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CULTURA
29 aprile 2012
PAROLE PER PENSARE – Guerre moderne

 

Stasera ti propongo un video interessante, un intervento di Massimo Fini sul blog di Beppe Grillo incentrato sulle guerre democratiche moderne.

Il giornalista descrive le guerre moderne per quello che sono: colonialismo e predazione delle nazioni più forti e avanzate a scapito di nazioni più deboli. In questo non sono diverse dalle guerre del passato, come distruzioni e massacri e per le cause tutte economiche, eppure diverse per la falsa ideologia, per la manipolazione dell'informazione e il controllo dell'opinione pubblica.

Senza peli sulla lingua, Fini offre molti spunti su cui pensare. Questo non significa che non devi ascoltare con senso critico quello che dice. Per esempio, è evidente che il video serva a fare pubblicità al suo libro e penso che la digressione sulla politica italiana, per quanto interessante, sia un sostegno al blog e al movimento 5 stelle. Questo non toglie che Fini offra spunti di riflessione interessanti. Usa la tua testa.

Massimo Fini è un noto giornalista, scrittore e drammaturgo. Nel 2005 ha fondato il movimento politico Movimento Zero, che si inspira ai principi del primitivismo, della decrescita e della democrazia diretta. Qui puoi trovare la pagina su wikipedia, qui puoi trovare il suo blog. Qui puoi trovare la sua biografia su Cadoinpiedi, qui il sito di Movimento Zero e qui il giornale che ha fondato: il Ribelle.

Buona visione e a presto ;D

Qui trovi gli altri video della rubrica 

CULTURA
26 aprile 2012
TINA – L'assalto all'intelligenza e alla libertà di scelta

 

Hai fatto caso a quanto spesso negli ultimi anni si sente ripetere “non ci sono alternative”?

Intendo in tv, alla radio, sui giornali, dalla bocca dei vip e della gente di strada. Anch'io e sempre di più, specialmente da parte di politici, burocrati e giornalisti. Ebbene stiamo assistendo all'ennesimo attacco all'intelligenza umana, l'ennesima manipolazione. Costoro vogliono che le persone credano che non ci sono alternative a quello che dicono o propongono, vogliono che chi li ascolta non pensi neppure alle alternative.

In inglese “non ci sono alternative” è “There Is No Alternative”, TINA, ed appartiene alla stessa famiglia di altre affermazioni “commerciali” quale per esempio: “è il miglior prodotto che può trovare in circolazione”, “non c'è scelta migliore”, “un'offerta che non si può rifiutare” e così via. Quando ti fanno oggetto di certe frasi, è quasi certo che stanno cercando di manipolare le tue scelte.

Quando si può affermare: “non ci sono alternative”?

Lo possiamo ascoltare dalle labbra di qualcuno in difficoltà, in preda allo sconforto o alla disperazione. E' talmente preso dalla delusione, dal dolore o dalla paura che veramente non vede alternative. Lo possiamo sentire da parte di un'esperto alla fine di un'attenta analisi della situazione o del problema e di una lunga spiegazione per esporre tutto quanto a te che ascolti. Oppure lo possiamo ascoltare da qualcuno che cerca di convincerci che la sua idea, la sua scelta o il suo piano sono l'unica scelta possibile. In pratica costui ripete l'affermazione per distrarci, per non farci pensare alle alternative, per motivare le sue azioni, perfino per rassicurarci, quando in verità ci sta dicendo: tu non hai nessuna scelta.

Quindi quando qualcuno ti dice “non ci sono alternative” dovresti allarmarti, rigettare quanto detto finora come inaffidabile, attivare il tuo senso critico e focalizzare al massimo su quello che ti sta dicendo. E intendo sempre, per tutti i casi visti prima. Se il tuo interlocutore è convinto che non ci siano alternative perché in crisi emotiva è saggio considerare poco affidabile quello che dice e valutare con attenzione cosa sta proponendo. Se lo sta dicendo perché è il risultato di un'analisi attenta allora l'assenza di qualsiasi scelta pretende la tua attenzione per capire quale costo la situazione ti chiederà. Infine se chi parla sta cercando di ingannarti e manipolarti non devi permettergli di limitare o influenzare le tue scelte, perché le sue intenzioni sono quelle di trarre vantaggio personale da questo e quello che ne pagherà le conseguenze sarai proprio tu.

