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Diventa consapevole delle tue decisioni
CULTURA
13 marzo 2013
IL PARADOSSO DELLE SCELTE

 

Stasera parliamo una volta ancora di scelte e decisioni e prendiamo spunto da una conferenza di TED che si interroga sulla libertà di scelta. Lo psicologo Barry Schwartz ci spinge a interrogarci su cosa significa la libertà di scelta e quale rapporto abbia con il nostro benessere e la nostra felicità.

Avere molte alternative tra cui scegliere ci rende più liberi e felici?

Pensaci: poter scegliere tra centinaia di prodotti o servizi diversi ci rende più liberi?

Per esempio, vai al supermercato e trovi quindici tipi diversi di riso, quasi trecento vini tra cui scegliere e in generale innumerevoli alternative tra cui decidere quando facciamo la spesa. E lo stesso vale per i vestiti che noi compriamo, quindi per il nostro look, noi possiamo apparire in molteplici modi diversi, siamo noi che decidiamo quale aspetto offrire al mondo. Stessa cosa per quello che riguarda la casa, il lavoro, la salute, quasi tutti gli aspetti della nostra vita, e perfino della morte.

Come abbiamo visto in molti altri post (qui, qui e qui), la nostra vita è realmente una questione di scelte, di un fiume di decisioni che dobbiamo affrontare ogni giorno della nostra vita, piccole e grandi, complesse e semplici, ma sempre delle scelte.

E cosa succede quando le alternative tra cui possiamo scegliere diventano troppe?

Che diventa difficile prendere delle decisioni. Che le troppe alternative ci bloccano e ci fanno rimandare le decisioni. Avere più scelte può essere piacevole e gratificante, ma averne troppe significa più valutazioni, più confronti, più fatica, fino allo stallo psicologico. E anche quando prendiamo la decisione, più alternative abbiamo più siamo insoddisfatti della scelta compiuta.

Questo avviene per diversi motivi, il primo dei quali, il più intuitivo, è che se la nostra scelta non ci appare perfetta non possiamo fare a meno di immaginare che una di quelle che abbiamo scartato sarebbe stata una scelta migliore. E questo ci spinge a rammaricarci della scelta compiuta, riducendo in questo modo la soddisfazione che proviamo per la scelta fatta. Inoltre, dato che il valore che diamo alla nostra scelta dipende dal confronto con le altre, le caratteristiche attraenti delle alternative scartate torneranno nei nostri pensieri e ridurranno ancora di più la soddisfazione che traiamo dalla nostra scelta. Quando prendiamo una decisione, rifiutiamo altre scelte che hanno delle attrattive che rendono meno soddisfacente la nostra scelta.

E ancora, le molte alternative ci spingono ad aspettarci il meglio e a cercare di ottenerlo e quando facciamo la nostra scelta, per quanto ottima, questa ci apparirà sempre non perfetta, non adeguata alle nostre aspettative. L'aumento delle alternative aumenta le nostre aspettative e ci rende meno soddisfatti dopo aver compiuto la nostra scelta, anche quando la scelta è più che buona. Il massimo che possiamo sperare è che la scelta sia all'altezza delle nostre aspettative.

Infine quando ci sono poche alternative possiamo scaricare la responsabilità di una cattiva scelta al mondo, mentre quando ci sono molte alternative i responsabili di una scelta sbagliata siamo noi.

Riassumendo, quando ci sono troppe alternative ci sentiamo insoddisfatti delle nostre scelte perché rimpiangiamo le nostre scelte anche quando sono buone, pensiamo alle opportunità mancate, ci aspettiamo troppo e diamo la colpa a noi stessi della scelta insoddisfacente.

Quindi non è vero che avere più scelta significa avere più libertà e benessere. Avere una scelta è meglio che non averla, ma avere troppa scelta non è detto sia meglio che averne poca.

Tu cosa ne pensi?

Barry Schwartz è uno psicologo americano che studia le connessioni tra economia e psicologia. Scrive spesso sul New York Times e ha scritto il “Paradosso della scelta” in cui sviluppa i temi del video. Qui puoi trovare il suo profilo su TED, qui la sua pagina su Wikipedia e qui la sua pagina personale.

Grazie per avermi seguito fino a qui, se hai dei commenti non esitare a lasciare le tue opinioni.

Prima di chiudere ti lascio uno spunto di riflessione: è possibile gestire l’eccesso di alternative e mantenere alta la nostra soddisfazione?

A presto ;D

CULTURA
17 febbraio 2013
PROBABILITÀ E VALORE NELLE SCELTE

 

Stasera ti propongo una conferenza di Dan Gilbert per TED, incentrata sulle scelte e sugli errori di valutazione che le persone fanno.

In particolare Dan Gilbert parla delle scelte che mirano a un vantaggio o a un guadagno e, partendo da Bernoulli: “il valore atteso di una scelta è dato dalla probabilità di ottenere un guadagno per il valore del guadagno”, ci spiega come e perché gli esseri umani non sanno valutare benela probabilità di guadagno di una scelta, nè il valore effettivo del guadagno.

Aldilà delle battute ad effetto, è interessante soffermarsi su quello che dice e comprendere qualcosa di più sul modo con cui gli esseri umani calcolano le probabilità: quella che dovrebbe essere una semplice questione di logica e calcolo, viene in realtà influenzata dalla struttura della nostra mente, dalle nostre emozioni, da ciò su cui focalizziamo la nostra attenzione, dal modo con cui gestiamo le informazioni che riceviamo.

