambiamento è attorno a noi e dentro di noi ogni giorno e perché offrono occasioni diverse per risolvere i nostri problemi, per imparare cose nuove, per crescere interiormente e per cambiare la nostra vita.

6. Smonta il problema e affrontalo un pezzo alla volta

Una via molto efficace per affrontare un problema, specialmente quelli complessi, è dividerlo nelle sue parti elementari e affrontarle una alla volta. Questo richiede di studiare il problema fino a conoscerlo piuttosto bene (vedi punto 1), poi individuare le sue componenti e comprendere il modo con cui si relazionano, infine affrontarle singolarmente nell'ordine più efficace.

Per esempio, il gruppo web che segui da più di un anno si incontra e vuoi partecipare all'incontro. Non è una cosa semplice, ma realizzabile se affrontato nel modo giusto. Devi farti dare le ferie che ti servono, poi devi convincere il tuo partner a venire con te o a lasciarti andare, poi devi organizzare il viaggio (treno? auto?) e il soggiorno. Come puoi intuire c'è un ordine giusto, non ha molto senso organizzare il soggiorno se non ti sei preso prima le ferie o non hai preso accordi con il tuo partner. Ognuno di questi passi è comunque più semplice del problema complessivo e facile da risolvere.

7. Anticipa i problemi

I problemi possono essere anticipati e li si può affrontare già armati degli strumenti giusti e perfino delle soluzioni più efficaci. La vita è piena di imprevisti, ma la maggior parte dei problemi che affrontiamo ogni giorno, che lo ammettiamo o meno, è prevedibile senza grandi sforzi. Per esempio parti per un viaggio all'estero e ti rubano il portafoglio con i documenti, un problema da non sottovalutare e molto più semplice da affrontare se hai l'accortezza di portarti dietro una fotocopia del documento. Oppure devi tenere una conferenza e salta la lampada del proiettore, un problema sgradevole che può rovinare tutto, ma facilmente gestibile grazie a una lampada di ricambio.

Questo non significa che dobbiamo aspettarci sempre il peggio da ogni situazione, atteggiamento negativo e depotenziante da evitare, ma possiamo prevedere le situazioni sgradevoli che possono incorrere e prepararci per affrontarle. Di solito è sufficiente informarci e pianificare una linea di condotta, o portare con sè numeri di telefono o piccole note, e il problema si riduce a un imprevisto tra i tanti che affrontiamo quotidianamente.

8. Tu puoi risolvere il problema

Uno degli ostacoli maggiori che siamo costretti ad affrontare per risolvere un problema siamo noi stessi. Spesso dubitiamo di noi stessi, dubitiamo di poter compiere certe scelte o di essere capaci di fare certe cose, nella maggior parte dei casi senza motivo. E' solo paura e incertezza che ci ostacolano prima ancora di affrontare il problema. Ebbene non dubitare delle tue capacità.

Pensa alle grandi conquiste dell'umanità, pensa ai grandi uomini e alle loro scelte, pensa a chi conosci che ha affrontato grandi problemi, come la malattia, e ha raggiunto grandi obiettivi, come avviare un'azienda propria. E ora chiediti perché loro e io no?

Noi abbiamo risorse enormi, che tu lo creda o meno, e possiamo impiegarle per affrontare i problemi della vita. Devi solo tirarle fuori e usarle nel modo giusto.

Inoltre indipendentemente da qualsiasi cosa succeda c'è sempre un modo per risolvere quel problema. OK, sempre forse no, per esempio la morte è un evento definitivo, ma nella stragrande maggioranza dei casi c'è un modo per risolvere quel problema e il tuo obiettivo è trovarlo.

9. Ricorda i problemi che hai affrontato nel passato e siine orgoglioso

Pensa al tuo passato, pensa alle difficoltà hai superato fino ad ora. Sono certo che hai affrontato anche problemi grandi e complessi, situazioni e decisioni difficili che hanno segnato la tua vita. Ebbene queste sono la dimostrazione che hai le capacità per affrontare i problemi. Quindi sii fiero dei problemi che hai superato e quando ti senti scoraggiato o incerto guarda al passato e alle decisioni che hai preso e ricorda che hai già affrontato situazioni simili e anche peggiori.