Ormai è diventato un mantra recitato sempre più spesso da chi, in posizioni di potere, vuole fare quello che gli pare o vuole che tu faccia quello che ti chiede senza porti domande e porgli domande, cioè vuole che tu obbedisca senza fare storie. E' una truffa, una manipolazione e se ascolti con attenzione ti accorgerai che qualunque sia l'argomento o la domanda, ogni discorso viene chiuso con Tina senza argomentarlo, come se fosse una verità rivelata.

Ebbene la realtà è che ci sono sempre alternative, più costose forse, più difficili da realizzare o che richiedono più tempo, ma ci sono sempre alternative. Quindi chi afferma “non ci sono alternative” senza argomentare, senza spiegare il perché della sua affermazione è di solito un mentitore e un truffatore che mira a danneggiarti.

Per questo non devi accettare passivamente gli argomenti di costui e invece devi usare la tua intelligenza e il tuo senso critico per dimostrare che l'alternativa esiste, in primo luogo a te stesso e in secondo luogo a tutti.

Il problema è che è in atto un martellamento continuo attraverso i media, dalle bocche di politici, giornalisti e burocrati con lo scopo di farci accettare idee e scelte che a ben pensare vanno a vantaggio di una minoranza e che hanno alternative migliori.

Per esempio, l'articolo 18 deve essere cambiato, non ci sono alternative, ce lo chiede l'europa, serve a rilanciare l'economia. Ebbene sono menzogne: non è necessario modificare una conquista civile come l'articolo 18, non ce lo chiede l'Europa e non serve a rilanciare l'economia. Altro esempio, le banche non possono fallire, devono essere salvate, non c'è alternativa. Ebbene sono menzogne, le banche possono e devono fallire, devono pagare per i loro errori o altrimenti continueranno a speculare impunemente, lo stato deve aiutare i cittadini e non le banche. Un altro esempio, non c'è alternativa alla politica di oggi, al bipolarismo. Naturalmente è una menzogna e una forma di politica che spinge la gente a schierarsi da una parte o dall'altra, spinge a ignorare le voci delle minoranze e le alternative. Gli esempi sono innumerevoli.

La cosa peggiore è che stanno demolendo le prospettive future della gente per costringerla ad accettare soluzioni e costi inaccettabili, stanno manipolando l'informazione per modificare la realtà percepita dalle persone per spingere a scelte predefinite o a non scegliere.

Quindi difendi la tua intelligenza e la tua libertà di scelta e quando qualcuno ti dice che non c'è alternativa dimostragli che non è vero, dimostralo a chi ascolta e ripetilo finché è necessario.

Grazie dell'attenzione e a presto ;D

CULTURA
24 aprile 2012
PAROLE PER PENSARE – Il potere della paura

 

Qual è l'emozione che più influenza un essere umano?

Esatto! E' proprio la paura.

A meno che una persona non abbia raggiunto un notevole livello di consapevolezza, la paura riesce a influenzare le sue scelte e il suo comportamento. Ne parleremo in modo approfondito nei prossimi post sulle emozioni. Questa sera voglio proporti la visione di una serie di documentari prodotti dalla BBC appunto dal titolo “The power of nightmares” e andati in onda nel 2004 in Inghilterra e nel 2005 negli altri paesi. In Italia i documentari sono stati proposti dalla trasmissione “La storia siamo noi” condotta da Giovanni Minoli.

Sono tre documentari realizzati da Adam Curtis che parlano degli avvenimenti prima e dopo l'attentato dell'11 settembre e di come la politica, sempre più delegittimata, abbia iniziato ad usare la leva della paura su popoli allo scopo di mantenere il controllo e il potere.

Diviso in tre parti l'opera appare come sequenza di immagini di repertorio commentate dallo stesso Curtis, alternate ad interviste originali. Fin dall'inizio l'autore confronta il movimento neoconservatore degli Stati uniti e il movimento jihadistico islamico. Curtis sostiene che entrambi questi gruppi sono mossi da una visione simile della società occidentale ed entrambi i gruppi abbiano usato ed usino la paura come strumento di potere e controllo, arrivando perfino a legittimarsi l'uno con l'altro.

