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ECONOMIA
10 marzo 2013
PAROLE PER PENSARE – Il punto di vista tedesco

 

Stasera ti propongo un altro interessante video, anzi un altro punto di vista sulla crisi europea: quello tedesco.

E' l'intervista a Ulrike Herrmann, nota giornalista tedesca, che appunto cerca di spiegare come i tedeschi vedono la crisi, la situazione europea e l'Italia. Penso sia un'intervista ricca di spunti e sorprendente, soprattutto l'ammissione che il successo economico della Germania dipende dall'euro e che se l'Italia uscisse dall'Europa sarebbe un disastro per la Germania.

La Herrmann è caporedattrice economica del quotidiano tedesco Die Tageszeitung e scrittrice. Interviene spesso in programmi di approfondimento televisivo e ha pubblicato diversi saggi. Qui puoi trovare il post in cui è stata pubblicata il video. Un ringraziamento a Linkiesta per l'intervista.

Come sempre ti invito ad ascoltare con senso critico quanto viene detto e ad approfondire gli argomenti interessanti presso altre fonti.

Buona visione e a presto ;D

CULTURA
9 settembre 2012
COS'E' LO STRESS?
 

Oggi parliamo di una costante della vita di un uomo: lo stress.

Anche questa parola, per la maggior parte di noi, ha una connotazione negativa, ricorda emozioni negative e momenti sgradevoli del passato. Eppure è una parola sulla bocca di tutti, ne parliamo tutti i giorni: “il lavoro mi stressa”, “la situazione sta diventando stressante”, eccetera.

Ma cos'è lo stress?

E' una reazione naturale del corpo e della mente per affrontare o adattarsi a una situazione che viene percepita come “nuova”, “complessa” o “difficile”. Difficile e complessa in quanto riteniamo che sia ai limiti od oltre le nostre capacità fisiche e mentali, o che richieda risorse e tempo che non abbiamo. Nuova in quanto è una situazione che non abbiamo affrontato prima e per cui non abbiamo comportamenti acquisiti e schemi mentali risolutivi da applicare.

Questa reazione è in primo luogo fisiologica, il corpo e il cervello primitivo reagiscono in modo elementare agli stimoli della situazione e affrontano le situazioni valutandone la pericolosità e preparandosi a difendersi o fuggire. Prepararsi significa aumentare il battito cardiaco e la pressione sanguigna, accelerare la respirazione, aumentare la secrezione ghiandolare, contrarre i muscoli e così via, in modo da essere pronto a reagire alla minaccia incombente. E' una reazione naturale messa a punto dalla selezione naturale che ci mette in grado di affrontare pericoli e minacce in modo efficace. In secondo luogo la reazione è psicologica, il cervello e la mente reagiscono agli stimoli esprimendo emozioni che potenziano e focalizzano le risorse mentali per meglio affrontare la situazione.

Questi cicli di “allarme, tensione, reazione e rilassamento” comportano uno sforzo e hanno un prezzo da pagare. Per potersi “preparare” alla situazione-minaccia il nostro organismo libera nel sangue ormoni e “attivatori” che ci preparano portandoci a uno stato di tensione che attinge alle nostre riserve e incide sul metabolismo.

Se questo stato di tensione dura a lungo o si ripete con troppa frequenza, esaurisce le riserve di energia psico-fisica, logora la nostra vitalità e le difese immunitarie, incide sulla mente e sul nostro comportamento. Sintomi tipici di questo logoramento generale sono una maggiore irritabilità, stanchezza diffusa ed eccessiva, disturbi del sonno, tendenza ad ammalarsi, distorsioni nella visione della realtà, incapacità di prendere decisioni, difficoltà nella comunicazione con gli altri. Se la situazione si protrae nel tempo, il logoramento porta a danni fisici anche gravi e all'invecchiamento precoce.

Quindi lo stress è una cosa negativa?

No, al contrario lo stress è uno stimolo che ci mantiene vitali e motivati, che ci spinge a crescere e a cambiare, a realizzare i nostri progetti. Il problema è l'eccesso di stress e il modo con cui lo gestiamo.

E' possibile controllare lo stress?

Esatto. Sì, è possibile e in diversi modi. In primo luogo è fondamentale comprendere che la qualità dello stress (positivo e negativo) e la quantità dipendono da come noi vediamo la situazione che provoca lo stress. Come abbiamo detto all'inizio, lo stress è una reazione naturale per affrontare una situazione che viene percepita nuova, difficile, eccetera. Percepita, ci sei? Dipende da noi percepire la situazione per quello che è realmente, senza lasciare che la nostra emotività accresca o distorca la situazione. La nostra mente, le emozioni e i pensieri possono aumentare lo stress e renderlo nocivo.