10. E' davvero un problema?

Pensa ancora al passato e prova a ricordare cosa hai provato quando hai affrontato i tuoi primi grandi problemi. La tua prima ragazza o ragazzo. I primi scontri tra coetanei. La scelta della scuola. I conflitti con i genitori. Come li vedi oggi? Ti sembrano così terrificanti e difficili come li vedevi allora? No, vero?

Ora pensa ai tuoi problemi di oggi. Secondo te ci sono problemi peggiori?

Sì, lo credo anch'io. Ci sono problemi peggiori, molto peggiori. Pensa a chi vive in un paese in guerra, o a chi vive in un paese del terzo mondo, o pensa se fossi una persona con gravi problemi fisici o mentali. E ora chiediti quanto importanti sono i tuoi problemi? E quali sono i problemi realmente importanti?

Cosa è realmente importante?

Hai la riposta a questa domanda, ne sono certo, quindi non ne parleremo ora. In caso contrario, ti invito a chiarirti le idee, a cercare una risposta che ti soddisfi. Avremo la possibilità di confrontare le nostre idee in altri post.

Grazie della pazienza e a presto ;D

CULTURA
13 luglio 2012
PROBLEMI E SCELTE - 1

 

Stasera torniamo a parlare di scelte e del prendere decisioni.

Nel postQuale blogabbiamo visto che scegliere è un obbligo e un bisogno implicito di ogni essere vivente, lespressione di quello che siamo. Nel postCompiere una sceltaabbiamo cercato di comprendere cosa succede quando scegliamo: ci troviamo di fronte a unalternativa, cioè alla possibilità di agire in un modo oppure in un altro, e prendere una decisione significa fare propria una delle alternative e agire di conseguenza. E cancellare per sempre laltra o le altre. Una volta deciso non si torna indietro. Nel postScegliere tutti i giorniabbiamo capito che la nostra vita è fatta di un fiume di scelte piccole e grandi e ognuna di esse lastrica il nostro cammino attraverso il presente. Ogni scelta che facciamo modella la nostra vita. Quando dobbiamo affrontare una scelta importante ci sentiamo spesso impreparati o inadeguati, come se fossimo davanti a una cosa che non abbiamo mai fatto, ma in realtà prendiamo continuamente decisioni, solo che non ne siamo consapevoli o non diamo peso alla cosa.

Oggi parliamo di scelte e di problemi. Che rapporto c'è tra il prendere decisioni e i problemi che affronti tutti i giorni?

Esatto. I problemi richiedono decisioni per essere risolti o superati. Per esempio, la mattina esci, ma l'auto non si accende. Cavolo, arriverai in ritardo. Cosa si fa? Chiami un collega che ti dia un passaggio, oppure corri a prendere l'autobus, ma non basta. L'auto deve essere rimessa in sesto oppure domani sai costretto a trovare un mezzo diverso per andare al lavoro, quindi chiami il meccanico e gli chiedi se può aiutarti. E visto che probabilmente gli servirà tempo, cerchi un mezzo alternativo per i prossimi due giorni. Tutte queste sono scelte che compi per risolvere il problema auto.

Che cos'è un problema?

I problemi sono situazioni della vita da affrontare, sono difficoltà, imprevisti, ostacoli tra te e i tuoi obiettivi, cambiamenti improvvisi di aspetti piccoli o grandi della tua quotidianità. Per esempio, un problema è imparare a usare il frullatore nuovo, oppure sono le incomprensioni in un rapporto lavorativo, oppure è un incidente stradale che blocca la strada davanti a te. Questi sono problemi, ma come avrai notato sono piccoli problemi. I problemi possono essere di diverso tipo e importanza. Per esempio, il problema “devi trovarti una casa perché ti sfrattano fra sei mesi” è più importante del problema “mi hanno rubato la bicicletta”, che è più importante del problema “è finito lo yogurt”.

Si possono evitare i problemi?

No. I problemi fanno parte della vita e non è possibile eliminarli perché quelli che chiamiamo problemi o la parte più importante di essi sono in realtà necessità che dobbiamo soddisfare, desideri che cerchiamo di esaudire, ostacoli tra noi e i nostri obiettivi. Nonostante questo la maggior parte di noi esseri umani non amano i problemi, cercano di evitarli, li temono, li rifiutano e li sfuggano.

