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DIARI
30 dicembre 2012
BUON 2013!

  

Auguri!

L'anno nuovo è alle porte ed è quindi tempo che tiriamo le somme sull'anno passato, in un modo o nell'altro, è tempo che rinnoviamo le nostre intenzioni e gli obiettivi a cui aspiriamo.

Per quanto mi riguarda, il 2012 è stato un buon anno, ricco di emozioni e incontri. Per il blog è stato un anno difficile, con poco tempo a disposizione per concretizzare le idee e i progetti. Molto è rimasto sulla carta ed è da questo molto che ripartirò per andare oltre: ho in testa contenuti migliori, un podcast e contributi diversi.

Per l'Italia invece questo è stato un anno spiacevole, in primo luogo perché il lavoro di smantellamento di Monti e Napolitano sta avendo effetto: disoccupazione e povertà aumentano, le aziende chiudono e il peggio deve ancora venire. Il vuoto pneumatico di informazione e ideali schiaccia la società e ci rende ciechi e stupidi. I peggiori siedono a Roma, una classe politica serva e corrotta senza dignità e consapevolezza.

Le elezioni di primavera possono cambiare il corso del declino di questa bella penisola, ma la maggior parte degli italiani non sa guardare oltre. Oltre se stessi, oltre la porta di casa, oltre oggi e domani.

Eppure qualcosa sta cambiando, un'onda lenta si sta alzando.

La senti?

La consapevolezza si diffonde, sempre più persone si svegliano, si pongono domande e cercano risposte e si incontrano e diffondono quell'informazione che ci hanno rubato. Il 2013 sarà un anno di cambiamenti, in bene e in male, e sarà un anno di occasioni che possiamo e dobbiamo cogliere.

Tutti noi, cittadini, dobbiamo tornare a fare politica. Non quella dei partiti e dei decrepiti burattini e dei camerieri che affollano gli schermi e i palazzi, ma quella delle piazze, vecchie e nuove, quella che guarda al futuro che si interroga sui principi, che aspira a qualcosa di grande, quella che si nutre di cultura e che crea cultura.

Tu cosa ne pensi?

E' tempo di riprenderci l'informazione e di diffondere consapevolezza. La consapevolezza per accettare la verità di quel che siamo, per vedere le menzogne di questo mondo e per comprendere che sono gli altri a dare significato alla nostra esistenza. Abbastanza per affrontare senza paura le scelte della vita e per capire che le scelte di oggi determinano il nostro futuro e il futuro di chi amiamo.

Auguri per un nuovo anno ricco di emozioni e di occasioni!

Grazie e a presto ;D


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permalink | inviato da Elnor il 30/12/2012 alle 20:30 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
POLITICA
28 dicembre 2012
PAROLE PER PENSARE – Una cultura nuova e una nuova società
 

Questa sera ti offro un video speciale, direi emozionante.

E' il discorso tenuto da Josè Pepe Mujica, presidente dell'Uruguay, al G20 del giugno del 2012, un discorso ignorato dai media europei ma già passato alla storia, che esprime in modo diretto tutti i dubbi e le domande che in questi anni in molti hanno già espresso sull'economia capitalista, la società consumistica e il modello di sviluppo e civilizzazione che ora domina il pianeta.

Il modello consumistico occidentale è sostenibile per il nostro pianeta? E' l'uomo che governa il mercato o è il mercato che governa l'uomo? Cosa è veramente importante: l'economia, il consumo, lavorare per consumare, o la felicità e la vita dell'uomo?

Il discorso brilla per la chiarezza delle parole, per il coraggio e per la lucidità del relatore e spinge a ripensare la nostra vita e la nostra cultura. Sono le parole e le domande che vorremmo sentire sulle labbra dei politici, oggi. Sono le parole che dovremmo diffondere e discutere per cambiare il nostro futuro e quello dei nostri figli.

Pepe Mujica ha 77 anni e dal 2009 è presidente dell'Uruguay, è stato in carcere 14 anni come oppositore del regime durante la dittatura, vive in una casa modesta e devolve i nove decimi del suo stipendio in beneficenza. Anche per questo è noto come il presidente più povero del mondo.

