IL BLOG SI E' TRASFERITO QUI

scegliere | SCEGLIERE | Il Cannocchiale blog
.
Annunci online

Diventa consapevole delle tue decisioni
SOCIETA'
31 gennaio 2012
PAROLE PER PENSARE – Post democrazie

 

 Nella nostra ricerca di una maggiore comprensione della realtà, stasera vi propongo un altro video, un'intervista di Giulia Innocenzi a Serge Latouche andata in onda su Servizio pubblico del 19 gennaio scorso, incentrata sulla crisi delle democrazie, la fine del capitalismo e l'assurdità del social-liberismo (il liberismo non può essere sociale).

Serge Latouche è professore di scienze economiche all'università di Parigi, filosofo e sostenitore della decrescita conviviale, del localismo, della coesistenza e del dialogo tra le culture. Qui puoi trovare cosa riporta wikipedia su Latouche, qui una sintesi del suo pensiero, qui infine trovi il video su Servizio pubblico.

Ancora una volta credo non ci sia bisogno di commenti. Ti come sempre ad ascoltare con attenzione e senso critico le parole dell'intervistato. Pensa con la tua testa, approfondisci gli argomenti e non regalare al tua fiducia.

Buona visione e a presto ;D

Qui puoi trovare gli altri video della rubrica.

CULTURA
26 gennaio 2012
Responsabili delle nostre scelte

 

Stasera parliamo di responsabilità. Responsabilità. Lo senti? Questa parola è carica di emotività e di significato, una parola che di solito non piace perché quando la pronunciamo ci rimanda a problemi, conseguenze, punizioni, costi e ad esperienze spesso non gradevoli. E' così perché responsabilità è una delle parole chiave che noi esseri umani impariamo a conoscere quando diventiamo adulti: devi essere responsabile ci dicono i nostri genitori, devi fare la scelta giusta. Ci insegnano ad essere responsabili perché è importante per far parte della società umana ed è importante per poter prendere le decisioni più efficaci per il nostro futuro.

Cos'è la responsabilità?

Partiamo dal significato della parola: il termine deriva dal latino respònsus, participio passato del verbo respòndere, rispondere. Rispondere di cosa? La responsabilità è dover rendere conto di atti, avvenimenti e situazioni in cui si ha un ruolo determinante; o anche gli obblighi che derivano dalla posizione che si occupa, dai compiti, dagli incarichi che si sono assunti; o ancora responsabilità è quando siamo tenuti a rispondere della violazione di un obbligo o comunque di un atto illecito; infine responsabilità è avere consapevolezza delle conseguenze dei propri comportamenti.

In sintesi essere responsabile significa impegnarsi a rispondere, a qualcuno o a se stessi, delle proprie azioni e delle conseguenze che ne derivano.

Naturalmente la responsabilità è strettamente legata al prendere decisioni, in quanto le azioni sono determinate dalle scelte e noi siamo responsabili delle nostre scelte.

Ma lo siamo sempre? Siamo responsabili di tutte le nostre scelte?

Naturalmente no. Certamente non lo siamo quando non abbiamo una scelta. Il concetto di responsabilità implica quello di libertà e libero arbitrio, nel senso che ciascuno può essere ritenuto responsabile del suo operato se questo è avvenuto in seguito a una libera scelta e non per costrizione o per condizionamenti di qualsiasi tipo.

Ma è proprio così?

Sia nel primo post che nei post sulla persuasione (qui e qui) abbiamo già ribadito che ogni nostra scelta consapevole o inconsapevole viene influenzata e in molti casi determinata da altri o altro. Per esempio, dai nostri genitori come dai grandi media, e senza dubbio dalle esperienze negative del nostro passato. Di conseguenza, quando possiamo ritenere una scelta effettivamente libera?

D'altra parte il diritto e le scienze sociali sostengono che non siamo responsabili quando non possiamo prevedere le conseguenze del nostro comportamento.

Tu cosa ne pensi?

Nel post Quale blog, abbiamo considerato che anche se non ce ne rendiamo conto, che ci piaccia o meno, scegliere è una cosa che facciamo continuamente, ogni giorno, secondo quello che siamo, secondo i nostri scopi e i nostri desideri, secondo le occasioni che ci si presentano o che otteniamo, secondo le informazioni che riceviamo. Scegliere è un obbligo e un bisogno implicito di ogni essere vivente, l'espressione di quello che siamo.

Quindi quando prendiamo una scelta di cui non possiamo prevedere le conseguenze siamo proprio esenti da responsabilità?

