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Diventa consapevole delle tue decisioni
POLITICA
20 febbraio 2013
ANDIAMO A VOTARE
 

Ci siamo. Domenica si vota, ma questo non è il solito voto politico, non è una scelta tra un partito e l’altro, ma che in fondo si somigliano troppo, e non è la scelta del meno peggio o del danno minore. Questo è un voto diverso, un voto che dall’estero seguono con attenzione e sai perché?

Esatto!

Ma i motivi sono due. Il primo è che chiunque esca vincitore da queste elezioni dovrà affrontare quello che Monti a lasciato: un’economia in recessione a causa dalla politica di austerità del precedente governo, per esaudire le richieste di questa Europa. Questo vincitore dovrà decidere se continuare sulla politica precedente, dimostratasi fallimentare nei fatti, o trovare un’alternativa, quindi ridiscutere gli accordi già presi, o perfino uscire dall’euro.

Il secondo motivo è proprio quello che hai detto: nonostante il silenzio o la disinformazione della quasi totalità di media tradizionali e allineati, qualcosa di diverso si è fatto strada in una campagna elettorale da farsa, qualcosa di nuovo a turbato la vecchia politica dei partiti, i cui vecchi “leader” fanno a gara a chi spara la “patacca” più grossa nella speranza di raccogliere voti a sufficienza per rimanere in sella. Sì, il Movimento 5 Stelle.

Aldilà dei comizi di Grillo, della sua presa emotiva sulla gente, abbiamo visto che il movimento non è Grillo, il movimento non è un partito, prende forza dalla partecipazione dei cittadini, comunica in modo diverso, propone soluzioni diverse ai problemi della gente e dello stato e, a volerla fare breve, fa una politica diversa.

Qualcosa di nuovo che ha già cambiato e per sempre il modo di far politica in questo paese, e ha già cambiato la percezione e il punto di vista di un numero grande e crescente di cittadini. Qualcosa di nuovo in momento critico che può cambiare il futuro.

Ma il prossimo passo che cambierà il futuro di questo paese passa dalla nostre mani, mie e tue, passa dalla nostra scelta, dal nostro voto domenica.

Sei pronto?

Hai già fatto la tua scelta?

No, non è mia intenzione convincerti a votare il M5S, la scelta è tua e ti invito a usare la tua testa, a ragionare con calma, informarti sulle alternative, sui programmi e sui curricula dei candidati.

Se mi permetti, già che ne stiamo parlando, ti invito anche a ignorare le promesse da venditore, perché difficilmente saranno mantenute, e ti invito a non votare un’ideologia, ma un programma che è un progetto politico. Ti invito a non scegliere sull’onda emotiva di un discorso e a ignorare le minacce di chi tenta di far leva sulla paura. E ovviamente ti invito a non votare chi ha già tradito le tue speranze e la tua fiducia.

In breve scegli con la tua testa, non farlo con le emozioni e spendi tempo per informarti.

Quello che ti chiedo è: vai a votare.

Perché dovresti?

Perché se non fai la tua scelta, se scegli di non votare, altri sceglieranno per te. E forse la loro scelta non ti piacerebbe. Perché votare significa esercitare la tua sovranità di cittadino. Perché votare significa poter cambiare il futuro, quello tuo, dei tuoi figli e della società di cui fai parte.

Grazie della pazienza e a presto ;D


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permalink | inviato da Elnor il 20/2/2013 alle 20:28 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
POLITICA
6 febbraio 2013
POLITICA ED ELEZIONI

  

Prima di iniziare devo sottolineare che quanto dirò è un “punto di vista”.

Ora, mancano meno di tre settimane alle elezioni e il circo della campagna elettorale ha dispiegato il peggio, senza neppure tentare di nasconderne le menzogne e il vuoto dietro l'apparenza. Come se la forza del martellamento quotidiano dei media allineati bastasse a nascondere quello che è evidente agli occhi di chi vuol vedere. Siamo oltre le promesse che non verranno mai mantenute, oltre ai monologhi con cui gli stessi protagonisti degli ultimi trentanni di politica cercano di riproporsi, in qualsiasi forma, per ottenere e conservare la poltrona.