Qui trovi la sua pagina su Wikipedia, qui quella su Liquida. Qui puoi trovare un articolo della stampa nazionale, qui un interessante reportage sull'Uruguay che vale la pena leggere.

Come sempre ti invito ad ascoltare con attenzione e senso critico quanto viene detto e ad approfondire gli argomenti che ti colpiscono presso altre fonti.

Buona visione a presto ;D

CULTURA
25 dicembre 2012
COS’E’ SUCCESSO AL 2° SUMMIT MMT?
 

Come avevo annunciato nel post: “Secondo summit MMT” alla fine di ottobre si è svolto il secondo appuntamento dei sostenitori della Modern Money Theory (MMT) in Italia, raccolti da Paolo Barnard in un doppio incontro, a Rimini e a Cagliari, per due lezioni di due giorni presiedute da tre economisti di fama internazionale: Warren Mosler, Mathew Forstater e Alain Parguez.

Come è andata?

Nonostante il silenzio assordante della quasi totalità dei media italiani, più di mille partecipanti si sono raccolti per ascoltare un modo diverso di fare politica monetaria, un’alternativa all'attuale dottrina economica liberista che anno dopo anno, fallimento dopo fallimento, continua a dimostrare le sue lacune e l'inadeguatezza nel garantire i diritti naturali della maggioranza dell'umanità.

Di cosa si è parlato al summit?

E' stata proposta una diversa lettura dei recenti eventi storici, dei fatti e delle scelte che hanno condotto all'attuale crisi europea. Sono state analizzate le cause della crisi, riconducibili all'euro e alla concretizzazione dell'unificazione forzata del continente da parte delle classi dominanti, a loro vantaggio e a scapito dei cittadini europei. Senza più la sovranità economica, in sostanza il potere di battere moneta propria, gli stati non possono che rivolgersi alla banche, come semplici cittadini, e così facendo si ritrovano alla loro mercé.

E' stato rivisto da un punto di vista differente il ruolo del settore pubblico in relazione a quello privato e di conseguenza il ruolo del deficit come motore dell'economia e via per raggiungere la piena occupazione. E' stata esaminata con attenzione l'uscita dell'Italia dall'euro e i passi necessari perché avvenga nel modo migliore possibile. E' stato ribadito il ruolo della tassazione, che non è quello di generare introiti per lo stato, ma quello di ridistribuire la ricchezza, controllare l'inflazione e generare domanda. E' stato anche approfondito il ruolo dell'inflazione e le sue cause, lo scopo dei titoli di stato, drenare liquidità e controllare il tasso di interesse, e qual è il ruolo del debito pubblico in presenza di una moneta a debito.

In generale sono stati ribaditi i punti caldi già espressi nella precedente edizioni del summit MMT (vedi post “Cos'è successo al summit MMT”):

1) lo stato non è come una famiglia, come sostengono le dottrine ufficiali;

2) il deficit di bilancio di uno stato con moneta sovrana è un fattore positivo;

3) uno stato con moneta sovrana si finanzia “stampando” moneta e non ricorrendo al mercato;

4) in questo modo può esercitare politiche fiscali e monetarie proprie (esercita la sovranità) senza subirle da una banca o peggio dal mercato, che diciamocelo ha il solo scopo di fare lucro e non ha il minimo interesse nella prosperità sociale;

5) quando lo stato stampa moneta non necessariamente genera inflazione e, comunque, lo farebbe come lo fanno le banche quando a loro volta generano moneta (prestando);

6) l’inflazione può essere controllata attraverso la limitazione della circolazione monetaria e l’emissione di titoli di stato per sottrarre circolante al mercato;

7) il meccanismo di stabilità di bilancio che si vuole imporre a tutta l’Europa sottrarrà potere e sovranità agli stati a beneficio di banche e istituzioni private e condannerà le economie reali alla recessione e all’impoverimento delle popolazioni;

8) l’euro è di fatto una moneta straniera nelle mani di burocrati e degli interessi privati;

9) l’euro ha tolto agli stati le prerogative di una moneta sovrana e sarebbe opportuno riappropriarsene, tornando a essere un paese a piena sovranità monetaria, fiscale e politica;

10) uscire dall’euro è possibile, auspicabile e non è la fine del mondo.

