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POLITICA
30 giugno 2012
MES : il furto della sovranità dei popoli europei - 2

 

Stasera torniamo a parlare del MES, il meccanismo europeo di stabilità. Nel post “MES: il furto della sovranità dei popoli europei” abbiamo visto cos'è il MES, come funzionerà, come si finanzierà e soprattutto quale sia il suo vero scopo.

Ricordi?

Il Meccanismo di Stabilità Europeo, detto anche “Fondo salva-stati”, è ufficialmente uno strumento finanziario che presterà denaro ai paesi su cui si è abbattuta la speculazione finanziaria, ma è anche un organismo finanziario internazionale con cui i paesi aderenti, compresa l’Italia, dovranno negoziare scelte di politica nazionale, al fine di ottenere la liquidità necessaria per evitare il fallimento dello stato o delle sue banche. In parole semplici, in cambio dell'aiuto il MES potrà imporre agli stati debitori condizioni sui salari, sulle pensioni, privatizzazioni, nuove tasse, taglio dei servizi pubblici, eccetera.

Il MES prenderà soldi dai paesi membri, cioè noi, e dal mercato, cioè da banche e altri enti finanziari. La prima cosa che farà sarà istituire un fondo di 700 miliardi di euro in cui ogni stato dovrà mettere la sua quota (per l’Italia circa 125 miliardi di euro). Questa quota potrà essere aumentata quando verrà ritenuto necessario di quanto verrà ritenuto necessario, senza limite alcuno, e dovrà essere pagata entro sette giorni dalla richiesta. In sintesi il MES avrà il potere di svuotare le casse degli Stati, con un minimo preavviso, senza che nessuno possa opporvisi.

Il MES sarà amministrato dai ministri delle finanze degli stati membri, chiamati governatori e le loro riunioni saranno presenziate da osservatori. Il MES non pagherà tasse sui suoi profitti, non ci sarà alcuna trasparenza e tutti i suoi documenti saranno riservati, i suoi funzionari saranno immuni da qualunque provvedimento giudiziario in relazione agli atti da essi compiuti nell'esercizio delle proprie funzioni, tutti i beni e le proprietà saranno immuni da ogni forma di giurisdizione, da pignoramento derivanti da azioni esecutive, giudiziarie, amministrative o normative. Inoltre uno stato membro non potrà uscire dal MES e uno stato stato in difficoltà non potrà rifiutare l'aiuto del MES.

Il MES costringerà gli stati a pagare i loro debiti verso gli altri stati e le banche e non permetterà loro di fallire, ne permetterà alle banche di fallire. Per fare questo costringerà gli stati a tagli e prelievi pesanti dalle tasche dei cittadini, a partire dai 125 miliardi che l'Italia dovrà versare nel fondo (4 manovre finanziarie), provocando la contrazione e il collasso dell'economia di questi stati e l'avvio di un circolo vizioso che porterà a un massiccio trasferimento di ricchezza (saccheggio) e di sovranità al MES e agli organismi europei. Così come è concepito, sembra che lo scopo del Meccanismo Europeo di Stabilità sia sostenere il mondo finanziario, salvaguardare i profitti del capitale e degli speculatori, scaricando il costo sui cittadini, e allo stesso tempo appropriarsi della sovranità degli stati.

La buona notizia è che il MES non è ancora entrato in vigore. Attende la ratifica da parte degli stati aderenti della modifica dell'art. 136 del Trattato sul Funzionamento dell'UE che istituisce il meccanismo di stabilità finanziaria per la zona euro. Quindi noi cittadini possiamo ancora intervenire sulla creazione del MES.

Certo che possiamo, dipende da noi.

Lidia Undiemi ha lanciato un'iniziativa che mira a informare i cittadini ed elettori e a generare pressione sulla classe politica per aprire un dibattito pubblico. Prima di qualunque ratifica, i politici devono rispondere alle molte domande senza risposta del MES e in primo luogo: quale effetto avrà questo trattato sulla vita dei cittadini?

