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sentimenti
31 gennaio 2013
Cos’è la COMPASSIONE?

  

Nel postEmpatiaabbiamo studiato l'empatia, la capacità di riconoscere, comprendere e condividere le emozioni altrui, una caratteristica che quasi tutti gli esseri umani posseggono, a eccezione di chi soffre certe patologie mentali, fondamentale per lo sviluppo dell'emotività umana e per poter instaurare e gestire rapporti sociali soddisfacenti. Abbiamo visto che lempatia è una predisposizione naturale che si sviluppa in tenera età attraverso il rapporto con gli altri esseri umani, principalmente con i nostri genitori. L'empatia è la base su cui poggiano le relazioni tra esseri umani. Non può esistere una relazione significativa senza empatia.

Stasera vorrei fare un passo ulteriore nello studio della socialità umana e soffermarmi brevemente su un sentimento particolare che noi esseri umani siamo capaci di provare: la compassione.

Cos'è la compassione?

Una volta ancora partiamo dalla lingua per comprendere il significato delle parole: la parola compassione deriva dal latino “Cum Patior” che significa “soffro con”. Nella lingua italiana, compassione ha diversi significati: è un sentimento di partecipazione al dolore altri, ma è anche un sentimento di disapprovazione verso comportamenti negativi, e spesso viene utilizzato impropriamente come alternativa alla pietà (la pietà è una reazione mentale alle emozioni provocate dalla sofferenza altrui che mira a garantirci il distacco da chi soffre).

Restando sul significato principale, la compassione è il sentimento di partecipazione personale alla sofferenza altrui, chi lo prova sente anzi condivide la pena degli altri e prova il desiderio di alleviarla. Viene considerato dalla filosofia come una delle massime espressioni dell’amore spirituale, mentre per il buddismo è l’amore universale per il genere umano e sente compassione chi si è elevato dall’emotività e dall’ego a una consapevolezza superiore.

Quando proviamo compassione?

Si può provare compassione di fronte a un lutto, a una grave malattia, o a qualunque incapacità che provoca sofferenza nel nostro prossimo e che provoca in noi un’analoga sofferenza e l’impulso a prestare aiuto.

Attenzione, ho detto “può provare” perché non è una reazione automatica: per quanto spontaneo non è un sentimento comune a tutti. Posto nelle stesse condizioni, c’è chi prova compassione per un suo simile e chi invece prova disgusto o perfino paura, tanto da sentire l’impulso di allontanarsi fisicamente o psicologicamente dal chi soffre.

Perché questo? Cosa determina la compassione in noi?

Tornando alle basi della nostra cultura, secondo Aristotele la compassione è un’emozione che si basa su tre requisiti:

1. la sofferenza altrui non deve essere banale,

2. la persona che soffre non lo merita

3. e la consapevolezza che anche noi, o chi amiamo, potremmo soffrire nello stesso modo per cause analoghe.

Se consideriamo questi punti con attenzione, è evidente che la compassione dipende dal giudizio dell’osservatore, quindi dalla sua capacità di giudizio, quindi dalla sua valutazione della realtà, dalla sua capacità di immaginarsi nei panni dell’altro, e dalla comprensione del dolore dell’altro.

Tu cosa ne pensi?

Lungo la storia occidentale, il concetto di compassione è stato spiegato e reinterpretato in molti modi diversi e perfino contrastanti, specialmente dalla filosofia: per esempio Schopenhauer considerava la compassione come base dell’azione morale, mentre Nietzsche vedeva la compassione come un sentimento religioso condannabile in quanto intralcia la naturale legge dello sviluppo. Con l’avvento di Darwin e delle teorie evoluzionistiche, la compassione è apparsa in contrasto con l’istinto di sopravvivenza e il principio del piacere/dolore (rifuggiamo il dolore e cerchiamo il piacere), ma gli studi più moderni hanno svelato come la compassione sia in realtà un vantaggio per la sopravvivenza e l’evoluzione della specie e dell’individuo, nello stesso modo dell’altruismo.

La psicologia e la biologia ci spiegano come la compassione si basi sull’empatia (vedi il post Empatia) e sui neuroni a specchio: un sistema di neuroni visuomotori della corteccia premotoria che in sostanza ci permettono di riconoscere le azioni altrui, dalla corsa dei giocatori durante una partita a calcio, ai movimenti dei muscoli facciali delle persone che incontriamo. Questi neuroni non solo riconoscono il movimento, ma ce lo fanno provare, cioè creano nel nostro cervello una simulazione di quello che gli altri fanno. Ora, visto che noi esseri umani esprimiamo le nostre emozioni prevalentemente attraverso il linguaggio non verbale, gesti, postura, espressioni facciali, di conseguenza i neuroni a specchio ci fanno anche le emozioni che gli altri esprimono.

Cosa ci rende capaci di provare compassione?

Empatia e neuroni a specchio sono i primi requisiti per poter provare compassione per il dolore di un altro essere umano, ma come abbiamo già visto, sono richieste anche un minimo di immaginazione, per permetterci di immedesimarci negli altri, attenzione al mondo attorno a noi e agli altri, per poter percepire la realtà e il dolore altrui, consapevolezza, per poter comprendere il dolore che l’altro sta provando, e uno stato mentale ed emotivo disponibile o aperto, che tradotto in breve significa l’assenza di emozioni come paura, collera, tensione e stress che ci rendono insensibili, ci distraggono, ci isolano dagli altri, distorcono la nostra visione della realtà.

Questo sentimento è sempre uguale?