Non ritieni che essendo nostra la scelta, questo ci renda almeno in parte responsabili delle conseguenze?

Inoltre quanto siamo responsabili della nostra incapacità di prevedere le conseguenze?

Per esempio, prendere decisioni in preda alla rabbia o allo sconforto ci spinge spesso a scelte frettolose di cui spesso ci pentiamo. Secondo te non siamo responsabili delle nostre emozioni? Non possiamo controllare le nostre emozioni e prendere decisioni a mente lucida?

Nel post Compiere una scelta, abbiamo visto come le nostre scelte si basano su quello che conosciamo della decisione da prendere, su quello che siamo, sulla somma delle scelte che abbiamo compiuto finora, sul nostro stato emotivo, sulla nostra consapevolezza.

Ebbene noi possiamo agire consapevolmente su tutti questi aspetti in modo da comprendere meglio le conseguenze delle nostre azioni e rendere le nostre scelte più efficaci. Noi possiamo cambiare noi stessi, possiamo scegliere di migliorare noi stessi e possiamo fare le cose in modo diverso e il farlo dipende anche da noi.

Anche per questo ritengo che in un modo o nell'altro, pienamente o in parte, siamo responsabili di tutte le nostre scelte.

Dici che è eccessivo?

Ne sei sicuro? Spiegami perché, lascia un commento.

Prima di lasciarci stasera, vorrei sottolineare un aspetto importante di quanto visto finora: la responsabilità ha origine dalla nostra socialità, dal far parte di una comunità, una famiglia, una società senza la quale non avrebbe significato “rispondere delle nostre scelte e delle loro conseguenze”.

Nei prossimi post vedremo meglio quale legame ci sia tra la nostra natura sociale e le nostre scelte e come l'uno determina l'altro.

Grazie e a presto ;D

ECONOMIA
24 gennaio 2012
PAROLE PER PENSARE – Cosa sono le società di ratings?

 

Il controllo sugli altri si esercita in molti modi, per esempio attraverso la paura, ma lo strumento di controllo più efficace è la manipolazione dell'informazione. Manipolando l'informazione si controlla la realtà percepita della vittima, quindi le sue scelte e le sue azioni. Ne parleremo ampiamente nei post futuri relativi alla persuasione. Ho accennato all'argomento per sottolineare l'importanza dell'informarsi e dell'informazione.

Tutto questo per introdurre un bel video dove il blogger Giampaolo Rossi di Wilditaly spiega in modo semplice ed efficace il funzionamento delle società di ratings e laffidabilità (o inaffidabilità) delle loro valutazioni.

Wilditaly è un sito di informazione indipendente e Rossi ne è il caporedattore.

Ritengo che i commenti siano superflui. Ti invito comunque a seguire con senso critico quanto viene detto, a usare la tua testa, a porti le tue domande e soprattutto a verificare le informazioni esposte.

Buona visione e a presto ;D

CULTURA
22 gennaio 2012
L'ASSALTO ALL'ACQUA (e ai servizi pubblici)

 

Siamo da capo. L'assalto all'acqua è ricominciato.

Nel precedenti post, Il referendum tradito 1 e 2, abbiamo visto come il risultato eclatante del referendum sull'acqua e i servizi pubblici non è andato giù alla classe politica e agli speculatori, gestori dell'acqua in testa. Non solo non si procede all'abrogazione del 7% di "remunerazione garantita del capitale investito" presente tuttora nelle tariffe del servizio idrico e cancellata dal referendum, ma si è scoperto che i gestori privati dell'acqua si erano rivolti a Giulio Napolitano, avvocato, esperto del settore e figlio del presidente della Repubblica, per una consulenza mirata, che invita a ignorare il risultato del referendum ed espressione della volontà dei cittadini e portare tutte le controversie nelle mani della giustizia amministrativa, presso cui è possibile insabbiare a lungo l'applicazione dei risultati referendari e perfino ribaltarli.

E ora siamo tornati alla politica. Il governo Monti sta preparando le liberalizzazioni e tra queste abbiamo l'articolo 19 che obbligherà le amministrazioni comunali a cedere buona parte delle loro quote delle società di gestione dei sevizi pubblici. L'articolo 20 modificherò il testo unico degli enti locali eliminando la possibilità di creare società di gestione pubblica, cancellando in questo modo le società pubbliche di gestione dei servizi.

Questo nonostante il referendum e nonostante i ricorsi alla corte Costituzionali sulle norme relative volute da Berlusconi e Tremonti l'anno scorso.

