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POLITICA
1 marzo 2013
Dopo il voto uno sguardo al futuro

 

Queste elezioni si sono chiuse con un risultato clamoroso e per più di un motivo.

Un italiano su quattro non ha votato, un votante su quattro ha votato il movimento 5 stelle, il primo partito, la coalizione di sinistra ha preso più voti, ma con la nostra attuale legge elettorale non ha la maggioranza in senato, la coalizione di destra ha preso molti più voti di quello che ci si potesse aspettare.

Parlando di voti: il PDL ha perso circa 5 milioni di voti, il PD ne ha persi circa 3 milioni e mezzo, la Lega un milione e mezzo, Casini è quasi scomparso e Fini è volatilizzato. Il M5S ha preso più di 8 milioni e mezzi di voti e di fatto è il vincitore di queste elezioni.

Tu cosa ne pensi?

Personalmente sono sorpreso dai risultati elettorali, soprattutto dal numero di elettori che hanno votato il PDL. Incredibile davvero. Dopo tutto quello che hanno fatto e non hanno fatto: dopo aver realizzato un fiume di leggi ad personam, dopo aver demolito la giustizia e l'economia italiana e aumentato il debito pubblico più di tutti i governi precedenti, dopo gli scandali più vergognosi e squallidi, dopo aver sostenuto il governo Monti per un anno approvando le tasse, i tagli ai servizi pubblici, la recessione e l'austerità, ebbene dieci milioni di italiani ha votato per la coalizione di centro destra. Da giorni io e gli amici cerchiamo di capire chi sono questi elettori del PDL e perché.

Come continua questa storia?

Non è chiaro, le possibilità sono diverse e io non sono preveggente. Se proprio vogliamo fare un'ipotesi, una mezza idea me la sono fatta. Prova ad osservare da lontano quello che sta accadendo, senza farti distrarre dalle emozioni e tenendo bene in mente il modo di far politica qui in Italia. Ci sei?

In primo luogo il PD non può governare da solo e non vuole andare alle elezioni perché sa che perderebbe, quindi farà un governo a tutti i costi. Il suo primo passo, lo stiamo vedendo, è cercare di avere la fiducia dal M5S per mettere in piedi un governo. Se questo accetta, il PD andrà alla grande perché potrà fare quello che gli pare tenendo il socio minoritario sotto ricatto, perché se il M5S farà cadere il governo la colpa sarà sua (o cose simili). Ma questo è improbabile che accada, dopotutto il M5S per statuto/regole non può e non vuole fare un governo con i vecchi partiti, lo hanno già ripetuto molte volte, nonostante in questi giorni una finta base M5S sul web e i giornali allineati cerchino di far pressione sul movimento attraverso l'elettorato.

Il PD questo lo sa e quando sarà chiaro a tutti, lo urleranno per giorni attraverso tutti i media, che il M5S non vuole sostenere il governo, allora il PD dirà ai propri elettori: mi spiace, ma il momento è critico e il governo si deve fare, ma per colpa di Grillo dovremo allearci con il PDL. Quest'ultimo aspetta proprio questo, perché mister B. ha bisogno di imporre certe condizioni, e da certe notizie e commenti politici sembra che le trattative tra PD e PDL siano già iniziate.

E l'Europa? E Napolitano?

Napolitano non si può permettere nuove elezioni, deve assolutamente mettere in piedi un governo che obbedisca all'Europa e alle classi dominanti e trovare qualcuno di affidabile che lo sostituisca prima della fine del suo mandato, ma non ha molto tempo né molta scelta. D'altra parte, anche se B. non è affidabile è comunque molto ricattabile, quindi Napolitano probabilmente darà la sua benedizione a un governo destra-sinistra “per la governabilità del paese” e perché le alternative sono più rischiose.

Se le cose andranno in questo modo: un accordo PD-PDL con il peggio della politica italiana e con l'Europa che cercherà di imporre austerità e demolizione dell'economia, le cose diventeranno ancora più difficili per noi cittadini. Il M5S non potrà fare molto oltre che informare i cittadini e generare pressione, nella speranza di tornare presto alle urne.

