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SOCIETA'
3 febbraio 2012
Fonti di informazioni - ALASKA

 

No, stasera non parleremo della regione più settentrionale delle Americhe, ma di una delle migliori trasmissioni radiofoniche del panorama italiano: Alaska di Radio Popolare, condotta da Marina Petrillo, giornalista, blogger, tweep, social media editor.

In onda dal martedì al venerdì a mezzogiorno e in replica alle 21, la trasmissione Alaska, avviata nel 2009 con lo scopo di portare in radio le storie e le notizie dal web e sul web, ha avuto un'improvvisa evoluzione nel 2010. A seguito del disastro della BP e dell'eruzione del vulcano islandese, la conduttrice ha iniziato a seguire il racconto collettivo dei blogger che twittavano dai luoghi colpiti dalla marea nera e dagli effetti dell'eruzione. Quando nel 2011 in Egitto è esplosa la rivolta, Alaska è riuscita a fornire ai suoi ascoltatori il più completo e continuo servizio di informazione sulle rivoluzioni nordafricane di quella che è stata chiamata la primavera araba.

Il flusso di informazioni affidabili e tempestive durante i grandi avvenimenti è garantito da Twitter, il social network famoso per i suoi messaggi (tweet) da 140 caratteri, attraverso il quale le voci della rete, blogger ed attivisti, danno forma a un racconto corale che la giornalista è riuscita a trasferire e raccontare nella sua trasmissione, mescolando il giornalismo tradizionale alle nuove frontiere dell'informazione.

La Petrillo si è costruita una rete di fonti e contatti composta da giornalisti professionisti, attivisti, blogger e testimoni, scelti uno per uno e verificati nel tempo, che forniscono la base, il nocciolo delle storie che racconta. Alla fine di novembre 2011, è anche uscita dallo studio di RP, per diventare testimone di quello che stava succedendo a piazza Tahrir al Cairo in Egitto durante le giornate della prima tornata di elezioni dopo Mubarak.

Nonostante il carattere soggettivo delle trasmissioni e delle informazioni che riporta, Alaska e la sua giornalista forniscono punti di vista diversi dai media tradizionali, interpretazioni penetranti e testimonianze dirette. Non a caso vengono riconosciuti come una delle fonti indipendenti più influenti per quanto riguarda le notizie internazionali. Personalmente trovo notevole il lavoro fatto dalla Petrillo, in particolare nel modo diverso di raccogliere e fare informazione.

Qui trovi il blog di Alaska dove puoi ascoltare le trasmissioni precedenti e trovare tutte le fonti e i documenti che la conduttrice raccoglie per le sue trasmissioni. Ti invito a dare un'occhiata ai link e alle fonti riportate. Qui trovi una recente intervista della Petrillo su Il Post, qui un'altra intervista sull'Unità. L'hashtag di twitter della trasmissione è @alaskaRP.

Buon ascolto e a presto ;D

CULTURA
31 ottobre 2011
Un modo diverso di fare televisione: Servizio Pubblico

 

Stasera voglio attirare la tua attenzione su un qualcosa di nuovo che si sta affacciando sulla scena in questi giorni: Servizio pubblico.

Hai presente Michele Santoro? Sì, proprio lui, giornalista e presentatore televisivo, che ha condotto e realizzato trasmissioni del calibro di Samarcanda, Tempo reale, Moby Dick, il Raggio verde, fino al più recente Annozero (2006-2011) realizzato al suo ritorno in Rai dopo l'editto “bulgaro“ di Berlusconi del 2002. Nonostante il successo strepitoso di pubblico e gli introiti garantiti, Annozero è stato chiuso per motivi politici e Santoro è stato allontanato nuovamente dalla Rai.

Qui e qui trovi quello che Wikipedia riporta su Santoro e Annozero. Qui trovi il sito di Annozero.

I falliti accordi con LA7, probabilmente causati da pressioni politiche, hanno portato il conduttore a tentare un nuovo progetto, un nuovo modo di fare televisione e di fare informazione che spezzi il monopolio culturale che oggi domina i media in Italia. Servizio pubblico è una trasmissione prodotta da una società riconducibile a Santoro e venduta e trasmessa su diverse piattaforme: sulle televisioni regionali e locali, sul digitale terrestre, sulle reti satellitari e soprattutto in rete.

Afferri il nocciolo della questione?

Santoro con la sua trasmissione propone un modo diverso di produrre contenuti televisivi, bypassa le reti televisive nazionali rompendo in questo modo un monopolio che controlla di fatto il veicolo principale di informazione del nostro paese: la tv. Qual è la chiave di volta di tutto questo? Esatto! Internet. E non a caso uno dei primi passi è stato aprire il sito della trasmissione Servizio pubblico, che ad oggi ha totalizzato un milione e mezzo di visite. Non a caso quando Santoro ha chiesto un contributo di dieci euro hanno risposto in poche settimane centomila persone.