Hai ragione, questa è forse la classe politica più corrotta e collusa che l'Italia abbia mai visto, ma se questi politici vogliono essere rieletti, se vogliono continuare a sedere sulle loro poltrone e prendere lo stipendio che noi gli diamo, devono pensarci bene prima di ratificare il MES.

Quindi ora che sai, decidi se vuoi rimanere a guardare passivamente, o se puoi dedicare un poco del tuo tempo per cambiare il tuo futuro e quello dei tuoi figli. Informa amici e parenti, diffondi il volantino, scrivi ai politici locali e nazionali.

Qui puoi trovare il sito dell'iniziativa di Lidia Undiemi, qui puoi trovare tutta la documentazione relativa al MES che ti invito a leggere. Qui trovi la pagina per aderire all'iniziativa, qui puoi trovare il volantino da distribuire.

A presto ;D

POLITICA
25 giugno 2012
PAROLE PER PENSARE – La caduta della democrazia 5

 

Stasera ti propongo due video interessanti che offrono molti spunti sulla crisi attuale e sugli eventi recenti in Italia e in Europa.

La relatrice è Paola Musu, avvocato sardo che qualche mese or sono ha sporto denuncia nei confronti del presidente della Repubblica Napolitano, del presidente del consiglio Mario Monti, di tutti i ministri e tutti i membri del parlamento. I reati contestati sono: attentato contro l'integrità, l'indipendenza e l'unità dello stato; associazione sovversiva; attentato contro la Costituzione; usurpazione di potere politico; attentato contro gli organi costituzionali; attentato contro i diritti politici del cittadino; cospirazione politica mediante accordo; cospirazione politica mediante associazione.

Nei video, l'avvocato Musu spiega in modo stringato e diretto i motivi della sua denuncia e così facendo racconta eventi, attori, cause e retroscena di quello che viene chiamata crisi, ma che in realtà è un trasferimento di sovranità dagli stati a all'europa, alle banche, alla grande finanza internazionale.

Aldilà della denuncia in sè, voglio attirare la tua attenzione sulle spiegazioni che la Musu dà degli eventi passati e in corso. Come abbiamo già visto in altri post, stiamo assistendo alla caduta degli stati e delle democrazie come li conosciamo oggi, a vantaggio di organismi sovranazionali nelle mani di privati. E' fondamentale per il nostro futuro e per il futuro dei nostri figli che diventiamo consapevoli di quello che accade per poter agire in modo efficace.

Come sempre ti invito ad ascoltare con attenzione e senso critico. Non fidarti di quello che ti viene detto, usa la tua testa, verifica le informazioni e approfondisci gli argomenti presso altre fonti.

Buona visione a presto ;D

Qui puoi trovare gli altri video della rubrica 

 

SOCIETA'
22 giugno 2012
Fonti di informazioni - Wikipedia

 

Stasera parliamo di un'altra fonte di informazione della rete: Wikipedia.

Come dici? No, probabilmente non ha bisogno di presentazioni, dopotutto Wikipedia è tra i primi cinque siti più popolare al mondo, decine di milioni di persone la consultano ogni giorno in centinaia di lingue diverse e le decine di milioni di “voci” che la compongono sono scritte e aggiornate da una comunità di più di centomila utenti registrati. E proprio per questo penso che valga la pena soffermarsi su una delle fonti di informazione più utilizzate al mondo, anche solo per comprendere meglio quegli aspetti che la rendono unica.

Wikipedia è un'enciclopedia, è liberamente consultabile, è multilingue ed è interamente costruita e gestita dal lavoro di “volontari”. Chiunque può creare una nuova voce dell'enciclopedia o modificare una voce già esistente in tempo reale. Quindi le informazioni dell'enciclopedia non sono fornite da professionisti pagati appositamente per creare un servizio/prodotto destinato ad essere venduto, ma sono raccolte come contributi gratuiti di una folla di persone diverse: studenti, professionisti, insegnanti o appassionati di un certo argomento, ognuno dei quali contribuisce nel proprio campo d'interesse. La registrazione al sito non è obbligatoria e sono gli utenti a decidere le linee guida e le regole di utilizzo e di funzionamento dell'enciclopedia.