Sul web e su youtube si trovano i video delle parti fondamentali del summit. Il video in alto è la prima parte dell'incontro a Rimini, mentre quello sotto riguarda l'incontro a Cagliari. Gli altri video sul summit li puoi trovare su youtube o con una semplice ricerca sui motori di ricerca (2° summit MMT).

Penso valga la pensa ascoltare quanto esposto dagli economisti invitati al summit, in primo luogo perché offrono punti di vista interessanti sugli eventi passati e presenti, in secondo luogo perché spiegano in modo chiaro diversi argomenti chiave di economia che gli esperti liberisti fanno di tutto per rendere criptici, e infine perché offrono una soluzione alla crisi attuale in Europa e in Italia.

Non posso che ribadire il mio commento personale: trovo che la MMT offra una soluzione immediata, parziale e temporanea a una situazione di crisi e di conflitto che non può essere risolta agendo solo sulle politiche monetarie. Siamo di fronte a una convergenza unica: da una parte siamo a una svolta del capitalismo, che di fronte ai limiti delle risorse e alle sfide future, non offre soluzioni, ma strategie di dominio per le classi dominanti; dall'altra le nuove comunicazioni e la rete hanno portato l'umanità a una svolta, a un possibile balzo di coscienza o al suo limite evolutivo.

Per affrontare tutto questo, non è sufficiente la MMT, ma è necessario un intervento politico forte da parte dell’intera società e la revisione profonda del concetto stesso di economia. 

Naturalmente questa è la mia opinione. Ti invito a farti la tua idea ascoltando i video del summit.

Qui puoi trovare il sito della MMT, qui trovi il sito di Paolo Barnard.

Buona visione e a presto ;D

DIARI
21 dicembre 2012
BUON NATALE 2012

Auguri!

Come?

Sì, dici bene, sono in anticipo di qualche giorno, ma non sono sicuro di essere online a Natale, quindi preparati per un bell’abbraccio. E’ il secondo Natale per questo blog e, dopo diciotto mesi, posso dire che è molto cambiato, in bene e in male. Ma non è tempo di fare bilanci, forse ti annoierò a fine anno, invece è tempo di accogliere un altro Natale e l’inizio di un nuovo ciclo.

Mi riferisco al sole che dopo i giorni più corti riprende a salire in cielo e mi riferisco a quest’epoca di cambiamenti che ci spinge verso un futuro diverso, incerto forse, e speriamo ricco di opportunità e del meglio della nostra umanità.

Quindi senza indugi ti auguro un felice Natale, ti auguro di vivere momenti indimenticabili, attimi ricchi di emozione e soprattutto ti auguro tanta consapevolezza. Abbastanza consapevolezza per accettare la verità di quel che siamo e per comprendere che sono gli altri a dare significato alla nostra esistenza. Abbastanza per vedere le menzogne di questo mondo e le tue di menzogne. Sufficiente consapevolezza per essere libero, per affrontare senza paura le scelte della vita e renderla speciale. Non importa se breve o lunga, povera o ricca, speciale.

Auguri!

E non dimenticare che le scelte di oggi determinano il futuro.

A presto ;D

CULTURA
19 dicembre 2012
PAROLE PER PENSARE – L'Italia e la guerra

Bentrovato. Stasera ti propongo un altro video stimolante e ricco di spunti di riflessione.

E’ una delle conferenze realizzate all’interno di TEDxReggioEmilia 2011, evento tutto italiano, auto organizzato da WWLab, che prende ispirazione dal modello di diffusione delle idee di TED.

Il tema della conferenza è la guerra e il relatore ripercorre gli ultimi sessant’anni di storia d’Italia e ci offre un punto di vista diverso sulla guerra, del perché la si fa e di come viene fatta nel nostro bel paese, nonostante la nostra Costituzione “ripudi la guerra”.

Il relatore è Fabio Mini è un generale in pensione, scrittore e commentatore di fatti e questioni militari. Qui puoi trovare la pagina di Wikipedia su Fabio Mini, qui la sua pagina Facebook. Qui e qui puoi trovare i suoi libri, qui una sua biografia.

