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Diventa consapevole delle tue decisioni
SOCIETA'
27 agosto 2011
E IL REFERENDUM?

 

Ricordi l'ultimo referendum?

Sì, dai quello di giugno. E ricordi il post che scrissi dopo la vittoria del SI? Questo: “E dopo il referendum?”. Ci arrischiammo a prevedere che mentre per il nucleare, dopo il disastro in Giappone, non si sarebbe più parlato per molto tempo, “possiamo aspettarci che chi era “interessato” alla privatizzazione dell'acqua non desisterà affatto dalle sue mire. Per essere chiaro sto parlando di “affari” per centinaia di miliardi di euro a cui mirano multinazionali, banche e una lunga serie di investitori e imprenditori italiani e internazionali.”

Pensavo avrebbero lasciato passare almeno un paio d'anni prima di tornare alla carica. Ebbene mi sbagliavo, hanno lasciato passare un paio di mesi. Approfittando dell'emergenza finanziaria il governo ha inserito nella manovra norme in palese contrasto con il risultato del referendum e la volontà espressa dei cittadini.

In breve le norme introdotte obbligano l'affidamento dei servizi pubblici locali ai privati, riproponendo nella sostanza quanto stabiliva l'articolo 23 della legge Fitto-Ronchi abrogata dal referendum. Ad esclusione dei servizi idrici.

Non dire: “ah, allora”. In primo luogo l'acqua è stata la bandiera attorno a cui si sono raccolti i sostenitori del referendum, ma i quesiti in questione si opponeva alla privatizzazione obbligatoria di tutti i servizi pubblici di rilevanza economica  e il risultato del referendum parla chiaro. Ed è incostituzionale proporre una norma che va contro i risultati referendari.

In secondo luogo l'acqua non è l'unico servizio importante che è opportuno salvaguardare dall'avidità dei privati. Te ne dico due a caso: la gestione dei rifiuti e dei trasporti locali.

Pensi che l'esperienza che si è osservata in tutto il mondo per l'acqua: aumento delle tariffe e peggioramento del servizio, non si replicherà anche per gli altri servizi?

In terzo luogo, in Italia ci sono diverse multiutility con intrecci societari tali da portare indirettamente al controllo dei privati sui servizi idrici di molte province e regioni. E infine visto come la politica si è comportata in questo ventennio, non ho dubbi che se la “cosa” parte, tra un paio d'anni faranno un'altra leggina infilata di traverso che cancelli l'eccezione relativa all'acqua.

Gli speculatori di casa nostra (e non solo) non vogliono perdere l'affare dei servizi locali e sono riusciti a spingere la classe politica a questo “borseggio con destrezza” o, se preferisci, tentativo di affossare i risultati referendari in dispregio dei cittadini italiani.

Perché lo fanno?

Per lucro, il loro scopo è fare soldi a spese della collettività, cioè di tutti noi. A proposito ti invito a rileggere i post relativi ai referendum (qui, qui e qui).

Cosa possiamo fare per opporci a questo ennesimo tentativo da parte della classe politica di appropriarsi della sovranità popolare?

Mantenerci informati e prepararci a far sentire chiara e forte la nostra voce nel caso la norma non venga rigettata come dovrebbe in quanto incostituzionale. In caso contrario saremmo costretti ad affrontare le conseguenze della privatizzazione dei servizi, cioè aumenti sicuri delle tariffe e probabili peggioramenti dei servizi.

Seguiremo da vicino l'evoluzione degli eventi, ma per stasera finiamo qui.

A presto ;D

CULTURA
23 agosto 2011
LA MENTE UMANA – Come funziona l'attenzione?

 

Come abbiamo visto in precedenti post (qui e qui), viviamo in un mondo caotico e mutevole e siamo immersi in un “flusso” di stimoli e percezioni. Attraverso i nostri sensi riceviamo migliaia di informazioni sensoriali al secondo e non siamo in grado di gestirle tutte insieme in modo consapevole. Il cervello riceve ed elabora tutto, ma sono troppe per la nostra mente cosciente, che deve decidere a cosa dedicare le proprie risorse, la propria attenzione.

Cos'è l'attenzione?

L'attenzione è la messa a fuoco della mente su un particolare stimolo sensoriale, o un insieme di stimoli. E' la sensazione che proviamo quando dedichiamo una parte significativa delle nostre risorse mentali a un evento, un oggetto, una persona, un gesto e così via. Non ha nulla a che vedere con la concentrazione che per esempio esercitiamo quando leggiamo questo testo, per esempio, o ascoltiamo una conferenza. Stiamo parlando della temporanea importanza che la nostra mente dedica a una certa percezione.

Per esempio, prova a guardarti attorno. Cosa noti? Cosa attira la tua attenzione? Un volto, un gesto, una luce, certe parole che due si scambiano, la luce del semaforo, alcune immagini da un televisore in vetrina e così via. Ognuno di essi ha ricevuto la nostra attenzione per un breve momento.