Hanno sfondato il muro del ridicolo.

Come fosse possibile dimenticare le responsabilità di ognuno, colpe e omissioni di questi vent'anni, come se non avessero avallato e votato tutto quello che il governo Monti ha fatto in un anno di saccheggio dell'economia e della società italiana. Non è necessario fare qui l'elenco del regime bancario-montiano, piuttosto torniamo alla campagna elettorale e alla società italiana.

Se guardiamo oltre la realtà distorta che i media vorrebbero sostituire a quella vera, almeno nella nostra testa, quello che troviamo è un paese in declino. Certo, anche economicamente, ma soprattutto in declino culturale e morale.

Credo che in Italia, oggi come un anno fa, tutti i cittadini pensanti vedano la necessità di un cambiamento. E sono convinto che la maggior parte di noi, non si limita ad auspicarlo o desiderarlo, ma lo pretenda. Eppure nulla accade, nulla è cambiato. Siamo come persi in un limbo, svuotati di intenti e di decisione. Vediamo quello che accade, ma facciamo finta di non vedere. Sappiamo riconoscere cosa è sbagliato, ma non abbiamo più la forza di reagire, non sappiamo più cosa fare.

Vent'anni di berlusconismo e di tv spazzatura, di giornalismo propaganda e di informazione distorta, hanno distorto sentimenti e principi. Non proviamo neppure vergogna, non riusciamo a riconoscere le nostre responsabilità per aver permesso la creazione di questa palude morale, di una società corrotta e ignorante dove comanda il peggio di noi tutti.

Come dici? Chi sono io, per pontificare in questo modo?

Nessuno. Non sono senza peccato, io per primo mi sento responsabile, e non sto scagliando pietre, ma domande.

Com'è possibile che uomini come Berlusconi, Monti, Bersani, Casini, Bossi e gli altri possano pensare di ripresentarsi alle elezioni?

Chi di noi ha il coraggio di considerarli ancora degni di fiducia dopo tutto quello che hanno fatto?

Come si può pensare che saranno capaci di fare qualcosa di diverso dal passato?

Eppure ascolto la gente parlare, ripetere quello che la tv ripete, interrogarsi sul voto più opportuno, su ideali ormai vuoti, quando già sappiamo che se votiamo costoro non cambierà nulla. Continueranno a fare quello che hanno fatto finora: spartirsi i nostri soldi, proteggere gli interessi delle classi dominanti, fare a pezzi il nostro futuro.

Cosa possiamo fare?

Perché me lo chiedi? Tu sai già cosa devi fare: assumerti le tue responsabilità e impegnarti in politica, ogni giorno, tutti i giorni. Il dovere del voto è solo il punto di partenza, fare politica è altro, è per esempio prendere decisioni diverse sul nostro stile di vita.

Come? Perché non vuoi votare?

Se non vai a votare, gli altri che andranno sceglieranno al posto tuo. E la classe politica gongolerà perché avrà più controllo sul voto. E' questo che vuoi?

Tra due settimane noi cittadini abbiamo la possibilità di esprimere la nostra volontà: possiamo confermare la vecchia classe politica e un futuro amaro che la minoranza dominante ha disegnato per noi, oppure possiamo cambiare il destino dell'Italia.

E loro lo sanno. Se guardi bene, tra le righe, puoi vedere il nervosismo, la paura di essere buttati fuori dal parlamento, di perdere le rendite, gli stipendi, il prestigio, i favori.

Tu cosa vuoi?

Certo che ti sto invitando a un voto di protesta, anzi ti sto invitando a esprimere ad alta voce con parenti e conoscenti cosa pensi della nostra classe politica e a confermarlo con il voto.

Hai ragione, le alternative non sono molte, anzi oggi l'unica alternativa alla vecchia politica è il Movimento a 5 Stelle. La cosa positiva è che non è un partito, è qualcosa di nuovo, fatto da cittadini per i cittadini. No, non mi illudo sulla natura umana, ma sono certo che faranno meglio dei vecchi figuranti e sono convinto che possono cambiare il modo di fare politica in Italia.

