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ECONOMIA
16 marzo 2013
PAROLE PER PENSARE – I ricchi non creano posti di lavoro

 

Stasera ti propongo una conferenza molto interessante che getta luce su un altro dei miti del capitalismo.

Nei post “I miti del capitalismo 1”, “2” e “3” abbiamo visto i principali miti del capitalismo, come per esempio “capitalismo uguale ricchezza per tutti” oppure “capitalismo uguale libertà”, questa conferenza parla del mito “i ricchi creano posti di lavoro”.

Naturalmente è falso, sia nell'ottica di quanto denaro un ricco spende e fa circolare nell'economia reale, molto poco rispetto alla borghesia e alla classe operaia, sia dal punto di vista di creare posti di lavoro facendo impresa. In realtà negli ultimi decenni con l'avanzare della globalizzazione, i capitali si sono rivolti alla finanza per guadagnare e le produzioni si sono trasferite in paesi del terzo mondo o in paesi come Cina e Corea. Contemporaneamente i passi avanti fatti dalla tecnologia hanno ridotto il fabbisogno di manodopera dell'industrie e dei servizi.

Nel video Nick Hanauer, spiega dal suo punto di vista di ricco imprenditore perché quelli come lui non creano posti di lavoro e lo fa in modo convincente. Forse è per questo che questa conferenza di TED è stata rimossa e bandita dal sito senza valide giustificazioni. La causa più probabile di questa censura è che il video è intrinsecamente una denuncia dell'ingiustizia del sistema fiscale americano che privilegia le classe più abbienti e penalizza poveri e classe media.

Nick Hanauer è un imprenditore americano di famiglia ricca, uno dei primi investitori in Amazon, amministratore delegato e creatore di aziende di successo. Qui trovi cosa dice di lui Wikipedia e qui trovi il suo sito. Qui trovi la discussione su TED sulla rimozione della sua conferenza.

Come al solito ti invito ad ascoltare con senso critico quanto viene detto e a verificare le informazioni esposte presso altri fonti di informazione.

Buona visione e a presto ;D

CULTURA
13 marzo 2013
IL PARADOSSO DELLE SCELTE

 

Stasera parliamo una volta ancora di scelte e decisioni e prendiamo spunto da una conferenza di TED che si interroga sulla libertà di scelta. Lo psicologo Barry Schwartz ci spinge a interrogarci su cosa significa la libertà di scelta e quale rapporto abbia con il nostro benessere e la nostra felicità.

Avere molte alternative tra cui scegliere ci rende più liberi e felici?

Pensaci: poter scegliere tra centinaia di prodotti o servizi diversi ci rende più liberi?

Per esempio, vai al supermercato e trovi quindici tipi diversi di riso, quasi trecento vini tra cui scegliere e in generale innumerevoli alternative tra cui decidere quando facciamo la spesa. E lo stesso vale per i vestiti che noi compriamo, quindi per il nostro look, noi possiamo apparire in molteplici modi diversi, siamo noi che decidiamo quale aspetto offrire al mondo. Stessa cosa per quello che riguarda la casa, il lavoro, la salute, quasi tutti gli aspetti della nostra vita, e perfino della morte.

Come abbiamo visto in molti altri post (qui, qui e qui), la nostra vita è realmente una questione di scelte, di un fiume di decisioni che dobbiamo affrontare ogni giorno della nostra vita, piccole e grandi, complesse e semplici, ma sempre delle scelte.

E cosa succede quando le alternative tra cui possiamo scegliere diventano troppe?

Che diventa difficile prendere delle decisioni. Che le troppe alternative ci bloccano e ci fanno rimandare le decisioni. Avere più scelte può essere piacevole e gratificante, ma averne troppe significa più valutazioni, più confronti, più fatica, fino allo stallo psicologico. E anche quando prendiamo la decisione, più alternative abbiamo più siamo insoddisfatti della scelta compiuta.

Questo avviene per diversi motivi, il primo dei quali, il più intuitivo, è che se la nostra scelta non ci appare perfetta non possiamo fare a meno di immaginare che una di quelle che abbiamo scartato sarebbe stata una scelta migliore. E questo ci spinge a rammaricarci della scelta compiuta, riducendo in questo modo la soddisfazione che proviamo per la scelta fatta. Inoltre, dato che il valore che diamo alla nostra scelta dipende dal confronto con le altre, le caratteristiche attraenti delle alternative scartate torneranno nei nostri pensieri e ridurranno ancora di più la soddisfazione che traiamo dalla nostra scelta. Quando prendiamo una decisione, rifiutiamo altre scelte che hanno delle attrattive che rendono meno soddisfacente la nostra scelta.

