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CULTURA
5 ottobre 2012
Fonti di informazioni – Il Fatto quotidiano

 

Stasera parliamo di un'altra fonte di informazione che si distacca dalla moltitudine dei media allineati dediti alla propaganda e garanti degli interessi dei proprietari: Il Fatto Quotidiano.

Cos'è il Fatto Quotidiano?

Il Fatto Quotidiano è un quotidiano e nasce nel settembre del 2009, è diretto da Antonio Padellaro ed edito dalla Editoriale Il Fatto spa, una società per azioni priva di azionista di controllo. Il presidente è Antonio Padellaro, l'amministratore delegato è Cinzia Monteverdi. Il consiglio di amministrazione è composto da Luca D'Aprile, Carlo Degli Esposti, Peter Gomez, Marco Tarò e Marco Travaglio.

Il Fatto Quotidiano viene distribuito con una tiratura di circa cento-centocinquantamila copie nella maggior parte delle edicole italiane, copre le principali città e il territorio di tredici regioni italiane. Oltre al cartaceo, viene pubblicata online la versione digitale consultabile dalla mezzanotte del giorno stesso.

Una delle caratteristiche di questo giornale che è doveroso sottolineare è che ha rinunciato al finanziamento pubblico per l'editoria, come sottolineato dal logo stesso della testata. Quindi il Fatto si sovvenziona solo con i proventi della pubblicità e delle vendita. Questa che dovrebbe essere la normalità, in Italia è un'eccezione che non rende santi, ma che differenzia la testata da tutti i maggiori quotidiani del paese, che in un modo o nell'altro ricevono milioni di euro di sovvenzioni presi dalle tasse dei cittadini.

Il Fatto Quotidiano è anche un sito web, ilfattoquotidiano.it, lanciato nel 2010, diretto da Peter Gomez. Nel 2010 e nel 2011 fu giudicato "Miglior testata giornalistica online" dalla rivista Macchianera in base alle preferenze ottenute in una pubblica votazione su Internet. Il sito offre numerosi degli articoli pubblicati sul giornale, dà spazio e ospita numerosi blog di figure di spicco del giornalismo e non, e a più riprese ha proposto una web tv con trasmissioni di approfondimento e talk show (“Telebavaglio”, “È la stampa, bellezza!”).

Perché seguire il Fatto Quotidiano?

La linea editoriale del giornale è centrata sui temi politici ed economici, su giustizia, cronaca e cultura. Al contrario trascura quasi completamente l'estero nei suoi diversi temi. Ha molte volte dimostrato di voler dare notizie che gli altri media trascurano e in più di un caso le rivelazioni apparse sul giornale hanno portato all'intervento della magistratura.

Dichiara di ispirarsi alla Costituzione ed essendo per statuto privo di un azionista di maggioranza, il quotidiano si propone come una voce indipendente. Quanto lo sia effettivamente non è del tutto chiaro, nonostante gli azionisti (qui) sembrino lontani dal solito panorama di banche, politici, industriali e grandi imprenditori. Anche per questo il Fatto Quotidiano è di fatto una rarità nel panorama giornalistico italiano.

Come ho già ripetuto altre volte, i media allineati sono di solito di proprietà o nelle mani di gruppi di potere, quali banche, governi, partiti, industriali, lobby, eccetera. E quest’ultimi non comprano un media per beneficenza, ma con un interesse preciso: influenzare l’informazione. Di fatto i proprietari o i gruppi di potere decidono, dettano o nel migliore dei casi influenzano le politiche editoriali, le priorità degli argomenti e le censure.

Il Fatto Quotidiano è una fonte che consiglio per quanto riguarda i fatti relativi alla politica e al potere in Italia, ma che sconsiglio per gli altri temi. Non è esente da influenze legate alle convinzioni personali dei componenti della redazione e non in tutte le occasioni ha dato notizie trascurate dai media allineati o lo ha fatto in modo adeguato. Testi, titoli, immagini e impaginazione mostrano l'utilizzo di tecniche di persuasione. Come sempre invito a leggere con attenzione e senso critico e a verificare le informazioni chiave presso altre fonti.

Qui puoi trovare il Fatto Quotidiano, qui cosa ne dice Wikipedia.

Mi segnalano problemi di censura e di manipolazione occulta delle opinioni sul forum del sito del Fatto quotidiano. Il caso sembra avere un certo fondamento, quindi riporto il link del post che lo testimonia (qui e qui).

A presto ;D

SOCIETA'
22 giugno 2012
Fonti di informazioni - Wikipedia

 

Stasera parliamo di un'altra fonte di informazione della rete: Wikipedia.