Soffermandoci sulla struttura della mente, buona parte delle nostre valutazioni dipende da confronti presi dalla nostra memoria, basati spesso su impressioni e tracce emotive. Per esempio, se ti chiedessi qual è l'auto più venduta? Se non sappiamo l'informazione dovremmo cercarla, ma la nostra mente è strutturata per rispondere sempre alle domande che le vengono poste, che sappia o meno le risposte. Quindi cercheremo di ricordare i modelli di auto che vediamo più frequentemente mentre circoliamo per la nostra città, ma aldilà del fatto che nel nostro quotidiano vediamo una piccola porzione del parco circolante di auto dello stato, quello che ricorderemo in realtà sono impressioni, cioè le auto che ci piacciono, quelle che attirano la nostra attenzione, le auto viste nelle pubblicità che ci hanno colpito, le auto che sono legate emotivamente al nostro passato o quelle che sappiamo riconoscere, e via dicendo.

Secondo te, quanto è affidabile in questo la nostra mente?

Poco, certo, sono d'accordo con te. In effetti la nostra memoria non è l'hard disk di un computer e funziona in modi non così intuitivi.

Un altro esempio preso dal video è quello di valutare le parole con una certa lettera come prima o come terza o ultima. In questo caso la nostra mente è addestrata a richiamare le parole per la prima lettera (a dizionario) o per suoni e assonanze, quindi a privilegiare certi meccanismi di analisi e ricerca rispetto ad altri, ottenendo quindi risposte falsate appunto dalla nostra struttura mentale.

Un altro aspetto riguarda la ridotta capacità delle persone di valutare una scelta sotto certi stati emotivi o relativamente a un soggetto legato alla nostra emotività. Un esempio classico riguarda la valutazione dei rischi diretti alla nostra vita o alla nostra salute: se ci chiedono quale sia il maggior rischio quotidiano per la nostra salute, pensiamo subito ai rischi spettacolari, come gli incidenti aerei, o a quelli più “urlati” dai media, come gli attentati terroristici, senza considerare i rischi reali che ogni giorni affrontiamo, da quelli lavorativi fino a quelli casalinghi.

Pensaci. Secondo te quali sono i maggiori rischi per la nostra salute?

Non certo fulmini, o meteoriti, o tornado, e neppure proiettili e accoltellamenti, ma allergie, le medicine che assumiamo, un'alimentazione nociva o scorretta, le macchine che usiamo, in primis l'automobile, e poi gli oggetti in casa, gli elettrodomestici, le scale, l'arredamento e molto altro.

Un altro esempio classico, espresso anche nel video sono le lotterie o i giochi d'azzardo: dovremmo essere in grado facilmente di calcolare la probabilità di vincere per esempio alla lotteria o al lotto, probabilità talmente piccole che non vale affatto la pena giocare. Eppure i giocatori sono tantissimi.

Ti sei mai chiesto perché?

Ok, certo se non giochi, non puoi vincere, ma il punto è che anche se giocassi tutti le settimane, per esempio, al superenalotto, la probabilità di vincere è talmente piccola che non sarebbero sufficienti molte vite per vincere. Eppure la gente gioca lo stesso, perché? In primo luogo perché è disinformata, perché i media mostrano i vincitori e non i perdenti, ma anche quando le persone sono consapevoli delle scarse probabilità di vittoria continuano a giocare. Perché? Perché dal gioco riceve altre ricompense, perché il gioco soddisfa alcuni dei loro bisogni emotivi (vedi qui, qui e qui), per le emozioni che procura loro.

Oltre a non sapere valutare bene le probabilità, noi esseri umani siamo poco efficaci anche nel valutare i vantaggi di una scelta, il valore effettivo del guadagno. Di fatto noi valutiamo il valore di qualcosa basandoci sulle nostre esperienze passate, facendo confronti con scelte, oggetti o prezzi analoghi, spesso senza considerare il contesto.

Per esempio, quanto sei disposto a pagare per una bottiglia d'acqua e quanto saresti disposto a pagare per la stessa se fossi in un deserto?

Inoltre valutiamo diversamente il valore di una nostra scelta a seconda del confronto che facciamo, quindi a seconda del contesto in cui ci viene proposta la scelta o che percepiamo. Per esempio, consideriamo diversamente un prezzo se è scontato, o se l'oggetto che vogliamo comprare è messo a confronto ravvicinato con altri più cari, tipici trucchi usati normalmente in tutti i commerci. Questi trucchi funzionano perché la nostra mente cerca di affrontare le situazioni utilizzando soluzioni già testate con successo nel passato.

Inoltre non siamo neppure molto bravi a valutare l'effetto del tempo, cioè a valutare eventi che avvengono in momenti diversi. Siamo tutti convinti che è meglio avere un guadagno maggiore piuttosto che uno inferiore, così come siamo certi che è meglio averlo adesso piuttosto che dopo, ma quando queste due semplice regole entrano in conflitto iniziamo ad avere problemi nel valutare correttamente l'effettivo guadagno. Tendiamo a valutare eccessivamente il tempo se rapportato in relazione al presente, oggi rispetto alla prossima settimana, mentre lo valutiamo poco se confrontiamo eventi lontani nel tempo, per esempio la prossima estate con quella successiva.

Perché siamo scarsi nel valutare i vantaggi delle scelte che facciamo?

Perché il nostro cervello si è sviluppato in un ambiente molto diverso da quello attuale, dove le scelte erano poche, chiare e immediate. Quindi la selezione naturale non ci ha fornito gli strumenti più efficaci per affrontare scelte complesse, ma ci ha fornito il potenziale.

Altrimenti il genere umano non sarebbe arrivato fino a qui, non credi?