E ancora, le molte alternative ci spingono ad aspettarci il meglio e a cercare di ottenerlo e quando facciamo la nostra scelta, per quanto ottima, questa ci apparirà sempre non perfetta, non adeguata alle nostre aspettative. L'aumento delle alternative aumenta le nostre aspettative e ci rende meno soddisfatti dopo aver compiuto la nostra scelta, anche quando la scelta è più che buona. Il massimo che possiamo sperare è che la scelta sia all'altezza delle nostre aspettative.

Infine quando ci sono poche alternative possiamo scaricare la responsabilità di una cattiva scelta al mondo, mentre quando ci sono molte alternative i responsabili di una scelta sbagliata siamo noi.

Riassumendo, quando ci sono troppe alternative ci sentiamo insoddisfatti delle nostre scelte perché rimpiangiamo le nostre scelte anche quando sono buone, pensiamo alle opportunità mancate, ci aspettiamo troppo e diamo la colpa a noi stessi della scelta insoddisfacente.

Quindi non è vero che avere più scelta significa avere più libertà e benessere. Avere una scelta è meglio che non averla, ma avere troppa scelta non è detto sia meglio che averne poca.

Tu cosa ne pensi?

Barry Schwartz è uno psicologo americano che studia le connessioni tra economia e psicologia. Scrive spesso sul New York Times e ha scritto il “Paradosso della scelta” in cui sviluppa i temi del video. Qui puoi trovare il suo profilo su TED, qui la sua pagina su Wikipedia e qui la sua pagina personale.

Grazie per avermi seguito fino a qui, se hai dei commenti non esitare a lasciare le tue opinioni.

Prima di chiudere ti lascio uno spunto di riflessione: è possibile gestire l’eccesso di alternative e mantenere alta la nostra soddisfazione?

A presto ;D

CULTURA
4 marzo 2013
PAROLE PER PENSARE – Le cose importanti della vita

 

Stasera ti propongo un altro video interessante.

E' una conferenza di TED in cui Neil Pasricha, blogger di “1000 azioni ammirevoli”, uno dei blog più seguiti la mondo, ci spiega quanto è importante per gli esseri umani imparare ad assaporare i piccoli piaceri della vita. Da sottolineare quelle che lui pensa siano le qualità fondamentali per vivere intensamente la vita:

1. l'atteggiamento: come affronti i colpi e le sfortune che la vita ti infligge, se dopo la sofferenza ti rialzi e continui a vivere;

2. la consapevolezza: del mondo intorno a te, delle cose belle, del bambino dentro di te che guarda con meraviglia, come se fosse la prima volta, le piccole gioie straordinarie della vita;

3. l'autenticità: essere se stessi ed esserne contenti, lasciando che il cuore ti guidi, scegliendo le esperienze che ti appagano.

Neil Pasricha è un blogger canadese, il suo blog viene letto da milioni di persone, è uno dei 100 siti più famosi al mondo e ha vinto 2 premi Webby Awards. Qui puoi trovare il blog, qui la sua pagina facebook e qui cosa ne dice Wikipedia.

Come sempre ti invito a guardare e ascoltare quanto viene detto con senso critico.

Buona visione e a presto ;D


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permalink | inviato da Elnor il 4/3/2013 alle 20:30 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
CULTURA
17 febbraio 2013
PROBABILITÀ E VALORE NELLE SCELTE

 

Stasera ti propongo una conferenza di Dan Gilbert per TED, incentrata sulle scelte e sugli errori di valutazione che le persone fanno.

In particolare Dan Gilbert parla delle scelte che mirano a un vantaggio o a un guadagno e, partendo da Bernoulli: “il valore atteso di una scelta è dato dalla probabilità di ottenere un guadagno per il valore del guadagno”, ci spiega come e perché gli esseri umani non sanno valutare benela probabilità di guadagno di una scelta, nè il valore effettivo del guadagno.