Come al solito, ti invito ad ascoltare con attenzione e senso critico quanto viene detto. Ti invito anche a pensare con la tua testa e a verificare le informazioni che vengono esposte su fonti affidabili.

Buona visione e a presto ;D

POLITICA
16 dicembre 2012
REFERENDUM TRADITO – Di nuovo all'assalto dell'acqua

  

Con il referendum del giugno 2011, la maggioranza degli italiani ha espresso in modo inequivocabile di non volere la privatizzazione dei servizi pubblici, in primis l'acqua pubblica (vedi postE dopo il referendum?”), ma in pochi mesi abbiamo avuto conferma delle nostre previsioni: la classe politica e tutti coloro che volevano mettere le mani sul business dei servizi pubblici non volevano desistere.

Nell'autunno 2011 il governo aveva inserito nella manovra finanziaria una norma che riproponeva nella sostanza quanto stabiliva l’articolo 23 della legge Fitto-Ronchi abrogata dal referendum (vedi post “E il referendum?”). Inoltre nel giro di pochi mesi era stata emanata una norma per commissariare i sindaci che non privatizzavano i servizi pubblici locali, in diversi casi la politica locale aveva continuato imperterrita a privatizzare (vedi post “Il referendum tradito 1”) e il Fatto Quotidiano aveva scoperto che i gestori privati dell'acqua si erano fatti dare da Giulio Napolitano, esperto del settore, un dossier su come era possibile ignorare il risultato del referendum (vedi post “Il referendum tradito 2”).

Inoltre con il decreto liberalizzazioni, il governo Monti aveva rafforzato le norme relative alla privatizzazione dei pubblici servizi del pacchetto anticrisi di Tremonti, che a sua volta riprendeva la legge Ronchi Fitto abolita dal referendum (vedi post “L'assalto all'acqua”), senza procedere all’abrogazione del 7% di “remunerazione garantita del capitale investito” presente tuttora nelle tariffe del servizio idrico e cancellata dal referendum.

Il luglio scorso, la consulta si era espressa contro le norme sopra citate e le aveva dichiarate incostituzionali, restituendo ai comuni il potere decisionale sulla gestione dei servizi pubblici locali (vedi post “Si pronuncia la consulta”). Una vittoria per tutti i cittadini e una battuta d'arresto ai piani di imprenditori, società di gestione, multinazionali e classe politica.

La tregua è stata breve, ci risiamo di nuovo.

Con il decreto “Salva Italia”, un anno fa il governo Monti ha affidato all’autorità per l’energia e il gas la gestione delle tariffe dell'acqua e quando nei giorni scorsi quest'ultima ha presentato il nuovo metodo per calcolare il costo del servizio idrico, ci siamo ritrovati quel 7% di “remunerazione garantita del capitale investito” abrogato dal referendum, ora chiamato “oneri finanziari sul capitale immobilizzato”. In sostanza il margine di guadagno garantito si sposta dallinvestimento industriale al mondo finanziario che lo sostiene.

I comitati per l’acqua pubblica, promotori dei due referendum dello scorso anno, sono stati i primi a rilevare il tentativo dell’autorità di far passare la remunerazione del rischio d’impresa come una voce di costo della gestione. Inoltre con questo nuovo metodo definito dall'autorità, vengono garantiti alle società di gestione i costi non previsti dai piani di investimento e tutto questo ha valore retroattivo, cioè a coprire quel 7% abrogato dal referendum che i gestori hanno continuato a farci pagare in quest'ultimo anno.

Non è altro che l'ennesima violazione del risultato del referendum e l'ennesimo tentativo di speculazione a danno dei cittadini da parte di società di gestione e multinazionali, che non vogliono perdere l’affare dei servizi locali, spalleggiati dalla classe politica italiana che continua nei suoi tentativi di affossare i risultati referendari in dispregio dei cittadini italiani

Perché lo fanno?

Per lucro, il loro scopo è fare soldi a spese della collettività, cioè di tutti noi.

Cosa possiamo fare per evitarlo?