Come decidiamo a cosa prestare attenzione?

Nella maggior parte dei casi è un atto consapevole, cioè possiamo essere più attenti a “eventi” particolari, come per esempio l'espressività dei volti umani, o alle forme degli oggetti. La nostra attenzione quando ci troviamo per esempio all'aeroporto in attesa di un parente è molto diversa da quella che manifestiamo durante la visita ad un museo. La nostra attenzione consapevole varia a seconda dei nostri pensieri coscienti, del luogo in cui ci troviamo, della compagnia, del nostro stato emotivo, e così via. Approfondiremo l'argomento in un post futuro.

Concentriamoci sull'attenzione inconsapevole. E' estate, sei seduto al tavolino del bar, ti guardi attorno senza particolare interesse: gli occhi vengono attirati dai cenni della gente, dalle espressioni, dai movimenti improvvisi. E intendo proprio attirati, perché lo sguardo si sposta, anzi scatta su ciò che ha attratto la tua attenzione, e osserva finché qualcos'altro non attira inconsciamente la tua attenzione o tu decidi di osservare altro.

Cosa attira inconsapevolmente la nostra attenzione?

Sono certo che conosci già la risposta: stimoli sensoriali improvvisi, come un forte rumore o un movimento improvviso. Ma perché e come?

Per semplificare ci concentreremo su una sola fonte sensoriale, la principale, la vista. Come già abbiamo visto in precedenza, le immagini che l'occhio riceve vengono trasmesse come impulsi elettrici attraverso il nervo ottico a una decina di regioni cerebrali diverse con compiti diversi. Il riconoscimento conscio delle informazioni visive avviene nella corteccia visiva, una zona del lobo occipitale nella parte posteriore del cervello. Qui le immagini vengono elaborate in molti modi e con molti scopi, per esempio, per capire le forme degli oggetti, per decodificare i colori, per comprendere se qualcosa o qualcuno si muove, eccetera. Le altre zone elaborano le immagini per altri scopi, per esempio vengono utilizzate per determinare le dimensioni della pupilla a seconda dell'intensità luminosa, o per regolare i movimenti degli occhi e della testa.

Tra l'altro una copia degli impulsi viene trasmessa al “collicolo superiore”, in una zona primitiva del cervello con una struttura elementare, di cui troviamo l'equivalente in pesci, anfibi e in molte altre specie animali. Il compito di questa regione è quella di esaminare le immagini per percepire un eventuale minaccia che richiede una reazione rapida, più rapida di quella ottenibile con la corteccia visiva. E' quello che ci fa reagire prontamente, di riflesso, che ci spinge a muoverci prima ancora di capire cosa sta succedendo, che ci spinge a cambiare posizione o orientamento della testa per renderci pronti a quello che sta per accadere.

E' quest'area cerebrale che “orienta” la nostra attenzione, di solito verso un movimento inatteso, o una luce improvvisa o certe espressioni del volto delle altre persone. E' il nostro cervello che ci dà una mano, sposta i nostri occhi e ci dice: “hei, forse è meglio che tu faccia attenzione a quello”. Naturalmente la sua funzione è così utile ed efficace che la selezione naturale l'ha conservata dentro di noi.

Quali sono gli eventi che catturano di più la nostra attenzione?

Il primo della classifica è il movimento improvviso e imprevisto, che può nascondere una minaccia, come un attacco fisico. Il secondo è una luce improvvisa, o meglio una variazione di contrasto luminoso. La terza classe di eventi riguarda gli oggetti che si “manifestano bruscamente” e che richiedono una certa reazione. Mai andato nella galleria degli orrori al luna park? Approfondiremo in un'altra occasione il rapporto particolare della mente con gli oggetti. La quarta classe di eventi riguarda l'espressività umana: il cervello reagisce alle espressioni degli altri esseri umani, specialmente se sono “negative”, per esempio se esprimono paura o rabbia.

L'argomento è molto ampio e richiederebbe pagine e pagine, ma per questa volta ci fermiamo qui. Ne parleremo ancora in futuro.

Grazie dell'attenzione e a presto ;D

CULTURA
21 agosto 2011
CHI SONO GLI SPECULATORI (e come agiscono)

 

Come abbiamo visto nel post precedente (qui), viviamo in tempi interessanti e sono in atto cambiamenti poderosi a livello politico ed economico, ma soprattutto sociale e culturale. Questo non è un blog di economia, ma questi più che giorni di vacanza sono giorni di tensione crescente a causa di una manovra economica che taglia costi e servizi insieme, colpisce l'economia, quella produttiva, e ci impone tasse dirette e indirette.

