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28 settembre 2012
Soluzioni per la crisi

 

 

Giorni movimentati per me, al lavoro e fuori, che mi sottraggono tempo, che distraggono dai grandi eventi. Eppure ogni giorno non manca qualcuno che cita tv e giornali, che parla di crisi irreversibili e soluzioni difficili ma senza alternativa. E sarà forse la fretta o l'autunno, ma questo mi irrita. Mi irrita la propaganda dei media allineati, mi irrita l'evidente manipolazione dell'informazione e l'uso indiscriminato di Tina (vedi questo post), mi irrita chi ripete slogan e frasi di propaganda senza pensare a quello che dice.

E a me non piace irritarmi. Quindi apro una nuova rubrica dedicata ad esprimere punti di vista ed opinioni, mie e non solo mie. Stasera dedichiamo qualche minuto alle soluzioni per la crisi.

C'è una crisi?

Sì, c'è una crisi, ma naturalmente non è quella che ci spacciano i grandi media. Non è lo spread, non sono le banche in pericolo o gli stati sull'orlo del fallimento. La crisi è in realtà una guerra invisibile, una guerra finanziaria contro l'economia reale e gli stati. Lo scopo è sempre lo stesso: acquisire potere. In Europa l'obiettivo è demolire gli stati, sottrarre loro la sovranità per farli diventare provincie di un regime non democratico, non eletto. I modi sono quelli che già conosciamo: persuadere, reclutare o corrompere politici o governanti, controllare i media, creare crisi vere o di fantasia, manipolare l'informazione per distorcere la realtà, agire in violazione alla legge e alle costituzioni con la connivenza della politica e delle élite nazionali.

Un esempio lampante di tutto questo è l'Italia di oggi, governata da rappresentanti dei poteri forti, dopo un colpo di stato in piena regola, con quasi tutti i media nelle mani di politica, banche e industriali che ci servono la propaganda quotidiana, con la politica connivente, corrotta o ricattata e di fatto prona alle richieste dei poteri forti.

La crisi ha una soluzione?

Sono d'accordo con te, ha una soluzione, ma non sono quelle che ci propongono ogni giorno. Dicono che dobbiamo fare sacrifici, che gli stati non devono fallire, che dobbiamo salvare le banche, che dobbiamo pagare perché “non ci sono alternative” (Tina, there is no alternative). Balle.

La realtà è che la finanza aggredisce gli stati e l'economia reale, detta la politica monetaria delle banche centrali e del fondo monetario e quando si trova in difficoltà costringe gli stati a pagare per loro, perché “se le banche fallissero cadrebbe la civiltà”. Balle.

I media, gli esperti e gli opinionisti disegnano una realtà distorta, dove le crisi sono sempre gravi, incomberti e impellenti, dove gli uomini al comando sono sempre eroi o sfortunati, dove le soluzioni sono sempre bisognose dei sacrifici dei popoli. Balle.

Quale sono le soluzioni?

La prima è semplice: riappropriarsi della sovranità monetaria. Giappone e Inghilterra sono messi peggio di noi come conti, ma non hanno problemi di spread e di rischi di fallimento. Come mai? Negli anni 90 c'è stato un periodo in cui avevamo conti peggiori di adesso, ma non c'era spread o rischi di fallimento. Come mai?

La risposta è semplice, avevamo una moneta nostra, una moneta sovrana. Ora invece abbiamo una moneta altrui, una moneta inventata e come ogni stato che usa una moneta altrui ne siamo i vassalli. Siamo i vassalli della BCE e di chi la controlla.

Ma dicono che non si può uscire dall'euro altrimenti è un disastro. Balle. Dipende da come lo si fa, da chi si “aiuta”, i ricchi o i poveri del nostro paese. Al peggio avremmo due o tre anni di mare mosso, che per me sono meglio del decennio di collasso economico, austerità e povertà diffusa che si profila innanzi a noi. Se avessimo governanti con le palle dediti alla cittadinanza, lo faremmo domani.

La seconda soluzione è meno semplice: nazionalizzare la banca d'Italia e le banche fallite, perchè buona parte delle nostre banche sono fallite, o almeno dividere di nuovo le banche commerciali da quelle speculative. Ci ne rendiamo conto che abbiamo in casa i responsabili delle crisi, dell'aumento delle tasse, dell'austerità e della povertà crescente? A costoro è stato dato per legge il diritto di creare moneta (vedi “riserva frazionaria”), sono stati elevati a intermediari tra lo stato e l'economia reale e sono stati lasciati liberi di creare armi finanziarie capaci di demolire aziende ed intere economie. Chi ha deciso che le banche debbano avere questi diritti e ruoli?