Dare sostegno ai movimenti per l’acqua e far sentire forte la nostra voce.

Qui puoi trovare il forum italiano dei movimenti dell'acqua.

Non dimenticare che le tue scelte di oggi determinano il tuo futuro.

A presto ;D

ECONOMIA
11 dicembre 2012
PAROLE PER PENSARE – La crisi delle banche
 

Questa sera ti propongo un altro video interessante.

E' una conferenza di una ventina di minuti che offre una chiara spiegazione di quello che è successo negli ultimi anni e di quello che sta succedendo in Europa a livello economico-finanziario. Il relatore spiega in pochi sintetici passaggi come la crisi attuale sia in verità una crisi delle banche: il sistema finanziario, schiacciato da un enorme debito, cerca di salvare se stesso speculando ancora più di prima per drenare ricchezza dall'economia reale con il risultato di mandare in crisi interi stati e demolire le loro economie.

E così abbiamo la speculazione che domina la finanza che controlla l'economia che decide sulla politica che colpisce la vita dei cittadini. Un aspetto su cui ti invito a soffermarti è che le soluzioni per ribaltare tutto questo si conoscono già, ma è necessaria la volontà politica di applicarle. Affinché la politica, invece che assecondare la volontà di banchieri e finanza, lavori per i cittadini è necessario che i cittadini si occupino della politica.

Il video è una delle conferenze realizzate allinterno di TEDxReggioEmilia 2012, evento tutto italiano, curato da Riccardo Staglianò e organizzato da Laura Credidio, che prende ispirazione dal modello di diffusione delle idee di TED. Qui puoi trovare la pagina di TEDxReggioEmilia, qui la pagina del video.

Il relatore è Andrea Baranes, presidente della Fondazione Culturale Responsabilità Etica, della rete di Banca Etica, portavoce della campagna 005 per l’introduzione di una tassa sulle transazioni finanziarie (zerozerocinque.it), scrittore di numerosi libri sui temi dell’economia, collabora con diverse riviste specializzate e con sbilanciamoci.info e nonconimieisoldi.org. Qui puoi trovare la pagina di Liquida su di lui, qui la sua pagina facebook. Qui puoi trovare i suoi libri su Amazon.it, qui puoi trovare la sua biografia su sbilanciamoci.info.

Come sempre ti invito a seguire con attenzione e senso critico e a verificare argomenti e informazioni su altre fonti affidabili.

Buona visione a a presto ;D

CULTURA
8 dicembre 2012
COS'E' LA PROPAGANDA?

  

Prima di continuare ad approfondire il tema dell'informazione penso sia fondamentale comprendere cos'è la propaganda.

Quando comunichiamo con altri individui possiamo comunicare liberamente, senza nascondere ciò che pensiamo e ciò che proviamo, o possiamo controllare le informazioni contenute nella nostra comunicazione per ottenere uno scopo preciso. Per esempio per non rivelare chi siamo, per non dover rispondere di nostre responsabilità, o per nascondere condotte considerate riprovevoli per il nostro gruppo sociale, o per manipolare gli interlocutori a nostro vantaggio.

Da bambini impariamo afiltrare” le informazioni che trasmettiamo agli altri, per esempio non diciamo alla mamma quello che è successo in cortile con gli amici della via per evitare rimproveri, e impariamo anche a manipolare le informazioni trasmesse per ottenere una reazione specifica, cioè riduciamo linformazione o la presentiamo da un diverso punto di vista o perfino diamo informazioni in parte o del tutto non vere, cioè mentiamo.

Hai ragione, non sto dicendo nulla di nuovo: l'uomo mente, l'uomo manipola i propri simili per il proprio vantaggio e lo fa attraverso la comunicazione, manipolando l'informazione trasmessa per modificarne la percezione della realtà e influenzarne le reazioni.

Volevo accertarmi che fosse chiaro per entrambi. Ora torniamo al quesito fondamentale: cosè la propaganda? Cosa ha a che fare con linformazione, la comunicazione e i media?