Lo spettro di una rete terroristica organizzata, finanziata e diffusa è stato utilizzato nell'ultimo decennio per manipolare la politica e convincere le popolazioni a cedere parte della loro sovranità e della loro libertà in nome di una maggiore sicurezza.

Adam Curtis è un documentarista inglese di fama, uno scrittore e un produttore televisivo. Lungo la sua lunga carriera è stato premiato più volte per le sue opere e il suo lavoro. Qui puoi trovare cosa riporta Wikipedia, qui puoi trovare il suo blog, qui la sua filmografia e le sue altre opere.

I documentari sono lunghi, ma penso valga la pena considerare le tesi di Curtis e le informazioni/testimonianze che ha raccolto. Personalmente non sono d'accordo su diverse affermazioni e aspetti delle sue tesi, superate tra l'altro da altre opere e altre indagini successive. Come al solito ti invito ad ascoltare con senso critico quando viene esposto. Non regalare la tua fiducia, verifica sempre le informazioni e valuta tesi e ipotesi con la tua testa.

Buona visione e a presto ;D

Qui trovi gli altri video della rubrica

SOCIETA'
21 aprile 2012
Fonti di informazione – Global Voices

  

Bentornato! Stasera parliamo di un'altra fonte di informazioni fuori dai canoni dei media allineati e dei media in generale: Global Voices.

Cos'è Global Voices?

Global Voices è un progetto internazionale di aggregazione e trasmissione dell'informazione e di giornalismo partecipativo, il cui obiettivo è quello di mettere in evidenza notizie e persone che i media tradizionali ignorano.

Nasce come idea nel 2004 alla scuola di diritto dell'università di Harvard (Usa) e prende corpo nel 2008 con la registrazione dell'ente non-profit indipendente in Olanda. Global Voices è senza fini di lucro e vive grazie ai contributi individuali, alle sponsorizzazioni mirate e alle donazioni di alcune fondazioni statunitensi.

Global Voices si basa sul lavoro di un team internazionale di autori, coordinatori e traduttori e sulla collaborazione di “citizen journalist” e blogger, in grado di contestualizzare e interpretare l'informazione dei loro paesi.

Global voices non è solo un sito di informazione che riporta notizie poco considerate dai media ufficiali in più di 20 lingue diverse, ma dà voce alle realtà locali e ai singoli cittadini globali e tutela la libertà di espressione nel mondo. La sua attività è incentrata sui social media e sui citizen media, non producono reportage, ma rilanciano contenuti prodotti dalla gente e non si rifanno quasi mai ad articoli delle grande testate tradizionali.

Perché seguire Global Voices?

Perché dà voce a realtà e informazioni che non troveremo mai sui media tradizionali, perché si appoggia al lavoro di blogger e citizen journalist, e perché quest'ultimi e GV non seguono le politiche editoriali dei media tradizionali.

Come ho già ripetuto troppe volte, i media tradizionali e allineati sono di solito di proprietà o nelle mani di gruppi di potere, quali banche, governi, partiti, industriali, lobby, eccetera. Quest'ultimi non comprano un media per beneficenza, ma con un interesse preciso: influenzare l'informazione. Di fatto il proprietario o i gruppi di potere decidono, dettano o nel migliore dei casi influenzano le politiche editoriali, le priorità degli argomenti e le censure.

Global Voices offre la possibilità di lanciare sguardi a quei paesi di cui non sentiamo mai parlare e di confrontare la nostra vita e le nostre opinioni con quelle di altri cittadini del mondo e della rete.

Qui puoi trovare Global Voices, qui puoi trovare cosa ne dice Wikipedia, qui puoi trovare un'interessante intervista a Bernardo Parrella, giornalista e coordinatore di GV in Italia.

Buona lettura e a presto ;D

CULTURA
19 aprile 2012
PAROLE PER PENSARE – Quanto sono sicuri i cosmetici?

 

Cosa c'è nello shampoo che usi?

Sì, certo, c'è scritto nell'etichetta, ma conosci gli ingredienti? Sai da dove provengono e se sono tossici o meno?

Stasera ti propongo un altro video interessante che parla dei cosmetici e dei prodotti per l'igiene personale che tutti noi, uomini e donne, consumiamo quotidianamente: profumi, shampoo, creme e lozioni, saponi e detersivi.

Come vengono prodotti? Quali sostanze contengono?