Tutti i testi di Wikipedia sono rilasciati con libere licenze di utilizzo, in particolare la “GNU Free Documentation License” (GFDL) e la “Creative Commons Attribuzione-Condividi allo stesso modo”. I contenuti di Wikipedia possono quindi essere utilizzati, modificati e ridistribuiti, purché si citi la fonte.

A chi appartiene?

Wikipedia e il sito wikipedia.org appartiene e viene gestita da Wikimedia Foundation, fondazione non-profit con sede a San Francisco (California, Usa) nata nel 2003 per iniziativa di Jimmy Wales con lo scopo di sviluppare progetti “open content”, cioè con contenuti “aperti”, e di fornire gratuitamente i contenuti, senza pubblicità. Oltre a Wikipedia, la fondazione gestisce anche Wikisource.org, Commons.wikimedia.org, Wikinews.org, MediaWiki.org, Wikiquote.org, Wiktionary.org, Wikiversity.org e Wikibooks.org.

Chi è Jimmy Wales?

E' un imprenditore statunitense e uno dei fondatori di Wikipedia. Nel 2000 fondò il progetto per un'enciclopedia controllata dagli stessi utenti chiamata Nupedia. Nel 2011 Wales e Larry Sanger crearono Wikipedia, un sito pensato per fornire contenuti wiki a Nupedia. Questi contenuti dovevano essere forniti dagli stessi utenti. Wikipedia crebbe in modo impressionante in breve tempo e divenne il centro del progetto, portando alla scomparsa di Nupedia nel 2003.

Come si finanzia?

La fondazione Wikimedia organizza una raccolta fondi annuale, inoltre riceve finanziamenti da donatori privati.

Come è strutturata?

La fondazione dà lavoro a una cinquantina di persone, è guidata da un collegio di dieci persone, in parte scelte dalla comunità Wikimedia, e collabora con una trentina di associazioni locali in altrettanti paesi del mondo.

Chi fornisce i contenuti?

Come detto già sopra Wikipedia è formata dai contributi forniti dagli utenti. L'autore di una voce non ne ha la proprietà, anzi è raro che una singola voce abbia un singolo autore. Gli utenti vengono invitati a confrontarsi e a condividere le loro conoscenze per migliorare i contenuti, in un perenne cantiere aperto. Recenti studi confermano l'efficacia del progetto e la precisione delle informazioni riportate: se da un lato le voci di Wikipedia sono aperte a manipolazioni e cancellazioni, dall'altra il grande numero di utenti-revisori garantisce l'affidabilità a livello statistico e il miglioramento continuo. E' possibile che la singola informazione che consultiamo in un dato momento sia manipolata o falsa, ma essa verrà corretta in tempi brevi e sarà disponibile ad altri in forma corretta.

Wikipedia non garantisce l'affidabilità dell'informazione, ma offre strumenti per la revisione dei contenuti e per il confronto tra gli utenti, allo scopo di ottenere voci “equilibrate e condivise”. Di fatto Wikipedia non è una fonte di informazioni primaria, ma uno strumento di divulgazione di contenuti forniti da contributori secondo regole concordate, tra cui la verificabilità dell'informazione.

Come si contribuisce?

Scegli una pagina con un argomento che conosci, clicca su “Modifica” e scrivi. Come detto sopra non è necessario registrarsi, ma diverse funzioni e servizi utili non saranno disponibili. Prima di dare il tuo contributo ti invito comunque a leggere con attenzione le regole e i consigli di Wikipedia.

Riassumendo Wikipedia è una fonte di informazione secondaria, è veloce e gratuita, non garantisce l'affidabilità delle singole voci, ma garantisce la distribuzione globale di informazioni offerte, prodotte, revisionate e “concordate” da una comunità enorme.