Daniel Gilbert è professore di psicologia all'università di Harvard, ha vinto numerosi premi per la ricerca e l'insegnamento ed è famoso per le sue ricerche sulle previsioni affettive. Daniel Gilbert è anche uno scrittore e i suoi libri hanno venduto milioni di copie in tutto il mondo. Qui trovi la pagina di Wikipedia su di lui, qui la pagina su TED che lo riguarda e qui il sito sul suo libro di maggior successo.

Nel video naturalmente c'è molto di più di quello che ho detto stasera, quindi ti invito a guardarlo se non l'hai già fatto.

Buona visione e a presto ;D

CULTURA
16 agosto 2012
PROBLEMI E SCELTE (download)

 

Da stasera apriamo una nuova pagina sul blog, in cui rendiamo disponibili alcuni contenuti da scaricare. Materiale utile, spunti di riflessione, niente di pretenzioso, testi per cominciare, poi verranno registrazioni audio e video.

Per cominciare ti propongo una sintesi corretta e ampliata dei post sui problemi e le scelte. Qualche paginetta da leggere, un aiuto per affrontare i problemi in modo più efficace .

Eccolo: PROBLEMI e SCELTE

Spero possa esserti utile. Se desideri espormi le tue perplessità o offrirmi consigli per aiutarmi a migliorare queste riflessioni ti invito a lasciare un commento o a scrivermi.

Grazie e a presto ;D


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permalink | inviato da Elnor il 16/8/2012 alle 20:30 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
CULTURA
28 luglio 2012
PROBLEMI E SCELTE – 3 – Come si affrontano i problemi?

 

Nel post “Problemi e scelte – 1” abbiamo esplorato il rapporto tra il prendere decisioni e i problemi che affrontiamo tutti i giorni e abbiamo compreso che i problemi sono situazioni della vita da affrontare, ne fanno parte e non è possibile eliminarli, che i problemi richiedono decisioni per essere risolti e infine i problemi sono gli esercizi e gli strumenti per allenare i nostri muscoli decisionali, emozionali e spirituali.

Nel post “Come si affrontano i problemi” abbiamo capito che il modo più efficace per risolvere un problema è affrontarlo e abbiamo considerato alcuni approcci efficaci:

1. studia il problema: più conosci il problema e migliori sono le tue scelte per risolverlo e più efficaci le azioni che intraprendi;

2. cambia il modo con cui ne parli: le parole che usiamo influenzano e definiscono le nostre emozioni e la nostra percezione della realtà, quindi quando affronti un problema cambia il modo con cui ne parli e cambierai i risultati dei tuoi sforzi e le emozioni che proverai;

3. fai le domande giuste: le domande controllano la nostra attenzione, su quale aspetto della vita ci concentriamo, e influenzano le nostre emozioni, quindi puoi usarle per motivarti;

4. controlla le emozioni: muoviti e sii consapevole del tuo corpo, come le emozioni influenzano e determinano i nostri movimenti e atteggiamenti fisici, viceversa i nostri movimenti influenzano le nostre emozioni.

Ci sono altri modi e tecniche per controllare le emozioni, e ne parleremo in una serie di post dedicati, ma l'uso del corpo è il più semplice di essi e dà risultati immediati e percepibili.

Ora vediamo altri approcci efficaci per affrontare i problemi prendendo le decisioni giuste.

5. Non avere paura delle nuove idee e del cambiamento

Normalmente affrontiamo i problemi usando strategie e soluzioni vecchie, testate, ereditate dalle nostre esperienze passate, perfino dai nostri genitori o da altri riferimenti. Sono la nostra prima scelta e non è un approccio sbagliato, al contrario, ma è valido solo per i problemi noti, cioè le vecchie soluzioni risolvono i vecchi problemi.

Per esempio, si fulmina una lampadina e noi la sostituiamo con un'altra uguale, senza considerare la possibilità di cercare qualcosa di diverso che magari faccia più luce, più gradevole e consumi meno. Oppure veniamo licenziati e cerchiamo lavoro nello stesso modo di anni prima: cerchiamo al collocamento e alle agenzie, facciamo il passaparola, cerchiamo sui giornali e non pensiamo di cercare altre vie come internet, di rivedere il curriculum, di trovare un corso di riqualificazione, eccetera.

Le vecchie soluzioni sono comode perché le abbiamo già testate o altri lo hanno fatto per noi e non dobbiamo spendere tempo e risorse a cercarne altre, ma non è detto che siano le soluzioni più efficaci ed efficienti. Quindi quando affronti un problema, specialmente quando è un problema nuovo, non limitarti ad applicare le solite soluzioni, ma cercane di nuove, prova a vedere il problema da molte angolazioni diverse. Non aver timore delle nuove idee perché il cambiamento è attorno a noi e dentro di noi ogni giorno e perché offrono occasioni diverse per risolvere i nostri problemi, per imparare cose nuove, per crescere interiormente e per cambiare la nostra vita.

6. Smonta il problema e affrontalo un pezzo alla volta

Una via molto efficace per affrontare un problema, specialmente quelli complessi, è dividerlo nelle sue parti elementari e affrontarle una alla volta. Questo richiede di studiare il problema fino a conoscerlo piuttosto bene (vedi punto 1), poi individuare le sue componenti e comprendere il modo con cui si relazionano, infine affrontarle singolarmente nell'ordine più efficace.

Per esempio, il gruppo web che segui da più di un anno si incontra e vuoi partecipare all'incontro. Non è una cosa semplice, ma realizzabile se affrontato nel modo giusto. Devi farti dare le ferie che ti servono, poi devi convincere il tuo partner a venire con te o a lasciarti andare, poi devi organizzare il viaggio (treno? auto?) e il soggiorno. Come puoi intuire c'è un ordine giusto, non ha molto senso organizzare il soggiorno se non ti sei preso prima le ferie o non hai preso accordi con il tuo partner. Ognuno di questi passi è comunque più semplice del problema complessivo e facile da risolvere.