Esatto. Sempre loro.

La terza soluzione alla crisi è il “disarmo” delle armi speculative. Il mercato finanziario è cresciuto in modo così colossale ed è diventato così potente e micidiale grazie alle “armi” che si è dato o creato. Sto parlando dei famosi derivati, nelle loro diverse forme, ma anche delle vendite allo scoperto, al controllo del mercato monetario e del mercato delle merci anche quelle dei beni primari. E così via. Vogliamo che il mostro smetta di fare danni? Togliamogli le armi. Niente armi, niente guerra.

Le soluzioni che ci propinano i media sono solo propaganda e questa serve a manipolare la cittadinanza, a mantenerla inerme e confusa, ad accettare riduzioni della qualità di vita, ad accettare la povertà e le decisioni difficili che comporta. I poteri forti ci vogliono distratti, passivi e inermi perchè non vogliono interferenze dal gregge.

Un esempio. Ogni giorno sento qualcuno che ripete come un mantra non ci sono soldi. Sono balle. I soldi ci sono eccome, anche troppi, ma dove sono secondo te?

Nelle mani dei ricchi, delle banche, dei fondi, delle corporazioni, eccetera che diventano sempre più ricchi mentre la cittadinanza e le aziende soffrono per la scarsità di liquidità, aggravata dalla crescita delle tasse.

E' meglio che ci svegliamo perché non ci stanno prendendo solo la ricchezza, ma il futuro, il nostro e quello dei nostri figli.

Per stasera basta così. Se sei ancora con me, ti ringrazio della pazienza. Parleremo ancora e presto delle balle che ci propinano quotidianamente.

A presto ;D

CULTURA
23 settembre 2012
PAROLE PER PENSARE – La guerra alla Siria

Stasera ti propongo un altro video interessante. E' un intervento di Massimo Fini sull'attuale guerra in Siria. Nonostante i media italiani e quelli occidentali parlano di guerra civile, quello che sta accadendo in Siria è molto simile a quello che è avvenuto in Libia. Abbiamo un malcontento interno, coltivato e accresciuto da provocatori esterni e armato dai servizi segreti dei paesi occidentali.

Mentre l'interpretazione dei media occidentali è puramente di copertura ai fatti o di propaganda: parlano di popoli oppressi che si ribellano a un dittatore, ed è vero, ma non dicono chi sono questi ribelli, quanti sono e chi rappresentano, né parlano delle armi, delle truppe mercenarie esterne o delle mire dei paesi che sostengono la ribellione.

Senza peli sulla lingua, Fini offre molti spunti su cui pensare. Questo non significa che non devi ascoltare con senso critico quello che dice. Usa la tua testa, non prendere per vero a priori quello che dice e verifica le informazioni presso altre fonti.

Massimo Fini è un noto giornalista, scrittore e drammaturgo. Nel 2005 ha fondato il movimento politico Movimento Zero, che si inspira ai principi del primitivismo, della decrescita e della democrazia diretta. Qui puoi trovare la pagina su wikipedia, qui puoi trovare il suo blog. Qui puoi trovare la sua biografia su Cadoinpiedi, qui il sito di Movimento Zero e qui il giornale che ha fondato: il Ribelle.

Il nostro ringraziamento al sito di Beppe Grillo per l'intervista.

Buona visione e a presto ;D

Qui trovi gli altri video della rubrica


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ECONOMIA
19 settembre 2012
SECONDO SUMMIT MMT
 

Stasera voglio attirare la tua attenzione su una notizia che ritengo importante: Paolo Barnard e il gruppo di attivisti di Democrazia MMT (vedi qui) stanno organizzando il secondo Summit MMT. L'appuntamento è doppio: il 20-21 ottobre prossimi a Rimini e il 27-28 ottobre a Cagliari. A entrambi gli appuntamenti parteciperanno come relatori economisti di levatura internazionale: il professor James Galbraith dell'università del Texas (Usa), la professoressa Stephanie Kelton dell'università del Missouri (Usa), il dottor Warren Mosler del Levy Institute di New York (Usa), il dottor MarshallAuerback dell'INET di New York (Usa) e il professor Alain Parguez dell'università di Besançon (Francia). Qui puoi trovare i brevi curricula dei relatori del primo summit, tre dei quali si ripresentano al secondo appuntamento.

Nel post relativi al precedente summit, “Il summit MMT: voci fuori dal coro” e “Cos’è successo al summit MMT”, abbiamo visto cos’è l’MMT e appunto cosa è successo durante il primo summit.

Cos’è l’MMT?