Come si controlla lo stress?

Sembra un'ovvietà, ma per gestire lo stress è necessario riconoscerlo, quindi riconoscere le nostre reazioni, fare attenzione ai messaggi che il corpo ci invia, per esempio mani strette, muscoli contratti, battito accelerato, eccetera. Bastano pochi secondi di “ascolto” per vagliare tutte le “sensazioni” che il corpo ti invia, per capire dove sono le tensioni, dove senti fastidio o non lo senti.

E nello stesso modo dobbiamo fare attenzione alle emozioni che proviamo, capirne la causa e capire quali effetti hanno su di noi e la nostra visione delle cose. Per esempio, percepire l'irritazione prima che agisca sulle nostre azioni, comprendere che è dovuta alla violazione delle nostre regole sul rispetto e capire che ci farà dire delle sciocchezze inutili di cui ci pentiremo. Anche per le emozioni bastano pochi secondi per vagliare quello che proviamo e riconoscere le emozioni e, con un poco di pratica, anche la loro causa. Parleremo di questo e della gestione delle emozioni nel prossimo futuro in post dedicati.

Contemporaneamente al riconoscimento delle nostre reazioni, è importante riconoscere la fonte dello stress, la causa della nostra reazione. E' il professore che pretende troppo? E' il collega che non collabora? E' mio figlio che non comunica? Dobbiamo capire quale situazione stiamo affrontando per poterla affrontare e più è grande la comprensione e la conoscenza della situazione, maggiore sarà l'efficacia delle scelte e delle azioni che intraprenderemo e minore sarà il consumo di energie. Quindi una volta riconosciuto la situazione, è utile studiarla, conoscerla, capirla. Per esempio, il vicino occupa il tuo parcheggio assegnato e la sera sei costretto a perdere tempo inutile, prima di agitarsi e agire vale la pena capire chi è il tuo vicino e perché non parcheggia nel suo spazio. Può risparmiarti uno scontro e inutili strascichi emotivi.

Infine è tempo di gestire lo stress, abbandonare la tensione e tornare al benessere psicofisico. Questo di solito significa affrontare la situazione e risolverla, in un modo o nell'altro, o trovare strategie per controllare lo stress. Nel primo caso ti invito a leggere i post “Problemi e scelte – 1”, “2” e “3”, troverai suggerimenti su come affrontare i problemi e fare le scelte necessarie.

Se invece non puoi affrontare la situazione, non ora, o semplicemente se devi controllare lo stress per poterla affrontare meglio, ebbene devi intervenire su te stesso e modificare lo stato psicofisico in cui ti trovi.

Cosa significa?

Per controllare lo stress devi agire sul tuo corpo, la tua mente, le tue emozioni e le tue reazioni. Ci sono diversi modi per farlo, ma il più semplice e forse il più efficace è agire sul corpo, muoversi, controllare la respirazione. Così come lo stress influenza il tuo corpo e genera tensione muscolare, così i movimenti del corpo influenzano lo stress. Un classico per scaricare la tensione è fare un passeggiata, un altro è l'esercizio di respirazione profonda: inspira contando fino a cinque, trattieni il respiro per due-tre secondi ed espira contando fino a cinque.

In modo molto simile si può agire sulla mente. Se vuoi dare pace ai pensieri ricorsivi e nevrotici che si presentano ossessivamente a causa dell'agitazione, un classico è ascoltare musica melodica o classica, e ti aiuterà anche a calmare il battito cardiaco. Oppure puoi usare piccoli esercizi di focalizzazione, come quello di immaginarsi in un luogo bello e tranquillo, come la spiaggia di un'isola tropicale, o giochi di ruolo in cui ti immedesimi e interpreti ruoli gradevoli e lontani dalla situazione che stai subendo. Come immaginarsi di essere a una festa e divertirsi con amici e avere qualche avventura divertente. Infine una tecnica di controllo straordinaria per lo stress, riconosciuta anche dalla medicina, è la meditazione, ma non ne parleremo stasera. Di questo e delle tecniche di controllo delle emozioni parleremo in post futuri dedicati.