7. Anticipa i problemi

I problemi possono essere anticipati e li si può affrontare già armati degli strumenti giusti e perfino delle soluzioni più efficaci. La vita è piena di imprevisti, ma la maggior parte dei problemi che affrontiamo ogni giorno, che lo ammettiamo o meno, è prevedibile senza grandi sforzi. Per esempio parti per un viaggio all'estero e ti rubano il portafoglio con i documenti, un problema da non sottovalutare e molto più semplice da affrontare se hai l'accortezza di portarti dietro una fotocopia del documento. Oppure devi tenere una conferenza e salta la lampada del proiettore, un problema sgradevole che può rovinare tutto, ma facilmente gestibile grazie a una lampada di ricambio.

Questo non significa che dobbiamo aspettarci sempre il peggio da ogni situazione, atteggiamento negativo e depotenziante da evitare, ma possiamo prevedere le situazioni sgradevoli che possono incorrere e prepararci per affrontarle. Di solito è sufficiente informarci e pianificare una linea di condotta, o portare con sè numeri di telefono o piccole note, e il problema si riduce a un imprevisto tra i tanti che affrontiamo quotidianamente.

8. Tu puoi risolvere il problema

Uno degli ostacoli maggiori che siamo costretti ad affrontare per risolvere un problema siamo noi stessi. Spesso dubitiamo di noi stessi, dubitiamo di poter compiere certe scelte o di essere capaci di fare certe cose, nella maggior parte dei casi senza motivo. E' solo paura e incertezza che ci ostacolano prima ancora di affrontare il problema. Ebbene non dubitare delle tue capacità.

Pensa alle grandi conquiste dell'umanità, pensa ai grandi uomini e alle loro scelte, pensa a chi conosci che ha affrontato grandi problemi, come la malattia, e ha raggiunto grandi obiettivi, come avviare un'azienda propria. E ora chiediti perché loro e io no?

Noi abbiamo risorse enormi, che tu lo creda o meno, e possiamo impiegarle per affrontare i problemi della vita. Devi solo tirarle fuori e usarle nel modo giusto.

Inoltre indipendentemente da qualsiasi cosa succeda c'è sempre un modo per risolvere quel problema. OK, sempre forse no, per esempio la morte è un evento definitivo, ma nella stragrande maggioranza dei casi c'è un modo per risolvere quel problema e il tuo obiettivo è trovarlo.

9. Ricorda i problemi che hai affrontato nel passato e siine orgoglioso

Pensa al tuo passato, pensa alle difficoltà hai superato fino ad ora. Sono certo che hai affrontato anche problemi grandi e complessi, situazioni e decisioni difficili che hanno segnato la tua vita. Ebbene queste sono la dimostrazione che hai le capacità per affrontare i problemi. Quindi sii fiero dei problemi che hai superato e quando ti senti scoraggiato o incerto guarda al passato e alle decisioni che hai preso e ricorda che hai già affrontato situazioni simili e anche peggiori.

10. E' davvero un problema?

Pensa ancora al passato e prova a ricordare cosa hai provato quando hai affrontato i tuoi primi grandi problemi. La tua prima ragazza o ragazzo. I primi scontri tra coetanei. La scelta della scuola. I conflitti con i genitori. Come li vedi oggi? Ti sembrano così terrificanti e difficili come li vedevi allora? No, vero?

Ora pensa ai tuoi problemi di oggi. Secondo te ci sono problemi peggiori?

Sì, lo credo anch'io. Ci sono problemi peggiori, molto peggiori. Pensa a chi vive in un paese in guerra, o a chi vive in un paese del terzo mondo, o pensa se fossi una persona con gravi problemi fisici o mentali. E ora chiediti quanto importanti sono i tuoi problemi? E quali sono i problemi realmente importanti?

Cosa è realmente importante?

Hai la riposta a questa domanda, ne sono certo, quindi non ne parleremo ora. In caso contrario, ti invito a chiarirti le idee, a cercare una risposta che ti soddisfi. Avremo la possibilità di confrontare le nostre idee in altri post.

Grazie della pazienza e a presto ;D

CULTURA
19 luglio 2012
PROBLEMI E SCELTE – 2 – Come si affrontano i problemi?

   

Stasera riprendiamo l'argomento delle scelte e dei problemi.

Nel post precedente,Problemi e scelte1abbiamo esplorato il rapporto tra il prendere decisioni e i problemi che affrontiamo tutti i giorni e abbiamo compreso che i problemi sono situazioni della vita da affrontare, ne fanno parte e non è possibile eliminarli. Inoltre abbiamo capito che i problemi richiedono decisioni per essere risolti o superati. Infine, se affrontiamo la questione da un diverso punto di vista, i problemi sono gli esercizi e gli strumenti per allenare i nostri muscoli decisionali, emozionali e spirituali.

Tu come risolvi i problemi?

I problemi della nostra vita sono grandi o piccoli e di molti tipi diversi (pratici, lavorativi, emotivi, comunicativi, ecc) e di sicuro non c'è un'unica ricetta per risolverli, ma tutti richiedono che si facciano scelte e si agisca di conseguenza. Se non si affronta la situazione, il che è una scelta precisa, raramente il problema scomparirà, ma di solito diventerà più importante e urgente. Quindi il modo più efficace per risolvere un problema è affrontarlo e prendere le decisioni opportune.