Un'opera straordinaria che deve essere utilizzata consapevoli delle sue caratteristiche.

Qui puoi trovare Wikipedia, qui puoi trovare il sito della fondazione Wikimedia.

Sotto puoi trovare il video della conferenza di Jimmy Wales a TED in cui spiega la realtà di Wikipedia.

Grazie dell'attenzione e a presto ;D

 

CULTURA
19 giugno 2012
PAROLE PER PENSARE – Ripensare l'educazione

  

Stasera ti propongo un altro video interessante, una presentazione animata delle idee di Ken Robinson sull'educazione e sulla necessità di ripensare il sistema scolastico.

Robinson sostiene che di fronte alle sfide del futuro la scuola offre risposte vecchie, in quanto il sistema educativo attuale è ancora basato sulle idee della cultura illuminista e, secondo tale modello intellettuale, l’intelligenza è basata sul ragionamento deduttivo e sulla conoscenza dei classici. Questo ha portato a privilegiare la cultura accademica in quanto “intelligente” e a discriminare i non accademici come “non” o “meno intelligenti”.

L'aspetto forse più critico di questo sistema scolastico è quello di prevedere e privilegiare la crescita lineare e standardizzata e il conformismo, a discapito dell'unicità delle persone, della loro identità e creatività.

Ken Robinson è un famoso pedagogo inglese, è stato professore presso l'università di Warwick per dodici anni e si è occupato di progetti per lo sviluppo dell'educazione artistica in Inghilterra. Ha vinto diversi premi per le sue attività e nel 2003 è stato nominato cavaliere dalla regina Elisabetta. Robinson è anche uno scrittore e a realizzato diverse opere tutte incentrate sul suo lavoro, arte ed educazione. Ha tenuto due presentazioni per TED, sul ruolo della creatività nel campo dell'istruzione, la prima è stata vista da più di quattro milioni di persone.

Qui puoi trovare la presentazione del 2006 su TED e qui la stessa sottotitolata in italiano. Qui puoi trovare la seconda presentazione del 2010 e qui la stessa sottotitolata in italiano. Qui puoi trovare la sua pagina su wikipedia, con diversi link per l'approfondimento.

Buona visione e a presto ;D

Qui puoi trovare gli altri video della rubrica

 

 

CULTURA
16 giugno 2012
LA MENTE UMANA – Il cervello e il linguaggio

 

Stasera, per la rubrica “La mente umana”, torniamo a parlare del senso dell'udito.

Nei postI sette sensi1e2abbiamo definito l'udito come il senso che ci permette di percepire i suoni, cioè onde di energia generate dalla vibrazione di un corpo che si propagano attraverso l'aria. Nel postIl senso dell'udito e il senso del tempoabbiamo scoperto che se con la vista percepiamo dove sono le cose, con l'udito capiamo quando si verifica un evento. Molto interessante, non credi? Nel post “L'udito alla nascitaabbiamo visto come l'udito è il primo dei sensi che sviluppiamo nel ventre materno e le relative regioni cerebrali sono le prime a svilupparsi. Infine nel post “L'udito e lo spazio” ne abbiamo studiato i limiti spaziali: l'udito ci permette di controllare costantemente l'ambiente intorno a noi e di individuare velocemente e con relativa precisione le fonti dei suoni.

Stasera parleremo dell'udito e dell'interpretazione del linguaggio.

Che differenza c'è tra un suono e il linguaggio?

Il linguaggio non è un semplice insieme di rumori, ma uno dei vettori primari della comunicazione umana e quando il cervello classifica una serie di suoni come “linguaggio” non si comporta come se ascoltassimo il cinguettio degli uccelli o il rumore del traffico, ma attiva tutta una serie di aree di elaborazione ed utilizza una serie di artifici che hanno lo scopo di estrarre dai “suoni” tutte le informazioni possibili.

