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CULTURA
11 agosto 2011
CATTIVE ABITUDINI

 

Stasera parliamo delle “abitudini” e partiamo da un luogo comune: gli esseri umani sono abitudinari.

E' un luogo comune, sì, ma secondo te quanto c'è di vero?

Pensiamo alla nostra giornata tipo. No, non quando siamo in vacanza. Pensa a una tua giornata feriale tipica. Pensa alle tue serate. Ora pensa al tuo weekend tipico.

Ammettiamolo, tutti i giorni o tutte le settimane facciamo più o meno le stesse cose, agli stessi orari, con le stesse persone, negli stessi luoghi. Esagero? Forse. Però pensaci. Al mattino ci alziamo di solito alla stessa ora, facciamo le solite cose, mangiamo la solita colazione, e andiamo al lavoro alla stessa ora. Per muoverci prendiamo lo stesso treno o lo stesso autobus, oppure facciamo lo stesso tragitto con l'automobile. Al lavoro non ne parliamo, poi il pranzo nella stesso posto a mangiare le solite cose, la palestra nei soliti giorni alla solita ora, poi la sera a casa, davanti alla tv o il pc. Sì, certo, usciamo la sera di solito negli stessi giorni, il venerdì con i soliti amici, si beve qualcosa al solito posto e poi il solito locale, il nostro preferito.

Ti ci vedi?

Anch'io.

In effetti sembriamo tutti robot o animali addestrati. Non è un'impressione, siamo abitudinari. Lo siamo in primo luogo perché biologicamente siamo predisposti ad esserlo. Abbiamo necessità biologiche che richiedono soddisfazione in modo regolare, per esempio mangiare e dormire. Siamo abitudinari perché lo è il mondo in cui viviamo, la società, l'organizzazione del lavoro, i trasporti, come tutto è regolato. E' così perché è più semplice e più comodo. Lavoriamo alla stessa ora, siamo obbligati a farlo, i trasporti sono regolati per essere prevedibili e utilizzabili. Infine siamo abitudinari perché il nostro cervello e la nostra mente sono propensi a ripetere gli stessi comportamenti e le stesse scelte.

Questo accade perché le abitudini soddisfano il nostro bisogno di sicurezza, come abbiamo già visto in post precedenti (qui e qui), quindi fare fare le stesse cose, andare negli stessi posti, viaggiare sulle stesse strade ci premia a livello emotivo, dandoci sicurezza.

Inoltre questo accade perché il cervello tende ad applicare schemi mentali noti e definiti per risolvere ed affrontare situazioni e problemi, noti o sconosciuti.

Il cervello apprende attraverso la ripetizione dell'esperienza, questo comporta la registrazione nella rete cerebrale, la formazione di nuovi legami tra i neuroni e la modifica della loro struttura. Ripetere molte volte lo stesso comportamento, rende il ricordo sempre più profondo e l'azione sempre più efficiente e coordinata, fino all'automatismo. D'altra parte gli automatismi hanno lo svantaggio di essere o attivarsi in modo inconsapevole o non intenzionale.

Inoltre sfruttare i “tracciati” cerebrali già esistenti è per il cervello meno faticoso che crearne dei nuovi. Cioè per il cervello è più comodo darci una soluzione nota a un problema piuttosto che cercarne una nuova.

Le abitudini sono una cosa negativa?

No, non necessariamente, le abitudini possono essere buone o cattive, ma una vita piena di abitudini è una cosa da evitare. Il perché è che il cervello è come un muscolo e ha bisogno di esercizio quotidiano. Fare le stesse cose ogni giorno, applicare gli stessi schemi mentali non significa usare il cervello. Mentre cercare nuove strade per giungere alla meta, nuove soluzioni per risolvere i problemi significa darci nuove prospettive, nuove idee, nuove occasioni.

Quindi l'unica abitudine che ti consiglio di adottare è di “non abituarti”.

Come possiamo fare?

Non è difficile: con un minimo di consapevolezza di te stesso e delle tue azioni puoi iniziare a fare le cose in maniera diversa da come sei abituato. Inizia dalle piccole cose, come sederti a un tavolo diverso al ristorante, o cambiare i percorsi dei tuoi movimenti in auto, e vedrai che inizierai ad affrontare anche le cose importanti della vita con un approccio differente, con una mentalità più flessibile e spesso più efficace e stimolante. Infine in questo modo ti libererai da certe dipendenze psicologiche che per quanto piccole sono un peso per la tua vita e la tua felicità.