Aldilà delle battute ad effetto, è interessante soffermarsi su quello che dice e comprendere qualcosa di più sul modo con cui gli esseri umani calcolano le probabilità: quella che dovrebbe essere una semplice questione di logica e calcolo, viene in realtà influenzata dalla struttura della nostra mente, dalle nostre emozioni, da ciò su cui focalizziamo la nostra attenzione, dal modo con cui gestiamo le informazioni che riceviamo.

Soffermandoci sulla struttura della mente, buona parte delle nostre valutazioni dipende da confronti presi dalla nostra memoria, basati spesso su impressioni e tracce emotive. Per esempio, se ti chiedessi qual è l'auto più venduta? Se non sappiamo l'informazione dovremmo cercarla, ma la nostra mente è strutturata per rispondere sempre alle domande che le vengono poste, che sappia o meno le risposte. Quindi cercheremo di ricordare i modelli di auto che vediamo più frequentemente mentre circoliamo per la nostra città, ma aldilà del fatto che nel nostro quotidiano vediamo una piccola porzione del parco circolante di auto dello stato, quello che ricorderemo in realtà sono impressioni, cioè le auto che ci piacciono, quelle che attirano la nostra attenzione, le auto viste nelle pubblicità che ci hanno colpito, le auto che sono legate emotivamente al nostro passato o quelle che sappiamo riconoscere, e via dicendo.

Secondo te, quanto è affidabile in questo la nostra mente?

Poco, certo, sono d'accordo con te. In effetti la nostra memoria non è l'hard disk di un computer e funziona in modi non così intuitivi.

Un altro esempio preso dal video è quello di valutare le parole con una certa lettera come prima o come terza o ultima. In questo caso la nostra mente è addestrata a richiamare le parole per la prima lettera (a dizionario) o per suoni e assonanze, quindi a privilegiare certi meccanismi di analisi e ricerca rispetto ad altri, ottenendo quindi risposte falsate appunto dalla nostra struttura mentale.

Un altro aspetto riguarda la ridotta capacità delle persone di valutare una scelta sotto certi stati emotivi o relativamente a un soggetto legato alla nostra emotività. Un esempio classico riguarda la valutazione dei rischi diretti alla nostra vita o alla nostra salute: se ci chiedono quale sia il maggior rischio quotidiano per la nostra salute, pensiamo subito ai rischi spettacolari, come gli incidenti aerei, o a quelli più “urlati” dai media, come gli attentati terroristici, senza considerare i rischi reali che ogni giorni affrontiamo, da quelli lavorativi fino a quelli casalinghi.

Pensaci. Secondo te quali sono i maggiori rischi per la nostra salute?

Non certo fulmini, o meteoriti, o tornado, e neppure proiettili e accoltellamenti, ma allergie, le medicine che assumiamo, un'alimentazione nociva o scorretta, le macchine che usiamo, in primis l'automobile, e poi gli oggetti in casa, gli elettrodomestici, le scale, l'arredamento e molto altro.

Un altro esempio classico, espresso anche nel video sono le lotterie o i giochi d'azzardo: dovremmo essere in grado facilmente di calcolare la probabilità di vincere per esempio alla lotteria o al lotto, probabilità talmente piccole che non vale affatto la pena giocare. Eppure i giocatori sono tantissimi.

Ti sei mai chiesto perché?

Ok, certo se non giochi, non puoi vincere, ma il punto è che anche se giocassi tutti le settimane, per esempio, al superenalotto, la probabilità di vincere è talmente piccola che non sarebbero sufficienti molte vite per vincere. Eppure la gente gioca lo stesso, perché? In primo luogo perché è disinformata, perché i media mostrano i vincitori e non i perdenti, ma anche quando le persone sono consapevoli delle scarse probabilità di vittoria continuano a giocare. Perché? Perché dal gioco riceve altre ricompense, perché il gioco soddisfa alcuni dei loro bisogni emotivi (vedi qui, qui e qui), per le emozioni che procura loro.

Oltre a non sapere valutare bene le probabilità, noi esseri umani siamo poco efficaci anche nel valutare i vantaggi di una scelta, il valore effettivo del guadagno. Di fatto noi valutiamo il valore di qualcosa basandoci sulle nostre esperienze passate, facendo confronti con scelte, oggetti o prezzi analoghi, spesso senza considerare il contesto.

Per esempio, quanto sei disposto a pagare per una bottiglia d'acqua e quanto saresti disposto a pagare per la stessa se fossi in un deserto?