Il linguaggio è composto da enunciati, a loro volta composti di parole con significati precisi e organizzati secondo precise regole grammaticali. Grazie a tutto questo possiamo esprimere significati molto complessi e articolati. Le parole sono a loro volta scomponibili in morfemi, suoni complessi che rappresentano significati univoci o che modificano il significato di altri morfemi. Parole e morfemi sono scomponibili in fonemi, suoni elementari che in parte possono corrispondere alle lettere.

Le lettere sono 25 mentre i fonemi nella nostra lingua sono circa il doppio. Ogni lingua ha una serie propria di fonemi che possono essere molto diversi. Alcune lingue hanno un numero molto superiore di fonemi e l'uomo è fisicamente in grado di produrne più di cento. Nella realtà ognuno di noi, da bambino, impara e si sintonizza sui fonemi tipici della propria lingua madre e l'apprendimento di nuovi fonemi è uno degli ostacoli principali quando studiamo una nuova lingua.

Quando parliamo normalmente produciamo circa 10-15 fonemi o suoni al secondo e se parliamo velocemente possiamo raddoppiare questo numero. La nostra capacità di ascolto è invece molto superiore, fino a 50 fonemi al secondo, un numero talmente elevato che comporta la sovrapposizione dei suoni tra loro.

In questo caso, come riusciamo a capire il messaggio?

L'ascoltatore conosce la lingua e le regole che questa rispetta e può prevedere quali suoni seguiranno, via via che ascolta, arrivando perfino a indovinare la o le parole che seguiranno. E' attraverso questa capacità di previsione che un madrelingua può ascoltare il proprio linguaggio ad alta velocità e riuscire a comprenderlo.

A livello del cervello, in presenza di un linguaggio le informazioni provenienti dall'udito vengono instradate ad aree cerebrali completamente diverse, dedicate appunto alla ricezione e decodifica del messaggio verbale.

Sono queste aree che ci permettono di comprendere il significato di un enunciato o una parola anche se ne abbiamo ascoltato una parte e che ci permettono di comprendere una pronuncia distorta o troppo veloce, o una voce coperta dal rumore del traffico.

Non hai mai avuto la sensazione di sapere già quello che sta per dire il tuo interlocutore solo ascoltando le prime parole?

Adesso sai perché. Decine e centinaia di migliaia di anni di selezione naturale hanno sviluppato nell'uomo questa capacità straordinaria mirata appunto alla comunicazione sociale, che permette di ricevere e comprendere il messaggio verbale al meglio, nonostante le situazioni.

In realtà in presenza del linguaggio il cervello non si limita ad attivare solo aree specifiche per la decodifica dei suoni, dopotutto è stato dimostrato che la comunicazione umana avviene per la maggior parte tramite il linguaggio non verbale o paraverbale. Quindi il cervello non fa solo quanto finora descritto, ma estrae informazioni dal tono della voce, dal timbro, dalle pause, dal ritmo e dalla modulazione dei fonemi e delle parole. E questo solo per quanto riguarda l'udito. In presenza dell'interlocutore, parallelamente a quanto visto finora, il cervello umano recepisce e decodifica anche l'espressione del viso, la postura, i gesti delle mani e i movimenti del corpo, dando a essi un significato o un'interpretazione emotiva, nella maggior parte dei casi inconscia o parzialmente conscia.

Di questo comunque parleremo approfonditamente nei prossimi post relativi alla comunicazione. Per stasera ci fermiamo qui.

Un'ultima domanda per te prima di lasciarci: ti sei mai chiesto perché la comunicazione è talmente importante da spingere a sviluppare e selezione tali capacità cerebrali?

Grazie dell'attenzione e a presto ;D

Qui puoi trovare gli altri articoli della rubrica

CULTURA
13 giugno 2012
PAROLE PER PENSARE – Cos'è Internet?

 

 

Stasera ti propongo non uno ma due video interessanti incentrati su internet.