E i media “ufficiali” e “allineati”, che in Italia sono tutte le tv pubbliche e private, quasi tutte le radio e quasi tutti i giornali, invece che spiegare i fatti ci propinano immagini parziali della realtà ed evitano accuratamente di soffermarsi o di spiegare gli aspetti “chiave” della situazione.

Se ti chiedi perché lo facciano, ti invito a leggere questo post, “I media di oggi”, dove avevamo introdotto il discorso dei media e delle motivazioni che li muovono.

Non sono un economista, ma aldilà del fumo e del linguaggio criptico, l'economia non è così difficile da capire come ripetono o sottintendono a piè sospinto gli “esperti”.

Secondo te, perché costoro fanno ciò?

Naturalmente perché ne traggono profitto.

Oggi ci soffermiamo sugli speculatori. In tg, trasmissioni, speciali, interviste, si parla spesso di questi speculatori come dei responsabili della crisi economica in Italia, in Grecia, in Europa, responsabili della borsa che crolla, dei prezzi delle materie prime che salgono, della crisi del 2008 (che è quella di oggi) dei subprime, dei titoli pubblici che vengono venduti a interessi troppi altri per via dei CDS (derivati intrinsecamente illegali che in breve sono assicurazioni dal fallimento di stati o aziende altrui, ma che in verità lo provocano).

Chi sono questi speculatori?

Negli ultimi 15 anni circa i mercati finanziari (tutti, non solo le borse) sono dominati da pochi grandi operatori che controllano il 70% dei flussi finanziari e per questo controllano i mercati. Chi sono? Sono una dozzina o poco più di banche e sim (società di intermediazione mobiliare) tra cui J.P Morgan, Bank of America, Citybank, Goldman Sachs, Hsbc, Deutsche Bank, Ubs, Credit Suisse, Citycorp-Merrill Lynch, Bnp-Parisbas. Oltre loro ci sono una miriade di piccoli risparmiatori che non contano nulla.

Questi sono i famosi speculatori capaci di demolire l'economia di un paese, di distruggere una moneta, di portare al fallimento grandi società e molto altro. Sono talmente potenti che dal 1994 dettano legge anche alla Federal Reserve USA, che da allora propone e attua politiche monetarie sostanzialmente a favore delle banche d'affari.

Come possono fare tutto ciò?

In breve, primo, grazie alla liberizzazione totale dei movimenti di capitale nel mondo con cui spostano liquidi da un paese all'altro senza costi o vincoli (parleremo in futuro di come l'hanno ottenuto), secondo, grazie alla possibilità di determinare in modo virtuale il valore delle monete. Fino al 1971 il dollaro (moneta di riferimento mondiale) era agganciato all'oro, quindi si poteva quantificare il suo valore, dopo il '71 il valore di tutte le monete è determinato, indovina da chi, dai mercati finanziari. Ricordi chi controlla i mercati finanziari? Ecco.

In realtà la speculazione avviene tramite una ampia serie di “strumenti”, dalle vendite allo scoperto a derivati di tutti tipi e usi, spesso fuori dal controllo degli organi istituzionali e spesso illeciti.

Perché lo fanno?

Perché la speculazione finanziaria è la natura di questi grandi investitori, che gestiscono quantità enormi di denaro, privato e non, con l'unico scopo di guadagnare. Fare soldi.

In quale modo fanno soldi?

Sì, spennano i piccoli investitori, ma i soldi veri li fanno appropriandosi di valori e beni dell'economia reale. Per esempio, speculano sulle monete abbattendone il valore e i nostri soldi valgono di meno e possono comprare meno beni, quindi li prendono dalle nostre tasche senza bisogno di borseggiarci. Oppure speculano sulle materie prime, come il grano e noi paghiamo di più il pane, oppure il petrolio e noi paghiamo di più il carburante. Oppure speculano sui titoli di stato come sta accadendo ora e lo stato deve indebitarsi di più e indovina chi paga quando bisogna ridurre il debito?

Esatto! Noi. Attraverso una politica compiacente, i paesi vengono costretti a misure di riduzione del debito di solito attraverso lo smantellamento dei servizi pubblici, della sanità, del wellfare o la vendita/svendita dei beni pubblici. Ti invito a leggere questo interessante articolo sull'argomento.

E' possibile bloccare gli speculatori?