D'altra parte ci sono modi di affrontare i problemi più efficaci di altri, per questo vorrei attirare la tua attenzione su alcuni di questi approcci:

1. Studia il problema

Come già detto, il primo passo è affrontare il problema, non ignorarlo, non rimandare a un futuro incerto la sua soluzione, non mentire a noi stessi su di esso, non cercare di distorcere la realtà per minimizzarlo. Il secondo passo da compiere per risolvere un problema è esaminarlo e studiarlo finché non lo vedrai com'è veramente, ne più piccolo né più grande di quello che è, finché non lo conoscerai a fondo o almeno abbastanza da poterlo affrontare.

Per esempio, hai un problema con il pc, non funziona più bene, ma prima di poter decidere il da farsi è opportuno raccogliere tutte le informazioni possibili: cosa non funziona, da quando, cosa è successo prima che mostrasse il problema, e così via. Questo non solo ti aiuterà se ti rivolgi a un esperto, ma ti permette di cercare informazioni su internet, per esempio, e trovare soluzioni da chi ha già avuto il tuo stesso problema.

Più conosci il problema e migliori sono le tue scelte per risolverlo e più efficaci le azioni che intraprendi.

2. Cambia il modo con cui nei parli

A iniziare dalla parola “problemi”. Come visto nel post precedente, normalmente diamo ad essa una valenza negativa, la colleghiamo a esperienze ed emozioni negative. Quindi non usarla, usa dei sinonimi, come “situazione” o “situazione da risolvere” o “imprevisto” o quello che tu preferisci. Ma il mio invito vuole andare oltre. Le parole che usiamo influenzano e definiscono le nostre emozioni e la nostra percezione della realtà, per esempio, se diciamo che un'esperienza che abbiamo vissuto è stataterribile”, proveremo emozioni diverse rispetto al caso in cui dicessimo che è stataspiacevole. Usare un linguaggio negativo ci spinge a provare emozioni negative, usare un linguaggio positivo ci spinge a provare emozioni positive e ci permette di attingere a molte risorse interiori. Quindi quando affronti un problema cambia il modo con cui ne parli e cambierai i risultati dei tuoi sforzi e le emozioni che proverai.

3. Fai le domande giuste

Per decidere come affrontare il problema, devi farti le domande giuste nel modo giusto. Le domande controllano la nostra attenzione, su quale aspetto della vita ci concentriamo, quindi poniti domande che ti permettono di analizzare il problema, di vedere il problema per quello che è, le domande che ti focalizzano sulla soluzione e su come affrontare le difficoltà per raggiungerla.

Inoltre le domande influenzano le nostre emozioni, quindi puoi usare le domande per motivarti. Per esempio, puoi chiederti “Come mi sentirò dopo aver risolto il problema?” oppure “Come cambierà la mia vita, quando avrò superato questo ostacolo?”. Attenzione, ho detto “quando avrò superato il problema” non “se avrò superato il problema”. Il se comporta il dubbio implicito di non poter superare il problema. Quindi non basta porsi le domande giuste, ma bisogna porsele nel modo giusto.

4. Controlla le tue emozioni

Appena adesso ti ho invitato a usare le domande per controllare le tue emozioni, è un metodo molto potente che tratteremo a fondo in futuro, ma non è l'unico. Ci sono diversi modi per controllare il nostro stato emotivo e uno dei più efficaci è muoversi. Sì, hai capito bene. Le emozioni influenzano e determinano i nostri movimenti e atteggiamenti fisici. Considera il linguaggio non verbale: è per la maggior parte usato da ognuno di noi per esprimere le proprie emozioni. Ne parleremo a fondo parlando di comunicazione.

E' vero anche che i nostri movimenti influenzano le nostre emozioni. Pensa al sorriso. Se sorridi, anche se ti senti triste, inizierai a sentirti meglio. Perciò quando ti senti arrabbiato, impaurito o preda delle emozioni, usa il tuo corpo, muoviti, corri, salta, raddrizza le spalle e assumi posture aperte e sicure, agisci e dai sfogo all'energia che ti porti dentro. Questo influenzerà le tue sensazioni, le tue emozioni e quindi la percezione che in quel momento hai del problema.

Stasera ci fermiamo qui. Nel prossimo post concluderemo la lista degli approcci efficaci alla risoluzione dei problemi.

Nel frattempo ti lascio con un domanda: quale differenza pensi ci sia tra il risolvere un piccolo problema e la soluzione di un grande problema? Per esempio, che differenza c'è tra un lampadario che non si accede più e il trovare un lavoro migliore?

Grazie dell'attenzione e a presto ;D

CULTURA
13 luglio 2012
PROBLEMI E SCELTE - 1

 

Stasera torniamo a parlare di scelte e del prendere decisioni.

Nel postQuale blogabbiamo visto che scegliere è un obbligo e un bisogno implicito di ogni essere vivente, lespressione di quello che siamo. Nel postCompiere una sceltaabbiamo cercato di comprendere cosa succede quando scegliamo: ci troviamo di fronte a unalternativa, cioè alla possibilità di agire in un modo oppure in un altro, e prendere una decisione significa fare propria una delle alternative e agire di conseguenza. E cancellare per sempre laltra o le altre. Una volta deciso non si torna indietro. Nel postScegliere tutti i giorniabbiamo capito che la nostra vita è fatta di un fiume di scelte piccole e grandi e ognuna di esse lastrica il nostro cammino attraverso il presente. Ogni scelta che facciamo modella la nostra vita. Quando dobbiamo affrontare una scelta importante ci sentiamo spesso impreparati o inadeguati, come se fossimo davanti a una cosa che non abbiamo mai fatto, ma in realtà prendiamo continuamente decisioni, solo che non ne siamo consapevoli o non diamo peso alla cosa.