Sono due lezioni che Stefano Quintarelli ha tenuto sul Oilproject alcuni anni fa. La prima spiega com'è fatta e come funziona la struttura di trasmissione di Internet, la seconda lezione illustra una storia sintetica di internet, dagli albori di ARPA fino alla realtà odierna. Entrambe le lezioni sono brevi, semplici e comprensibili per tutti, per questo ne consiglio la visione.

Quanto tempo passi in rete? Ti rendi conto dei cambiamenti socioeconomici che sono avvenuti negli ultimi vent'anni? Come è cambiata la tua vita e il tuo lavoro grazie a web, email, social network e tutto il resto? Non pensi che valga la pena conoscere meglio la rete che ha cambiato e sta cambiando il mondo e la nostra vita?

La lezione è tenuta da Stefano Quintarelli, uno dei pionieri del web italiano e fondatore di I.Net. Qui trovi il suo blog, qui cosa riporta wikipedia, qui le sue lezioni su Oilproject.

Ti invito ad ascoltare con attenzione e senso critico quanto viene esposto e a verificare le informazioni, specialmente quelle principali, cioè quelle su cui poggiano i passaggi logici del ragionamento, e quelle che non ti convincono.

Buona visione a presto ;D

Qui trovi gli altri video della rubrica.

CULTURA
10 giugno 2012
La caduta della democrazia 4 – Modifica all'art. 81

 

Stasera parliamo della modifica dell'articolo 81 della costituzione.

Hanno cambiato la costituzione. In aprile. Tu lo sapevi, vero? Hai seguito il dibattito? Sai quale modifica è stata inserita nella carta?

Immagino di no, perché non c'è stato alcun dibattito, perché la cosa è stata portata avanti in fretta, nel silenzio dei media allineati e sotto la copertura di notizie “civetta” il cui scopo era distrarre l'attenzione della gente dai fatti importanti.

Cambiare la costituzione è un evento molto importante, perché significa cambiare le regole del gioco, o meglio cambiare le regole della nostra vita civile. Non è la prima volta che in Italia si interviene sulla Costituzione, ma è la prima volta che lo si fa con tale velocità, con una così grande maggioranza politica a favore e senza coinvolgere i cittadini.

Una modifica alla Costituzione non è una cosa semplice o veloce da attuare, normalmente richiede mesi o anni di dibattiti e prevede un iter particolare: Senato e Camera devono approvare due volte ciascuno il progetto di legge costituzionale, la seconda approvazione deve avvenire a distanza non inferiore a tre mesi dalla prima e se la modifica viene approvata da una maggioranza inferiore ai 2/3 del Parlamento, c’è la possibilità di indire un referendum.

La rapidità con cui si è votato il testo è determinata da una maggioranza favorevole superiore ai due terzi dei votati e la mancanza di dibattito politico e pubblico dimostrano come la politica non avesse la minima intenzione di coinvolgere i cittadini sia nell'iter che attraverso il referendum.

Cosa hanno fatto?

Lo scorso 18 aprile hanno approvato la modifica dell'articolo 81, appunto, e per essere chiari, mettiamo a confronto il prima e il dopo. Il “vecchio” articolo 81 diceva: “Le Camere approvano ogni anno i bilanci e il rendiconto consuntivo presentati dal Governo. L’esercizio provvisorio del bilancio non può essere concesso se non per legge e per periodi non superiori complessivamente a quattro mesi. Con la legge di approvazione del bilancio non si possono stabilire nuovi tributi e nuove spese. Ogni altra legge che importi nuove o maggiori spese deve indicare i mezzi per farvi fronte.”