La realtà è che i prodotti cosmetici sono realizzati anche con sostanze tossiche, nocive e talvolta cancerogene. E noi compriamo questi prodotti e li usiamo, li usano i nostri familiari e i bambini.

Com'è possibile che i produttori di cosmetici usino sostanze pericolose?

Chi permette che sugli scaffali in vendita ci siano prodotti pericolosi?

Cosa possiamo fare per ridurre i rischi di esposizione a queste sostanze?

L'autrice del documentario è Annie Leonard, attivista statunitense. Qui trovi il post con il suo documentario più famoso,La storia delle cose, qui trovi quello che riporta wikipedia su di lei, qui trovi il sito ufficiale del progetto da cui è nato il film, qui trovi la pagina di Liquida che raccoglie i post su Annie e sui documentari prodotti.

Come sempre ti invito ad ascoltare con attenzione e senso critico quanto viene riportato. Non fidarti delle fonti non verificate e approfondisci sempre le informazioni importanti.

Buona visione e a presto ;D

Qui trovi gli altri video della rubrica

CULTURA
15 aprile 2012
EMPATIA

 

Nel postCompiere un sceltaabbiamo visto che le nostre scelte sono influenzate o determinate dal nostro stato emotivo al momento della scelta e alla nostra capacità di gestirlo. Noi siamo animali emotivi e ogni nostra decisione dipende da quello che proviamo al momento della decisione o da quello che ci farà provare la decisione che prenderemo.

Nel postCosa sono le emozioniabbiamo compreso che l'emozione è un comportamento di risposta a uno stimolo esterno determinato da motivazioni profonde. L'emozione si manifesta su più livelli differenti: psicologico, comportamentale e fisiologico.

Le emozioni si distinguono in fondamentali o complesse e le prime: paura, disgusto, gioia, tristezza, rabbia e sorpresa, sono dette anche emozioni primarie e si manifestano nel primo periodo della vita umana e ci accomunano a molte altre specie animali. Le emozioni complesse (secondarie) derivano dalla combinazione delle primarie e si apprendono o sviluppano con la crescita dell'individuo e l'interazione sociale: l'invidia, l'allegria, la vergogna, l'ansia, la rassegnazione, la gelosia, la speranza, il perdono, l'offesa, la nostalgia, il rimorso, la delusione.

Le emozioni hanno funzioni diverse e importanti: per esempio, rendere più efficace la reazione dell'individuo ai fini della sopravvivenza, ma anche favorire la comunicazione sociale, farci comprendere i nostri cambiamenti psicofisici, renderci consapevoli dei nostri bisogni e dei nostri obiettivi, farci apprendere da eventi e situazioni, e altro ancora.

Ho ripreso tutto questo perché stasera parliamo di una caratteristica fondamentale per comprendere le emozioni, quelle degli altri e di conseguenza le nostre: l'empatia.

Cos'è l'empatia?

E' la capacità di riconoscere, comprendere e condividere le emozioni altrui. E' una caratteristica che quasi tutti gli esseri umani posseggono, a eccezione di chi soffre certe patologie mentali, ed è fondamentale per lo sviluppo dell'emotività umana e per poter instaurare e gestire rapporti sociali soddisfacenti.

L'empatia è una predisposizione naturale che si sviluppa in tenera età attraverso il rapporto con gli altri esseri umani, principalmente con i nostri genitori. Durante i primi anni di vita nostra madre e nostro padre sono il nostro riferimento costante, attraverso l'osservazione costante dei nostri genitori, l'imitazione della loro espressività e gestualità apprendiamo il linguaggio e la comunicazione, impariamo a comprendere e decodificare il mondo intorno a noi, impariamo i modelli di comportamento e ad esprimere le emozioni.

Come ci riusciamo?

Imitandoli. Sì, semplicemente imitandoli.

Che ce ne rendiamo conto o meno, noi esseri umani urliamo le nostre emozioni costantemente. Attraverso il linguaggio non verbale (gestualità, postura, espressività facciale, e così via) e il linguaggio paraverbale (tono della voce), cioè più del 90% della nostra comunicazione, comunichiamo al mondo intorno a noi il nostro stato emotivo: se siamo tristi, delusi, innamorati, disgustati, eccetera. E tutti noi sappiamo interpretare consciamente o inconsciamente questi messaggi.