Un'altra chiara dimostrazione di come la volontà di ventisette milioni di italiani non venga rispettata. E' evidente che la classe politica mira a privatizzare i servizi pubblici essenziali per scopi che sono ben lontani dall'interesse comune.

Il loro scopo è fare profitto a spese della collettività, di tutti noi.

E' importante, per te come per me, non subire passivamente quello che vogliono imporci, ma informarci, dare sostegno ai movimenti per l'acqua e far sentire forte la nostra voce.

Qui trovi un articolo del Fatto Quotidiano, mentre i due video sono un'intervista a padre Zanotelli e la manifestazione dei comitati dell'acqua davanti al ministero dell'economia.

A presto ;D

 

ECONOMIA
17 gennaio 2012
PAROLE PER PENSARE – Capire il debito pubblico

 

Cos'è il debito pubblico? Chi lo ha creato? Come è stato creato? Chi sono i debitori? E chi i creditori?

Rispondere a queste domande è fondamentale per capire questa crisi e quanto sta accadendo in questi giorni. Eppure si parla poco di tutto questo, non ne parlano i media se non in modo parziale o distorto, non ne parlano i politici perché dovrebbero rispondere della cattiva gestione della "cosa pubblica", non ne parlano i banchieri perché ci si arricchiscono, non ne parlano gli industriali perché ci mangiano. Eppure il debito è andato oltre, il meccanismo non può più funzionare e quello che i potenti stanno facendo è rimandare il più possibile la resa dei conti, per mantenere il potere e il controllo sui popoli.

Ho trovato questo video francese che spiega in modo semplice il debito pubblico in appena dieci minuti. Penso sia interessante, ricco di informazioni e spunti. Naturalmente essendo così breve non può approfondire in modo soddisfacente, non può spiegare i retroscena di come siamo arrivati fin qui, ne considerare le conseguenze di quello che sta accadendo. Cercheremo di farlo insieme nei prossimi mesi con una serie di post dedicati. 

Quello a cui stiamo assistendo è una trasformazione radicale del mondo in cui viviamo e sotto certi aspetti del nostro stile di vita. Il nostro futuro e quello dei nostri figli sarà diverso da quello che abbiamo vissuto finora e molte saranno le scelte che dovremo affrontare.

Come sempre ti invito ad ascoltare con attenzione e senso critico quanto viene spiegato e a verificare le informazioni esposte.

L'autore del video mi è sconosciuto, la fonte è il blog InformarexResistere: qui trovi il canale youtube, qui la loro presentazione.

Infine, all'inizio della visione ricordati di attivare i sottotitoli cliccando su "CC".

Buona visione e a presto ;D

CULTURA
14 gennaio 2012
LE AZIENDE CHE CONTROLLANO IL MONDO

   

L'estate scorsa tre ricercatori svizzeri che studiano i sistemi complessi presso l'Istituto di Tecnologia di Zurigo (Stefania Vitali, James B. Glattfelder e Stefano Battiston) hanno pubblicato uno studio che analizza le relazioni tra 43mila imprese transnazionali intitolato "La rete globale del controllo societario".

La ricerca nasce da un database, Orbis 2007, relativo a 37 milioni tra aziende e investitori di tutto il mondo, su cui è stato costruito un modello di società controllate attraverso reti di partecipazione, che tiene in considerazione i ricavi operativi di ciascuna azienda, per mappare la struttura del potere economico.

Sintetizzando le conclusioni dello studio, un numero relativamente ridotto di aziende, per la maggior parte banche o imprese finanziarie, sono in possesso di un potere di controllo sproporzionato sull'economia globale. Meno di 800 grandi corporation controllano l'80% delle più importanti imprese del mondo e, di queste, 147 controllano il 40% del potere finanziario del pianeta. Lo ripeto: meno dell'1% delle società transnazionali controlla il 40% dell'economia mondiale. La foto in alto rappresenta 1300 corporation internazionali, legate mediamente ad altre 20 aziende, che formano il cuore dell'economia mondiale.

Cosa ne pensi?

La notizia è straordinaria, ma non ti vedo sorpreso. Beh, non lo sono neppure io. La notizia che un pugno di banche controlla la maggior parte dell'economia mondiale non è nuova, ma è la prima volta che uno studio scientifico va oltre l'ideologia e dimostra quello che da anni sostengono bloggers, manifestanti, complottisti, eccetera. 