In sostanza è modo diverso di vedere e gestire la moneta e il debito pubblico di uno stato, ma è anche un punto di vista diverso attraverso il quale rileggere la storia e gli eventi odierni, un punto di vista che rivela la manipolazione delle culture, la guerra economica in corso e le cause della morte delle democrazie occidentali. Questi sono alcuni dei punti più caldi emersi durante il primo summit:

1) lo stato non è come una famiglia, come sostengono le dottrine ufficiali;

2) il deficit di bilancio di uno stato con moneta sovrana è un fattore positivo;

3) uno stato con moneta sovrana si finanziastampandomoneta e non ricorrendo al mercato;

4) in questo modo può esercitare politiche fiscali e monetarie proprie (esercita la sovranità) senza subirle da una banca o peggio dal mercato, che diciamocelo ha il solo scopo di fare lucro e non ha il minimo interesse nella prosperità sociale;

5) quando lo stato stampa moneta non necessariamente genera inflazione e, comunque, lo farebbe come lo fanno le banche quando a loro volta generano moneta (prestando);

6) l’inflazione può essere controllata attraverso la limitazione della circolazione monetaria e l’emissione di titoli di stato per sottrarre circolante al mercato;

7) il meccanismo di stabilità di bilancio che si vuole imporre a tutta l’Europa sottrarrà potere e sovranità agli stati a beneficio di banche e istituzioni private e condannerà le economie reali alla recessione e all’impoverimento delle popolazioni;

8) l’euro è di fatto una moneta straniera nelle mani di burocrati e degli interessi privati;

9) l’euro ha tolto agli stati le prerogative di una moneta sovrana e sarebbe opportuno riappropriarsene, tornando a essere un paese a piena sovranità monetaria, fiscale e politica;

10) uscire dall’euro non è la fine del mondo.

Sul sito Democrazia MMT puoi trovare tutte le informazioni a riguardo, a partire da qui e qui. Qui puoi vedere cosa riporta Wikipedia. Qui puoi trovare “Il Grande Crimine”, l’ultimo libro di Barnard, liberamente scaricabile dal suo sito, in cui Barnard spiega appunto la MMT e qual è il grande crimine. Per una migliore comprensione dell’argomento, Barnard ha preparato dieci lezioni dal titolo “Nonna, ti spiego la crisi economica” che puoi trovare in unico file qui, oppure qui in 10 lezioni: 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10. Qui puoi trovare i video del primo summit.

Chi è Paolo Barnard?

Paolo Barnard è un giornalista di notevole esperienza, ha lavorato per numerosi quotidiani, periodici e riviste, per agenzie di stampa e testate online. Ha lavorato per la RAI con Samarcanda durante la Guerra del Golfo nel 1991 ed è cofondatore della famosa trasmissione Report per cui ha lavorato dieci anni, dal 1994 al 2004. Paolo Barnard è anche scrittore e ha scritto libri su terrorismo internazionale, la Palestina e l’umanizzazione della Medicina. Qui puoi trovare la pagina relativa su wikipedia, qui la sua pagina di presentazione sul suo sito.

Cos’è successo durante il primo summit?

Nonostante il silenzio assordante di quasi tutti i media e il silenzioso boicottaggio da parte della politica e di quasi tutti gli economisti italiano, il summit è stato un successo. Duemila persone provenienti da tutta Italia si sono raccolte a Rimini e per un intero weekend hanno seguito le lezioni degli ospiti che hanno analizzato le cause della crisi mondiale, hanno esaminato le varie teorie monetarie (liberiste e neo-liberiste) mostrandone le lacune e hanno spiegato la MMT.

Con questo secondo summit, gli organizzatori intendono diffondere la MMT e le soluzioni che questa propone per affrontare il declino economico dell’Italia. I convegni costeranno circa centomila euro e non sono sponsorizzati quindi la partecipazione è a pagamento, 40 euro, circa come un concerto, ma personalmente penso li valga tutti fino all’ultimo. Qui trovi le informazioni per poter partecipare.

Visto quanto è successo al primo summit (qui), direi che vale la pena assistere a questi due giorni di lezioni-conferenze da parte di economisti di fama internazionale.

Per essere chiaro, ritengo la MMT una soluzione parziale e temporanea a una situazione di crisi e di conflitto che non può essere risolta agendo solo sulle politiche monetarie, ma che richiede un intervento politico forte da parte dell’intera società e la revisione profonda del concetto stesso di economia. D’altra parte la MMT funziona ed è una soluzione efficace nel breve-medio periodo a quello che stiamo subendo: la demolizione della nostra economia e dei diritti dei cittadini e il furto della sovranità del popolo italiano.

Ora sta a te decidere. Ti interessa comprendere meglio la realtà e gli avvenimenti che stanno cambiando il tuo mondo e minacciano il futuro tuo e quello dei tuoi figli?