Un aspetto divertente in tutto questo c'è: certi organismi di garanzia vanno di solito in mano all'opposizione e, se fanno un governo di larghe intese, ne vedremo delle belle. Provate a immaginarvi la giunta per le autorizzazioni e le elezioni alla Camera, la giunta delle elezioni e immunità al Senato, la vigilanza Rai ma soprattutto il Copasir in mano al M5S.

Penso che vedremo come andrà a finire in un paio di mesi al massimo. Spero meglio di quanto ho immaginato.

A presto ;D


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permalink | inviato da Elnor il 1/3/2013 alle 20:30 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
POLITICA
20 febbraio 2013
ANDIAMO A VOTARE
 

Ci siamo. Domenica si vota, ma questo non è il solito voto politico, non è una scelta tra un partito e l’altro, ma che in fondo si somigliano troppo, e non è la scelta del meno peggio o del danno minore. Questo è un voto diverso, un voto che dall’estero seguono con attenzione e sai perché?

Esatto!

Ma i motivi sono due. Il primo è che chiunque esca vincitore da queste elezioni dovrà affrontare quello che Monti a lasciato: un’economia in recessione a causa dalla politica di austerità del precedente governo, per esaudire le richieste di questa Europa. Questo vincitore dovrà decidere se continuare sulla politica precedente, dimostratasi fallimentare nei fatti, o trovare un’alternativa, quindi ridiscutere gli accordi già presi, o perfino uscire dall’euro.

Il secondo motivo è proprio quello che hai detto: nonostante il silenzio o la disinformazione della quasi totalità di media tradizionali e allineati, qualcosa di diverso si è fatto strada in una campagna elettorale da farsa, qualcosa di nuovo a turbato la vecchia politica dei partiti, i cui vecchi “leader” fanno a gara a chi spara la “patacca” più grossa nella speranza di raccogliere voti a sufficienza per rimanere in sella. Sì, il Movimento 5 Stelle.

Aldilà dei comizi di Grillo, della sua presa emotiva sulla gente, abbiamo visto che il movimento non è Grillo, il movimento non è un partito, prende forza dalla partecipazione dei cittadini, comunica in modo diverso, propone soluzioni diverse ai problemi della gente e dello stato e, a volerla fare breve, fa una politica diversa.

Qualcosa di nuovo che ha già cambiato e per sempre il modo di far politica in questo paese, e ha già cambiato la percezione e il punto di vista di un numero grande e crescente di cittadini. Qualcosa di nuovo in momento critico che può cambiare il futuro.

Ma il prossimo passo che cambierà il futuro di questo paese passa dalla nostre mani, mie e tue, passa dalla nostra scelta, dal nostro voto domenica.

Sei pronto?

Hai già fatto la tua scelta?

No, non è mia intenzione convincerti a votare il M5S, la scelta è tua e ti invito a usare la tua testa, a ragionare con calma, informarti sulle alternative, sui programmi e sui curricula dei candidati.

Se mi permetti, già che ne stiamo parlando, ti invito anche a ignorare le promesse da venditore, perché difficilmente saranno mantenute, e ti invito a non votare un’ideologia, ma un programma che è un progetto politico. Ti invito a non scegliere sull’onda emotiva di un discorso e a ignorare le minacce di chi tenta di far leva sulla paura. E ovviamente ti invito a non votare chi ha già tradito le tue speranze e la tua fiducia.

In breve scegli con la tua testa, non farlo con le emozioni e spendi tempo per informarti.

Quello che ti chiedo è: vai a votare.

Perché dovresti?

Perché se non fai la tua scelta, se scegli di non votare, altri sceglieranno per te. E forse la loro scelta non ti piacerebbe. Perché votare significa esercitare la tua sovranità di cittadino. Perché votare significa poter cambiare il futuro, quello tuo, dei tuoi figli e della società di cui fai parte.

Grazie della pazienza e a presto ;D


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permalink | inviato da Elnor il 20/2/2013 alle 20:28 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
POLITICA
11 febbraio 2013
Cos'è il Movimento 5 Stelle?

 

Cos'è il Movimento 5 Stelle?