Oggi parliamo di scelte e di problemi. Che rapporto c'è tra il prendere decisioni e i problemi che affronti tutti i giorni?

Esatto. I problemi richiedono decisioni per essere risolti o superati. Per esempio, la mattina esci, ma l'auto non si accende. Cavolo, arriverai in ritardo. Cosa si fa? Chiami un collega che ti dia un passaggio, oppure corri a prendere l'autobus, ma non basta. L'auto deve essere rimessa in sesto oppure domani sai costretto a trovare un mezzo diverso per andare al lavoro, quindi chiami il meccanico e gli chiedi se può aiutarti. E visto che probabilmente gli servirà tempo, cerchi un mezzo alternativo per i prossimi due giorni. Tutte queste sono scelte che compi per risolvere il problema auto.

Che cos'è un problema?

I problemi sono situazioni della vita da affrontare, sono difficoltà, imprevisti, ostacoli tra te e i tuoi obiettivi, cambiamenti improvvisi di aspetti piccoli o grandi della tua quotidianità. Per esempio, un problema è imparare a usare il frullatore nuovo, oppure sono le incomprensioni in un rapporto lavorativo, oppure è un incidente stradale che blocca la strada davanti a te. Questi sono problemi, ma come avrai notato sono piccoli problemi. I problemi possono essere di diverso tipo e importanza. Per esempio, il problema “devi trovarti una casa perché ti sfrattano fra sei mesi” è più importante del problema “mi hanno rubato la bicicletta”, che è più importante del problema “è finito lo yogurt”.

Si possono evitare i problemi?

No. I problemi fanno parte della vita e non è possibile eliminarli perché quelli che chiamiamo problemi o la parte più importante di essi sono in realtà necessità che dobbiamo soddisfare, desideri che cerchiamo di esaudire, ostacoli tra noi e i nostri obiettivi. Nonostante questo la maggior parte di noi esseri umani non amano i problemi, cercano di evitarli, li temono, li rifiutano e li sfuggano.

Perché non amiamo i problemi?

Perché i problemi ci stressano. La parola stessa è di solito carica di emozioni negative e ascoltarla provoca emozioni negative. Lo stress è la nostra reazione fisica e mentale di fronte a una situazione nuova e i problemi sono fonte di stress proprio perché ci costringono a cambiare noi stessi e aspetti della nostra vita, ci costringono ad agire, a imparare cose nuove, a modificare le nostre abitudini e le nostre regole. Dedicheremo un posto futuro per approfondire questo argomento.

I problemi sono veramente un male, qualcosa da evitare?

Giusto. No, non lo sono. La prospettiva “problema uguale da evitare” è determinata dall'esperienza e dalla mancata educazione a proposito. Tutti noi abbiamo esperienza di problemi affrontati con scelte sbagliate che hanno portato a conseguenze sgradevoli e a provare emozioni come la vergogna, la colpa, la rabbia e perfino l'odio. Sono cicatrici che rimangono nella nostra memoria e contribuiscono a definire quello che siamo, le regole che seguiamo, le nostre paure. Se insegnassero a scuola ad affrontare i problemi in generale e a prendere le decisioni nel modo migliore, allora i problemi ci apparirebbero per quello che sono: situazioni da affrontare.

Se proviamo a vedere i problemi da altri punti di vista, scopriamo che sono occasioni da cogliere per sviluppare le nostre capacità. Per esempio aiutano a sviluppare la capacità di prendere decisioni, la capacità di comunicare, la capacità di controllare le nostre emozioni. Come i nostri muscoli hanno bisogno di esercizio per svilupparsi e mantenersi sani e tonici, anche la nostra mente e le sue molte capacità hanno bisogno di esercizio. I problemi sono gli esercizi e gli strumenti per allenare i nostri muscoli decisionali, emozionali, spirituali. Affrontare problemi e fare le giuste scelte per risolverli aiuta a crescere e mantenere “in forma” la nostra autostima, la forza di volontà, la nostre capacità intuitive e deduttive e molto altro.

Questo dovrebbe essere il punto di vista con cui affrontiamo i problemi. Essere consapevoli che un problema è un'occasione, innanzi tutto di crescita, e un momento importante della nostra vita e che da esso possiamo trarre grandi soddisfazioni ed emozioni positive.

Torniamo alla domanda a inizio del post: che rapporto c'è tra lo scegliere e i problemi?

Problemi uguale scelte da compiere. Per risolvere un problema devi prendere una o più decisioni. Le conseguenze di queste decisioni non sono solo la soluzione del problema, quindi cambiamenti piccoli o grandi nella nostra vita, ma anche cambiamenti in noi stessi, nella nostra mente. Quindi fare le scelte giuste è importante anche per risolvere più efficacemente i problemi.

Nel prossimo post sull'argomento vedremo quali sono le strategie e i modi per affrontare i problemi e le scelte con cui vogliamo risolverli.

Ti ringrazio dell'attenzione e, se vuoi esprimere la tua opinione, non esitare a lasciare un commento.

A presto ;D

CULTURA
15 aprile 2012
EMPATIA

 

Nel postCompiere un sceltaabbiamo visto che le nostre scelte sono influenzate o determinate dal nostro stato emotivo al momento della scelta e alla nostra capacità di gestirlo. Noi siamo animali emotivi e ogni nostra decisione dipende da quello che proviamo al momento della decisione o da quello che ci farà provare la decisione che prenderemo.