Perché non amiamo i problemi?

Perché i problemi ci stressano. La parola stessa è di solito carica di emozioni negative e ascoltarla provoca emozioni negative. Lo stress è la nostra reazione fisica e mentale di fronte a una situazione nuova e i problemi sono fonte di stress proprio perché ci costringono a cambiare noi stessi e aspetti della nostra vita, ci costringono ad agire, a imparare cose nuove, a modificare le nostre abitudini e le nostre regole. Dedicheremo un posto futuro per approfondire questo argomento.

I problemi sono veramente un male, qualcosa da evitare?

Giusto. No, non lo sono. La prospettiva “problema uguale da evitare” è determinata dall'esperienza e dalla mancata educazione a proposito. Tutti noi abbiamo esperienza di problemi affrontati con scelte sbagliate che hanno portato a conseguenze sgradevoli e a provare emozioni come la vergogna, la colpa, la rabbia e perfino l'odio. Sono cicatrici che rimangono nella nostra memoria e contribuiscono a definire quello che siamo, le regole che seguiamo, le nostre paure. Se insegnassero a scuola ad affrontare i problemi in generale e a prendere le decisioni nel modo migliore, allora i problemi ci apparirebbero per quello che sono: situazioni da affrontare.

Se proviamo a vedere i problemi da altri punti di vista, scopriamo che sono occasioni da cogliere per sviluppare le nostre capacità. Per esempio aiutano a sviluppare la capacità di prendere decisioni, la capacità di comunicare, la capacità di controllare le nostre emozioni. Come i nostri muscoli hanno bisogno di esercizio per svilupparsi e mantenersi sani e tonici, anche la nostra mente e le sue molte capacità hanno bisogno di esercizio. I problemi sono gli esercizi e gli strumenti per allenare i nostri muscoli decisionali, emozionali, spirituali. Affrontare problemi e fare le giuste scelte per risolverli aiuta a crescere e mantenere “in forma” la nostra autostima, la forza di volontà, la nostre capacità intuitive e deduttive e molto altro.

Questo dovrebbe essere il punto di vista con cui affrontiamo i problemi. Essere consapevoli che un problema è un'occasione, innanzi tutto di crescita, e un momento importante della nostra vita e che da esso possiamo trarre grandi soddisfazioni ed emozioni positive.

Torniamo alla domanda a inizio del post: che rapporto c'è tra lo scegliere e i problemi?

Problemi uguale scelte da compiere. Per risolvere un problema devi prendere una o più decisioni. Le conseguenze di queste decisioni non sono solo la soluzione del problema, quindi cambiamenti piccoli o grandi nella nostra vita, ma anche cambiamenti in noi stessi, nella nostra mente. Quindi fare le scelte giuste è importante anche per risolvere più efficacemente i problemi.

Nel prossimo post sull'argomento vedremo quali sono le strategie e i modi per affrontare i problemi e le scelte con cui vogliamo risolverli.

Ti ringrazio dell'attenzione e, se vuoi esprimere la tua opinione, non esitare a lasciare un commento.

A presto ;D

CULTURA
22 maggio 2012
DOVE STAI ANDANDO?
 

Stasera torniamo al nostro argomento chiave, scegliere. Vorrei attirare la tua attenzione su alcune domande che ritengo fondamentali nella vita di un essere umano.

Sai dove stai andando?

Non ti sto chiedendo con chi esci stasera e dove vai a divertirti. Sai cosa intendo, dai.

Hai uno scopo nella vita? Hai dei sogni, degli obiettivi? Perché ti alzi la mattina?

Dico proprio a te, sai? A chi altri?

Vuoi mettere su casa e famiglia? OK, bello, mi piace, sai dove stai andando. Vuoi fare carriera e soldi? Vuoi lasciare il segno nella storia? Magnifico. Vuoi trovare l'amore della tua vita e viverci insieme finché morte non vi separi? Vuoi dedicare la tua vita ad aiutare gli altri?

Aldilà dei gusti personali, la cosa importante è che tu sappia dove stai dirigendo la tua vita. Verso uno o più obiettivi che sono al centro dei tuoi pensieri e della tua giornata. Perché la tua vita è proprio come una nave che salpa da un porto e inizia un viaggio, e lo fa sapendo dove sta andando perché ha una destinazione. Ha senso che una nave salpi senza destinazione? Naturalmente no.