Studi precedenti avevano già determinato che un piccolo gruppo di corporation possedeva grandi pezzi delleconomia mondiale, ma si basavano su dati limitati, perciò non avevano potuto determinare quanto queste aziende influissero sulleconomia mondiale e se la rendessero più o meno stabile.

A questo proposito i risultati dello studio svizzero sottolineano che una tale concentrazione di potere, con una crisi come quella che stiamo attraversando, potrebbe risultare molto pericolosa per l'intero sistema. Non solo queste società transnazionali possono influenzare pesantemente e perfino demolire l'economia di un singolo stato, ma il collasso di una di queste compagnie può avere ripercussioni devastanti per l'intera economia del pianeta.

C'è un modo per prevenire questo?

No, sostanzialmente no. Il problema è un conflitto di interessi di dimensioni planetarie, un fitto intreccio tra economia e politica che rende impossibile l'adozione di misure di sicurezza globali, di ammortizzatori capaci di proteggere le economie nazionali e locali, la società civile e l'individuo dalle mire e soprattutto dalla caduta di questi giganti. Perché l'affermazione "troppo grande per fallire" applicata spesso alle grandi multinazionali è un'illusione o una speranza che non tiene conto della realtà.

Aldilà delle conclusioni dello studio voglio attirare la tua attenzione su due punti, impliciti o conseguenti a quanto detto finora:

1) il potere non è più nelle mani degli stati, ma stiamo assistendo a un processo di trasferimento del potere e di declino dei governi democratici, che come abbiamo visto in Italia e in Grecia, non rappresentano più i cittadini ma gli interessi della classe dirigente e dei poteri locali e internazionali;

2) il processo di accentramento del potere continuerà fino all'estremo, o finché il sistema non potrà più reggere il costi (ambientali, sociali, umani, ecc) e sarà costretto a cercare equilibri diversi.

Per quanto riguarda il primo punto, non posso fare a meno di chiedermi se questi banchieri/finanzieri saranno capaci di governare il mondo? Sono preparati a farlo? Sono consapevoli che la società umana non è un'azienda? Il mio timore è che continueranno a dedicarsi all'attività che finora dimostrano di saper fare meglio: saccheggiare.

Per quanto riguarda il secondo punto, mi chiedo quali saranno i costi e chi li pagherà?

Tu cosa ne pensi?

Per stasera è tutto. Grazie dell'attenzione e a presto ;D

Qui trovi lo studio in questione, qui l'articolo di NewScientist sullo studio.

Penso sia utile e interessante sapere quali sono le società più importanti che controllano il potere economico mondiale:

1. Barclays plc

2. Capital Group Companies Inc

3. FMR Corporation

4. AXA

5. State Street Corporation

6. JP Morgan Chase & Co

7. Legal & General Group plc

8. Vanguard Group Inc

9. UBS AG

10. Merrill Lynch & Co Inc

11. Wellington Management Co LLP

12. Deutsche Bank AG

13. Franklin Resources Inc

14. Credit Suisse Group

15. Walton Enterprises LLC

16. Bank of New York Mellon Corp

17. Natixis

18. Goldman Sachs Group Inc

19. T Rowe Price Group Inc

20. Legg Mason Inc

21. Morgan Stanley

22. Mitsubishi UFJ Financial Group Inc

23. Northern Trust Corporation

24. Société Générale

25. Bank of America Corporation

26. Lloyds TSB Group plc

27. Invesco plc

28. Allianz SE 29. TIAA

30. Old Mutual Public Limited Company

31. Aviva plc

32. Schroders plc

33. Dodge & Cox

34. Lehman Brothers Holdings Inc*

35. Sun Life Financial Inc

36. Standard Life plc

37. CNCE

38. Nomura Holdings Inc

39. The Depository Trust Company

40. Massachusetts Mutual Life Insurance

41. ING Groep NV

42. Brandes Investment Partners LP

43. Unicredito Italiano SPA

44. Deposit Insurance Corporation of Japan

45. Vereniging Aegon

46. BNP Paribas

47. Affiliated Managers Group Inc

48. Resona Holdings Inc

49. Capital Group International Inc

50. China Petrochemical Group Company

POLITICA
12 gennaio 2012
PAROLE PER PENSARE – Classe politica e rivolta sociale

 

Stasera ti propongo un altro video, una parte di un colloquio di Giulietto Chiesa, giornalista professionista e politicamente schierato, in cui questi offre la sua interpretazione su quanto sta accadendo oggi in Italia e non solo.

Credo che non siano necessari commenti personali.