Tutto questo è possibile grazie ai neuronispecchio, cioè un sistema di neuroni visuomotori della corteccia premotoria, che in sostanza ci permettono di riconoscere le azioni altrui, dalla corsa dei giocatori durante una partita a calcio, ai movimenti dei muscoli facciali delle persone che incontriamo. Questi neuroni non solo riconoscono il movimento, ma ce lo fanno provare, cioè si comportano come se noi stessi stessimo per fare o facendo quei movimenti. Creano nel nostro cervello una vera e propria simulazione di quello che gli altri fanno e in questo modo ci permettono anche di capire le loro emozioni.

I neuroni “specchio” sono una dote presente nel nostro patrimonio genetico e sviluppata dall'evoluzione e dalla selezione naturale, in quanto la nostra sopravvivenza individuale dipendeva e dipende dalla comprensione delle azioni degli altri esseri umani, a partire dall'identificazione di minacce sia esterne che da parte di nostri simili, fino allo sviluppo di una vita sociale migliore e vincente per madre natura (riproduzione). Riassumendo siamo stati selezionati per essere empatici con i nostri simili.

Perché l'empatia è importante per lo sviluppo emotivo dell'essere umano?

Perché le emozioni complesse vengono apprese attraverso il contatto diretto con persone che le provano, a partire dai nostri genitori. In realtà, attraverso la lettura dello stato emotivo, l'empatia ci permette di entrare in “risonanza” con l'interiorità, i sentimenti e la visione del mondo delle altre persone. Di solito tutto questo avviene a livello inconscio, al di sotto della nostra soglia di consapevolezza, ma attraverso l'esperienza e la comprensione delle emozioni e dei meccanismi che le determinano, è possibile diventare consapevoli di tutto questo.

Perché l'empatia è importante per la socialità di ogni essere umano?

Vedo che lo hai già compreso. L'empatia è la base su cui poggiano le relazioni tra esseri umani. Non può esistere una relazione significativa se non c’è empatia, cioè se non comprendiamo le emozioni del nostro interlocutore o parter. Conoscere e comprendere l'emotività degli altri ci spinge a rispondere nel modo giusto agli stimoli altrui. Eimportante entrare in empatia per comprendere meglio la realtà degli altri e per operare delle scelte che non siano condizionate unicamente dal proprio punto di vista, spesso limitato.

In realtà l'empatia ha un risvolto negativo: se è vero che siamo empatici verso i nostri simili, lo stesso meccanismo ci rende diffidenti verso chi ci appare diverso per fisionomia, razza, atteggiamenti, cultura. La difficoltà a leggere le emozioni, l'essenza di immedesimazione ci porta a non considerare i “diversi” come parte del gruppo, della società e perfino a non considerarli come esseri umani. Alla base della maggior parte delle persecuzioni storiche c'è proprio la riduzione o l'assenza di empatia. La nota positiva è che l'empatia evolve con il tempo, cresce con l'esperienza fino ad arrivare a capire anche chi è diverso da noi.

L'argomento è ampio e interessante e non possiamo esaurirlo con questa veloce carrellata sull'empatia. Dedicheremo altri post di approfondimento per comprendere meglio cosa sia l'empatia, come influenza la nostra emotività e le nostre relazioni sociale.

Ti ringrazio per avermi seguito fin qui, se hai domande o suggerimenti non esitare a lasciare il tuo commento.

A presto ;D

POLITICA
9 aprile 2012
LA COMUNICAZIONE POLITICA - 1

 

A chi parlano i politici?

A noi cittadini? Sei sicuro?

E cosa dicono? Riesci a capire quello che dicono?

Perché sono incomprensibili?

Stasera ti propongo un video del 1991, un reperto storico i cui contenuti sono validi ancora oggi. E' un'interessante analisi della comunicazione politica italiana della prima repubblica, condotta da una splendida Lella Costa.

L'attrice ci spiega in modo semplice che le parole della politica sembrano poco chiare perché per lo più non sono destinate a noi, al pubblico, ma agli altri politici e ai giornalisti, agli addetti ai lavori insomma. Sono messaggi in codice che riguardano il potere e la classe politica. I politici non parlano delle cose, ma parlano del sistema politico e al sistema politico, e non conta il significato letterale del discorso, ma l'interpretazione che ne daranno gli altri politici. I problemi della società vengono evocati, ma non discussi, sono solo pretesti per disputarsi le posizioni di potere e l'attenzione del pubblico votante.