Ha senso che la nostra vita non abbia un obiettivo?

No. Se non sai dove stai andando sarai in balia della corrente e degli eventi e arriverai dove non vuoi arrivare e non è detto che sia una bella destinazione, anzi di solito non lo è affatto.

Vivi la vita facendoti portare dagli eventi e dalle decisioni degli altri?

Ho un amico che dice che non ha senso spendere energie e tempo per cercare di raggiungere qualcosa che non puoi raggiungere se non grazie alla fortuna. Dice che non ha senso perché non possiamo opporci ai grandi eventi e se anche siamo tanto fortunati da ottenere quello che cerchiamo, basta un capriccio del destino per rubarcelo.

Tu cosa ne pensi?

Ne sono felice. I suoi ragionamenti sono sbagliati, dannosi e limitanti. Se ci poniamo obiettivi impossibili o molto difficili, come diventare i più ricchi della terra o viaggiare nello spazio, è probabile che non riusciremo a raggiungerli, al contrario se abbiamo obiettivi raggiungibili il nostro peso nell'ottenere quello che desideriamo è determinante. Cioè la possibilità e la responsabilità di raggiungere l'obiettivo è tutta nostra. Ok, non tutta nostra, ci sono eventi che possono cambiare o travolgere la nostra vita, una guerra per esempio, o più semplicemente un incidente.

Eppure se non proviamo, se non agiamo, non otterremo nulla. E cos'è la vita senza sogni o uno scopo? Un lungo vegetare? Un monotono ripetere di giorni grigi ed uguali? A me sembra piuttosto il lasciarci derubare dagli altri delle occasioni e delle possibilità. Questa nostra vita non dura in eterno come crediamo, né rimane sempre uguale, come speriamo. Il cambiamento è un fatto, che ci piaccia o meno, è una presenza costante e tocca a noi renderlo positivo, farne un'esperienza emozionante.

Se pensiamo che ogni sforzo per raggiungere un obiettivo non porta a nulla, allora limitiamo in partenza le nostre azioni, le nostre scelte e possibilità. Se invece pensiamo ogni giorno a quello che sogniamo, se agiamo e compiamo ogni giorno un piccolo passo, la nostra vita diventerà un cammino emozionante. E che raggiungiamo o meno la meta che ci siamo prefissi, sarà valsa la pena compiere il viaggio.

Anche se lo dimentichiamo puntualmente, la vita è un viaggio. E il primo passo per compiere questo viaggio è decidere dove vogliamo andare. Vuoi trovare un lavoro più coinvolgente, o più remunerativo? Fallo. Vuoi trovare un partner con cui condividere il viaggio? Fallo. Vuoi fare un lungo viaggio? Fallo.

Scegliere i nostri obiettivi, grandi e piccoli che siano, sono le decisioni più importanti della nostra vita, quelle che determinano la qualità della nostra vita e il nostro futuro. Di conseguenza dovrebbero essere le scelte a cui prestiamo più attenzione e risorse, in quanto da esse dipendono le nostre scelte future. Non credi?

Tu dove stai andando? Quali sono i tuoi obiettivi nel breve e nel lungo periodo?

Se non ci hai ancora pensato attentamente, allora è opportuno che ci dedichi tutto il tempo necessario. Se invece hai già scelto e le risposte sono chiare, ti invito a ricordare a te stesso le tue decisioni e il perché le hai prese, in particolare ti invito a ricordare le mozioni che hanno definito e accompagnato le tue scelte e le emozioni che proverai raggiungendo i tuoi obiettivi.

Ti ringrazio per questa chiacchierata e ti invito a lasciare un commento se hai opinioni diverse o appunti o consigli.

A presto ;D

DIARI
6 maggio 2012
Il blog compie un anno!

 

Il post di oggi è dedicato a festeggiare il primo anno di vita del blog.