Grazie di avermi seguito anche oggi. A presto ;D

SOCIETA'
20 maggio 2011
CIO' CHE SPINGE L'UOMO - 2

Nel post precedente (qui) ci chiedevamo: cosa ci fa agire, cosa ci fa scegliere un'alternativa piuttosto che l'altra, cosa pretende soddisfazione?

Siamo andati oltre i bisogni essenziali e il meccanismo basilare “evitare dolore/trovare piacere” e abbiamo elencato i bisogni emotivi fondamentali di tutti gli esseri umani:

  1. bisogno di sicurezza

  2. bisogno di varietà

  3. bisogno di sentirsi importanti

  4. bisogno di amore e unione

  5. bisogno di crescere

  6. bisogno di condivisione

Abbiamo esaminato il primo, il bisogno di sicurezza e abbiamo scoperto che possiamo soddisfare un bisogno in modi diversi: positivi, negativi e neutri e che è importante non solo riconoscere il bisogno di sicurezza nelle nostre scelte, ma anche capire il modo con cui lo soddisfiamo e quale effetto ha questo su di noi e la nostra vita.

Continuiamo ad esaminare gli altri bisogni sopra elencati e partiamo con il bisogno di varietà. Mentre il bisogno di sicurezza ci spinge a cercare certezze e a evitare le incertezze, questo bisogno ci spinge a provare cose nuove, a incontrare persone diverse, a mettere sale nella nostra vita. Immagina se la nostra vita fosse sicura e certa, se facessimo sempre le stesse cose, se il nostro futuro fosse prestabilito.

Come sarebbe la nostra vita?

Esatto! Noiosa!

Il bisogno di varietà nasce dal bisogno di provare emozioni e queste nascono dalle novità, dal conoscere persone nuove, dalla sorpresa, dall'affrontare dei rischi, dal fare cose diverse dal solito, dal viaggiare e scoprire nuovi luoghi, nuovi modi di vedere il mondo, nuovi stati d'animo, anche attraverso l'assunzione di eccitanti come l'alcol o gli stupefacenti. Il nostro cervello è fatto in questo modo, le emozioni dalle più primitive alle più evolute comportano la produzione di mix di sostanze eccitanti, stimolanti, che inondano l'intero corpo, attivando aree del cervello particolari, scatenando reazioni fisiologiche a catena. Pensate alla paura, una delle emozioni più primitive, pensate a cosa succede quando proviamo paura: il nostro corpo produce sostanze che ci preparano all'azione, a reagire il più velocemente possibile all'eventuale minaccia, acuiscono la mente e i nostri sensi. Ora pensate alla passione, o alla gioia, a cosa succede a voi, alla vostra mente, pensate alle sensazioni che provate. In futuro vedremo meglio quello che ci succede quando ci emozioniamo e perché, ora continuiamo con i bisogni.

Il nostro cervello ha bisogno di provare emozioni e fare le stesse cose non ci da emozioni. La vita di noi esseri umani è fatta di emozioni non di gesti o di giorni sempre uguali, per questo arriviamo perfino a sabotare inconsciamente la nostra vita, i nostri rapporti, i nostri progetti, le nostre relazioni, il nostro lavoro per mettere un pizzico di varietà.

Senza arrivare all'auto-sabotaggio, possiamo riconoscere il nostro bisogno di varietà nel bisogno di socializzare, nell'andare a vedere spettacoli (cinema, teatro) o semplicemente ascoltare racconti stimolanti in cui poterci immedesimare o barzellette che ci fanno ridere. Possiamo soddisfare questo bisogno anche con il cibo, strafogandosi per scacciare la noia o guardando la tv, o giocando con la PS. E non dimentichiamo l'alcol, gli eccitanti o le droghe per alterare noi stessi, per essere qualcun altro, per vedere la vita da un punto di vista diverso, per fare cose diverse e rischiose, cose che non faresti mai, per provare emozioni diverse.

Cosa fai tu per soddisfare il tuo bisogno di varietà?

Come lo fai? E' positivo, costruttivo? Oppure è distruttivo e negativo?

Ora passiamo al terzo bisogno, il bisogno di sentirsi importanti. Nonostante il nostro individualismo siamo creature sociali, veniamo educati e allevati dai nostri simili e senza di essi impazziremmo e moriremmo. La vita e le emozioni girano attorno ai rapporti con altri uomini e donne alle relazioni particolari e speciali con alcuni di essi/esse. Da piccoli ci crogioliamo nell'amore di nostra madre e cerchiamo l'attenzione degli altri, da adolescenti ci emozioniamo per ogni piccolo particolare delle nostre relazioni sociali, per ogni sguardo e sorriso, godiamo dell'attenzione di uno altro o più di uno.