Mentre il nuovo testo approvato dalle Camere dice: “Lo Stato assicura l’equilibrio tra le entrate e le spese del proprio bilancio, tenendo conto delle fasi avverse e delle fasi favorevoli del ciclo economico. Il ricorso all’indebitamento è consentito solo al fine di considerare gli effetti del ciclo economico e, previa autorizzazione delle Camere adottata a maggioranza assoluta dei rispettivi componenti, al verificarsi di eventi eccezionali. Ogni legge che importi nuovi o maggiori oneri provvede ai mezzi per farvi fronte. Le Camere ogni anno approvano con legge il bilancio e il rendiconto consuntivo presentati dal Governo. L’esercizio provvisorio del bilancio non può essere concesso se non per legge e per periodi non superiori complessivamente a quattro mesi. Il contenuto della legge di bilancio, le norme fondamentali e i criteri volti ad assicurare l’equilibrio tra le entrate e le spese dei bilanci e la sostenibilità del debito del complesso delle pubbliche amministrazioni sono stabiliti con legge approvata a maggioranza assoluta dei componenti di ciascuna Camera, nel rispetto dei principi definiti con legge costituzionale.”

Tutto chiaro, no?

Hanno abrogato il divieto di stabilire nuove spese o tributi tramite la legge di bilancio e hanno inserito l'obbligo del pareggio di bilancio per lo stato. Inoltre, la parallela modifica degli articoli 97, 117 e 119 della Costituzione, riguardanti i bilanci degli enti locali, costringe quest'ultimi all'indipendenza a livello di autonomia di spesa ma li obbliga a rispettare il vincolo del pareggio di bilancio, col divieto di ricorrere al debito per finanziare la gestione ordinaria.

Cos'è il pareggio di bilancio?

Detta in parole povere, Stato e amministrazioni pubbliche, tuttora gravate da debiti considerevoli, non potranno spendere più di quanto incassano. Detta così non sembra una cosa negativa, vero? Invece è la condanna dell'Italia alla recessione e al declino economico e sociale.

In pratica non sarà più possibile spendere a deficit per stimolare la domanda e far ripartire l'economia nei momenti difficili, come questo che stiamo vivendo. Il disavanzo assorbe le risorse produttive che non sono occupate per insufficienza della domanda e garantisce la piena occupazione e la crescita del reddito, con la sicurezza che il deficit viene ripagato con la ripresa.

Guardando alla storia, si stanno replicando gli errori compiuti negli anni '30 del secolo scorso: di fronte alla recessione i privati investono meno e senza un intervento pubblico scompare la possibilità di uscire in fretta e in modo controllato dalla crisi, e si condanna la società e in particolare le classi sociali meno protette a farsi carico delle conseguenze e dei costi economici.

Con costi economici intendo in primo luogo la disoccupazione, ma anche l'assenza o la scarsità dei servizi sociali necessari, dalla sanità alle pensioni. Ci saranno molte meno risorse da utilizzare, per tutto, e di conseguenza la società sarà in balia del “libero” mercato che il mito vuole capace di autoregolarsi, mentre la storia ci mostra per quello che è: una bestia stupida e insaziabile, immorale e asociale, con forti pulsioni distruttive.

Per ora non sono ancora del tutto chiare le conseguenze della legge costituzionale, in quanto il testo della modifica è mal formulato e rinvia tutto a una successiva legge rinforzata, cioè da approvare a maggioranza dei due terzi, ancora da realizzare. Da questo è evidente che non si è riflettuto a fondo su quello che si è fatto, ma ci si è affrettati a eseguire quanto richiesto dall'Europa spinti come sempre dai mercati finanziari.

Però alcune conseguenze sono già prevedibili e certe:

1) l'introduzione nella costituzione del principio di pareggio di bilancio comporta la perdita da parte dell'Italia della sovranità economica-fiscale. Di fatto non saremo più noi a decidere la politica economica del nostro paese e non saremo più noi a decidere la politica fiscale, sarà l'Europa.

2) L'Italia, con il suo enorme debito pubblico, senza sovranità monetaria e con l'obbligo del pareggio di bilancio, non può riuscire a mantenere il pareggio senza tagli, privatizzazioni e nuove tasse. Tutto questo genera recessione, porta al collasso dell'economia nazionale e accresce le difficoltà di mantenere il pareggio, dando così il via a una spirale distruttiva per l'economia e la società.