Sì! E in più di un modo. Tutti in sostanza mirano a bloccare gli strumenti che la finanza usa, a mettere sotto controllo le transazioni finanziare e i mercati, a colpire alla radice certe “attività” molto dannose per la società umana. Perché non dimenticare mai che la speculazione non è altro che “la sottrazione di denaro alla maggioranza che ne ha poco a beneficio della minoranza che ne ha molto”. Un metodo ce lo insegna l'Islanda, che a un passo dalla bancarotta non ha pagato i creditori stranieri ricchi a spese dello stato e quindi dei cittadini. Le banche sono fallite e sono state nazionalizzate e, guarda, hanno smesso di speculare a loro volta e sono tornate a sostenere l'economia reale. Non pagare i creditori, specialmente quelli esteri e quelli grandi, non solo non è la fine del mondo, ma è un ottimo metodo per “sistemare” le cose. Un altro metodo per esempio è quello di non permettere certi strumenti, come stanno facendo con le vendite allo scoperto, in certi paesi europei tra cui l'Italia, e quindi bloccare veri e propri attacchi alla stabilità delle borse e dell'economia. Un altro metodo è quello di non permettere alla finanza di decidere il valore della moneta, come fa la Cina. Posso fare molti esempi, ma in sostanza i metodi ci sono.

Perché non bloccano gli speculatori?

La risposta è molto lunga e complessa, ma possiamo riassumerla in una domanda: chi ha il potere di farlo?

Ti lascio con questa domanda e ti invito a lasciare commenti se ne hai.

A presto ;D

DIARI
17 agosto 2011
TEMPI INTERESSANTI

 

Mi scuso per l'assenza di queste settimane, ma agosto è un mese “galeotto”, vuoi il caldo, vuoi il mare, si fa “altro”. Le giornate volano e per un poco ci si dimentica degli impegni e delle nuvole scure all'orizzonte. Nuvole metaforiche che annunciano tempeste ed eventi poi non così imprevedibili come vogliono farci credere.

Viviamo in tempi interessanti. Sono in atto cambiamenti poderosi a livello politico, economico, ma soprattutto sociale e culturale. Il decennio che si apre innanzi sarà portatore di cambiamenti non meno del precedente, anche se forse più drammatici.

E non a caso le informazioni che ci arrivano dai media ufficiali sono confuse e parziali, se non manipolate o peggio. Spesso sono vere e proprie armi usate contro noi tutti allo scopo di modificare la nostra visione della realtà a vantaggio dei pochi che ne traggono interesse.

Ma non è dell'informazione che voglio parlare stasera, ce ne occuperemo a lungo nel prossimo futuro, piuttosto volevo parlare di spettatori e protagonisti.

Chi è il protagonista della nostra vita?

Non mi guardare in quel modo, dai. Esatto, il protagonista siamo noi.

Allora perché viviamo come se fossimo spettatori?

Lo ripeto: perché vivi come se fossi uno spettatore della tua vita? Uno spettatore della realtà in cui vivi?

Viviamo in tempi interessanti e continuiamo a vivere come se fossimo spettatori di un film, seduti comodi nelle nostre poltrone, al sicuro, mentre là sullo schermo ci sono morti, drammi, dolore, eventi sconvolgenti.

Per noi la vita è il piccolo mondo fatto di casa, famiglia, lavoro, amici, vacanze e poco altro. Ed è normale che sia così, dopotutto noi viviamo il presente, il nostro presente, viviamo l'ora e il nostro sguardo non va oltre l'orizzonte, quindi il resto arriva attraverso le parole, la tv, i media, internet. Attraverso uno schermo o un giornale. Noi siamo qui e il resto è là.

Eppure la realtà va oltre i confini del nostro piccolo mondo, della nostra quotidianità e, che lo vogliamo o meno, la realtà si muove e cambia, spinta da molte forze diverse, naturali e umane e, che lo vogliamo o meno, con essa cambia il nostro presente e il nostro futuro.

La realtà, quella vera non quella del nostro piccolo mondo, può presentarsi alla nostra porta, può travolgerci, ispirarci e cambiare la nostra mente, può darci occasioni che non sogniamo nemmeno o privarci dei nostri beni o degli affetti più cari.

Allora perché stiamo a guardare?

No, non dire che non puoi fare nulla, che sono altri a decidere, che sei uno su un miliardo. Tu non puoi controllare il mondo, ma puoi controllare te stesso e le tue scelte. Puoi decidere cosa fare ogni giorno, perché sei il protagonista di questa storia che tu chiami vita.

Da solo non puoi spostare una montagna, insieme agli altri puoi farlo. E alla fine non servono grandi sforzi per cambiare il mondo, ma grandi decisioni. Si può scendere in piazza per manifestare la nostra opinione oppure si può esprimere la nostra scelta cambiando quello che siamo e comunicandolo al mondo attorno a noi. Per esempio, possiamo decidere di non comprare certi prodotti perché vengono realizzati sfruttando il lavoro dei bambini e possiamo dirlo a quelli che conosciamo e a chi li vende. Oppure possiamo cambiare quelle nostre abitudini che inquinano il mondo, come comprare acqua minerale dove abbiamo una buona acqua potabile.

Sono mille i modi per cambiare il mondo, ma tutti seguono lo stesso cammino: capire la realtà, decidere cosa fare, agire e comunicarlo. E così facendo usiamo la nostra mente, cambiamo la nostra vita e noi stessi, cresciamo e cambiamo il mondo attorno a noi.