Come dici? No, probabilmente non ha bisogno di presentazioni, dopotutto Wikipedia è tra i primi cinque siti più popolare al mondo, decine di milioni di persone la consultano ogni giorno in centinaia di lingue diverse e le decine di milioni di “voci” che la compongono sono scritte e aggiornate da una comunità di più di centomila utenti registrati. E proprio per questo penso che valga la pena soffermarsi su una delle fonti di informazione più utilizzate al mondo, anche solo per comprendere meglio quegli aspetti che la rendono unica.

Wikipedia è un'enciclopedia, è liberamente consultabile, è multilingue ed è interamente costruita e gestita dal lavoro di “volontari”. Chiunque può creare una nuova voce dell'enciclopedia o modificare una voce già esistente in tempo reale. Quindi le informazioni dell'enciclopedia non sono fornite da professionisti pagati appositamente per creare un servizio/prodotto destinato ad essere venduto, ma sono raccolte come contributi gratuiti di una folla di persone diverse: studenti, professionisti, insegnanti o appassionati di un certo argomento, ognuno dei quali contribuisce nel proprio campo d'interesse. La registrazione al sito non è obbligatoria e sono gli utenti a decidere le linee guida e le regole di utilizzo e di funzionamento dell'enciclopedia.

Tutti i testi di Wikipedia sono rilasciati con libere licenze di utilizzo, in particolare la “GNU Free Documentation License” (GFDL) e la “Creative Commons Attribuzione-Condividi allo stesso modo”. I contenuti di Wikipedia possono quindi essere utilizzati, modificati e ridistribuiti, purché si citi la fonte.

A chi appartiene?

Wikipedia e il sito wikipedia.org appartiene e viene gestita da Wikimedia Foundation, fondazione non-profit con sede a San Francisco (California, Usa) nata nel 2003 per iniziativa di Jimmy Wales con lo scopo di sviluppare progetti “open content”, cioè con contenuti “aperti”, e di fornire gratuitamente i contenuti, senza pubblicità. Oltre a Wikipedia, la fondazione gestisce anche Wikisource.org, Commons.wikimedia.org, Wikinews.org, MediaWiki.org, Wikiquote.org, Wiktionary.org, Wikiversity.org e Wikibooks.org.

Chi è Jimmy Wales?

E' un imprenditore statunitense e uno dei fondatori di Wikipedia. Nel 2000 fondò il progetto per un'enciclopedia controllata dagli stessi utenti chiamata Nupedia. Nel 2011 Wales e Larry Sanger crearono Wikipedia, un sito pensato per fornire contenuti wiki a Nupedia. Questi contenuti dovevano essere forniti dagli stessi utenti. Wikipedia crebbe in modo impressionante in breve tempo e divenne il centro del progetto, portando alla scomparsa di Nupedia nel 2003.

Come si finanzia?

La fondazione Wikimedia organizza una raccolta fondi annuale, inoltre riceve finanziamenti da donatori privati.

Come è strutturata?

La fondazione dà lavoro a una cinquantina di persone, è guidata da un collegio di dieci persone, in parte scelte dalla comunità Wikimedia, e collabora con una trentina di associazioni locali in altrettanti paesi del mondo.

Chi fornisce i contenuti?

Come detto già sopra Wikipedia è formata dai contributi forniti dagli utenti. L'autore di una voce non ne ha la proprietà, anzi è raro che una singola voce abbia un singolo autore. Gli utenti vengono invitati a confrontarsi e a condividere le loro conoscenze per migliorare i contenuti, in un perenne cantiere aperto. Recenti studi confermano l'efficacia del progetto e la precisione delle informazioni riportate: se da un lato le voci di Wikipedia sono aperte a manipolazioni e cancellazioni, dall'altra il grande numero di utenti-revisori garantisce l'affidabilità a livello statistico e il miglioramento continuo. E' possibile che la singola informazione che consultiamo in un dato momento sia manipolata o falsa, ma essa verrà corretta in tempi brevi e sarà disponibile ad altri in forma corretta.

Wikipedia non garantisce l'affidabilità dell'informazione, ma offre strumenti per la revisione dei contenuti e per il confronto tra gli utenti, allo scopo di ottenere voci “equilibrate e condivise”. Di fatto Wikipedia non è una fonte di informazioni primaria, ma uno strumento di divulgazione di contenuti forniti da contributori secondo regole concordate, tra cui la verificabilità dell'informazione.

Come si contribuisce?

Scegli una pagina con un argomento che conosci, clicca su “Modifica” e scrivi. Come detto sopra non è necessario registrarsi, ma diverse funzioni e servizi utili non saranno disponibili. Prima di dare il tuo contributo ti invito comunque a leggere con attenzione le regole e i consigli di Wikipedia.

Riassumendo Wikipedia è una fonte di informazione secondaria, è veloce e gratuita, non garantisce l'affidabilità delle singole voci, ma garantisce la distribuzione globale di informazioni offerte, prodotte, revisionate e “concordate” da una comunità enorme.