La scelta è tua.

A presto ;D

CULTURA
16 settembre 2012
SIAMO QUELLO CHE MANGIAMO

 

Nel post “Bisogni essenzialiabbiamo definito i bisogni primari come le nostre necessità materiali, ciò che ci è necessario per sopravvivere prima che per vivere, in particolare l’aria, l‘acqua, il cibo, regolare la temperatura corporea (es: riscaldarsi con i vestiti), il sonno e difese efficaci per proteggersi da predatori o eventi naturali. Siamo carne e sangue e per continuare a vivere dobbiamo alimentare il nostro corpo di aria, acqua e cibo necessari al funzionamento delle cellule che lo compongono. La necessità di procurarsi tutto questo influenza e determina la nostra vita e in certe situazioni spinge l’uomo a scelte e comportamenti estremi. Tutto o quasi scivola in secondo piano come importanza davanti a una necessità primaria non soddisfatta.

Oggi parleremo di uno dei bisogni primari: l'alimentazione.

Siamo sicuri che l'alimentazione sia un bisogno? Possiamo fare a meno di nutrirci?

Naturalmente non possiamo fare a meno di mangiare. Senza cibo il corpo può sopravvivere per qualche settimana, ma già dopo qualche giorno il bisogno di risorse spinge il nostro organismo ad attivare una serie di meccanismi mirati a prolungare la propria sopravvivenza: dal rallentamento o spegnimento progressivo di certe funzioni o organi, fino al prelievo di risorse dai tessuti meno importanti come i muscoli. Quindi l'alimentazione è un bisogno.

Cosa significa alimentarsi?

Significa nutrirsi con sostanze organiche commestibili prese dall'ambiente e assimilarle attraverso il nostro apparato digerente, capace di trasformare la sostanza organica in elementi utili alle cellule del nostro organismo.

Sì, hai ragione, è un'ovvietà, ma vorrei che ti soffermassi un attimo sul fatto che il cibo entra a far parte delle nostre cellule, quindi di noi. Feuerbach scriveva che noi siamo quello che mangiamo e, consciamente o inconsciamente, noi sappiamo che è così e non solo da un punto di vista filosofico. Ciò che introduciamo nel nostro corpo non solo ne assicura la sopravvivenza e la vita, ma diventa parte di noi. E aggiungerei nel modo più intimo, tanto che potremmo sostenere che siamo composti dal cibo che abbiamo mangiato nel passato.

Quindi dovrebbe essere spontaneo per tutti avere cura della nostra alimentazione, scegliendo gli alimenti migliori e assumendone le quantità necessarie. Invece se osserviamo la nostra società vediamo che le persone mangiano troppo e male, seguono il palato e si fanno manipolare della pubblicità, invece che ascoltare il proprio corpo.

Ho detto ascoltare il proprio corpo, perché è quello che dovremmo fare ogni giorno prima di mangiare. Perché lui comunica continuamente e, se lo ascoltiamo con attenzione, oltre a dirci quali sono i problemi ci spiega anche di cosa ha bisogno: zuccheri o proteine, piuttosto che sali, grassi o acqua. Invece la nostra mente è attenta al palato tanto da andare oltre al naturale senso di sazietà.

Secondo te quali effetto ha questo atteggiamento?

Sì, certo, ingrassiamo, ma l'eccesso di cibo, specialmente di cibo industriale o cibo spazzatura, colpisce la nostra salute fino a provocare danni gravi fino alla morte. Non sto scherzando. La cattiva alimentazione è causa di innumerevoli malattie e patologie, che riducono la qualità e la durata della nostra vita. Per esempio la cattiva alimentazione aumenta la probabilità di avere un infarto, oppure provoca l'insorgenza del diabete con tutte le sue sgradevoli conseguenze. Non me lo sto inventando, ma lo dicono studi e ricerche mediche. Non fidarti, cerca informazioni a proposito. Scoprirai che l'alimentazione nei suoi eccessi può essere causa di malattia e sofferenze e viceversa può diventare un mezzo per curare se stessi e ritrovare la salute.

Le scelte che facciamo quando mangiamo o quando facciamo la spesa possono minacciare la nostra salute e determinare la qualità della nostra vita. Quindi dobbiamo smettere di essere consumatori passivi di quello che altri ci mettono davanti, non credi? Dobbiamo essere noi a decidere cosa mangiare e per farlo dobbiamo informarci su quello che mettiamo nel piatto.

Da dove viene quella verdura? Come viene conservata? Come viene prodotto quell'alimento? Con quali ingredienti? Come posso alimentarmi meglio? Quali sono i cibi migliori e più sani?