Come la solito ti invito ad ascoltare con senso critico quanto Chiesa dice e a verificare le informazioni che espone. Personalmente non sono d'accordo su diverse delle sue opinioni, ma penso che il video sia ricco di spunti stimolanti su cui pensare.

Qui trovi il sito di Giulietto Chiesa e qui il post originale con il video. Qui trovi il suo blog sul sito de Il Fatto Quotidiano e qui trovi la sua scheda su wikipedia.

Qui trovi altri video interessanti.

Buon ascolto.

A presto ;D

 

SOCIETA'
9 gennaio 2012
L'italia dei corrotti e del malaffare

         

Un caro amico mi ha fatto notare che la corruzione e il malaffare non esistono solo in Italia, ci sono anche negli altri paesi. Come negarlo? Se guardiamo la classifica di Transparency International, organizzazione che studia e lotta la corruzione in tutto il mondo, non siamo certamente i peggiori, ma non siamo nemmeno tra i migliori. Anzi se osserviamo con attenzione, siamo i peggiori dei paesi occidentali a eccezione della Grecia.

Te ne stupisci?

No, vero?

La realtà è che l'Italia non è solo un paese corrotto, un paradiso in cui prosperano i furbi a spese della maggioranza, ma la nostra stessa cultura cattolica-democristiana è un terreno su cui prospera la corruzione e, se ci guardiamo alle spalle, la nostra storia dall'unificazione d'Italia è un continuo susseguirsi di scandali e abusi e violenze dei forti e dei potenti sui popoli che abitano il nostro bel paese.

Sono convinto che non ci rendiamo veramente conto di quanto la corruzione sia un cancro per il nostro paese, su quanto pesi sulle nostre tasche e sul futuro dei nostri figli. Se ce ne rendessimo conto non accetteremmo tutto questo senza fiatare, come complici morali se non di fatto.

Per una maggiore consapevolezza di quanto la corruzione pesi sul presente e sul destino dell'Italia, ti invito a leggere due notevoli articoli del Fatto quotidiano usciti sul sito in questi giorni: Un paese alla sbarra e Le sentenze del 2012. Insieme offrono una visione d'insieme della situazione presente: dalla corruzione politica, alla collusione della nostra classe dirigente con la criminalità, dalle associazioni a delinquere di tutti i tipi agli scandali civili ai disastri ambientali. Una carrellata senza fine che mostra il vero volto dell'Italia: quello dei corrotti e del malaffare.

A questo voglio aggiungere due interventi magistrali del giudice Scarpinato, tenuti in occasione delle presentazioni del suo libro “Il ritorno del principe”, un lettura illuminante che ti consiglio. Qui puoi trovare la recensione del libro con i video della presentazione, qui di seguito puoi trovare l'intervento “l'Italia oscena” in cui Scarpinato ci offre una lucida analisi storica e politica del potere in Italia e racconta come in Italia la corruzione e la mafia sembrano essere costitutivi del potere che decide, fa politica e piega le leggi ai propri interessi.

Approfondiremo questo argomento in futuro, perché sono convinto che una visione consapevole della realtà in cui viviamo è un punto di partenza imprescindibile per poter compiere scelte obiettive ed efficaci.

Buona lettura e buona visione.

 

 Qui puoi trovare la seconda parte.

 Qui puoi trovare la terza parte.

 Qui puoi trovare la quarta parte. 

 Qui puoi trovare la quinta parte.

 A presto ;D

sfoglia
<<  1 | 2  >> dicembre   <<  1 | 2  >>   febbraio

Rubriche
Link
Cerca

Feed

Feed RSS di questo 

blog Reader
Feed ATOM di questo 

blog Atom
Resta aggiornato con i feed.

Curiosità
blog letto 1 volte

Scegliere

Ogni scelta che facciamo modella la nostra vita. Ogni singola scelta. E' fondamentale per ognuno di noi diventare consapevoli delle nostre decisioniQuesto blog vuole fornire spunti, informazioni, risposte, domande e risorse sul "prendere decisioni".

Gli argomenti trattati sono: l'informazione, la psicologia, il coaching, i bisogni umani, le emozioni, la consapevolezza.

Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 07.03.2001

Licenza Creative Commons
I contenuti di questo blog sono concessi in licenza sotto la Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Condividi allo stesso modo 3.0 Unported.

 

Liquida

 

BlogItalia - La directory italiana dei blog

Directory

Aggregatore

Informazione

GiornaleBlog Notizie dai Blog Italiani

modificare foto

WebShake – intrattenimento

Directory Yoweb.it

hostgator coupon

Miglior Blog




IL CANNOCCHIALE