Sono settimane che continuano a chiedermi cos'è sto movimento con 5 stelle, che non è partito, che non ha storia, che non ha un programma, ma perché piace alla gente? E io lì a spiegare che è vero, non è un partito, che una storia ce l'ha, che non è solo il comico Beppe Grillo e quell'altro, il Casaleggio, e una banda di ragazzi, ma il M5S sono un bel po' di gente che ci crede e ci si impegna. E poi giù a spiegare che il Movimento 5 Stelle ha un programma, concordato in rete anni fa con esperti e cittadini, e vagli a spiegare i quattro-cinque punti chiave. E questo quattro, sette, dieci volte al giorno. Negli ultimi giorni risparmiavo un poco di tempo con i più giovani sganciando il volantino e arrangiati.

Ora posso tirare il fiato: ecco un bel video di 4 minuti che riassume cos'è il Movimento 5 Stelle, un poco di storia, gli ideali e gli obiettivi, il programma. Lo metto qui sul blog in modo che tutti possano vederlo senza doverlo girare uno alla volta.

Sì, è un poco di propaganda. Le elezioni sono alle porte e credo sia un momento di svolta per la nostra Italia. E piuttosto che piegarmi a digerire le false promesse dei soliti noti, o sforzarmi a cercare il meno peggio, ho trovato nel M5S un'alternativa, un modo diverso di fare politica: dal basso.

Se non sei interessato, mi scuso, presto tornerò a parlare dei temi centrali del blog. Se invece sei curioso, non esitare a dare un'occhiata al video. Sono solo 4 minuti.

Buona visione e a presto ;D

POLITICA
24 gennaio 2013
PERCHE' VOTARE?
 

L'altro giorno un collega disgustato dalla politica mi ha confessato: “non andrò a votare, non ha senso farlo, perché spendere inutilmente il mio tempo? Il mio voto non influirà in alcun modo sul futuro dell’Italia”.

Tu cosa ne pensi? Sei d’accordo con lui?

Se me lo permetti vorrei attirare la tua attenzione su alcuni aspetti chiave del “rito” del voto. Che ci piaccia o meno, siamo cittadini di una democrazia rappresentativa, cioè eleggiamo e incarichiamo poche persone di rappresentarci e di gestire il potere politico nell’interesse dei cittadini.

Ok, sappiamo entrambi che la realtà è diversa, che la nostra classe politica non rappresenta i cittadini italiani, ma è dedita ai propri interessi e a quelli delle classi dominanti, che la legge elettorale è una vergogna che permette a una dozzina di individui di decidere la composizione del parlamento, che i conflitti tra le nazioni per il potere non sono mai cessati e l’Italia è ancora un “vassallo” degli USA e della “ex” Nato, che i conflitti di classe continuano a devastare vite nonostante l’Italia sia ufficialmente una repubblica democratica. E altro ancora.

E’ facile quindi farsi prendere dallo sconforto, facile pensare che altri decidono del nostro futuro qualunque sia l’esito di elezioni che, più che l’espressione della volontà della cittadinanza sovrana, paiono piuttosto una farsa.

Eppure le elezioni sono uno dei rari momenti in cui i politici sono costretti a prestare attenzione ai cittadini. Per cinque anni fanno passerella mentre si occupano degli affari propri, ma alle elezioni l’indifferenza scompare e, anzi, dietro alle facce di cera si annusa un certo nervosismo. Perché dai risultati del voto dipendono le cariche, gli stipendi, i loro interessi, per questo fanno di tutto per sedurre gli elettori, per circuirli con vuote promesse, innanzi tutto quella di mantenere lo status quo, cioè di lasciare le cose come stanno. Che altro non è che il sogno di tutti quelli che stanno bene, che hanno ricchezze e beni, che godono di privilegi, di cariche e di posizioni dominanti. O il desiderio piccolo piccolo di coloro che si accontentano, che hanno paura del cambiamento, che preferiscono il poco di oggi all’insicurezza del domani.

Ma torniamo al punto: la scelta del voto dei cittadini determina il futuro degli interessi della classe politica italiana, degli interessi di tutti coloro che dipendono da essa e degli interessi delle classi dominanti che vogliono una politica prona e sotto controllo, ricattabile e disponibile ad avallare le loro richieste.

Per questo costoro fanno di tutto per controllare il voto degli italiani, attraverso ogni mezzo lecito e un po’ meno lecito. Per esempio, creano organizzazioni di persone che hanno gli stessi ideali o gli stessi interessi, per esempio i partiti; o usano i media, di proprietà o controllati da partiti, industriali, banche o lobby, e manipolano le opinioni delle persone distorcendo le informazioni fino a mentire senza pudore. Oppure comprano il voto, o lo scambiano, con un lavoro per esempio, o lo ottengono con la costrizione e il ricatto.