Quindi scegli con la tua testa, vota e vota con intelligenza.

Grazie dell'attenzione e a presto ;D

POLITICA
24 gennaio 2013
PERCHE' VOTARE?
 

L'altro giorno un collega disgustato dalla politica mi ha confessato: “non andrò a votare, non ha senso farlo, perché spendere inutilmente il mio tempo? Il mio voto non influirà in alcun modo sul futuro dell’Italia”.

Tu cosa ne pensi? Sei d’accordo con lui?

Se me lo permetti vorrei attirare la tua attenzione su alcuni aspetti chiave del “rito” del voto. Che ci piaccia o meno, siamo cittadini di una democrazia rappresentativa, cioè eleggiamo e incarichiamo poche persone di rappresentarci e di gestire il potere politico nell’interesse dei cittadini.

Ok, sappiamo entrambi che la realtà è diversa, che la nostra classe politica non rappresenta i cittadini italiani, ma è dedita ai propri interessi e a quelli delle classi dominanti, che la legge elettorale è una vergogna che permette a una dozzina di individui di decidere la composizione del parlamento, che i conflitti tra le nazioni per il potere non sono mai cessati e l’Italia è ancora un “vassallo” degli USA e della “ex” Nato, che i conflitti di classe continuano a devastare vite nonostante l’Italia sia ufficialmente una repubblica democratica. E altro ancora.

E’ facile quindi farsi prendere dallo sconforto, facile pensare che altri decidono del nostro futuro qualunque sia l’esito di elezioni che, più che l’espressione della volontà della cittadinanza sovrana, paiono piuttosto una farsa.

Eppure le elezioni sono uno dei rari momenti in cui i politici sono costretti a prestare attenzione ai cittadini. Per cinque anni fanno passerella mentre si occupano degli affari propri, ma alle elezioni l’indifferenza scompare e, anzi, dietro alle facce di cera si annusa un certo nervosismo. Perché dai risultati del voto dipendono le cariche, gli stipendi, i loro interessi, per questo fanno di tutto per sedurre gli elettori, per circuirli con vuote promesse, innanzi tutto quella di mantenere lo status quo, cioè di lasciare le cose come stanno. Che altro non è che il sogno di tutti quelli che stanno bene, che hanno ricchezze e beni, che godono di privilegi, di cariche e di posizioni dominanti. O il desiderio piccolo piccolo di coloro che si accontentano, che hanno paura del cambiamento, che preferiscono il poco di oggi all’insicurezza del domani.

Ma torniamo al punto: la scelta del voto dei cittadini determina il futuro degli interessi della classe politica italiana, degli interessi di tutti coloro che dipendono da essa e degli interessi delle classi dominanti che vogliono una politica prona e sotto controllo, ricattabile e disponibile ad avallare le loro richieste.

Per questo costoro fanno di tutto per controllare il voto degli italiani, attraverso ogni mezzo lecito e un po’ meno lecito. Per esempio, creano organizzazioni di persone che hanno gli stessi ideali o gli stessi interessi, per esempio i partiti; o usano i media, di proprietà o controllati da partiti, industriali, banche o lobby, e manipolano le opinioni delle persone distorcendo le informazioni fino a mentire senza pudore. Oppure comprano il voto, o lo scambiano, con un lavoro per esempio, o lo ottengono con la costrizione e il ricatto.

Ma non si limitano a controllare il voto in campagna elettorale, cercano anche di allontanare l’elettore dal voto e dalla politica, per stanchezza o disgusto o delusione, cercano di renderlo spettatore e di inculcargli idee false o distorte, come per esempio quella che “la politica la fanno i politici”, o che “una volta dato il voto il cittadino non ha altri doveri”, oppure che “l’unico modo di fare politica è attraverso i partiti”.

Chiaro, no?

So che ne eri già consapevole, ma volevo puntualizzarlo prima di arrivare al sodo della questione: il voto non solo determina il futuro degli interessi della classe politica, ma soprattutto il voto determina il futuro di noi cittadini e dei nostri interessi, anzi di più determina il futuro dei nostri figli e di coloro che amiamo. Non è una questione di tifo o campanilismo, di vedere chi vince e chi perde, non è neppure una questione di ideologie, destra o sinistra, il voto decide chi gestirà la politica, quindi i nostri soldi, e in che modo.