Inoltre valutiamo diversamente il valore di una nostra scelta a seconda del confronto che facciamo, quindi a seconda del contesto in cui ci viene proposta la scelta o che percepiamo. Per esempio, consideriamo diversamente un prezzo se è scontato, o se l'oggetto che vogliamo comprare è messo a confronto ravvicinato con altri più cari, tipici trucchi usati normalmente in tutti i commerci. Questi trucchi funzionano perché la nostra mente cerca di affrontare le situazioni utilizzando soluzioni già testate con successo nel passato.

Inoltre non siamo neppure molto bravi a valutare l'effetto del tempo, cioè a valutare eventi che avvengono in momenti diversi. Siamo tutti convinti che è meglio avere un guadagno maggiore piuttosto che uno inferiore, così come siamo certi che è meglio averlo adesso piuttosto che dopo, ma quando queste due semplice regole entrano in conflitto iniziamo ad avere problemi nel valutare correttamente l'effettivo guadagno. Tendiamo a valutare eccessivamente il tempo se rapportato in relazione al presente, oggi rispetto alla prossima settimana, mentre lo valutiamo poco se confrontiamo eventi lontani nel tempo, per esempio la prossima estate con quella successiva.

Perché siamo scarsi nel valutare i vantaggi delle scelte che facciamo?

Perché il nostro cervello si è sviluppato in un ambiente molto diverso da quello attuale, dove le scelte erano poche, chiare e immediate. Quindi la selezione naturale non ci ha fornito gli strumenti più efficaci per affrontare scelte complesse, ma ci ha fornito il potenziale.

Altrimenti il genere umano non sarebbe arrivato fino a qui, non credi?

Daniel Gilbert è professore di psicologia all'università di Harvard, ha vinto numerosi premi per la ricerca e l'insegnamento ed è famoso per le sue ricerche sulle previsioni affettive. Daniel Gilbert è anche uno scrittore e i suoi libri hanno venduto milioni di copie in tutto il mondo. Qui trovi la pagina di Wikipedia su di lui, qui la pagina su TED che lo riguarda e qui il sito sul suo libro di maggior successo.

Nel video naturalmente c'è molto di più di quello che ho detto stasera, quindi ti invito a guardarlo se non l'hai già fatto.

Buona visione e a presto ;D

CULTURA
19 dicembre 2012
PAROLE PER PENSARE – L'Italia e la guerra

Bentrovato. Stasera ti propongo un altro video stimolante e ricco di spunti di riflessione.

E’ una delle conferenze realizzate all’interno di TEDxReggioEmilia 2011, evento tutto italiano, auto organizzato da WWLab, che prende ispirazione dal modello di diffusione delle idee di TED.

Il tema della conferenza è la guerra e il relatore ripercorre gli ultimi sessant’anni di storia d’Italia e ci offre un punto di vista diverso sulla guerra, del perché la si fa e di come viene fatta nel nostro bel paese, nonostante la nostra Costituzione “ripudi la guerra”.

Il relatore è Fabio Mini è un generale in pensione, scrittore e commentatore di fatti e questioni militari. Qui puoi trovare la pagina di Wikipedia su Fabio Mini, qui la sua pagina Facebook. Qui e qui puoi trovare i suoi libri, qui una sua biografia.

Come al solito, ti invito ad ascoltare con attenzione e senso critico quanto viene detto. Ti invito anche a pensare con la tua testa e a verificare le informazioni che vengono esposte su fonti affidabili.

Buona visione e a presto ;D

CULTURA
16 luglio 2012
PAROLE PER PENSARE – I segreti della longevità

 

Stasera ti propongo un altro video che offre molti spunti di riflessione.

E' un conferenza di Dan Buettner sugli studi compiuti da lui e dal suo team sulle “zone blu” del mondo, cioè quelle aree dove risiedono comunità molto longeve, dove gli anziani vivono fino a età da record in condizioni fisiche straordinarie. Dopo aver studiato nove di queste comunità, dalla Sardegna al Giappone, l'esploratore presenta le diete e le abitudini di vita che permettono vite tanto lunghe e sane.

E così scopriamo che per vivere a lungo dobbiamo muoversi naturalmente, avere uno scopo, vedere le cose e la vita dal giusto punto di vita, mangiare poco e soprattutto frutta e verdure, vivere in una comunità con persone che amiamo. E' una scoperta così straordinaria? O è solo la conferma di quello che tutti già sappiamo. Allora perché non viviamo nello stesso modo?