Ma non si limitano a controllare il voto in campagna elettorale, cercano anche di allontanare l’elettore dal voto e dalla politica, per stanchezza o disgusto o delusione, cercano di renderlo spettatore e di inculcargli idee false o distorte, come per esempio quella che “la politica la fanno i politici”, o che “una volta dato il voto il cittadino non ha altri doveri”, oppure che “l’unico modo di fare politica è attraverso i partiti”.

Chiaro, no?

So che ne eri già consapevole, ma volevo puntualizzarlo prima di arrivare al sodo della questione: il voto non solo determina il futuro degli interessi della classe politica, ma soprattutto il voto determina il futuro di noi cittadini e dei nostri interessi, anzi di più determina il futuro dei nostri figli e di coloro che amiamo. Non è una questione di tifo o campanilismo, di vedere chi vince e chi perde, non è neppure una questione di ideologie, destra o sinistra, il voto decide chi gestirà la politica, quindi i nostri soldi, e in che modo.

Chi viene eletto decide sulle leggi che regolano la società e l’economia, decide sulle tasse e sulla qualità dei servizi pubblici, decide sulla cultura e sulla qualità del lavoro e dell’informazione. In sintesi la politica decide sulla qualità della tua vita.

Se un numero abbastanza alto di noi cittadini comprende tutto questo e si muove insieme, allora le cose possono cambiare e la classe politica trema. Ed è quello che sta accadendo in questi mesi. Nelle voci e negli occhi dei politici si può leggere lo sconcerto e la paura per un movimento politico nato dal basso, fatto per la maggior parte di cittadini che fanno politica e che hanno tutta l’intenzione di cambiare le cose, e sostenuto da un numero crescente di italiani, stanchi o disgustati, o consapevoli che alle prossime elezioni si deciderà il futuro.

Non vuole essere uno spot elettorale a sostegno del Movimento 5 stelle, te lo assicuro, ma solo un invito a fare politica, iniziando proprio dal voto, perché se non facciamo politica, ogni giorno, tutti i giorni, qualcun altro la farà decidendo al posto nostro e secondo i propri interessi.

Quindi vai a votare e fai la tua scelta, ponderata e consapevole. E’ importante. Usa la tua testa, il tuo senso critico, non ascoltare le vuote promesse di mentitori professionisti. E non scegliere solo in base al puro interesse, pensa al futuro.

E dopo il voto, continua a fare politica, ogni giorno, a partire dalle piccole cose. Perché si può fare politica facendo la spesa, muovendoci e con buona parte delle scelte che facciamo ogni giorno. Parleremo di questo in altri post. Presto.

Grazie dell’attenzione e a presto ;D

POLITICA
13 gennaio 2013
VOTARE D'INVERNO

    

Questa sera ho deciso di proporti una riflessione su cui mi sono soffermato le scorse settimane, una riflessione che riguarda le imminenti elezioni.

Alla fine dell'anno appena concluso, il governo Monti si è dimesso senza discussione parlamentare e senza sfiducia parlamentare. Per la prima volta nella storia della repubblica italiana.

Non pensi ci sia qualcosa di strano in questo?

Non sono tre i poteri dello stato? E il parlamento? Non conta più nulla?

E la costituzione? Chi difende la costituzione?

Ancora prima delle dimissioni del governo tecnico, presidente e ministri hanno deciso che le elezioni si sarebbero tenute alla fine di febbraio. Per la prima volta nella storia della repubblica italiana.

Normalmente le elezioni e i referendum si tengono a maggio o giugno, per favorire la partecipazione dei cittadini, per ridurre i costi, per avere tempo di fare campagna elettorale. Di solito la politica quando vuole ridurre la partecipazione dei cittadini, cerca di spostare avanti le date a dopo la chiusura delle scuole, a giugno inoltrato, quando le vacanze smorzano l'interesse al voto. Secondo te, perché questa volta votiamo a febbraio?

Certo, è chiaro, ma lo è agli occhi di tutti?

