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24 agosto 2012
PAROLE PER PENSARE – Le origini di Wikileaks

 

  

Mi scuso per l'assenza. Come avrai intuito mi sono preso qualche giorno di ferie. Riprenderò seriamente a lavorare a questo blog a settembre, tra una settimana circa.

Ti lascio con un video interessante, Wikirebels, un reportage di Jesper Huor and Bosse Lindquist realizzato per la televisione svedese Svt, che racconta la nascita e lo sviluppo di Wikileaks fino all'ascesa irresistibile alle prime pagine delle testate giornalistiche per le rivelazioni shock sulla guerra in Iraq.

Trovo interessante questo reportage non solo perché offre molte informazoni sul fenomeno Wikileaks, ma perché offre un punto di vista diverso, non allineato, del ruolo fondamentale dell'informazione oggi.

Il video non racconta gli ultimi sviluppi relativi alle accuse rivolte al portavoce di Wikileaks, Julian Assange, fermato in Inghilterra poi rifugiatosi nell'ambasciata dell'Ecuador che dopo aver accettato di accoglierlo viene minacciato dal governo inglese. Qui puoi trovare un interessante post che fornisce molte informazioni interessanti anche sui retroscena.

Qui puoi trovare il sito di Wikileaks, qui puoi trovare la pagina del Fatto quotidiano che ringraziamo per aver sottotitolato il reportage. Qui puoi trovare quello che riporta wikipedia su Wikileaks, qui puoi trovare il sito di Openleaks, organizzazione parallela nata dalla frattura interna a Wikileaks.

Come al solito ti invito ad ascolare quanto viene riportato con senso critico e a controllare le informazioni presso altre fonti.

Buona visione e a presto ;D

Qui puoi trovare gli altri video della rubrica

 

CULTURA
19 agosto 2012
PAROLE PER PENSARE – Lezione di economia sull'Italia degli ultimi 50 anni

 

Stasera ti propongo un altro video interessante, una vera e propria lezione di economia e degli ultimi cinquantanni di storia d'Italia, tenuta nel corso del workshop per la democrazia diretta organizzato dal partito umanista.

Il relatore ricostruisce la storia dell'economia italiana, dalla prima guerra mondiale a oggi, soffermandosi su quegli eventi di cui è stato testimone grazie alla sua carriera nelle istituzioni. Molto interessante è, per esempio, il racconto su come e perché l'Italia fu svenduta sul finire degli anni '80. Altrettanto stimolante è la sua analisi della crisi attuale.

Come al solito ti invito ad ascoltare con attenzione e senso critico quello che viene detto. Ti invito anche a controllare le informazioni esposte presso altre fonti. Non regalare la tua fiducia.

Il relatore è Nino Galloni, economista, scrittore e direttore generale del Ministero del Lavoro, presidente del Centro studi monetari. Qui puoi trovare la sua pagina facebook, qui il sito del Centro studi monetari di cui è il presidente. Qui puoi trovare il sito del partito Umanista, qui puoi trovare la pagina del workshop del giugno scorso. Qui puoi trovare i video degli interventi, qui documenti e trascrizioni. Qui trovi il video ufficiale dell'intervento di Nino Galloni.

Un ringraziamento a Claudio Messora di Byoblu per il video. Qui puoi trovare il post originale della pubblicazione del video.

Buona visione e a presto ;D

Qui trovi gli altri video della rubrica

CULTURA
16 agosto 2012
PROBLEMI E SCELTE (download)

 

Da stasera apriamo una nuova pagina sul blog, in cui rendiamo disponibili alcuni contenuti da scaricare. Materiale utile, spunti di riflessione, niente di pretenzioso, testi per cominciare, poi verranno registrazioni audio e video.

Per cominciare ti propongo una sintesi corretta e ampliata dei post sui problemi e le scelte. Qualche paginetta da leggere, un aiuto per affrontare i problemi in modo più efficace .

Eccolo: PROBLEMI e SCELTE

Spero possa esserti utile. Se desideri espormi le tue perplessità o offrirmi consigli per aiutarmi a migliorare queste riflessioni ti invito a lasciare un commento o a scrivermi.

Grazie e a presto ;D


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permalink | inviato da Elnor il 16/8/2012 alle 20:30 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
POLITICA
14 agosto 2012
La giustizia sotto assedio

 

I governi Berlusconi ci hanno abituato ad attacchi alla magistratura a tutto campo: sia mediatici, attraverso giornali e televisioni in pieno assetto da propaganda, che politici, attraverso ministri e ministeri, di solito quello della giustizia appunto, e anche sanzioni personali, di solito tramite procedimenti disciplinari del Csm.