Penso che gli italiani non siano ragazzini tredicenni come i politici vogliono farci pensare, penso che la maggior parte di noi capisca che se il progetto funziona le cose cambieranno e lo faranno in fretta, e forse in meglio. L'informazione in Italia è “semilibera”, cioè controllata, filtrata e manipolata costantemente sulla maggior parte dei media nazionali. E' tempo di fare qualcosa, non ti pare?

Ci sono molti modi, per esempio si può spegnere la televisione in modo permanente (lo consiglio), ma oggi si può anche sostenere Santoro e la sua trasmissione. Non ti piacciono le sue trasmissioni? Anche a me non piace molto il suo modo di fare giornalismo, ma se avrà successo, altri seguiranno e cambierà il rapporto tra la televisione e la rete.

La scelta è tua, anzi nostra.

Per chiarirti le idee sulle motivazioni e sulle intenzioni di Santoro, qui sotto trovi il video su youtube del suo intervento alla Fiera delle Parole di Padova lo scorso 9 ottobre.

Buona visione e a presto ;D 

 

CULTURA
28 ottobre 2011
Fonti di informazioni - REPORT

 

Oggi iniziamo una nuova rubrica che tratterà appunto delle singole fonti di informazioni, dai giornali alle trasmissioni, dal sito web al giornalista, con l'intento di capire chi li produce e come, a chi appartengono e quale informazione offrono.

Stasera parliamo di Report, trasmissione televisiva in onda su Rai 3 a cadenza settimanale, la domenica in prima serata. La trasmissione condotta da Milena Gabanelli propone inchieste giornalistiche di vario tema, dall'alimentazione all'economia, dalla società alla politica.

Il programma nasce su Rai 2 nel 1994 come Professione Reporter e dal 1997 approda su Rai 3 in terza serata col nome di Report. Dal 2003 grazie al gradimento ottenuto è trasmesso in prima serata. Nel settembre 2009 il programma ha rischiato la sospensione a causa dell'intenzione manifestata dalla RAI di negare la tutela legale al programma.

Autrice e conduttrice del programma è Milena Gabanelli (qui e qui), il regista è Claudio Del Signore e i giornalisti freelance che producono le inchieste sono: Giovanna Boursier, Michele Buono, Giovanna Corsetti, Giorgio Fornoni, Sabrina Giannini, Bernardo Iovene, Paolo Mondani, Sigfrido Ranucci, Piero Riccardi e Stefania Rimini. Chiara Baldassari ha collaborato fino alla sua morte, avvenuta nel 2005 a causa di un male incurabile. Paolo Barnard, autore di alcune delle inchieste più “calde”, è uscito dalla redazione per dissidi interni. Qui e qui trovi le schede relative al team di Report, qui trovi il metodo organizzativo.

Fin dall'inizio, la trasmissione è stata apprezzata dal pubblico per la qualità dei servizi e non a caso nel corso degli anni ha vinto numerosi premi. Inoltre è stata spesso oggetto di querele da parte di soggetti citati nelle inchieste, querele solitamente risolte in un nulla di fatto. Il giornalista Paolo Barnard è stato autore di una controversa e discussa inchiesta contro la pratica del comparaggio farmaceutico, trasmessa nel 2001, a causa della quale Rai, Gabanelli e Barnard vennero citati in giudizio. Le relative vicissitudini portarono all'uscita di Barnard da Report e al controverso caso di censura sul sito della trasmissione (vedi qui e qui).

Praticamente unica nel suo genere in Italia, Report offre inchieste di solito ben documentate e ricche di informazioni che svelano o approfondiscono temi attuali o scottanti. In più di un caso le inchieste hanno fatto intervenire le forze dell'ordine o hanno fatto nascere indagini della magistratura poi giunte a giudizio.

Non per questo dobbiamo abbandonare il nostro senso critico e prendere quanto trasmesso per oro colato. Per quanto attinenti ai fatti e con pochi commenti personali, le inchieste sono realizzate da singoli giornalisti che raramente ottengono tutte le informazioni necessarie per avere un quadro completo e approfondito dei fatti. Inoltre, per quanto obiettivi e fedeli al dovere di cronaca siano gli autori, le inchieste non sono esenti da “interpretazioni”.

Questo non toglie che la trasmissione sia una notevole fonte di informazioni, una delle poche trasmissioni televisive rimaste in Italia che parla di fatti più che di opinioni e con una discreta obiettività. Ne consiglio la visione.

Qui trovate il sito web, dove è possibile vedere le puntate o le singole inchieste in streaming (qui). Qui cosa ne dice wikipedia. 

A presto ;D


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permalink | inviato da Elnor il 28/10/2011 alle 16:22 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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