Il governo si è dimesso in anticipo per permettere a Napolitano di gestire l'elezione di un nuovo governo, in quanto il suo mandato finisce prima di maggio. Il governo si è dimesso in anticipo per tentare di escludere il Movimento 5 Stelle dalle prossime elezioni perché il tempo necessario per la raccolta delle firme dei cittadini necessarie a partecipare è in questo modo limitato. Il governo si è dimesso in anticipo per tentare di ridurre i voti che il M5S potrebbe ricevere alle prossime elezioni, perché la campagna elettorale è stata ridotta da cinque mesi a uno. E infine non dimentichiamo che le elezioni in pieno inverno scoraggiano i cittadini ad andare a votare.

Perché lo fanno?

Certo che lo sai, ma un ripasso non fa male.

Alla fine del 2011, il colpo di stato capeggiato da Napolitano, ha messo in piedi un governo di “tecnici”, che sembrava pensato da un banchiere di Goldman Sachs, guidato da Monti. Questo governo, in nome della salvezza dell'Italia, ci ha regalato un anno di leggi massacranti: tasse, più iva, imu, tagli alle regioni, licenziamenti, tagli alla sanità, tagli ai servizi, svendita di beni pubblici, tagli ai comuni, la modifica vergognosa di quattro articoli della costituzione per introdurre il pareggio di bilancio, una follia economica, l'approvazione del MES e conseguente indebitamento per 125 miliardi solo per iniziare, il Fiscal compact, cioè l'impegno di ridurre il debito pubblico di 1000 miliardi in 20 anni, tutto senza toccare le classi abbienti, agevolando le grandi imprese e aumentando il debito italiano di 100 miliardi. Una serie di colpi mortali al tessuto economico italiano, i cui risultati si vedono ora: recessione, disoccupazione, migliaia di piccole aziende che chiudono, povertà.

Più che soluzioni per una crisi, tutto questo sembra il modo più efficace per mandare in crisi l'economia del paese.

E' in questo modo che salvano l'Italia?

E poi da chi o cosa ci dovrebbero salvare?

Lo scontento è cresciuto molto verso l'estate e i risultati delle elezioni regionali in Sicilia lo hanno espresso appieno. Il Movimento 5 Stelle raccoglie il voto di protesta degli elettori italiani stanchi o consapevoli e minaccia lo status quo e i progetti dei potenti. C'è il rischio di sconvolgere i risultati delle elezioni del 2013. Per questo si attacca Grillo e il movimento con ogni pretesto e con tutti i mezzi di informazione allineati. Per questo hanno cercato di emanare una nuova legge elettorale capace di fermare il M5S, ma la classe politica e le classi dominanti non sono riusciti a trovare un accordo. Ora stanno correndo contro il tempo per limitare la diffusione del malcontento, della protesta, dell'intenzione lucida di cambiare quella politica che ha permesso questo scempio.

Sì, è evidente, hai ragione. Lo hanno perfino detto loro stessi, in modo chiaro, nelle interviste, in tv, sui media allineati.

Andiamo al punto: il 24 febbraio si vota, il momento in cui il tuo voto ha un peso determinante, il momento in cui puoi far parte di una scelta diversa, in cui puoi cambiare il futuro.

Stanno facendo di tutto per far sì che buona parte degli italiani non vada a votare, perché quando i cittadini si disinteressano e lascia nelle mani di pochi l'esercizio della propria sovranità, in quel momento le classi dirigenti possono controllare i risultati a proprio vantaggio.

E' quello che vuoi?

Che continuino a creare un futuro a vantaggio di pochi?

L'ultimo weekend di febbraio prendi una decisione per te stesso, per il tuo futuro, per il futuro dei tuoi figli: vai a votare. Chiunque tu voglia sostenere, vai a votare.

Grazie dell'attenzione e della pazienza.

A presto ;D

POLITICA
8 gennaio 2013
DEMOCRAZIA 2.0
 
Stasera rimando il post programmato per attirare la tua attenzione su Democrazia 2.0, un appello trasversale, nato dalla rete, che chiede a tutti i partiti, liste e coalizioni che correranno alle prossime elezioni il rispetto di dieci punti:

1.    di pubblicare online l’elenco di tutte le candidature, offrendo a tutti i candidati una piattaforma web attraverso la quale aprirsi al dialogo e al confronto con i cittadini e presentarsi ai propri elettori con il proprio curriculum, le proprie idee e il proprio programma: massima trasparenza e apertura anche alle critiche dovranno essere irrinunciabili principi ispiratori della campagna elettorale online.