Provo a spiegarmi meglio: la BCE, ente privato, dà il denaro alle banche a un interesse basso; per ripagare gli interessi del debito pubblico, l'Italia è costretta a rivolgersi alle banche private per vendere i titoli di stato ed è costretta a pagare un interesse maggiore (spread); per ripagare questi interessi in regime di pareggio di bilancio, deve chiudere con un notevole avanzo primario e per fare questo, non avendo più sovranità monetaria, deve tassare di più, vendere beni pubblici o tagliare servizi e stato sociale; e questo deve farlo ogni anno, drenando ricchezza, svendendo beni pubblici, impoverendo i cittadini, uccidendo il tessuto produttivo. 

In realtà con questo regime monetario e un così grande debito pubblico, il pareggio di bilancio è impossibile da realizzare, non senza conseguenze disastrose.

Cosa sta quindi succedendo?

Quello a cui stiamo assistendo è in realtà un trasferimento di potere e sovranità dai singoli stati europei all'Europa, dalle democrazie elette a organismi sovranazionali non eletti, influenzati o nelle mani dei grandi poteri finanziari. E questo è solo un passo di un cammino più lungo, perché i registi di tutto questo non si fermeranno e dopo la perdita della sovranità monetaria e di quella economica assisteremo alla perdita della sovranità politica degli stati.

Le democrazie sono al declino e non sono sicuro di quello che seguirà. Soprattutto non sono sicuro che coloro che ci governeranno in futuro siano in grado di farlo. Temo al contrario che si dedicheranno a quello che hanno dimostrato di saper fare meglio: i propri interessi a spese della collettività.

Grazie dell'attenzione e a presto ;D

CULTURA
7 giugno 2012
LIBRI DA LEGGERE – Giù la maschera

Stasera ti propongo un altro libro molto interessante:

 

Giu' la maschera

di Paul Ekman e Wallace Friesen

La maggior parte della comunicazione umana avviene attraverso il linguaggio non verbale, cioè attraverso i movimenti del corpo e l'espressività vocale, mentre il linguaggio veicola meno del dieci percento della comunicazione. Attraverso la comunicazione non verbale esprimiamo le nostre emozioni e i nostri pensieri in modi che comprendiamo appena a livello conscio. La componente cinestesica è la parte del linguaggio non verbale relativa ai movimenti del corpo e la mimica facciale ne è la componente più importante.

Questo libro è un vero e proprio manuale che insegna al lettore come leggere in modo conscio l'espressività facciale e insegna a sviluppare una maggiore consapevolezza delle proprie espressioni emotive. Usando una lunga serie di fotografie di volti che esprimono emozioni diverse, gli autori ci spiegano nei particolari come identificare le emozioni anche quando le persone tentano di mascherarle o simularle.

Nonostante l'apparenza arida, il libro è scritto in modo semplice e diretto e la lettura è più breve di quello che può apparire. Lo consiglio non solo agli appassionati, ma a tutti coloro che vogliono comprendere di più le emozioni che scorrono dietro le nostre espressioni. Gli autori sono convinti che poche persone conoscono pienamente e in modo conscio le proprie esperienze emotive e nel piccolo delle mie esperienze non posso che essere d'accordo con loro.

Paul Ekman insegna all'università a San Francisco ed è forse il massimo esperto di espressioni facciali a livello mondiale. I suoi studi gli hanno fatto vincere molti premi scientifici e la sua consulenza è molto richiesta per gli scopi più diversi (dalla giustizia alla cinematografia). Oltre agli innumerevoli articoli scientifici ha pubblicato molti libri sull'argomento. La sua vita ha ispirato la serie televisiva “Lie To Me”, prodotta sotto la sua stessa consulenza.

Wallace Friesen è un collega di Ekman, studioso dell'espressività umana, insegnante universitario e scrittore. Ha scritto alcuni libri a quattro mani con Ekman sull'argomento.

Qui trovi il libro su IBS e qui su Amazon. Qui puoi leggere quello che dice wikipedia su Elman e qui il blog dell'autore.

Buon lettura e a presto ;D

Qui puoi trovare altre recensioni.

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