Un'opera straordinaria che deve essere utilizzata consapevoli delle sue caratteristiche.

Qui puoi trovare Wikipedia, qui puoi trovare il sito della fondazione Wikimedia.

Sotto puoi trovare il video della conferenza di Jimmy Wales a TED in cui spiega la realtà di Wikipedia.

Grazie dell'attenzione e a presto ;D

 

SOCIETA'
21 aprile 2012
Fonti di informazione – Global Voices

  

Bentornato! Stasera parliamo di un'altra fonte di informazioni fuori dai canoni dei media allineati e dei media in generale: Global Voices.

Cos'è Global Voices?

Global Voices è un progetto internazionale di aggregazione e trasmissione dell'informazione e di giornalismo partecipativo, il cui obiettivo è quello di mettere in evidenza notizie e persone che i media tradizionali ignorano.

Nasce come idea nel 2004 alla scuola di diritto dell'università di Harvard (Usa) e prende corpo nel 2008 con la registrazione dell'ente non-profit indipendente in Olanda. Global Voices è senza fini di lucro e vive grazie ai contributi individuali, alle sponsorizzazioni mirate e alle donazioni di alcune fondazioni statunitensi.

Global Voices si basa sul lavoro di un team internazionale di autori, coordinatori e traduttori e sulla collaborazione di “citizen journalist” e blogger, in grado di contestualizzare e interpretare l'informazione dei loro paesi.

Global voices non è solo un sito di informazione che riporta notizie poco considerate dai media ufficiali in più di 20 lingue diverse, ma dà voce alle realtà locali e ai singoli cittadini globali e tutela la libertà di espressione nel mondo. La sua attività è incentrata sui social media e sui citizen media, non producono reportage, ma rilanciano contenuti prodotti dalla gente e non si rifanno quasi mai ad articoli delle grande testate tradizionali.

Perché seguire Global Voices?

Perché dà voce a realtà e informazioni che non troveremo mai sui media tradizionali, perché si appoggia al lavoro di blogger e citizen journalist, e perché quest'ultimi e GV non seguono le politiche editoriali dei media tradizionali.

Come ho già ripetuto troppe volte, i media tradizionali e allineati sono di solito di proprietà o nelle mani di gruppi di potere, quali banche, governi, partiti, industriali, lobby, eccetera. Quest'ultimi non comprano un media per beneficenza, ma con un interesse preciso: influenzare l'informazione. Di fatto il proprietario o i gruppi di potere decidono, dettano o nel migliore dei casi influenzano le politiche editoriali, le priorità degli argomenti e le censure.

Global Voices offre la possibilità di lanciare sguardi a quei paesi di cui non sentiamo mai parlare e di confrontare la nostra vita e le nostre opinioni con quelle di altri cittadini del mondo e della rete.

Qui puoi trovare Global Voices, qui puoi trovare cosa ne dice Wikipedia, qui puoi trovare un'interessante intervista a Bernardo Parrella, giornalista e coordinatore di GV in Italia.

Buona lettura e a presto ;D

SOCIETA'
3 febbraio 2012
Fonti di informazioni - ALASKA

 

No, stasera non parleremo della regione più settentrionale delle Americhe, ma di una delle migliori trasmissioni radiofoniche del panorama italiano: Alaska di Radio Popolare, condotta da Marina Petrillo, giornalista, blogger, tweep, social media editor.

In onda dal martedì al venerdì a mezzogiorno e in replica alle 21, la trasmissione Alaska, avviata nel 2009 con lo scopo di portare in radio le storie e le notizie dal web e sul web, ha avuto un'improvvisa evoluzione nel 2010. A seguito del disastro della BP e dell'eruzione del vulcano islandese, la conduttrice ha iniziato a seguire il racconto collettivo dei blogger che twittavano dai luoghi colpiti dalla marea nera e dagli effetti dell'eruzione. Quando nel 2011 in Egitto è esplosa la rivolta, Alaska è riuscita a fornire ai suoi ascoltatori il più completo e continuo servizio di informazione sulle rivoluzioni nordafricane di quella che è stata chiamata la primavera araba.

Il flusso di informazioni affidabili e tempestive durante i grandi avvenimenti è garantito da Twitter, il social network famoso per i suoi messaggi (tweet) da 140 caratteri, attraverso il quale le voci della rete, blogger ed attivisti, danno forma a un racconto corale che la giornalista è riuscita a trasferire e raccontare nella sua trasmissione, mescolando il giornalismo tradizionale alle nuove frontiere dell'informazione.