2.    di dare pubblicità a tutte le riunioni politiche di vertice in live streaming e successiva archiviazione online, perché chi si candida alla guida del Paese non può e non deve avere niente da nascondere ai cittadini.

3.    di garantire che tutti i candidati si impegnino, se eletti, a consultarsi costantemente attraverso strumenti telematici con i propri elettori, rispondendo settimanalmente online a interrogazioni pubbliche in livechat.

4.    di impegnarsi nella prossima legislatura perché l’accesso a Internet diventi un diritto fondamentale del cittadino.

5.    di impegnarsi perché la Rete sia davvero neutrale e sia vietato ai fornitori di servizi di comunicazione elettronica ogni genere di attività di network management suscettibile di incidere sulla libertà degli utenti di accedere a ogni tipo di contenuto a condizioni tecniche ed economiche non discriminatorie.

6.    di impegnarsi perché tutti i dati e le informazioni in possesso delle pubbliche amministrazioni siano resi disponibili online, in tempo reale, in formato aperto e con una licenza che ne autorizzi l’uso da parte di tutti anche per finalità commerciali

7.    di impegnarsi perché i tribunali (e tutte le autorità svolgenti funzioni giurisdizionali) rendano accessibili ai cittadini, online e gratuitamente, i testi integrali di tutte le proprie decisioni.

8.    di impegnarsi a fare in modo che il diritto d’autore sia, anche in Rete, uno strumento di promozione della creazione e circolazione dei contenuti artistici, culturali ed informativi e non solo un vincolo e un impedimento.

9.    di impegnarsi a garantire che nessun contenuto di carattere informativo possa essere rimosso dallo spazio pubblico telematico o reso inaccessibile in assenza di un ordine dell’’Autorità giudiziaria.

10. di impegnarsi nell’adozione delle politiche di governo aperto che vanno diffondendosi in tutto il mondo creando straordinari benefici in termini di trasparenza ed efficienza dell’attività della pubblica amministrazione e di rafforzamento e consolidamento della democrazia.

Come puoi vedere sono proposte ragionevoli che mirano a una politica più trasparente e vicina al cittadino, al coinvolgimento del cittadino e al rispetto della neutralità della rete. L’appello è stato lanciato da nomi anche di spicco, scrittori, giornalisti, imprenditori, manager, registi, blogger, politici e molti altri.

Se come me trovi la proposta meritevole di attenzione e di sostegno, ti invito a sottoscrivere la petizione su Avaaz (qui). Prima di decidere leggi con attenzione i dieci punti o ascolta quanto Messora dice nel video.

Qui puoi trovare il sito di Democrazia 2.0, qui puoi trovare il post di Byoblu di Claudio Messora a sostegno dell’appello, in cui è stato pubblicato il video qui sopra.

Grazie e a presto ;D
CULTURA
25 dicembre 2012
COS’E’ SUCCESSO AL 2° SUMMIT MMT?
 

Come avevo annunciato nel post: “Secondo summit MMT” alla fine di ottobre si è svolto il secondo appuntamento dei sostenitori della Modern Money Theory (MMT) in Italia, raccolti da Paolo Barnard in un doppio incontro, a Rimini e a Cagliari, per due lezioni di due giorni presiedute da tre economisti di fama internazionale: Warren Mosler, Mathew Forstater e Alain Parguez.

Come è andata?

Nonostante il silenzio assordante della quasi totalità dei media italiani, più di mille partecipanti si sono raccolti per ascoltare un modo diverso di fare politica monetaria, un’alternativa all'attuale dottrina economica liberista che anno dopo anno, fallimento dopo fallimento, continua a dimostrare le sue lacune e l'inadeguatezza nel garantire i diritti naturali della maggioranza dell'umanità.

Di cosa si è parlato al summit?

E' stata proposta una diversa lettura dei recenti eventi storici, dei fatti e delle scelte che hanno condotto all'attuale crisi europea. Sono state analizzate le cause della crisi, riconducibili all'euro e alla concretizzazione dell'unificazione forzata del continente da parte delle classi dominanti, a loro vantaggio e a scapito dei cittadini europei. Senza più la sovranità economica, in sostanza il potere di battere moneta propria, gli stati non possono che rivolgersi alla banche, come semplici cittadini, e così facendo si ritrovano alla loro mercé.