Nel postCosa sono le emozioniabbiamo compreso che l'emozione è un comportamento di risposta a uno stimolo esterno determinato da motivazioni profonde. L'emozione si manifesta su più livelli differenti: psicologico, comportamentale e fisiologico.

Le emozioni si distinguono in fondamentali o complesse e le prime: paura, disgusto, gioia, tristezza, rabbia e sorpresa, sono dette anche emozioni primarie e si manifestano nel primo periodo della vita umana e ci accomunano a molte altre specie animali. Le emozioni complesse (secondarie) derivano dalla combinazione delle primarie e si apprendono o sviluppano con la crescita dell'individuo e l'interazione sociale: l'invidia, l'allegria, la vergogna, l'ansia, la rassegnazione, la gelosia, la speranza, il perdono, l'offesa, la nostalgia, il rimorso, la delusione.

Le emozioni hanno funzioni diverse e importanti: per esempio, rendere più efficace la reazione dell'individuo ai fini della sopravvivenza, ma anche favorire la comunicazione sociale, farci comprendere i nostri cambiamenti psicofisici, renderci consapevoli dei nostri bisogni e dei nostri obiettivi, farci apprendere da eventi e situazioni, e altro ancora.

Ho ripreso tutto questo perché stasera parliamo di una caratteristica fondamentale per comprendere le emozioni, quelle degli altri e di conseguenza le nostre: l'empatia.

Cos'è l'empatia?

E' la capacità di riconoscere, comprendere e condividere le emozioni altrui. E' una caratteristica che quasi tutti gli esseri umani posseggono, a eccezione di chi soffre certe patologie mentali, ed è fondamentale per lo sviluppo dell'emotività umana e per poter instaurare e gestire rapporti sociali soddisfacenti.

L'empatia è una predisposizione naturale che si sviluppa in tenera età attraverso il rapporto con gli altri esseri umani, principalmente con i nostri genitori. Durante i primi anni di vita nostra madre e nostro padre sono il nostro riferimento costante, attraverso l'osservazione costante dei nostri genitori, l'imitazione della loro espressività e gestualità apprendiamo il linguaggio e la comunicazione, impariamo a comprendere e decodificare il mondo intorno a noi, impariamo i modelli di comportamento e ad esprimere le emozioni.

Come ci riusciamo?

Imitandoli. Sì, semplicemente imitandoli.

Che ce ne rendiamo conto o meno, noi esseri umani urliamo le nostre emozioni costantemente. Attraverso il linguaggio non verbale (gestualità, postura, espressività facciale, e così via) e il linguaggio paraverbale (tono della voce), cioè più del 90% della nostra comunicazione, comunichiamo al mondo intorno a noi il nostro stato emotivo: se siamo tristi, delusi, innamorati, disgustati, eccetera. E tutti noi sappiamo interpretare consciamente o inconsciamente questi messaggi.

Tutto questo è possibile grazie ai neuronispecchio, cioè un sistema di neuroni visuomotori della corteccia premotoria, che in sostanza ci permettono di riconoscere le azioni altrui, dalla corsa dei giocatori durante una partita a calcio, ai movimenti dei muscoli facciali delle persone che incontriamo. Questi neuroni non solo riconoscono il movimento, ma ce lo fanno provare, cioè si comportano come se noi stessi stessimo per fare o facendo quei movimenti. Creano nel nostro cervello una vera e propria simulazione di quello che gli altri fanno e in questo modo ci permettono anche di capire le loro emozioni.

I neuroni “specchio” sono una dote presente nel nostro patrimonio genetico e sviluppata dall'evoluzione e dalla selezione naturale, in quanto la nostra sopravvivenza individuale dipendeva e dipende dalla comprensione delle azioni degli altri esseri umani, a partire dall'identificazione di minacce sia esterne che da parte di nostri simili, fino allo sviluppo di una vita sociale migliore e vincente per madre natura (riproduzione). Riassumendo siamo stati selezionati per essere empatici con i nostri simili.

Perché l'empatia è importante per lo sviluppo emotivo dell'essere umano?

Perché le emozioni complesse vengono apprese attraverso il contatto diretto con persone che le provano, a partire dai nostri genitori. In realtà, attraverso la lettura dello stato emotivo, l'empatia ci permette di entrare in “risonanza” con l'interiorità, i sentimenti e la visione del mondo delle altre persone. Di solito tutto questo avviene a livello inconscio, al di sotto della nostra soglia di consapevolezza, ma attraverso l'esperienza e la comprensione delle emozioni e dei meccanismi che le determinano, è possibile diventare consapevoli di tutto questo.

Perché l'empatia è importante per la socialità di ogni essere umano?

Vedo che lo hai già compreso. L'empatia è la base su cui poggiano le relazioni tra esseri umani. Non può esistere una relazione significativa se non c’è empatia, cioè se non comprendiamo le emozioni del nostro interlocutore o parter. Conoscere e comprendere l'emotività degli altri ci spinge a rispondere nel modo giusto agli stimoli altrui. Eimportante entrare in empatia per comprendere meglio la realtà degli altri e per operare delle scelte che non siano condizionate unicamente dal proprio punto di vista, spesso limitato.

In realtà l'empatia ha un risvolto negativo: se è vero che siamo empatici verso i nostri simili, lo stesso meccanismo ci rende diffidenti verso chi ci appare diverso per fisionomia, razza, atteggiamenti, cultura. La difficoltà a leggere le emozioni, l'essenza di immedesimazione ci porta a non considerare i “diversi” come parte del gruppo, della società e perfino a non considerarli come esseri umani. Alla base della maggior parte delle persecuzioni storiche c'è proprio la riduzione o l'assenza di empatia. La nota positiva è che l'empatia evolve con il tempo, cresce con l'esperienza fino ad arrivare a capire anche chi è diverso da noi.