Chi viene eletto decide sulle leggi che regolano la società e l’economia, decide sulle tasse e sulla qualità dei servizi pubblici, decide sulla cultura e sulla qualità del lavoro e dell’informazione. In sintesi la politica decide sulla qualità della tua vita.

Se un numero abbastanza alto di noi cittadini comprende tutto questo e si muove insieme, allora le cose possono cambiare e la classe politica trema. Ed è quello che sta accadendo in questi mesi. Nelle voci e negli occhi dei politici si può leggere lo sconcerto e la paura per un movimento politico nato dal basso, fatto per la maggior parte di cittadini che fanno politica e che hanno tutta l’intenzione di cambiare le cose, e sostenuto da un numero crescente di italiani, stanchi o disgustati, o consapevoli che alle prossime elezioni si deciderà il futuro.

Non vuole essere uno spot elettorale a sostegno del Movimento 5 stelle, te lo assicuro, ma solo un invito a fare politica, iniziando proprio dal voto, perché se non facciamo politica, ogni giorno, tutti i giorni, qualcun altro la farà decidendo al posto nostro e secondo i propri interessi.

Quindi vai a votare e fai la tua scelta, ponderata e consapevole. E’ importante. Usa la tua testa, il tuo senso critico, non ascoltare le vuote promesse di mentitori professionisti. E non scegliere solo in base al puro interesse, pensa al futuro.

E dopo il voto, continua a fare politica, ogni giorno, a partire dalle piccole cose. Perché si può fare politica facendo la spesa, muovendoci e con buona parte delle scelte che facciamo ogni giorno. Parleremo di questo in altri post. Presto.

Grazie dell’attenzione e a presto ;D

POLITICA
10 giugno 2011
Referendum o no? Sette motivi per andare a votare

 

Il referendum è arrivato.

Abbiamo parlato della scelta referendaria nei post: “Scegliere –REFERENDUM” e “Scegliere – REFERENDUM – 2”, ma a pochi giorni dal voto vorrei ribadire l'importanza della partecipazione di ognuno di noi.

Vuoi un motivo valido?

Te ne do sette:

1. Dobbiamo votare perché il referendum è espressione diretta della volontà dei cittadini e per questo una delle massime espressioni della nostra democrazia;

2. Dobbiamo votare perché il referendum è praticamente l'unica occasione per i cittadini di “legiferare”;

3. Dobbiamo votare perché altrimenti speculatori privati faranno profitto sull'acqua pubblica a nostre spese;

4. Dobbiamo votare perché investire sul nucleare è fallimentare, come dimostra l'esperienza degli altri paesi che l'hanno fatto prima di noi;

5. Dobbiamo votare perché non siano i nostri figli e nipoti a dover pagare i costi del nucleare;

6. Dobbiamo votare perché il nucleare comporta rischi notevoli che è ingiusto ci siano imposti da una minoranza e della cui scelta dobbiamo assumerci la responsabilità;

7. Dobbiamo votare perché la classe politica non vuole che andiamo a votare per il suo interesse privato. O perché vuole che andiamo a votare per il suo interesse privato.

Come cittadini italiani siamo chiamati al voto dalle nostre leggi e scegliere se andare a votare e se votare si o no all'abrogazione delle leggi in questione non può essere evitato. Il modo migliore per farlo è informarsi su queste scelte, sulle conseguenze per noi e per la nostra società, e qui e qui puoi trovare informazioni e spunti di riflessione per decidere in modo consapevole e non spinto dall'emotività.

Qualunque sia la tua decisione, ti ricordo che con SI' scegli di abrogare le leggi in questioni, con NO di non farlo.

Inoltre ti ricordo di non sovrapporre le schede mentre voti, in quanto i segni possono trasferirsi da una scheda all'altra e per questo invalidarle.

Grazie dell'attenzione e a presto ;D


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permalink | inviato da Elnor il 10/6/2011 alle 19:37 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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