Oggi invece, nella calura di agosto e nel silenzio assordante dei media allineati (nelle mani di industriali, partiti, banche, imprenditori, eccetera), oggi assistiamo all'accerchiamento dei pubblici ministeri che indagano sulla trattativa tra stato e mafia all'inizio degli anni 90.

Parlo di accerchiamento perché gli attacchi ai magistrati vengono oltre che dalla politica, soprattutto dalle più alte istituzioni dello stato: il Quirinale, il Csm, l'Avvocatura dello stato e perfino la Cassazione.

Qual è il problema?

Il problema è che le indagini sembrano poter dare risposta alle molte domande su quelle trattative avvenute agli inizi degli anni '90 tra la mafia ed elementi di spicco delle istituzioni, uomini che hanno fatto quello che hanno fatto non in nome dello stato o dei cittadini e che in diversi ancora oggi siedono tra le poltrone della politica. Uomini politici di spicco allora e di spicco oggi, che non voglio affatto rispondere delle loro azioni di fronte ai giudici.

Qualche giorno fa, sul sito del Fatto quotidiano, una lettrice ha invocato una raccolta di firme dei cittadini che dimostri alla politica che i magistrati non sono soli e che i cittadini non sono stupidi né ignari e vogliono sapere chi ha trattato con la mafia.

In questo piccolo spazio ti invito ad aggiungere la tua adesione all'iniziativa. Solo un minuto del tuo tempo, un piccolo contributo per cambiare la storia dell'Italia.

Qui trovi la pagina per l'adesione, qui l'intervista di Camilleri sull'iniziativa.

Grazie dell'attenzione e a presto ;D

POLITICA
10 agosto 2012
PAROLE PER PENSARE – La crisi e la satira

 

Questa sera ti propongo un video divertente e allo stesso tempo un poco amaro.

Uno dei pochi pezzi di satira che si possono ancora vedere in televisione, soprattutto uno dei pochi pezzi di satira sulla crisi. Ascanio Celestini interpreta un politico, "un rappresentante della classe padrona", che parla con sincerità a cittadini, operai, immigrati e precari per dirgli che con questa crisi sono "cazzi vostri".

Ascanio Celestini è attore teatrale e regista, scrittore e drammaturgo. Qui puoi trovare il suo blog, qui la pagina di Wikipedia che lo riguarda.

Come al solito ti invito ad ascoltare con attenzione e senso critico quello che l'attore dice. Ti invito anche ad approfondare argomenti e informazioni che spuntano tra le righe.

Buon divertimento e a presto ;D

Qui trovi gli altri video della rubrica

POLITICA
7 agosto 2012
MES : il furto della sovranità dei popoli europei – 3

 

Nel post precedente,MES: il furto della sovranità dei popoli europei2abbiamo ripetuto la verità dietro al MES: lo scopo del Meccanismo Europeo di Stabilità è sostenere il mondo finanziario, salvaguardare i profitti del capitale e degli speculatori, scaricando il costo sui cittadini. E allo stesso tempo appropriarsi della sovranità degli stati.

In cambio dell'aiuto economico il MES potrà imporre agli stati debitori condizioni sui salari, sulle pensioni, privatizzazioni, nuove tasse, taglio dei servizi pubblici, eccetera. Il MES prenderà soldi dai paesi membri, cioè noi, e dal mercato, cioè da banche e altri enti finanziari. il MES avrà il potere di svuotare le casse degli Stati, con un minimo preavviso, senza che nessuno possa opporvisi. Il MES non pagherà tasse sui suoi profitti, non ci sarà alcuna trasparenza e tutti i suoi documenti saranno riservati, i suoi funzionari saranno immuni da qualunque provvedimento giudiziario. Uno stato membro non potrà uscire dal MES e uno stato in difficoltà non potrà rifiutare l'aiuto del MES. Il MES costringerà gli stati a pagare i loro debiti verso gli altri stati e soprattutto verso le banche e non permetterà loro di fallire come non lo permetterà alle banche.

Ebbene alcune settimane fa il parlamento italiano ha ratificato la modifica all'art. 136 del Trattato sul Funzionamento dell'UE che istituisce il meccanismo di stabilità finanziaria per la zona euro.

La modifica prevede linserimento allart. 136 del seguente paragrafo: Gli Stati membri la cui moneta è leuro possono istituire un meccanismo di stabilità da attivare ove indispensabile per salvaguardare la stabilità della zona euro nel suo insieme. La concessione di qualsiasi assistenza finanziaria necessaria nellambito del meccanismo sarà soggetta a una rigorosa condizionalità.