Dan Buettner è un esploratore americano, un educatore, un autore e speaker pubblico e coproduttore di un documentario vincitore dell'Emmy Award.

Qui puoi trovare la presentazione su TED (ricordati di abilitare i sottotitoli in italiano) e qui la stessa su Youtube sottotitolata in italiano. Qui puoi trovare la sua pagina su wikipedia, qui puoi trovare la sua scheda su TED. Qui puoi trovare il sito del progetto “Blue zones” e qui la scheda su Dan Buettner sullo stesso sito.

Come al solito ti invito ad ascoltare con attenzione e senso critico quanto viene detto e ad approfondire l'argomento presso altre fonti di informazioni.

Buona visione e a presto ;D 

Qui puoi trovare gli altri video della rubrica

CULTURA
19 giugno 2012
PAROLE PER PENSARE – Ripensare l'educazione

  

Stasera ti propongo un altro video interessante, una presentazione animata delle idee di Ken Robinson sull'educazione e sulla necessità di ripensare il sistema scolastico.

Robinson sostiene che di fronte alle sfide del futuro la scuola offre risposte vecchie, in quanto il sistema educativo attuale è ancora basato sulle idee della cultura illuminista e, secondo tale modello intellettuale, l’intelligenza è basata sul ragionamento deduttivo e sulla conoscenza dei classici. Questo ha portato a privilegiare la cultura accademica in quanto “intelligente” e a discriminare i non accademici come “non” o “meno intelligenti”.

L'aspetto forse più critico di questo sistema scolastico è quello di prevedere e privilegiare la crescita lineare e standardizzata e il conformismo, a discapito dell'unicità delle persone, della loro identità e creatività.

Ken Robinson è un famoso pedagogo inglese, è stato professore presso l'università di Warwick per dodici anni e si è occupato di progetti per lo sviluppo dell'educazione artistica in Inghilterra. Ha vinto diversi premi per le sue attività e nel 2003 è stato nominato cavaliere dalla regina Elisabetta. Robinson è anche uno scrittore e a realizzato diverse opere tutte incentrate sul suo lavoro, arte ed educazione. Ha tenuto due presentazioni per TED, sul ruolo della creatività nel campo dell'istruzione, la prima è stata vista da più di quattro milioni di persone.

Qui puoi trovare la presentazione del 2006 su TED e qui la stessa sottotitolata in italiano. Qui puoi trovare la seconda presentazione del 2010 e qui la stessa sottotitolata in italiano. Qui puoi trovare la sua pagina su wikipedia, con diversi link per l'approfondimento.

Buona visione e a presto ;D

Qui puoi trovare gli altri video della rubrica

 

 

CULTURA
5 febbraio 2012
PAROLE PER PENSARE - Il potere degli orti

 

Stasera ti propongo un video dal tema inconsueto: gli orti sono sovversivi.

Il video è una conferenza Roger Doiron per TED. TED è un'organizzazione no-profit che organizza conferenze annuali negli USA e in Inghilterra e il cui obiettivo è la diffusione delle idee. Sul sito di TED puoi trovare molti video sulle conferenze di personalità più o meno note su temi importanti e idee nuove o diverse.

In questo video, Roger Doiron spiega con ironia il suo piano sovversivo: l'importanza degli orti e di prodursi il cibo da soli. Controllare la fonte del nostro cibo è fondamentale per noi, per la nostra salute e per il futuro dei nostri figli, e decisivo per l'impronta che lasciamo sul nostro ecosistema.

Roger Doiron è fondatore e direttore di Kitchen Gardeners International, un network noprofit di 20 mila persone di cento paesi diversi, è scrittore e oratore specializzato in giardinaggio e in sistemi alimentari sostenibili.

Come sempre ti invito ad ascoltare con attenzione quanto viene detto, a verificare le informazioni riportate e a valutare con senso critico le idee proposte.

Qui puoi trovare il video su TED, qui puoi trovare il sito di Doiron, qui quello della sua organizzazione noprofit. Un ringraziamento per la traduzione al blog di Beppe Grillo.

Buona visione e a presto ;D

Qui puoi trovare gli altri video della rubrica

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Gli argomenti trattati sono: l'informazione, la psicologia, il coaching, i bisogni umani, le emozioni, la consapevolezza.

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