Tu che mi leggi, ti prego, fai un dono a te stesso: sii protagonista e non spettatore.

A presto ;D

CULTURA
11 agosto 2011
CATTIVE ABITUDINI

 

Stasera parliamo delle “abitudini” e partiamo da un luogo comune: gli esseri umani sono abitudinari.

E' un luogo comune, sì, ma secondo te quanto c'è di vero?

Pensiamo alla nostra giornata tipo. No, non quando siamo in vacanza. Pensa a una tua giornata feriale tipica. Pensa alle tue serate. Ora pensa al tuo weekend tipico.

Ammettiamolo, tutti i giorni o tutte le settimane facciamo più o meno le stesse cose, agli stessi orari, con le stesse persone, negli stessi luoghi. Esagero? Forse. Però pensaci. Al mattino ci alziamo di solito alla stessa ora, facciamo le solite cose, mangiamo la solita colazione, e andiamo al lavoro alla stessa ora. Per muoverci prendiamo lo stesso treno o lo stesso autobus, oppure facciamo lo stesso tragitto con l'automobile. Al lavoro non ne parliamo, poi il pranzo nella stesso posto a mangiare le solite cose, la palestra nei soliti giorni alla solita ora, poi la sera a casa, davanti alla tv o il pc. Sì, certo, usciamo la sera di solito negli stessi giorni, il venerdì con i soliti amici, si beve qualcosa al solito posto e poi il solito locale, il nostro preferito.

Ti ci vedi?

Anch'io.

In effetti sembriamo tutti robot o animali addestrati. Non è un'impressione, siamo abitudinari. Lo siamo in primo luogo perché biologicamente siamo predisposti ad esserlo. Abbiamo necessità biologiche che richiedono soddisfazione in modo regolare, per esempio mangiare e dormire. Siamo abitudinari perché lo è il mondo in cui viviamo, la società, l'organizzazione del lavoro, i trasporti, come tutto è regolato. E' così perché è più semplice e più comodo. Lavoriamo alla stessa ora, siamo obbligati a farlo, i trasporti sono regolati per essere prevedibili e utilizzabili. Infine siamo abitudinari perché il nostro cervello e la nostra mente sono propensi a ripetere gli stessi comportamenti e le stesse scelte.

Questo accade perché le abitudini soddisfano il nostro bisogno di sicurezza, come abbiamo già visto in post precedenti (qui e qui), quindi fare fare le stesse cose, andare negli stessi posti, viaggiare sulle stesse strade ci premia a livello emotivo, dandoci sicurezza.

Inoltre questo accade perché il cervello tende ad applicare schemi mentali noti e definiti per risolvere ed affrontare situazioni e problemi, noti o sconosciuti.

Il cervello apprende attraverso la ripetizione dell'esperienza, questo comporta la registrazione nella rete cerebrale, la formazione di nuovi legami tra i neuroni e la modifica della loro struttura. Ripetere molte volte lo stesso comportamento, rende il ricordo sempre più profondo e l'azione sempre più efficiente e coordinata, fino all'automatismo. D'altra parte gli automatismi hanno lo svantaggio di essere o attivarsi in modo inconsapevole o non intenzionale.

Inoltre sfruttare i “tracciati” cerebrali già esistenti è per il cervello meno faticoso che crearne dei nuovi. Cioè per il cervello è più comodo darci una soluzione nota a un problema piuttosto che cercarne una nuova.

Le abitudini sono una cosa negativa?

No, non necessariamente, le abitudini possono essere buone o cattive, ma una vita piena di abitudini è una cosa da evitare. Il perché è che il cervello è come un muscolo e ha bisogno di esercizio quotidiano. Fare le stesse cose ogni giorno, applicare gli stessi schemi mentali non significa usare il cervello. Mentre cercare nuove strade per giungere alla meta, nuove soluzioni per risolvere i problemi significa darci nuove prospettive, nuove idee, nuove occasioni.

Quindi l'unica abitudine che ti consiglio di adottare è di “non abituarti”.

Come possiamo fare?

Non è difficile: con un minimo di consapevolezza di te stesso e delle tue azioni puoi iniziare a fare le cose in maniera diversa da come sei abituato. Inizia dalle piccole cose, come sederti a un tavolo diverso al ristorante, o cambiare i percorsi dei tuoi movimenti in auto, e vedrai che inizierai ad affrontare anche le cose importanti della vita con un approccio differente, con una mentalità più flessibile e spesso più efficace e stimolante. Infine in questo modo ti libererai da certe dipendenze psicologiche che per quanto piccole sono un peso per la tua vita e la tua felicità.