Con questo l'Italia si unisce a Cipro, Danimarca, Grecia, Francia, Ungheria, Lituania, Lussemburgo, Lettonia, Portogallo, Romania, Slovenia e Svezia, mentre in altri 9 Paesi (Austria, Repubblica ceca, Germania, Spagna, Finlandia, Irlanda, Paesi Bassi, Polonia e Slovacchia) c'è stata lapprovazione parlamentare, ma la legge relativa non è entrata in vigore.

Una volta che la modifica sarà ratificata dagli stati membri che rappresentano il 90% degli impegni di capitale (i 700 miliardi), entrerà in vigore il trattato istitutivo del MES, siglato dagli stati europei più di un anno fa e modificato nel febbraio di questanno.

E non ne usciremo più.

Come già detto, il capitale su cui poggia il MES sarà di 700 miliardi di euro, fornito e garantito dagli stati membri europei e la quota complessiva dell'Italia sarà di circa 125 miliardi di euro. Dovremo versarne meno di 3 miliardi subito, circa 15 in 5 anni e gli altri 110 quando farà più comodo ai “governatori” del MES.

Eppure c'è una cosa peggiore: è stato approvato il “fiscal compact”.

Cos'è il fiscal compact?

E' un trattato cheintroduce i meccanismi di stabilità, coordinamento e governance nellunione economica e monetaria, e che mira a salvaguardare la stabilità di tutta la zona Euro.”

In parole povere, è un impegno da parte dei paesi europei che hanno un debito pubblico superiore al 60% del PIL di rientrare entro tale soglia nell'arco di vent'anni. Contemporaneamente i paesi europei si impegnano a mantenere il deficit pubblico sempre sotto al 3% del PIL.

Cosa significa questo?

In pratica l’Italia si è impegnata a imporre nuove tasse, a tagliare servizi pubblici e a vendere beni pubblici per incassare 50 miliardi di euro in più, ogni anno per 20 anni, e come se non bastasse abbiamo definitivamente rinunciato alla sovranità fiscale e con essa a qualunque possibilità di applicare politiche fiscali di sviluppo.

Secondo te tutto questo che impatto avrà sull'Italia?

Le conseguenze di tutto ciò saranno: la svendita dei beni pubblici, una pressione fiscale molto maggiore (e stiamo parlando del paese europeo con la maggiore imposizione fiscale), la riduzione di salari e pensioni e il taglio dei servizi pubblici. Questo provocherà il collasso economico del paese, un ventennio di austerità come mai si è vista prima, un aumento considerevole dei poveri, il declino della classe operaia e della borghesia.

Tutto questo senza che i cittadini italiano siano consultati e neppure informati.

Un governo che non è stato eletto legifera e il parlamento ratifica in silenzio quello che gli viene chiesto, nel silenzio dei media allineati.  

Stiamo assistendo al trasferimento della sovranità dai cittadini italiani a organismi europei non eletti nelle mani di burocrati che curano interessi privati. Siamo di fronte al declino della democrazia in Italia e in Europa.

Tu come vedi il nostro futuro?

Sei ottimista.

Se non sei d'accordo o hai opinioni diverse, non esitare a lasciare un commento.

Grazie dell'attenzione e a presto ;D

ECONOMIA
1 agosto 2012
PAROLE PER PENSARE – La crisi e la Cina

 

Stasera ti propongo un altro video interessante, un intervento sugli effetti della crisi economica in Cina.

La maggior parte di noi pensa che la crisi economica che ci martella da anni non abbia toccato i paesi emergenti tra cui la Cina. Naturalmente non è così, in quanto la globalizzazione dell'economia ha portato all'interdipendenza dei paesi, o molto più semplicemente la Cina non può produrre se i mercati non comprano (Usa, Europa, eccetera). Di fatto non solo la Cina non cresce come prima, ma rivela che si sta fermando l'economia mondiale.

L'intervento è di Aldo Giannuli, professore di storia contemporanea alla facoltà di Scienze politiche dell'università di Milano. Qui trovi il blog di Giannuli, qui trovi cosa riporta su di lui Wikipedia e qui trovi la biografia e gli articoli pubblicati su Cado in piedi. Il video è un passaparola del sito di Beppe Grillo, a cui rivolgiamo un ringraziamento. Qui puoi trovare il post in cui è stato il pubblicato.

Come al solito ti invito ad ascoltare con attenzione e senso critico quanto ti viene detto. Ti invito anche a verificare e approfondire le informazione riportate nel video e a non fidarti a priori di chi le espone, ne tanto meno di me. Non regalare la tua fiducia e verifica sempre presso fonti diverse.

Buona visione e a presto ;D

Qui trovi gli altri video della rubrica

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