E' stato rivisto da un punto di vista differente il ruolo del settore pubblico in relazione a quello privato e di conseguenza il ruolo del deficit come motore dell'economia e via per raggiungere la piena occupazione. E' stata esaminata con attenzione l'uscita dell'Italia dall'euro e i passi necessari perché avvenga nel modo migliore possibile. E' stato ribadito il ruolo della tassazione, che non è quello di generare introiti per lo stato, ma quello di ridistribuire la ricchezza, controllare l'inflazione e generare domanda. E' stato anche approfondito il ruolo dell'inflazione e le sue cause, lo scopo dei titoli di stato, drenare liquidità e controllare il tasso di interesse, e qual è il ruolo del debito pubblico in presenza di una moneta a debito.

In generale sono stati ribaditi i punti caldi già espressi nella precedente edizioni del summit MMT (vedi post “Cos'è successo al summit MMT”):

1) lo stato non è come una famiglia, come sostengono le dottrine ufficiali;

2) il deficit di bilancio di uno stato con moneta sovrana è un fattore positivo;

3) uno stato con moneta sovrana si finanzia “stampando” moneta e non ricorrendo al mercato;

4) in questo modo può esercitare politiche fiscali e monetarie proprie (esercita la sovranità) senza subirle da una banca o peggio dal mercato, che diciamocelo ha il solo scopo di fare lucro e non ha il minimo interesse nella prosperità sociale;

5) quando lo stato stampa moneta non necessariamente genera inflazione e, comunque, lo farebbe come lo fanno le banche quando a loro volta generano moneta (prestando);

6) l’inflazione può essere controllata attraverso la limitazione della circolazione monetaria e l’emissione di titoli di stato per sottrarre circolante al mercato;

7) il meccanismo di stabilità di bilancio che si vuole imporre a tutta l’Europa sottrarrà potere e sovranità agli stati a beneficio di banche e istituzioni private e condannerà le economie reali alla recessione e all’impoverimento delle popolazioni;

8) l’euro è di fatto una moneta straniera nelle mani di burocrati e degli interessi privati;

9) l’euro ha tolto agli stati le prerogative di una moneta sovrana e sarebbe opportuno riappropriarsene, tornando a essere un paese a piena sovranità monetaria, fiscale e politica;

10) uscire dall’euro è possibile, auspicabile e non è la fine del mondo.

Sul web e su youtube si trovano i video delle parti fondamentali del summit. Il video in alto è la prima parte dell'incontro a Rimini, mentre quello sotto riguarda l'incontro a Cagliari. Gli altri video sul summit li puoi trovare su youtube o con una semplice ricerca sui motori di ricerca (2° summit MMT).

Penso valga la pensa ascoltare quanto esposto dagli economisti invitati al summit, in primo luogo perché offrono punti di vista interessanti sugli eventi passati e presenti, in secondo luogo perché spiegano in modo chiaro diversi argomenti chiave di economia che gli esperti liberisti fanno di tutto per rendere criptici, e infine perché offrono una soluzione alla crisi attuale in Europa e in Italia.

Non posso che ribadire il mio commento personale: trovo che la MMT offra una soluzione immediata, parziale e temporanea a una situazione di crisi e di conflitto che non può essere risolta agendo solo sulle politiche monetarie. Siamo di fronte a una convergenza unica: da una parte siamo a una svolta del capitalismo, che di fronte ai limiti delle risorse e alle sfide future, non offre soluzioni, ma strategie di dominio per le classi dominanti; dall'altra le nuove comunicazioni e la rete hanno portato l'umanità a una svolta, a un possibile balzo di coscienza o al suo limite evolutivo.

Per affrontare tutto questo, non è sufficiente la MMT, ma è necessario un intervento politico forte da parte dell’intera società e la revisione profonda del concetto stesso di economia. 

Naturalmente questa è la mia opinione. Ti invito a farti la tua idea ascoltando i video del summit.

Qui puoi trovare il sito della MMT, qui trovi il sito di Paolo Barnard.