Il termine propaganda deriva dal latino “propagare” e in sintesi è l'attività di disseminazione informazioni e idee con lo scopo di indurre i soggetti della propaganda a specifiche azioni, reazioni, attitudini o comportamenti. Il concetto nasce per descrivere un modo di diffondere il credo religioso, per indicare sforzi coordinati e sistematici nel convincere il maggior numero di persone possibili. Solo nel ventesimo secolo la propaganda acquisisce la connotazione negativa che tutti conosciamo: propaganda uguale volontà di influenzare e manipolare le masse. Questo perché le masse sono diventate soggetto politico solo negli ultimi centocinquant'anni e perché i mezzi di comunicazione di massa sono apparsi appunto nel ventesimo secolo.

Oggi se chiediamo a qualcuno per strada cosa sia la propaganda, ci sentiremo rispondere nei modi più vari che “la propaganda è una comunicazione mirata a influenzare le opinioni o il comportamento delle persone, usata soprattutto nella pubblicità commerciale e nella politica, con forti connotazioni negative, in quanto di solito è una comunicazione ingannevole, manipolatrice, mistificatoria, falsa”.

Questo perché la propaganda ai giorni nostri è diventata il conscio, metodico e pianificato utilizzo di tecniche di persuasione per raggiungere specifici obbiettivi a beneficio di coloro che la realizzano o la finanziano. E la causa di tutto questo è l'esistenza di mezzi di comunicazione di massa, pervasivi e potenti, a cui la maggioranza della società e dei cittadini attingono per ottenere informazioni, però nelle mani di individui molto ricchi, imprese, lobby o partiti, con precisi obiettivi economici e politici e pochi scrupoli nel loro utilizzo.

Per essere più chiari, l'antitesi della propaganda è la semplice esposizione della realtà o dei fatti nella loro completezza. Quello che ci offrono i media di oggi è nei casi migliori un'informazione incompleta, nei peggiori una vera e propria propaganda “fraudolenta”, cioè un'informazione travisata o falsa, mirata a manipolare l'opinione pubblica e personale, a beneficio della minoranza che possiede i media e a danno di una parte o della maggioranza dei cittadini.

L'informazione manipolata cambia il modo con cui la vittima percepisce il mondo o l'oggetto della propaganda, per esempio il prodotto che si vuole vendere, genera desideri, emozioni o paure e li dirige.

Perchè questa propaganda funzioni è necessaria innanzi tutto un'efficace censura dei fatti, in modo da limitare la diffusione delle informazioni, o in alternativa il controllo delle fonti di informazioni, almeno della maggior parte, affinché chi cerca di verificare le informazioni trovi conferme positive.

Noi cittadini di uno stato occidentale raramente siamo consapevoli che l'informazione fornita dai media è normalmente oggetto di censura e siamo ancor meno consapevoli di quanto sia grande il controllo sui media. Un esempio: non solo come dicevamo, gran parte dei media è proprietà di ricchi, imprese, lobby, eccetera, ma le stesse agenzie di stampa, che raccolgono e veicolano l'informazione e a cui attingono gli altri media e i giornalisti, le stesse agenzie di stampa sono di proprietà privata, quindi agiscono per interessi privati, e manipolano e perfino censurano le informazioni.

Un altro esempio di controllo e censura è il modo con cui, durante una guerra, gli eserciti limitano la circolazione delle informazioni sul conflitto, facendo di tutto per diventare fonte unica e arrivando perfino a uccidere i giornalisti freelance che trovano sul territorio. Gli stessi eserciti o stati in guerra usano il proprio potere politico per fare propaganda e disinformazione attraverso i media, arrivando a far circolare informazioni false. Come è accaduto prima e durante il conflitto in Iraq, nella recente guerra in Libra e come sta accadendo in Sira.

Chi controlla l'informazione controlla l'opinione pubblica, la società, i cittadini e la loro visione della realtà. L'informazione è potere. Controllare, limitare, manipolare, oscurare, cancellare le informazioni sono il modo con ci si appropria e si esercita questo potere.

Tu che ne pensi?

Nei prossimi post sull'argomento approfondiremo tutti questi aspetti e cercheremo di capire quali effetti abbiano sulla nostra vita e su quella dei nostri figli.

A presto ;D

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