Grazie di avermi seguito anche oggi. A presto ;D

CULTURA
8 agosto 2011
Il cervello al massimo (dello sviluppo)

 

Oggi parleremo di una tesi interessante sostenuta da un team di ricercatori dell’Università di Cambridge, guidato dal professor Simon Laughlin, in un articolo pubblicato qualche tempo fa sul Sunday Times: le dimensioni del cervello umano hanno raggiunto il loro limite massimo, un limite determinato dalla miniaturizzazione delle cellule e dalla grande quantità di energia consumata

Il cervello è solo un cinquantesimo del peso corporeo, ma richiede un quinto delle risorse e dell'energia consumata dal nostro corpo, più o meno come il cuore. I ricercatori inglesi ne hanno analizzato la struttura e sostengono che le cellule del cervello avrebbero bisogno di maggiori quantità di energia per diventare più efficienti, in particolare per migliorare le capacità deduttive e per correlare costantemente le informazioni provenienti da fonti diverse. D'altra parte i ricercatori affermano che gli esseri umani non possono fornire energia e di ossigeno più di quanto già non facciano.

L'altro motivo a sostegno della tesi è che la miniaturizzazione delle cellule cerebrali e l'aumento delle connessioni fra cellula e cellula sono arrivate entrambe al loro limite: le cellule non possono fisicamente diventare più piccole e le connessioni non hanno lo spazio per aumentare. Il cervello è diviso in “moduli” con funzioni diverse e collegati da fasci di fibre nervose e l'”intelligenza” dipende anche dall'efficienza di queste connessioni.

L'alta integrazione delle reti cerebrali sembra essere associata a un alto quoziente d'intelligenza. I ricercatori hanno misurato l'efficienza con cui le parti differenti del cervello comunicano fra loro e hanno scoperto che gli impulsi sono più veloci nelle persone brillanti e che i cervelli più interconnessi sono quelli delle persone più intelligenti.

Inoltre, secondo i neurobiologi di Cambridge, se venissero a mancare le riserve di cibo, il cervello potrebbe regredire, perché l’energia andrebbe convogliata su altre più utili funzioni.

La testi è molto interessante per i molti spunti che offre. In primo luogo perché conferma che il cervello umano richiede notevoli quantità di risorse per funzionare correttamente. E aggiungo che ne richiede ancora di più nei passaggi critici della crescita umana, in particolare nella prima infanzia. Ci sono diversi studi che conferma come la denutrizione influenza negativamente la crescita del cervello e le sue “capacità” nell'età adulta.

In secondo luogo troviamo la conferma che la grandezza, la complessità e l'efficienza della “rete cerebrale” determinano una mente più o meno brillante, un cervello più o meno capace, in particolar modo a livello deduttivo.

Queste caratteristiche dipendono solo dal nostro patrimonio genetico o sono anche o principalmente determinate dall'ambiente e dalle condizioni in cui cresce l'individuo?

Tu cosa ne pensi?

Riaffronteremo insieme questo argomento in futuro, ma voglio anticiparti che aldilà delle “correnti” di pensiero il nutrimento del corpo e della mente determinano in modo significativo li sviluppo del cervello.

Infine, per quanto riguarda la tesi in sé, non posso non chiedermi come madre natura “andrà oltre”. Cioè non è la prima volta che quest'organo meraviglioso che è il cervello evolve anche in tempi ridotti facendo balzi considerevoli di grandezza, forma, complessità.

Tu cosa pensi?

Il cervello umano evolverà o involverà?

E se evolverà, come sarà la sua evoluzione?

Per esempio possiamo immaginare che, per quanto riguarda il limite delle risorse, il cervello troverà soluzioni energeticamente più efficienti, mentre per quanto riguarda il limite di miniaturizzazione e crescita della rete cerebrale, per esempio cambierà la sua biochimica e troverà modi diversi e più efficienti di lavorare sulla stessa infrastruttura fisica e nello stesso spazio.

Inoltre non dimentichiamoci di noi.

Non pensi che cercheremo noi stessi modi per “crescere”, per “andare oltre”?

Non parlo di fantascienza, ma di soluzioni artificiali per potenziare il nostro cervello. Impianti cerebrali, connessioni ultraveloci a “potenziamenti” esterni, tecnologie capaci di “integrare” cervelli diversi o di farli lavorare in parallelo con cervelli artificiali.

Non chiamarla fantascienza. La fantascienza è solo la ricerca di nuove strade, di nuovi limiti e sempre ha preceduto la scienza nel suo cammino.

Se il genere umano sopravviverà ai prossimi due secoli di guerre economico-sociali e alla propria stupidità e piccolezza morale, allora forse avrà la sua chance di “evolvere”.

A presto ;D

CULTURA
5 agosto 2011
LA MENTE UMANA – i segreti della vista

 

In un post precedente (qui) relativo all'informazione abbiamo parlato dei sensi e della vista e, se ricordi, abbiamo accennato al fatto che gli occhi si muovono incessantemente, in una danza di movimenti impercettibili, senza i quali non potremmo vedere. Stasera vediamo di spiegare meglio cosa sono e come funziona veramente la vista.