Buona visione e a presto ;D

POLITICA
16 dicembre 2012
REFERENDUM TRADITO – Di nuovo all'assalto dell'acqua

  

Con il referendum del giugno 2011, la maggioranza degli italiani ha espresso in modo inequivocabile di non volere la privatizzazione dei servizi pubblici, in primis l'acqua pubblica (vedi postE dopo il referendum?”), ma in pochi mesi abbiamo avuto conferma delle nostre previsioni: la classe politica e tutti coloro che volevano mettere le mani sul business dei servizi pubblici non volevano desistere.

Nell'autunno 2011 il governo aveva inserito nella manovra finanziaria una norma che riproponeva nella sostanza quanto stabiliva l’articolo 23 della legge Fitto-Ronchi abrogata dal referendum (vedi post “E il referendum?”). Inoltre nel giro di pochi mesi era stata emanata una norma per commissariare i sindaci che non privatizzavano i servizi pubblici locali, in diversi casi la politica locale aveva continuato imperterrita a privatizzare (vedi post “Il referendum tradito 1”) e il Fatto Quotidiano aveva scoperto che i gestori privati dell'acqua si erano fatti dare da Giulio Napolitano, esperto del settore, un dossier su come era possibile ignorare il risultato del referendum (vedi post “Il referendum tradito 2”).

Inoltre con il decreto liberalizzazioni, il governo Monti aveva rafforzato le norme relative alla privatizzazione dei pubblici servizi del pacchetto anticrisi di Tremonti, che a sua volta riprendeva la legge Ronchi Fitto abolita dal referendum (vedi post “L'assalto all'acqua”), senza procedere all’abrogazione del 7% di “remunerazione garantita del capitale investito” presente tuttora nelle tariffe del servizio idrico e cancellata dal referendum.

Il luglio scorso, la consulta si era espressa contro le norme sopra citate e le aveva dichiarate incostituzionali, restituendo ai comuni il potere decisionale sulla gestione dei servizi pubblici locali (vedi post “Si pronuncia la consulta”). Una vittoria per tutti i cittadini e una battuta d'arresto ai piani di imprenditori, società di gestione, multinazionali e classe politica.

La tregua è stata breve, ci risiamo di nuovo.

Con il decreto “Salva Italia”, un anno fa il governo Monti ha affidato all’autorità per l’energia e il gas la gestione delle tariffe dell'acqua e quando nei giorni scorsi quest'ultima ha presentato il nuovo metodo per calcolare il costo del servizio idrico, ci siamo ritrovati quel 7% di “remunerazione garantita del capitale investito” abrogato dal referendum, ora chiamato “oneri finanziari sul capitale immobilizzato”. In sostanza il margine di guadagno garantito si sposta dallinvestimento industriale al mondo finanziario che lo sostiene.

I comitati per l’acqua pubblica, promotori dei due referendum dello scorso anno, sono stati i primi a rilevare il tentativo dell’autorità di far passare la remunerazione del rischio d’impresa come una voce di costo della gestione. Inoltre con questo nuovo metodo definito dall'autorità, vengono garantiti alle società di gestione i costi non previsti dai piani di investimento e tutto questo ha valore retroattivo, cioè a coprire quel 7% abrogato dal referendum che i gestori hanno continuato a farci pagare in quest'ultimo anno.

Non è altro che l'ennesima violazione del risultato del referendum e l'ennesimo tentativo di speculazione a danno dei cittadini da parte di società di gestione e multinazionali, che non vogliono perdere l’affare dei servizi locali, spalleggiati dalla classe politica italiana che continua nei suoi tentativi di affossare i risultati referendari in dispregio dei cittadini italiani

Perché lo fanno?

Per lucro, il loro scopo è fare soldi a spese della collettività, cioè di tutti noi.

Cosa possiamo fare per evitarlo?

Dare sostegno ai movimenti per l’acqua e far sentire forte la nostra voce.

Qui puoi trovare il forum italiano dei movimenti dell'acqua.

Non dimenticare che le tue scelte di oggi determinano il tuo futuro.

A presto ;D

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Scegliere

Ogni scelta che facciamo modella la nostra vita. Ogni singola scelta. E' fondamentale per ognuno di noi diventare consapevoli delle nostre decisioniQuesto blog vuole fornire spunti, informazioni, risposte, domande e risorse sul "prendere decisioni".

Gli argomenti trattati sono: l'informazione, la psicologia, il coaching, i bisogni umani, le emozioni, la consapevolezza.

Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 07.03.2001

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