L'informazione è la base della consapevolezza e delle nostre scelte, ma non basta. A questa devi poi aggiungere la volontà a cambiare, a smettere di bere bibite, mangiare al fastfood e iniziare a pensare a quello che mangi prima di metterlo in bocca.

Cosa dici? Il cibo sano costa di più? Mi spiace deluderti, ma a mangiare meglio si risparmia. Per esempio, puoi comprare frutta e verdura di stagione direttamente dai contadini in campagna e smettere di mangiare tutta quella carne. Ci sono sono molte strategie e buone abitudini che vale la pena considerare e le approfondiremo nei prossimi post sull'argomento. Nonostante questo non sia un sito di cucina o diete, credo valga la pena soffermarsi di più sull'argomento.

Per stasera ci fermiamo qui. Grazie dell'attenzione e ricorda sempre: noi siamo quello che mangiamo. Se mangiamo schifezze, noi saremo schifezze o lo sarà la nostra vita.

A presto ;D

CULTURA
13 settembre 2012
PAROLE PER PENSARE – La politica e il futuro

 

Questa sera ti propongo un altro video con spunti interessanti su cui pensare.

E' l'intervista di Francesca Fagnani a Grillo, realizzata durante la presentazione del suo ultimo libro a Roma e pubblicata durante una delle ultime puntate di Servizio pubblico della stagione precedente. Aldilà della passione, dell'autopromozione e dello stile con cui Grillo esterna pensieri ed opinioni, tra affermazioni e interpretazioni discutibili, l'ex-comico pone domande e offre punti di vista sulla politica e sul futuro che secondo me vale la pena considerare.

Tra queste un modo diverso di vedere la politica. La politica non è quella che vediamo sui media, quella fatto oggi in parlamento e nei salotti dei potenti, la politica è semplice e oggi è possibile farla in un modo diverso, è possibile farla in modo diretto, da ognuno di noi.

Beppe Grillo è un noto comico genovese, ma anche attore, attivista, politico e blogger italiano. Il suo è il più noto blog in lingua italiana. Nel 2009 ha ideato e promosso la nascita del “MoVimento 5 stelle”, un movimento politico “dal basso” che si oppone alla politica tradizionale e propone idee innovative e soluzioni centrate sulla gente per tutto o quasi. Qui puoi trovare il suo blog, qui puoi trovare il canale su Youtube, qui puoi trovare la sua biografia su Wikipedia.

Anche in questo caso ti invito ad ascoltare con attenzione e senso critico quanto viene detto. Non dimenticare che Grillo fa politica e come puoi vedere è un notevole comunicatore, quindi metti da parte propaganda e promozione e raccogli le idee e le domande. Non regalare la tua fiducia, verifica le informazioni e usa la tua testa.

Buona visione e a presto ;D

Qui puoi trovare gli altri video della rubrica

CULTURA
9 settembre 2012
COS'E' LO STRESS?
 

Oggi parliamo di una costante della vita di un uomo: lo stress.

Anche questa parola, per la maggior parte di noi, ha una connotazione negativa, ricorda emozioni negative e momenti sgradevoli del passato. Eppure è una parola sulla bocca di tutti, ne parliamo tutti i giorni: “il lavoro mi stressa”, “la situazione sta diventando stressante”, eccetera.

Ma cos'è lo stress?

E' una reazione naturale del corpo e della mente per affrontare o adattarsi a una situazione che viene percepita come “nuova”, “complessa” o “difficile”. Difficile e complessa in quanto riteniamo che sia ai limiti od oltre le nostre capacità fisiche e mentali, o che richieda risorse e tempo che non abbiamo. Nuova in quanto è una situazione che non abbiamo affrontato prima e per cui non abbiamo comportamenti acquisiti e schemi mentali risolutivi da applicare.

Questa reazione è in primo luogo fisiologica, il corpo e il cervello primitivo reagiscono in modo elementare agli stimoli della situazione e affrontano le situazioni valutandone la pericolosità e preparandosi a difendersi o fuggire. Prepararsi significa aumentare il battito cardiaco e la pressione sanguigna, accelerare la respirazione, aumentare la secrezione ghiandolare, contrarre i muscoli e così via, in modo da essere pronto a reagire alla minaccia incombente. E' una reazione naturale messa a punto dalla selezione naturale che ci mette in grado di affrontare pericoli e minacce in modo efficace. In secondo luogo la reazione è psicologica, il cervello e la mente reagiscono agli stimoli esprimendo emozioni che potenziano e focalizzano le risorse mentali per meglio affrontare la situazione.