Il bisogno di sentirsi importante è questo, ma anche molto altro: è il bisogno di avere un significato, di sentirci necessari, di avere uno scopo, un compito, il bisogno di sentirsi unici. E' un bisogno strettamente legato alla nostra personalità, alla nostra maturità e alla nostra autostima.

Come soddisfiamo questo bisogno?

I successi della nostra vita soddisfano questo bisogno, i risultati che otteniamo nel lavoro e nella vita ci fanno sentire unici. Troviamo soddisfazione anche nelle piccole cose, come con la possibilità di vantare dei titoli: dottore, avvocato, onorevole; o attraverso il possesso materiale di cose come una bella macchina, una bella casa. Pensa a come ti sei sentito quando hai ottenuto il motorino o la tua prima auto. Pensa hai collezionisti all'impegno che mettono per realizzare una collezione unica, per ottenere pezzi rari o unici.

C'è chi soddisfa questo bisogno costruendosi un'immagine unica, uno stile inconfondibile, un modo speciale di apparire e relazionarsi. C'è invece chi lo fa denigrando gli altri, chi facendo di tutto per andare in televisione, chi usando violenza e sopruso. C'è chi utilizza la propria posizione per costringere gli altri ad ascoltarli e chi vuole apparire ammalato per avere la commiserazione altrui.

Sono innumerevoli i modi con cui soddisfiamo questo nostro bisogno. Come soddisfi tu questo bisogno? In modo positivo o negativo?

Il quarto dei nostri bisogni emotivi è il bisogno di amore e unione. E' il bisogno di sentirsi amati, di far parte di qualcosa, di provare un senso di appartenenza, di condivisione, di unione. Questo bisogno nasce dalla nostra natura sociale, di mammiferi, dal nostro istinto alla riproduzione, dalle convenzioni sociali, dalla cultura acquisita. I tre bisogni precedenti per diversi aspetti convergono in quest'ultimo o trovano soddisfazione comune: perché per esempio il gruppo ci offre sicurezza, perché attraverso i rapporti e le relazioni otteniamo le emozioni più intense e quindi varietà, e perché costruire una famiglia ci rende importanti, far parte di qualcosa di grande ci rende importanti.

La massima soddisfazione del bisogno di amore la otteniamo costruendo una famiglia o una relazione intensa e solida, o entrando a far parte di una realtà intensa e coinvolgente come una comunità religiosa. In alternativa c'è chi soddisfa questo bisogno entrando a far parte di un gruppo di amici, o attraverso il sesso, o attraverso religione e spiritualità. C'è chi si prende un cane, perché un cane ti ama in modo incondizionato senza chiederti nulla. C'è chi parla con gli altri dei propri problemi per ricevere conforto e amore oltre che attenzione. C'è chi cerca l'approvazione altrui perché in questo modo si sente accettato e amato. Inoltre otteniamo soddisfazione del nostro bisogno di appartenenza facendo parte di una grande realtà lavorativa, o di un corpo militare, o di una grande nazione.

Questo bisogno ci porta a compiere le scelte più grandi e determinanti della nostra vita o quantomeno le influenza. Famiglia, figli, carriera, amici, relazioni, religione. Parole potenti per scelte e cambiamenti determinanti per la nostra esistenza.

Tu come hai soddisfatto o come soddisfi il tuo bisogno di amore e unione?

Quali scelte hai compiuto spinto da questo bisogno e come hanno cambiato la tua vita?

E' tempo di fermarci. Abbiamo visto i primi quattro bisogni, quelli basilari, legati alle emozioni più semplici. Rimangono gli ultimi due bisogni, più evoluti, quelli che richiedono la capacità di provare emozioni più complesse. Ma lo vedremo nel prossimo post relativo ai bisogni.

Una domanda: quanto pesano questi bisogni emotivi nelle nostre scelte?

Pensateci. Ne parleremo presto insieme.

Ciao! ;D


Qui trovi il precedente post sui “Bisogni”. Se non l'hai letto ti invito a farlo.

SOCIETA'
1 maggio 2011
CIO' CHE SPINGE L'UOMO



Cosa ci fa agire, cosa ci fa scegliere un'alternativa piuttosto che l'altra, cosa ci attrae e pretende soddisfazione?

In un precedente post (qui), constatavamo che piacere e dolore sono le due chiavi essenziali che ci spingono ad agire: vogliamo evitare il dolore e ricevere piacere. Questo è l'essenza dei nostri bisogni, siano essi materiali o psicologici. E' intrinseco nella nostra natura biologica e psicologica di essere umani, nella chimica delle mostre emozioni, nel modo con cui la vita modella i tracciati della nostra mente con quelle che noi chiamiamo esperienze. 