E' passato un anno da quando ha preso il via questo piccolo progetto amatoriale incentrato su tutto quello che riguarda il prendere le decisioni. Come abbiamo ripetuto più volte, scegliere è fondamentale per ognuno di noi: la nostra vita è la somma delle nostre scelte, noi siamo il risultato di tutte le decisioni prese finora. Pensa solo alle decisioni importanti, per esempio il lavoro, la scuola, il tuo partner. Pensa a come e quando hai preso quelle decisioni: ti sono state imposte? Le hai affrontate con calma e lucidità? O eri preso dalle emozioni e dall'urgenza? Avresti preso le stesse decisioni se fossi stato presente e pienamente consapevole delle conseguenze?

Eppure scegliere è un argomento trascurato dalla scuola e dalla formazione tradizionale, che viene trattato in modo significativo solo da certe materie, quali il coaching, la psicologia, la comunicazione, le scienze sociali e poco altro.

Ebbene solo la consapevolezza dei momenti in cui prendiamo le decisioni, solo essere attenti in questi momenti importanti rende le nostre scelte più efficaci e cambia la percezione che abbiamo della nostra vita. Essere consapevoli dell'importanza delle informazioni ci spingerà a informarci meglio e con più attenzione, cambiando in questo modo le nostre scelte. Essere consapevoli della nostra comunicazione mentre raccogliamo le informazioni che ci servono, ci spingerà a comunicare meglio e cambierà il nostro modo di rapportarci con gli altri. Essere consapevoli della nostra emotività mentre prendiamo delle decisioni, ci spingerà a una maggiore comprensione di noi stessi e migliorerà la qualità della nostra vita. Questo ed altro ancora.

Questo blog, tra alti e bassi, contrattempi e ritardi, è riuscito a mettere online più di 130 post, diversi dei quali hanno raggiunto i primi posti dei motori di ricerca e, con mia soddisfazione, continuano a essere letti.

Tirate le somme, nonostante il poco tempo a mia disposizione, ho deciso di continuare questo percorso di studio di gruppo. Nei prossimi dodici mesi aprirò altre rubriche, renderò disponibili contenuti scaricabili utili e soprattutto approfondiremo gli argomenti centrali: l'informazione, le emozioni, la comunicazione, la psicologia, i bisogni che ci spingono e la consapevolezza.

Spero continueremo questo cammino insieme.

Grazie della tua attenzione e a presto ;D

20 marzo 2012
Scegliere tutti i giorni

 

Nel postQuale blogabbiamo visto che scegliere è un obbligo e un bisogno implicito di ogni essere vivente, l'espressione di quello che siamo. Nel post “Compiere una scelta” abbiamo cercato di comprendere cosa succede quando scegliamo: ci troviamo di fronte a un'alternativa, cioè alla possibilità di agire in un modo oppure in un altro, e prendere una decisione significa fare propria una delle alternative e agire di conseguenza. E cancellare per sempre l'altra o le altre. Una volta deciso non si torna indietro.

Aldilà delle grandi scelte che ci portano a dare forma a quello che noi chiamiamo "il lavoro", "la famiglia", ci sono mille scelte quotidiane che compiamo, per esempio mentre guidiamo nel traffico, mentre facciamo acquisti, mentre parliamo con gli amici, un flusso continuo di questo o quello, di o no di cui siamo appena consapevoli. Perché la maggior parte delle scelte la deleghiamo a quegli automatismi che ci rendono comoda la vita. Non ci prestiamo attenzione, siamo concentrati su altro, sulla vita, eppure ogni scelta che facciamo modella la nostra vita. Ogni singola scelta.

Non sono solo parole, è la realtà in cui viviamo. Pensaci. Soffermati sul tuo passato recente, focalizza la tua attenzione sulle tue azioni? Perché hai fatto quella cosa? Quando hai deciso di farla? Ricordi il momento? Prova a ricordare quello che hai pensato e provato.

Era una richiesta del tuo responsabile? Comunque hai deciso di eseguire la richiesta. Hai scelto cosa mangiare a cena? Perché hai scelto proprio quel cibo? Perché ti piace. Perché ti piace? Oppure eri a far compere e una dopo l'altra hai affrontato le scelte di prendere quello o l'altro, se mettere nel carrello anche le merende che ti piacciono, cosa preparare per pranzo. Prova a ricordare i momenti in cui ti sei soffermato sulle scelte di fronte a te. La nostra vita è fatta di un fiume di scelte piccole e grandi e ognuna di esse lastrica il nostro cammino attraverso il presente.

Che differenza c'è tra un piccola decisione e una grande?