Tutti noi pensiamo che la vista sia la percezione passiva di immagini del mondo che ci circonda. La luce è un flusso di onde elettromagnetiche la cui lunghezza d'onda determina il colore delle cose che ci circondano. Ogni oggetto colpito dalla luce, ne assorbe una parte, il restante viene riflesso e quando raggiunge i nostri occhi, l'onda luminosa stimola la retina (più di cento milioni di recettori), l'organo deputato a tradurre lo stimolo in impulsi elettrici, il linguaggio del cervello. Attraverso il nervo ottico gli impulsi raggiungono il cervello dove vengono elaborati in immagini.

In realtà la vista non è affatto passiva, tutti noi ci rendiamo conto che i nostri occhi si muovono continuamente, ma la cosa va oltre: per ottenere l'immagine continua e coerente e ad alta risoluzione del mondo attorno a noi, il cervello umano ha bisogno di un campionamento continuo del mondo preso dal centro ad alta risoluzione del nostro occhio (la fovea). Per ottenerlo i nostri occhi compiono un flusso di movimenti continui, rapidi e automatici, chiamati appunto “saccadi”. Noi non ci rendiamo conto di questi micromovimenti dell'occhio, nonostante ne compiamo fino a cinque al secondo, in primo luogo perché i movimenti macroscopici degli occhi li nascondono, ma anche se provassimo a fissare un punto disegnato sopra un foglio, i nostri occhi continuerebbero a muoversi.

Questi micromovimenti non sono controllabili a livello conscio, al massimo possiamo scegliere un destinazione indicativa, ma un movimento può essere scatenato da un evento che neanche percepiamo, come per esempio dal movimento di un insetto minuscolo fuori dalla nostra attenzione. Un altro aspetto da sottolineare è che questi micromovimenti non sono continui, ma tra un movimento e l'altro l'occhio umano si ferma, per una frazione di secondo fissa l'immagine e cattura una piccola porzione della scena, “un'istantanea”. Il cervello somma queste fotografie ad alta risoluzione in un immagine finale “stabile” e ad alta risoluzione.

Questo è stato scoperto studiando i movimenti dell'occhio e nello stesso modo si è scoperto molto altro del nostro straordinario cervello. Per esempio, dai movimenti degli occhi sul volto delle altre persone si è capito lo schema di lettura dell'espressività e della comunicazione non verbale altrui e si è scoperto per esempio che i nostri movimenti si concentrano appunto sugli occhi dell'altro.

Un'altra cosa che si è scoperta è che mentre gli occhi compiono questi movimenti, noi non siamo in grado di vedere, il cervello censura ogni immagine in movimento, probabilmente perché è troppo difficile per lui interpolare anche le immagini “mosse”. E questo vale sia per le saccadi, sia per i movimenti macroscopici. In fatti se davanti a uno specchio provi a muovere lo sguardo da un occhio all'altro non vedrai il movimento degli occhi, ma solo il risultato finale. Mentre se guardi un altra persona che fa la stessa cosa, vedi chiaramente il movimento dei suoi occhi.

Come è possibile questo? Non è ancora chiaro come il cervello sopprima la visione, di sicuro non è una cancellazione, cioè il cervello non fa finta di non vedere, ma le immagini cessano di arrivare al cervello quindi alla nostra coscienza. E' proprio un blackout che viene attivato appena prima che i muscoli oculari si contraggano per compiere il movimento.

So che ti stai chiedendo il perché. Vero?

E la risposta è che questo è il sistema più efficiente. Il cervello interpola efficacemente immagini nitide e non quello sfuocate dal movimento.

Questa “soppressione” tra l'altro spiega il funzionamento di alcuni trucchi di magia: il prestigiatore utilizza un movimento improvviso, per esempio della mano, per attirare la nostra attenzione e per attivare la reazione spontanea dei nostri occhi. Mentre gli occhi si muovono non sono in grado di vedere e lui può realizzare il trucco.

I movimenti improvvisi attirano la nostra attenzione cosciente e inconscia perché la selezione naturale ha preferito chi era capace di percepire prima il pericolo incombente.

Cosa ne pensi della vista umana?

In realtà la retina dei nostri occhi è colpita in continuazione dalla luce, ma al cervello arrivano serie di immagini intervallate dal buio che vengono “montate” nell'illusione di una visione nitida e definita.

Non credi che sia affascinante?