Questi cicli di “allarme, tensione, reazione e rilassamento” comportano uno sforzo e hanno un prezzo da pagare. Per potersi “preparare” alla situazione-minaccia il nostro organismo libera nel sangue ormoni e “attivatori” che ci preparano portandoci a uno stato di tensione che attinge alle nostre riserve e incide sul metabolismo.

Se questo stato di tensione dura a lungo o si ripete con troppa frequenza, esaurisce le riserve di energia psico-fisica, logora la nostra vitalità e le difese immunitarie, incide sulla mente e sul nostro comportamento. Sintomi tipici di questo logoramento generale sono una maggiore irritabilità, stanchezza diffusa ed eccessiva, disturbi del sonno, tendenza ad ammalarsi, distorsioni nella visione della realtà, incapacità di prendere decisioni, difficoltà nella comunicazione con gli altri. Se la situazione si protrae nel tempo, il logoramento porta a danni fisici anche gravi e all'invecchiamento precoce.

Quindi lo stress è una cosa negativa?

No, al contrario lo stress è uno stimolo che ci mantiene vitali e motivati, che ci spinge a crescere e a cambiare, a realizzare i nostri progetti. Il problema è l'eccesso di stress e il modo con cui lo gestiamo.

E' possibile controllare lo stress?

Esatto. Sì, è possibile e in diversi modi. In primo luogo è fondamentale comprendere che la qualità dello stress (positivo e negativo) e la quantità dipendono da come noi vediamo la situazione che provoca lo stress. Come abbiamo detto all'inizio, lo stress è una reazione naturale per affrontare una situazione che viene percepita nuova, difficile, eccetera. Percepita, ci sei? Dipende da noi percepire la situazione per quello che è realmente, senza lasciare che la nostra emotività accresca o distorca la situazione. La nostra mente, le emozioni e i pensieri possono aumentare lo stress e renderlo nocivo.

Come si controlla lo stress?

Sembra un'ovvietà, ma per gestire lo stress è necessario riconoscerlo, quindi riconoscere le nostre reazioni, fare attenzione ai messaggi che il corpo ci invia, per esempio mani strette, muscoli contratti, battito accelerato, eccetera. Bastano pochi secondi di “ascolto” per vagliare tutte le “sensazioni” che il corpo ti invia, per capire dove sono le tensioni, dove senti fastidio o non lo senti.

E nello stesso modo dobbiamo fare attenzione alle emozioni che proviamo, capirne la causa e capire quali effetti hanno su di noi e la nostra visione delle cose. Per esempio, percepire l'irritazione prima che agisca sulle nostre azioni, comprendere che è dovuta alla violazione delle nostre regole sul rispetto e capire che ci farà dire delle sciocchezze inutili di cui ci pentiremo. Anche per le emozioni bastano pochi secondi per vagliare quello che proviamo e riconoscere le emozioni e, con un poco di pratica, anche la loro causa. Parleremo di questo e della gestione delle emozioni nel prossimo futuro in post dedicati.

Contemporaneamente al riconoscimento delle nostre reazioni, è importante riconoscere la fonte dello stress, la causa della nostra reazione. E' il professore che pretende troppo? E' il collega che non collabora? E' mio figlio che non comunica? Dobbiamo capire quale situazione stiamo affrontando per poterla affrontare e più è grande la comprensione e la conoscenza della situazione, maggiore sarà l'efficacia delle scelte e delle azioni che intraprenderemo e minore sarà il consumo di energie. Quindi una volta riconosciuto la situazione, è utile studiarla, conoscerla, capirla. Per esempio, il vicino occupa il tuo parcheggio assegnato e la sera sei costretto a perdere tempo inutile, prima di agitarsi e agire vale la pena capire chi è il tuo vicino e perché non parcheggia nel suo spazio. Può risparmiarti uno scontro e inutili strascichi emotivi.

Infine è tempo di gestire lo stress, abbandonare la tensione e tornare al benessere psicofisico. Questo di solito significa affrontare la situazione e risolverla, in un modo o nell'altro, o trovare strategie per controllare lo stress. Nel primo caso ti invito a leggere i post “Problemi e scelte – 1”, “2” e “3”, troverai suggerimenti su come affrontare i problemi e fare le scelte necessarie.

Se invece non puoi affrontare la situazione, non ora, o semplicemente se devi controllare lo stress per poterla affrontare meglio, ebbene devi intervenire su te stesso e modificare lo stato psicofisico in cui ti trovi.

Cosa significa?