Per il resto, quello che conta nella comunicazione politica è occupare quanto più spazio possibile sui mezzi di comunicazione, sui palchi e negli eventi pubblici. Più a lungo i politici vengono visti dal pubblico, più verranno ricordati e più se ne parlerà. Per questo motivo, cercano di distinguersi dagli altri scegliendo e definendo uno stile unico, un'immagine attraente per l'elettorato a cui si rivolgono.

E i giornalisti?

Assecondano e incoraggiano i politici nell'uso del loro linguaggio, lo parlano e lo difendono o quantomeno non lo mettono mai in discussione. Senza di loro il linguaggio dei politici italiani sarebbe molto diverso. Nell'ottica della politica i giornalisti svolgono due funzioni principali: trasformare la comunicazione pubblica in un servizio privato ad uso dei politici e trasformare la politica in un racconto sensato e attraente per lo spettatore, senza mai mettere in discussione il senso del racconto. Questo naturalmente in Italia. Nel sistema politico italiano, chi ha il potere può dire tutto e il contrario di tutto senza mai rispondere delle proprie azioni o parole. Molto raramente un giornalista fa il suo lavoro: porre domande scomode.

Questo vale ancora oggi?

Sì, quanto viene detto nel video vale ancora oggi, anche se la comunicazione politica è cambiata con l'avvento e la fine dell'era berlusconiana.

Per stasera ci fermiamo qui. Approfondiremo l'argomento nel prossimo futuro con diversi post sulla comunicazione. Prima di chiudere ti offro una domanda: come riesce la comunicazione politica a influenzare l'elettorato, i cittadini?

Un ringraziamento ad Annamaria Testa e NuovoeUtile.it per aver reso disponibile il video sulla rete.

Buona visione e a presto ;D


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permalink | inviato da Elnor il 9/4/2012 alle 22:46 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
CULTURA
7 aprile 2012
LIBRI DA LEGGERE – Il mondo di Sofia

Stasera ti propongo un libro fuori dai canoni ordinari della letteratura:

       

Il mondo di Sofia

di Jostein Gaarder

Il mondo di Sofia è un romanzo filosofico pubblicato nel 1991 con cui l'autore ripercorre la storia della filosofia dalle origini a oggi e allo stesso tempo coinvolge il lettore nella doppia storia di Hilde e Sofia, in un alternarsi di lezioni filosofiche, scene familiari e situazioni irreali o fantastiche. Il risultato è un'opera di divulgazione filosofica chiara e comprensibile, una carrellata sul pensiero storico occidentale dai presocratici a Sartre, reso più vivo e concreto dalle vicende delle protagoniste e dai loro tentativi di comprendere meglio il mondo in cui vivono.

Dopotutto cos'è la filosofia se non il tentativo di dare risposta a domande sul mondo e sul senso della vita?

Gaarder ci offre un approccio diverso e stimolante alla filosofia e lo fa attraverso un linguaggio diretto e semplice, rendendo appunto semplice la comprensione di alcuni tra i passi più indigesti della filosofia. E' un libro che consiglio a tutti, per quello che ho detto finora, ma soprattutto perché è una fonte sorprendente di domande importati, di quelle domande che ognuno di noi prima o poi deve affrontare. Domande sulla vita e sulla realtà, domande che ci fanno pensare e ci fanno crescere, domande che conducono ad altre domande e ad altre risposte.

Jostein Gaarder è uno scrittore norvegese, nato a Oslo nel 1952, ha studiato filosofia, teologia e letteratura e ha insegnato filosofia all’università. Ha esordito come scrittore nel 1986, ma ha raggiunto la fama internazionale proprio con la pubblicazione de “Il mondo di Sofia”, tradotto in più di cinquanta lingue e vincitore in Italia del Premio Bancarella nel 1995. I romanzi successivi hanno confermato il talento di uno degli scrittori più letti e amati degli ultimi vent'anni.

Qui trovi il libro su IBS e qui su Amazon. Qui puoi leggere quello che ne dice wikipedia e qui la pagina dell'autore. Qui puoi trovare una breve biografia dell'autore.

Buon lettura e a presto ;D

Qui puoi trovare altre recensioni.

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