Poca te l'assicuro. Quando dobbiamo affrontare una scelta importante ci sentiamo spesso impreparati o inadeguati, come se fossimo davanti a una cosa che non abbiamo mai fatto, ma in realtà prendiamo continuamente decisioni, solo che non ne siamo consapevoli o non diamo peso alla cosa. Uno dei primi passi da compiere per scegliere in modo efficace al meglio delle nostre capacità è diventare consapevoli delle nostre scelte.

Come puoi riuscirci?

Comincia a notare le piccole decisioni che prendi durante la giornata, quello che mangi, come ti vesti, le scelte al lavoro e così via. Impara a riconoscere il momento, il bivio e focalizza la tua attenzione sulla decisione in questione. Sottolineala anche verbalmente per registrarla nella tua memoria. Valuta la decisione da prendere e la scelta che ti viene spontanea. Cerca di capire perché hai fatto quella scelta, quali sono i pro e i contro, quali sono le conseguenze. In questo modo prenderai l'abitudine di scegliere, di focalizzare sulle tue decisioni e di valutarle. E così facendo cambierai l'immagine che hai di te stesso e quando dovrai affrontare scelte importanti non ti sentirai più impreparato e proverai meno ansia, perché sei una persona che decide.

Inoltre è importante comprendere che, se è vero che molte scelte hanno poco peso sul nostro futuro mentre solo alcune sono determinanti, non sempre sono le grandi decisioni a pesare di più. Cioè spesso le nostre piccole decisioni segnano il nostro presente e il nostro futuro anche più di quelle grandi. Prova a ricordare una piccola scelta che si è rivelata decisiva, che ti ha cambiato la vita: l'incontro con una persona, l'essere andato o meno in un dato posto, l'aver fatto o meno una cosa. Per esempio, prova a ricordare dove e quando hai incontrato la prima volta la persona che ami. E' stato un caso o una scelta consapevole? Ricordi il motivo che ti ci aveva portato?

Queste mie parole sono un invito a diventare più consapevole delle tue scelte, anche di quelle piccole, per essere preparato ad affrontare quelle grandi. Anzi per essere preparato ad affrontarle tutte, al meglio. Perché ogni scelta merita la nostra attenzione.

Per stasera è tutto, se hai domande o commenti non esitare a lasciarli. Nel prossimi post vedremo approfondiremo altri aspetto dell'argomento.

A presto ;D


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permalink | inviato da Elnor il 20/3/2012 alle 19:55 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
CULTURA
26 gennaio 2012
Responsabili delle nostre scelte

 

Stasera parliamo di responsabilità. Responsabilità. Lo senti? Questa parola è carica di emotività e di significato, una parola che di solito non piace perché quando la pronunciamo ci rimanda a problemi, conseguenze, punizioni, costi e ad esperienze spesso non gradevoli. E' così perché responsabilità è una delle parole chiave che noi esseri umani impariamo a conoscere quando diventiamo adulti: devi essere responsabile ci dicono i nostri genitori, devi fare la scelta giusta. Ci insegnano ad essere responsabili perché è importante per far parte della società umana ed è importante per poter prendere le decisioni più efficaci per il nostro futuro.

Cos'è la responsabilità?

Partiamo dal significato della parola: il termine deriva dal latino respònsus, participio passato del verbo respòndere, rispondere. Rispondere di cosa? La responsabilità è dover rendere conto di atti, avvenimenti e situazioni in cui si ha un ruolo determinante; o anche gli obblighi che derivano dalla posizione che si occupa, dai compiti, dagli incarichi che si sono assunti; o ancora responsabilità è quando siamo tenuti a rispondere della violazione di un obbligo o comunque di un atto illecito; infine responsabilità è avere consapevolezza delle conseguenze dei propri comportamenti.

In sintesi essere responsabile significa impegnarsi a rispondere, a qualcuno o a se stessi, delle proprie azioni e delle conseguenze che ne derivano.

Naturalmente la responsabilità è strettamente legata al prendere decisioni, in quanto le azioni sono determinate dalle scelte e noi siamo responsabili delle nostre scelte.

Ma lo siamo sempre? Siamo responsabili di tutte le nostre scelte?