Per controllare lo stress devi agire sul tuo corpo, la tua mente, le tue emozioni e le tue reazioni. Ci sono diversi modi per farlo, ma il più semplice e forse il più efficace è agire sul corpo, muoversi, controllare la respirazione. Così come lo stress influenza il tuo corpo e genera tensione muscolare, così i movimenti del corpo influenzano lo stress. Un classico per scaricare la tensione è fare un passeggiata, un altro è l'esercizio di respirazione profonda: inspira contando fino a cinque, trattieni il respiro per due-tre secondi ed espira contando fino a cinque.

In modo molto simile si può agire sulla mente. Se vuoi dare pace ai pensieri ricorsivi e nevrotici che si presentano ossessivamente a causa dell'agitazione, un classico è ascoltare musica melodica o classica, e ti aiuterà anche a calmare il battito cardiaco. Oppure puoi usare piccoli esercizi di focalizzazione, come quello di immaginarsi in un luogo bello e tranquillo, come la spiaggia di un'isola tropicale, o giochi di ruolo in cui ti immedesimi e interpreti ruoli gradevoli e lontani dalla situazione che stai subendo. Come immaginarsi di essere a una festa e divertirsi con amici e avere qualche avventura divertente. Infine una tecnica di controllo straordinaria per lo stress, riconosciuta anche dalla medicina, è la meditazione, ma non ne parleremo stasera. Di questo e delle tecniche di controllo delle emozioni parleremo in post futuri dedicati.

Vorrei concludere sottolineando quanto è fondamentale per ogni essere umano imparare a gestire lo stress, tanto che dovrebbe essere insegnato a scuola. Lo stress è una costante della vita e certi meccanismi che l'evoluzione ha premiato non sono sempre efficaci per affrontare le situazioni che la vita e la società di oggi ci presentano. Maggiore consapevolezza dei nostri meccanismi di reazione, del nostro corpo e della nostra mente possono cambiare il nostro modo di vivere lo stress e gestire le nostre risorse fisiche, psichiche e sociali.

Grazie dell'attenzione e a presto ;D 

CULTURA
5 settembre 2012
PAROLE PER PENSARE – Guerra finanziaria

 

Stasera ti propongo un altro video interessante relativo alla crisi, un’intervista di Claudio Messora, blogger di Byoblu, a Monia Benini, scrittrice e autrice di "La Guerra dell'Europa". L’intervista gira intorno al MES, il meccanismo europea di stabilità, chiamato dai media “fondo salva-stati”, di cui abbiamo parlato nei post “MES : il furto della sovranità dei popoli europei - 1”, "2" e “3”.

L’intervista è chiara e graffiante, ma te la propongo per sottolineare come in Italia un’informazione importante come quella dell’approvazione da parte del parlamento del MES sia passata sotto silenzio da parte di quasi tutti i mezzi di informazione. Considerato che i mezzi di informazione sono nelle mani di politica, industriali, banchieri e grandi imprenditori, è evidente che costoro non vogliono affatto che la cittadinanza sia informata, né partecipi in nessun modo alle decisioni politiche, nonostante le conseguenze delle decisioni pesino e peseranno sulla maggioranza degli italiani. Un sprazzo di futuro prossimo.

Inoltre te la consiglio, perché l’intervista rivela i contorni della guerra invisibile in corso, una guerra finanziaria tra due diverse ideologie, una guerra che mira a espropriare (rubare?) la sovranità agli stati e ai popoli per lasciarla nelle mani di una minoranza di potenti e burocrati che non si curano del benessere dei popoli, ma di interessi privati. Ancor oggi questo lo si fa con la guerra, occupando paesi sovrani e sottomettendo le popolazioni, vedi l’Iraq e l’Afganistan, ebbene in Europa lo si fa con armi finanziare non meno micidiali per le vite delle persone.

Monia Benini è scrittrice, ex-collaboratrice parlamentare del senatore Fernando Rossi, coordinatrice nazionale della lista civica "Per il bene comune", ex docente di inglese, blogger e responsabile della rubrica "Il punto". Qui puoi trovare il curriculum, qui puoi trovare la pagina facebook. Qui puoi trovare la pagina della rubrica che dirige, qui il sito della lista "Per il bene omune". Qui puoi trovare la sua pagina su Liquida, qui puoi trovare il suo libro. Infine qui puoi trovare la pagina di Byoblu in cui è stato pubblicato il video. Ringraziamo Claudio Messora per l'intervista.

Come sempre ti invito ad ascoltare con attenzione e senso critico quanto viene detto e a verificare le informazioni presso altre fonti di informazione preferibilmente più affidabili.

Buona visione e a presto ;D

CULTURA
2 settembre 2012
LA MENTE UMANA – Ai limiti dell’attenzione 2
 

Stasera aggiungiamo un altro tassello al nostro studio dell’attenzione, la capacità della mente di mettere a fuoco un particolare stimolo, percezione o evento. Ricordi? Ne abbiamo parlato più volte da diversi punti di vista.