E' un qualcosa che va molto oltre le esperienze più ovvie, per esempio "non mettere la mano nel fuoco perché ci si brucia", e che determina il nostro comportamento da adulti e le nostre singole scelte. Un amico ci chiede :"Voglio fare un corso di immersioni, vieni anche tu?". Immediatamente la nostra mente raccoglie dalla memoria tutte le esperienze correlate e si chiede "se lo farò proverò dolore o piacere?". E così le persone che amano il mare, lo sport, nuotare tenderanno di dire di sì, mentre chi ha avuto esperienze dolorose relative al mare, nuotare e così via tenderà a dire di no. E' chiaro che questo è un modo basilare di vedere le cose, ma il quesito "piacere o dolore" è una componente radicata alla parte più primitiva del nostro cervello e sempre presente nelle nostre scelte, che non dobbiamo sottovalutare.

Ora, quali sono i bisogni emotivi più evoluti? Attenzione, parlo di bisogni non necessità o desideri. Con necessità si intende ciò che ci è materialmente necessario per vivere, cioè: il cibo e l'acqua, l'aria, la termoregolazione del corpo (es: riscaldarsi con i vestiti) e così via. E' naturale che agiamo per procurarci ciò che ci è necessario per vivere e questo è strettamente legato al meccanismo piacere-dolore. 

La trattazione dei desideri, lunga e complessa, se non vi spiace la rimandiamo più avanti. Concentriamoci sui bisogni legati alle nostre emozioni, la cui soddisfazione ci dona intense emozioni positive. Semplificando i bisogni dell'uomo possono riassumersi in:

  1. bisogno di sicurezza
  2. bisogno di varietà
  3. bisogno di sentirsi importanti
  4. bisogno di amore e unione
  5. bisogno di crescere
  6. bisogno di condivisione

I primi quattro sono bisogni basilari, cioè legati alle emozioni più semplici, mentre gli ultimi due sono bisogni evoluti e richiedono la capacità di provare emozioni più complesse, ottenuta nel tempo con determinate esperienze, positive o negative, o affrontando e comprendendo gli aspetti più complessi della realtà e di noi stessi.

Partiamo dal primo, il bisogno di sicurezza è quello che ci fa evitare ciò che non conosciamo, ciò che è fuori dalla zona di comfort, che ci fa scegliere luoghi e cose note e mantenere le nostre abitudini, che ci spinge a evitare scelte difficili, che ci fa ingozzare di cibo quando siamo stressati.

E' anche quello, ad esempio, che ci spinge a cercare di tenere sotto controllo quanto è possibile, cose, persone e situazioni, anche quello che non può essere controllato. Così mettiamo in ordine la casa per sentirci sicuri, ci teniamo informati per sapere quello che sta succedendo intorno a noi, per sapere di più sulle persone che vivono vicino a noi o che lavorano con noi. 

E' anche quello che ci spinge a rafforzare le nostre credenze e convinzioni, positive o negative che siano, come la fede, la nostra identità, le nostre conoscenze su un dato argomento, la convinzione di non essere capaci di fare una data cosa.

Come avete già notato, noi possiamo soddisfare il nostro bisogno di sicurezza in molti modi diversi che possono essere positivi, negativi o neutri come impatto sulla nostra vita, sulla nostra interiorità, salute fisica ed economica, sul modo con spendiamo il nostro tempo.  

Per esempio, c'è chi di fronte alle difficoltà preferisce ignorarle, ma questo non è costruttivo a lungo termine, anzi è dannoso. Oppure pensate a chi non riesce a imparare la matematica o a usare il computer e dice  come giustificazione: "io sono fatto così, non capisco le macchine, non posso farlo". E' positivo secondo voi? Smetterà di impegnarsi e l'unica cosa che otterrà sarà una "incapacità appresa" (ne parleremo più avanti).

Quindi non solo è importante per noi riconoscere il nostro bisogno di sicurezza, ma capire come noi lo soddisfiamo e se questi modi sono positivi o negativi Così facendo potremo abbandonare i modi negativi e distruttivi per quelli positivi e costruttivi. 

Voi come soddisfate il vostro bisogno di sicurezza? Siete abitudinari? Evitate le scelte e i problemi? Pensateci.

Per motivi di spazio, gli altri bisogni li approfondiremo nei prossimi post sull'argomento.

A presto!

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