La Petrillo si è costruita una rete di fonti e contatti composta da giornalisti professionisti, attivisti, blogger e testimoni, scelti uno per uno e verificati nel tempo, che forniscono la base, il nocciolo delle storie che racconta. Alla fine di novembre 2011, è anche uscita dallo studio di RP, per diventare testimone di quello che stava succedendo a piazza Tahrir al Cairo in Egitto durante le giornate della prima tornata di elezioni dopo Mubarak.

Nonostante il carattere soggettivo delle trasmissioni e delle informazioni che riporta, Alaska e la sua giornalista forniscono punti di vista diversi dai media tradizionali, interpretazioni penetranti e testimonianze dirette. Non a caso vengono riconosciuti come una delle fonti indipendenti più influenti per quanto riguarda le notizie internazionali. Personalmente trovo notevole il lavoro fatto dalla Petrillo, in particolare nel modo diverso di raccogliere e fare informazione.

Qui trovi il blog di Alaska dove puoi ascoltare le trasmissioni precedenti e trovare tutte le fonti e i documenti che la conduttrice raccoglie per le sue trasmissioni. Ti invito a dare un'occhiata ai link e alle fonti riportate. Qui trovi una recente intervista della Petrillo su Il Post, qui un'altra intervista sull'Unità. L'hashtag di twitter della trasmissione è @alaskaRP.

Buon ascolto e a presto ;D

CULTURA
28 ottobre 2011
Fonti di informazioni - REPORT

 

Oggi iniziamo una nuova rubrica che tratterà appunto delle singole fonti di informazioni, dai giornali alle trasmissioni, dal sito web al giornalista, con l'intento di capire chi li produce e come, a chi appartengono e quale informazione offrono.

Stasera parliamo di Report, trasmissione televisiva in onda su Rai 3 a cadenza settimanale, la domenica in prima serata. La trasmissione condotta da Milena Gabanelli propone inchieste giornalistiche di vario tema, dall'alimentazione all'economia, dalla società alla politica.

Il programma nasce su Rai 2 nel 1994 come Professione Reporter e dal 1997 approda su Rai 3 in terza serata col nome di Report. Dal 2003 grazie al gradimento ottenuto è trasmesso in prima serata. Nel settembre 2009 il programma ha rischiato la sospensione a causa dell'intenzione manifestata dalla RAI di negare la tutela legale al programma.

Autrice e conduttrice del programma è Milena Gabanelli (qui e qui), il regista è Claudio Del Signore e i giornalisti freelance che producono le inchieste sono: Giovanna Boursier, Michele Buono, Giovanna Corsetti, Giorgio Fornoni, Sabrina Giannini, Bernardo Iovene, Paolo Mondani, Sigfrido Ranucci, Piero Riccardi e Stefania Rimini. Chiara Baldassari ha collaborato fino alla sua morte, avvenuta nel 2005 a causa di un male incurabile. Paolo Barnard, autore di alcune delle inchieste più “calde”, è uscito dalla redazione per dissidi interni. Qui e qui trovi le schede relative al team di Report, qui trovi il metodo organizzativo.

Fin dall'inizio, la trasmissione è stata apprezzata dal pubblico per la qualità dei servizi e non a caso nel corso degli anni ha vinto numerosi premi. Inoltre è stata spesso oggetto di querele da parte di soggetti citati nelle inchieste, querele solitamente risolte in un nulla di fatto. Il giornalista Paolo Barnard è stato autore di una controversa e discussa inchiesta contro la pratica del comparaggio farmaceutico, trasmessa nel 2001, a causa della quale Rai, Gabanelli e Barnard vennero citati in giudizio. Le relative vicissitudini portarono all'uscita di Barnard da Report e al controverso caso di censura sul sito della trasmissione (vedi qui e qui).

Praticamente unica nel suo genere in Italia, Report offre inchieste di solito ben documentate e ricche di informazioni che svelano o approfondiscono temi attuali o scottanti. In più di un caso le inchieste hanno fatto intervenire le forze dell'ordine o hanno fatto nascere indagini della magistratura poi giunte a giudizio.

Non per questo dobbiamo abbandonare il nostro senso critico e prendere quanto trasmesso per oro colato. Per quanto attinenti ai fatti e con pochi commenti personali, le inchieste sono realizzate da singoli giornalisti che raramente ottengono tutte le informazioni necessarie per avere un quadro completo e approfondito dei fatti. Inoltre, per quanto obiettivi e fedeli al dovere di cronaca siano gli autori, le inchieste non sono esenti da “interpretazioni”.

Questo non toglie che la trasmissione sia una notevole fonte di informazioni, una delle poche trasmissioni televisive rimaste in Italia che parla di fatti più che di opinioni e con una discreta obiettività. Ne consiglio la visione.

Qui trovate il sito web, dove è possibile vedere le puntate o le singole inchieste in streaming (qui). Qui cosa ne dice wikipedia. 

A presto ;D


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permalink | inviato da Elnor il 28/10/2011 alle 16:22 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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