Nel post “Il flusso”, abbiamo visto come ogni singolo istante il mondo ci inonda con un flusso continuo di stimoli sensoriali ma la nostra mente cosciente ne percepisce solo una piccola parte, la maggior parte lo ignora, lo delega all'inconscio, perché non ha il tempo per considerare e valutare una a una tutte le informazioni che la raggiungono.

Nel post “Come funziona l'attenzione?”, abbiamo parlato dell'attenzione inconsapevole e abbiamo visto come l'attenzione è la messa a fuoco della mente su un particolare stimolo sensoriale, la temporanea importanza che la nostra mente dedica a una certa percezione.

Nel post “Metti a fuoco la vita”, abbiamo studiato la focalizzazione mentale e abbiamo visto che il focus è ciò su cui ci concentriamo, su cui focalizziamo la nostra attenzione, è ciò che determina l'esperienza della nostra vita perché determina la nostra realtà.

Nel post “Attenzione e concentrazione”, abbiamo compreso come l'attenzione incanala le risorse mentali. Più è complesso l'oggetto della nostra attenzione o il compito su cui ci concentriamo, più è facile che la nostra mente sia costretta ad attivare una serie di meccanismi mentali con cui diamo priorità all'elaborazione di un determinato stimolo, arrivando a selezionare in ogni istante le informazioni sensoriali su cui lavorare e quelle da ignorare.

Nel post “Ai limiti dell’attenzione” abbiamo visto come viene distribuita e assegnata l’attenzione e con quali limiti. L'attenzione può essere assegnata in modo flessibile, cioè possiamo decidere di “seguire” determinati colori, forme o movimenti e ignorare gli stimoli relativi ad altri colori, forme, eccetera. Per farlo il nostro cervello crea un'etichetta e l'assegna all'oggetto da seguire, più o meno come se lo seguissi con le dita.

Stasera parliamo ancora dei limiti nella distribuzione e assegnazione dei limiti.

Prova a concentrarti su una partita in televisione e contemporaneamente seguire due persone che parlano nella stanza accanto. Ti accorgerai è difficile seguire entrambi gli eventi, seguendo uno con la vista e l’altro con l’udito.

Te ne sei mai accorto?

Noi esseri umani possiamo distribuire la nostra attenzione su oggetti o stimoli diversi, come più persone che parlano davanti a noi, e possiamo anche distribuire la nostra attenzione su sensi diversi, come ascoltare una conferenza e leggere quello che viene proiettato, eccetera, ma abbiamo difficoltà a seguire fonti diverse con sensi diversi.

Questo avviene perché l’attenzione è legata al luogo nello spazio su cui ci focalizziamo, cioè gestiamo meglio gli stimoli che vengono dallo stesso luogo e con difficoltà quando vengono da luoghi diversi.

Un esempio classico avviene quando siamo alla guida e parliamo con altri nell’autovettura. Se la strada ci è familiare, non abbiamo difficoltà ad ascoltare e a sostenere una conversazione anche impegnata, ma se non è così abbiamo difficoltà a seguire la conversazione. Inoltre la difficoltà è maggiore se parliamo con qualcuno sui sedili posteriori e non al nostro fianco. Viceversa se parliamo animatamente con gli altri passeggeri normalmente rallentiamo, guidiamo più prudentemente e reagiamo più lentamente a eventi improvvisi. E questo è sconsigliabile in molte situazioni, non credi?

Tutto questo non vale solo per vista e udito, ma per tutti i sensi. Se ci concentriamo sul tatto o sul gusto incontreremo la stessa difficoltà a sostenere per esempio una conversazione con un persona fuori vista o a una certa distanza.

Sì, in effetti riusciamo comunque a farlo per quanto sia più difficile, è vero. Per esempio riusciamo a guidare e parlare allo stesso tempo, ma questo è possibile perché distribuiamo alternativamente l’attenzione prima su un compito poi sull’altro a seconda delle esigenze. Quindi se la strada richiede maggiore attenzione, smetteremo di parlare per prendere lo svincolo giusto, e se il parlare richiede maggiore impegno guideremo in modo più sicuro, ma distratto.

A cosa sono dovuti questi vincoli?

Questi vincoli spaziali a cui l’attenzione è soggetta sono legati alla struttura e al modo con cui il nostro cervello lavora, ma non è ancora chiaro il come e il perché. Invece è chiaro che la nostra attenzione non riesce a seguire in modo efficace stimoli provenienti da luoghi diversi, quindi guida con prudenza.

Grazie dell’attenzione e a presto ;D

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