Naturalmente no. Certamente non lo siamo quando non abbiamo una scelta. Il concetto di responsabilità implica quello di libertà e libero arbitrio, nel senso che ciascuno può essere ritenuto responsabile del suo operato se questo è avvenuto in seguito a una libera scelta e non per costrizione o per condizionamenti di qualsiasi tipo.

Ma è proprio così?

Sia nel primo post che nei post sulla persuasione (qui e qui) abbiamo già ribadito che ogni nostra scelta consapevole o inconsapevole viene influenzata e in molti casi determinata da altri o altro. Per esempio, dai nostri genitori come dai grandi media, e senza dubbio dalle esperienze negative del nostro passato. Di conseguenza, quando possiamo ritenere una scelta effettivamente libera?

D'altra parte il diritto e le scienze sociali sostengono che non siamo responsabili quando non possiamo prevedere le conseguenze del nostro comportamento.

Tu cosa ne pensi?

Nel post Quale blog, abbiamo considerato che anche se non ce ne rendiamo conto, che ci piaccia o meno, scegliere è una cosa che facciamo continuamente, ogni giorno, secondo quello che siamo, secondo i nostri scopi e i nostri desideri, secondo le occasioni che ci si presentano o che otteniamo, secondo le informazioni che riceviamo. Scegliere è un obbligo e un bisogno implicito di ogni essere vivente, l'espressione di quello che siamo.

Quindi quando prendiamo una scelta di cui non possiamo prevedere le conseguenze siamo proprio esenti da responsabilità?

Non ritieni che essendo nostra la scelta, questo ci renda almeno in parte responsabili delle conseguenze?

Inoltre quanto siamo responsabili della nostra incapacità di prevedere le conseguenze?

Per esempio, prendere decisioni in preda alla rabbia o allo sconforto ci spinge spesso a scelte frettolose di cui spesso ci pentiamo. Secondo te non siamo responsabili delle nostre emozioni? Non possiamo controllare le nostre emozioni e prendere decisioni a mente lucida?

Nel post Compiere una scelta, abbiamo visto come le nostre scelte si basano su quello che conosciamo della decisione da prendere, su quello che siamo, sulla somma delle scelte che abbiamo compiuto finora, sul nostro stato emotivo, sulla nostra consapevolezza.

Ebbene noi possiamo agire consapevolmente su tutti questi aspetti in modo da comprendere meglio le conseguenze delle nostre azioni e rendere le nostre scelte più efficaci. Noi possiamo cambiare noi stessi, possiamo scegliere di migliorare noi stessi e possiamo fare le cose in modo diverso e il farlo dipende anche da noi.

Anche per questo ritengo che in un modo o nell'altro, pienamente o in parte, siamo responsabili di tutte le nostre scelte.

Dici che è eccessivo?

Ne sei sicuro? Spiegami perché, lascia un commento.

Prima di lasciarci stasera, vorrei sottolineare un aspetto importante di quanto visto finora: la responsabilità ha origine dalla nostra socialità, dal far parte di una comunità, una famiglia, una società senza la quale non avrebbe significato “rispondere delle nostre scelte e delle loro conseguenze”.

Nei prossimi post vedremo meglio quale legame ci sia tra la nostra natura sociale e le nostre scelte e come l'uno determina l'altro.

Grazie e a presto ;D

CULTURA
4 novembre 2011
Il senso critico

 

Nella rubrica “Parole per pensare”, più volte ti ho invitato a usare senso critico, ad ascoltare con senso critico quanto veniva detto nei video. Ebbene in diversi mi hanno chiesto: cosa intendi per senso critico? Stasera cercheremo di chiarire cosa sia, come lo sviluppiamo e perché.

In primo luogo è importante mettere in chiaro che il pensiero critico non è il generico “criticare”. Mio nonno diceva che “a criticare son capaci tutti, ma farlo in modo obiettivo è la conquista di una vita”. Cioè tutti siamo in grado di esprimere una critica soggettiva basata sul nostro punto di vista, le nostre regole, la nostra cultura, perfino sui nostri pregiudizi. Il pensiero critico è qualcosa di diverso, è uno sviluppo fondamentale della consapevolezza ed è uno strumento fondamentale quando dobbiamo affrontare delle scelte.

Cosa si intende per senso critico o capacità critica o pensiero critico?