L'argomento è ampio e interessante e non possiamo esaurirlo con questa veloce carrellata sull'empatia. Dedicheremo altri post di approfondimento per comprendere meglio cosa sia l'empatia, come influenza la nostra emotività e le nostre relazioni sociale.

Ti ringrazio per avermi seguito fin qui, se hai domande o suggerimenti non esitare a lasciare il tuo commento.

A presto ;D

20 marzo 2012
Scegliere tutti i giorni

 

Nel postQuale blogabbiamo visto che scegliere è un obbligo e un bisogno implicito di ogni essere vivente, l'espressione di quello che siamo. Nel post “Compiere una scelta” abbiamo cercato di comprendere cosa succede quando scegliamo: ci troviamo di fronte a un'alternativa, cioè alla possibilità di agire in un modo oppure in un altro, e prendere una decisione significa fare propria una delle alternative e agire di conseguenza. E cancellare per sempre l'altra o le altre. Una volta deciso non si torna indietro.

Aldilà delle grandi scelte che ci portano a dare forma a quello che noi chiamiamo "il lavoro", "la famiglia", ci sono mille scelte quotidiane che compiamo, per esempio mentre guidiamo nel traffico, mentre facciamo acquisti, mentre parliamo con gli amici, un flusso continuo di questo o quello, di o no di cui siamo appena consapevoli. Perché la maggior parte delle scelte la deleghiamo a quegli automatismi che ci rendono comoda la vita. Non ci prestiamo attenzione, siamo concentrati su altro, sulla vita, eppure ogni scelta che facciamo modella la nostra vita. Ogni singola scelta.

Non sono solo parole, è la realtà in cui viviamo. Pensaci. Soffermati sul tuo passato recente, focalizza la tua attenzione sulle tue azioni? Perché hai fatto quella cosa? Quando hai deciso di farla? Ricordi il momento? Prova a ricordare quello che hai pensato e provato.

Era una richiesta del tuo responsabile? Comunque hai deciso di eseguire la richiesta. Hai scelto cosa mangiare a cena? Perché hai scelto proprio quel cibo? Perché ti piace. Perché ti piace? Oppure eri a far compere e una dopo l'altra hai affrontato le scelte di prendere quello o l'altro, se mettere nel carrello anche le merende che ti piacciono, cosa preparare per pranzo. Prova a ricordare i momenti in cui ti sei soffermato sulle scelte di fronte a te. La nostra vita è fatta di un fiume di scelte piccole e grandi e ognuna di esse lastrica il nostro cammino attraverso il presente.

Che differenza c'è tra un piccola decisione e una grande?

Poca te l'assicuro. Quando dobbiamo affrontare una scelta importante ci sentiamo spesso impreparati o inadeguati, come se fossimo davanti a una cosa che non abbiamo mai fatto, ma in realtà prendiamo continuamente decisioni, solo che non ne siamo consapevoli o non diamo peso alla cosa. Uno dei primi passi da compiere per scegliere in modo efficace al meglio delle nostre capacità è diventare consapevoli delle nostre scelte.

Come puoi riuscirci?

Comincia a notare le piccole decisioni che prendi durante la giornata, quello che mangi, come ti vesti, le scelte al lavoro e così via. Impara a riconoscere il momento, il bivio e focalizza la tua attenzione sulla decisione in questione. Sottolineala anche verbalmente per registrarla nella tua memoria. Valuta la decisione da prendere e la scelta che ti viene spontanea. Cerca di capire perché hai fatto quella scelta, quali sono i pro e i contro, quali sono le conseguenze. In questo modo prenderai l'abitudine di scegliere, di focalizzare sulle tue decisioni e di valutarle. E così facendo cambierai l'immagine che hai di te stesso e quando dovrai affrontare scelte importanti non ti sentirai più impreparato e proverai meno ansia, perché sei una persona che decide.

Inoltre è importante comprendere che, se è vero che molte scelte hanno poco peso sul nostro futuro mentre solo alcune sono determinanti, non sempre sono le grandi decisioni a pesare di più. Cioè spesso le nostre piccole decisioni segnano il nostro presente e il nostro futuro anche più di quelle grandi. Prova a ricordare una piccola scelta che si è rivelata decisiva, che ti ha cambiato la vita: l'incontro con una persona, l'essere andato o meno in un dato posto, l'aver fatto o meno una cosa. Per esempio, prova a ricordare dove e quando hai incontrato la prima volta la persona che ami. E' stato un caso o una scelta consapevole? Ricordi il motivo che ti ci aveva portato?

Queste mie parole sono un invito a diventare più consapevole delle tue scelte, anche di quelle piccole, per essere preparato ad affrontare quelle grandi. Anzi per essere preparato ad affrontarle tutte, al meglio. Perché ogni scelta merita la nostra attenzione.

Per stasera è tutto, se hai domande o commenti non esitare a lasciarli. Nel prossimi post vedremo approfondiremo altri aspetto dell'argomento.

A presto ;D


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permalink | inviato da Elnor il 20/3/2012 alle 19:55 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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Ogni scelta che facciamo modella la nostra vita. Ogni singola scelta. E' fondamentale per ognuno di noi diventare consapevoli delle nostre decisioniQuesto blog vuole fornire spunti, informazioni, risposte, domande e risorse sul "prendere decisioni".

Gli argomenti trattati sono: l'informazione, la psicologia, il coaching, i bisogni umani, le emozioni, la consapevolezza.

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