Vorrei concludere sottolineando quanto è fondamentale per ogni essere umano imparare a gestire lo stress, tanto che dovrebbe essere insegnato a scuola. Lo stress è una costante della vita e certi meccanismi che l'evoluzione ha premiato non sono sempre efficaci per affrontare le situazioni che la vita e la società di oggi ci presentano. Maggiore consapevolezza dei nostri meccanismi di reazione, del nostro corpo e della nostra mente possono cambiare il nostro modo di vivere lo stress e gestire le nostre risorse fisiche, psichiche e sociali.

Grazie dell'attenzione e a presto ;D 

SOCIETA'
6 luglio 2012
La situazione a Fukushima

 

Ricordi Fukushima?

Da quasi un anno i media allineati tendono a non parlare dell'incidente sismico più grave finora avvenuto nella storia dell'uomo. Nel post “FUKUSHIMA – Un annodopo” abbiamo ricordato la catastrofe che l'11 marzo 2011 colpì il giappone: un terremoto di intensità straordinaria generò un maremoto che colpì la costa giapponese, devastandola e provocando più di 15 mila morti. L'onda alta sei metri colpì anche la centrale Daiichi di Fukushima, disattivò il sistema di raffreddamento dei reattori nucleari e provocò in questo modo il peggior disastro nucleare mai avvenuto prima nella storia dell'uomo.

Inoltre abbiamo anche scoperto che la crisi non è risolta. Nonostante l'annuncio di messa in sicurezza del governo giapponese, la realtà è che i noccioli fusi sono ancora tali e per quasi un anno particelle radioattive hanno inquinato l’aria, l’oceano, il terreno e le falde acquifere. Il territorio per venti chilometri attorno alla centrale è stato dichiarato inadatto alla vita, a sessanta chilometri si rilevano livelli inquinamento radioattivo quattro volte superiore ai limiti e sta ancora fuoriuscendo materiale radioattivo dal sito.

Robert Alvarez del Dipartimento per l’Energia degli Stati Uniti sostiene che il reattore 4 è danneggiato strutturalmente ed è senza protezione nei confronti degli elementi atmosferici. Se il contenitore del materiale radioattivo avesse delle perdite queste diffonderebbero una quantità di Cesio radioattivo dieci volte superiore a quello liberato dalla catastrofe di Chernobyl.

Inoltre nel maggio scorso il senatore statunitense Wyden ha esortato l’ambasciatore giapponese ad accettare l’aiuto internazionale per prevenire la fuoruscita di materiale radioattivo dalla centrale. Wyden sostiene che “lo stato precario della centrale nucleare di Fukushima ed il rischio rappresentato dall’enorme quantità di materiale radioattivo e di scorie nucleari in caso di futuri eventi sismici, dovrebbe essere serio motivo di preoccupazione per tutti e stimolare un maggiore aiuto ed assistenza internazionali”

Il Giappone è scosso ogni giorno dai terremoti. Cosa accadrebbe se un sisma anche solo di media grandezza colpisse la zona? Per questo è stata presentata alle Nazioni Unite una richiesta ufficiale di intervento per assistere il Giappone nella risoluzione della problema del reattore 4 di Fukushima (qui) da parte di università, associazioni e organizzazioni giapponesi.

Nel post precedente ci siamo chiesti quali sarebbero state le conseguenze del disastro e non siamo gli unici a porci questa domanda. Uno studio di Chris Busby, segretario scientifico dell’Eccr, il comitato europeo sul rischio radioattivo, basato sui dati dell’Aiea, l’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica, mostra come la radioattività rilasciata dai reattori di Fukushima potrebbero causare quasi mezzo milione di casi di cancro nei prossimi 50 anni, di cui circa la metà nel raggio di 200 Km da Fukushima. Ed è solo una stima basata sulle conseguenze di Chernobyl relativa la territorio circostante al sito.

La realtà in Giappone è diversa da quella ufficiale. Il disastro nucleare ha superato la fase acuta, ma è ancora in corso. La situazione a Fukushima è drammatica, solo pochi giorni fa si è spento per più di ventiquattrore l'impianto di raffreddamento del reattore 4. Gli impianti del reattore sopravvissuti al maremoto non permettono di intervenire in modo efficace sul materiale radioattivo, sulle scorie, né sui noccioli in fusione. Il rischio che la situazione si aggravi è concreto.

Le conseguenze di ulteriori sversamenti in mare o nel sottosuolo di sostanza radioattive saranno altre vite umane perse o rovinate. Vite umane. Di oggi e di domani. Questo è quello che viene negato dalle autorità o dai responsabili. Questo è quello che dobbiamo comprendere, affinché tutto ciò non si ripeta.

A presto ;D

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