Detto in poche parole, il senso critico è la capacità di analizzare e valutare la realtà. E' una delle doti più straordinarie della nostra mente, si sviluppa con l'esperienza e la conoscenza, ed è la somma di facoltà diverse quali lo spirito di osservazione, l'intuizione, la capacità di “cogliere le relazioni”, l'obiettività e la capacità di giudizio.

Preso un oggetto, un fatto, un'opinione, un'informazione, una situazione, quello che vuoi, l'obiettivo del pensiero critico è dare forma a un giudizio chiaro, obiettivo e accurato su di esso, attraverso l’osservazione, l’esperienza, il ragionamento e la comunicazione.

In sintesi, esercitare il nostro senso critico consiste:

  1. nel saper analizzare in modo oggettivo le informazioni, le situazioni e le esperienze,

  2. nel saper raccogliere informazioni accurate e affidabili sull'oggetto del nostro interesse

  3. nel saper distinguere la realtà dalle proprie impressioni soggettive e i propri pregiudizi,

  4. nel saper riconoscere i fattori che influenzano il pensiero e il comportamento proprio ed altrui.

Di conseguenza, sarai d'accordo con me che maggiore esperienza e maggiori informazioni abbiamo sull'oggetto del giudizio e più questo sarà accurato e obiettivo. Non solo, possiamo aggiungere che maggiore è la nostra cultura e la nostra conoscenza della realtà, maggiore è la nostra obiettività e conoscenza di noi stessi, maggiore è la nostra comprensione dei meccanismi mentali e sociali, più efficace sarà il nostro senso critico.

Come si sviluppa il senso critico?

Il senso critico è come un muscolo e solo attraverso l'esercizio e l'apprendimento riusciamo a farlo crescere e a renderlo sempre più efficace e obiettivo. L'esperienza diretta è maestra di vita, ma ricca di stress ed emozioni, mentre il pensiero critico trae vantaggio dall'allenamento realizzato a un basso livello di emotività. Puoi fare pratica scegliendo tu l'oggetto del tuo interesse, per esempio un articolo o un fatto, o un commento di un esperto o qualunque cosa attiri il tuo interesse.

Prova a seguire questi passi:

  1. analizza in modo obiettivo e distaccato l'oggetto del tuo interesse, sia esso un fatto, un'informazione, una situazione, eccetera, e se necessario suddividilo nelle sue parti fino a conoscerlo nei particolari

  2. cerca informazioni da fonti alternative più affidabili (esperti, testimoni, testi, eccetera)

  3. analizza le informazioni e verifica differenze e incongruenze con l'oggetto del tuo interesse

  4. poniti delle domande e fai delle ipotesi sulle differenze e incongruenze che hai riscontrato,

  5. se necessario, cerca ulteriori informazioni da fonti diverse e se possibili più affidabili per chiarire le differenze e incongruenze e ripeti l'analisi

  6. valuta i risultati in modo obiettivo ed esprimi le tue considerazioni

Il primo obiettivo dell'allenamento è assorbire la meccanica analisi-ricerca-analisi in modo che diventi abituale. Il secondo obiettivo è sviluppare la capacità di porsi domande, fare ipotesi ed esprimere considerazioni. Inoltre con la pratica individuerai le fonti di informazioni più utili e affidabili e i sistemi di ricerca più efficaci ed efficienti. Infine l'allenamento ti porterà a una maggiore conoscenza di te stesso e della mente umana e rafforzerà la tua obiettività (approfondiremo quanto prima il concetto di obiettività).

Naturalmente non è possibile sviscerare il senso critico in un unico post per la sua importanza e per la sua ampiezza, rimando quindi il resto e gli approfondimenti ai post successivi.

Prima di salutarti voglio comunque sottolineare una cosa detta all'inizio del post: il senso critico è uno strumento necessario e fondamentale per affrontare in modo consapevole qualunque decisione. Immagina di applicare il senso critico a una scelta che devi compiere. Hai afferrato? Nei prossimi post relativi al prendere le decisioni vedremo nei particolari quale ruolo ha il pensiero critico.

Prima di lasciarci una riflessione: quali sono i limiti del nostro senso critico?

Interessante domanda, no? Come al solito se hai proposte o riflessioni puoi lasciare un commento.

Grazie dell'attenzione e a presto ;D

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