A presto ;D


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permalink | inviato da Elnor il 5/8/2011 alle 20:17 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
CULTURA
1 agosto 2011
CREDENZE E CONVINZIONI

 

Questa sera parleremo di ciò che fa la differenza nelle scelte personali e importanti per la nostra vita. Non parlo di cosa mettere stasera quando uscirai, ma di quelle scelte decisive che la vita ci presenta o che prendiamo per l'insorgere di un nuovo bisogno o di una nuova consapevolezza e che richiedono un certo cambiamento e impegno da parte nostra.

Quante volte nella vita hai pensato: ho fatto quella scelta perché ne ero convinto! Hai deciso di fare una certa cosa, convinto che fosse la scelta più giusta e hai ottenuto esattamente quello che cercavi. Nel bene o nel male.

Non ti è mai accaduto?

Per esempio, hai deciso di cambiare lavoro sapendo che era la scelta migliore per te, sapendo che saresti riuscito a trovare un lavoro migliore, un lavoro che ti desse soddisfazioni e non solo stress. E ora hai un nuovo lavoro e una vita diversa. Oppure hai deciso di smettere di fumare, sul serio, e dopo due mesi non ci pensi nemmeno più. Oppure hai deciso di parlare proprio con quella ragazza, quella sera, nonostante la sua bellezza e la tua timidezza, e ora è la tua ragazza. Oppure sei tornato dalle vacanze stanco delle difficoltà nel comunicare con le persone, quindi hai deciso di studiare l'inglese. E dopo un anno lo parli senza difficoltà.

Cosa unisce tutti questi esempi?

Una decisione e la convinzione o la volontà profonda che ti spinge a raggiungere un determinato obiettivo.

Un esempio tipico lo troviamo nello sport: di solito dietro il risultato di una prestazione sportiva non c'è solo un allenamento continuo, ma anche la convinzione irresistibile di voler ottenere quel risultato. Aldilà della possibilità o impossibilità, dell'abilità o dell'incapacità, tutti noi inconsciamente sappiamo che la differenza tra un risultato e un altro di un'azione umana o un'impresa, risiede nella convinzione con cui perseguiamo il nostro fine. Nella volontà e nella convinzione dietro la nostra decisione.

Per esempio, cosa succede se decidi di perdere peso, ma non ne sei veramente convinto?

Che inizierai a fare moto, ti metterai a dieta, ma dopo un certo tempo, alla prima disdetta abbandonerai il tuo proposito. Ed è come se non avessi mai preso quella scelta, anzi peggio, avrai cambiato idea. Ecco una cosa che i dietologi non ti diranno mai: se vuoi dimagrire devi lavorare prima sulla testa e poi sul corpo, cioè devi volerlo, devi sapere con precisione perché lo vuoi, come farai a ottenerlo e come ti sentirai da magro e devi ripetertelo ogni giorno.

Se ti si presenta una scelta e tu compi quella scelta, e se sei in grado di fare quello che scegli, il risultato della tua scelta dipende dalla tua volontà, dai tuoi dubbi, dalla convinzione che ci metti, dalle credenze che hai su di te e sulla scelta in questione.

Cos'è una credenza, una convinzione?

Una credenza non è altro che un sensazione di certezza riguardo qualcosa.

Siamo totalmente convinti, sicuri e certi che una cosa sia così. Per esperienza, per fede, per fiducia o per qualunque motivo. Quindi le credenze danno sicurezza alle persone e anche per questo le persone sono poco disposte a metterle in dubbio. Abbandonare le proprie credenze è molto sgradevole ed è anche per questo che le persone tendono a restare aggrappate a credenze negative o limitanti.

Le credenze possono essere:

  1. Generali
    Riguardano il mondo che ci circonda e come noi lo vediamo, sono cioè quelle convinzioni relative ad argomenti come la vita, la salute, il tempo, la famiglia, gli amici, il denaro, il sesso, il lavoro, la spiritualità, la responsabilità, lo sport, l’alimentazione, la giustizia

  2. Personali
    Sono le convinzioni che abbiamo su noi stessi, che definiscono l'idea e l'immagine che abbiamo di noi stessi.

  3. Regole
    Ne abbiamo già parlato in altri post,
    qui e qui, e sono convinzioni determinate dalle nostre esperienze che ci dicono come comportarci o non comportarci in tutte le situazioni note della vita

Nei prossimi post approfondiremo l'argomento e vedremo ogni tipo di credenza, come si creano e come funzionano. Come avrai capito, l'approccio che seguiremo sarà analogo a quello delle regole, cioè cercare di spiegare in modo semplice molti meccanismi della psicologia umana che stanno dietro alle nostre scelte.

Prima di lasciarci una domanda: perché? Perché noi esseri umani costruiamo dentro di noi queste convinzioni?

A presto ;D

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Ogni scelta che facciamo modella la nostra vita. Ogni singola scelta. E' fondamentale per ognuno di noi diventare consapevoli delle nostre decisioniQuesto blog vuole fornire spunti, informazioni, risposte, domande e risorse sul "prendere decisioni".

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