Scienza e cultura occidentale non fanno distinzioni particolari, anzi, confondono compassione e pietà, mentre la cultura orientale distingue tre tipi di compassione:

1. quella verso i parenti e le persone care, originata e influenzata dai sentimenti che ci legano;

2. quella verso gli “esseri” che soffrono, più che compassione pietà, un confronto con il dolore e la sgradevole realtà;

3. quella fondata sulla comprensione e il rispetto, priva di pregiudizi, quando ci rendiamo conto che gli altri sono come noi.

I primi due tipi sono compassioni “emotive”, legate all’altro o all’ego, mentre la terza è quella che il buddismo considera una delle massime espressione di amore spirituale e ritiene scaturisca da:

1. empatia, cioè la capacità di riconoscere, comprendere e condividere le emozioni altrui

2. impermanenza, cioè la comprensione che tutto passa, muore o finisce

3. interdipendenza, cioè che siamo parte di qualcosa di grande e condiviso e non individui soli

4. reciprocità, cioè la comprensione che siamo legati da altro e non solo dai legami di sangue

5. consapevolezza che tutto è uno, parte di qualcosa di grande

6. lassenza dellego.

Concludendo la compassione è un sentimento di partecipazione alla sofferenza altrui, che fiorisce spontaneamente dall'empatia, ma che richiede altri ingredienti, come immaginazione e attenzione verso gli altri, per esprimersi. E se col tempo e l'esperienza, aggiungiamo la consapevolezza, di sé, degli altri, del dolore, del mondo, allora la compassione può diventare qualcosa di più, che alcuni chiamano amore.

Grazie per avermi seguito fin qui, mi scuso per essermi dilungato. Ti lascio con una domanda a cui non ho ancora trovato risposta soddisfacente: secondo te come sarebbe il mondo senza compassione?

A presto ;D

CULTURA
27 gennaio 2013
PAROLE PER PENSARE – Il potere finanziario e politico in Italia

Ti propongo un altro video, uno sguardo alla realtà del potere in Italia.

E' l'intervento di Roberto Vassalle all'undicesima puntata di Servizio Pubblico, a cui Santoro chiede dei legami tra politica e finanza. La risposta dell’avvocato è lucida e precisa nel ricostruire, nei pochi minuti a sua disposizione, le connessioni tra la classe politica italiana e il potere finanziario. Il quadro inquietante che ne risulta spinge a porsi domande, molte domande.

Sulla classe politica, che non rappresenta altro che se stessa e gli interessi delle classi dominanti. Su di noi, cittadini italiani, e sulla nostra deriva culturale e morale. Sul potere manipolatore dei media sulle coscienze degli individui. Ma soprattutto, quali sono gli interessi che hanno tirato le fila e disegnato gli eventi degli ultimi vent’anni?

Roberto Vassalle è l’avvocato mantovano famoso per le sentenze ottenute contro le attività illecite delle banche e contro le truffe finanziarie. E’ stato il primo a ottenere negli anni novanta una sentenza contro l’anatocismo, ovvero il calcolo di interessi sugli interessi, e l’uso di piazza, con cui le banche applicavano tassi di interesse più alti alla clientela. Qui puoi trovare la pagina di Liquida che lo riguarda, qui il servizio di Report del 2002 relativo alle banche e a Vassalle.

Come sempre ti invito ad ascoltare con senso critico quanto viene detto e a verificare le informazioni riportate. Ti invito anche ad approfondire quei temi che ritieni importanti.

Buona visione e a presto ;D

Qui puoi trovare gli altri video della rubrica

POLITICA
24 gennaio 2013
PERCHE' VOTARE?
 

L'altro giorno un collega disgustato dalla politica mi ha confessato: “non andrò a votare, non ha senso farlo, perché spendere inutilmente il mio tempo? Il mio voto non influirà in alcun modo sul futuro dell’Italia”.

Tu cosa ne pensi? Sei d’accordo con lui?

Se me lo permetti vorrei attirare la tua attenzione su alcuni aspetti chiave del “rito” del voto. Che ci piaccia o meno, siamo cittadini di una democrazia rappresentativa, cioè eleggiamo e incarichiamo poche persone di rappresentarci e di gestire il potere politico nell’interesse dei cittadini.

Ok, sappiamo entrambi che la realtà è diversa, che la nostra classe politica non rappresenta i cittadini italiani, ma è dedita ai propri interessi e a quelli delle classi dominanti, che la legge elettorale è una vergogna che permette a una dozzina di individui di decidere la composizione del parlamento, che i conflitti tra le nazioni per il potere non sono mai cessati e l’Italia è ancora un “vassallo” degli USA e della “ex” Nato, che i conflitti di classe continuano a devastare vite nonostante l’Italia sia ufficialmente una repubblica democratica. E altro ancora.

E’ facile quindi farsi prendere dallo sconforto, facile pensare che altri decidono del nostro futuro qualunque sia l’esito di elezioni che, più che l’espressione della volontà della cittadinanza sovrana, paiono piuttosto una farsa.

Eppure le elezioni sono uno dei rari momenti in cui i politici sono costretti a prestare attenzione ai cittadini. Per cinque anni fanno passerella mentre si occupano degli affari propri, ma alle elezioni l’indifferenza scompare e, anzi, dietro alle facce di cera si annusa un certo nervosismo. Perché dai risultati del voto dipendono le cariche, gli stipendi, i loro interessi, per questo fanno di tutto per sedurre gli elettori, per circuirli con vuote promesse, innanzi tutto quella di mantenere lo status quo, cioè di lasciare le cose come stanno. Che altro non è che il sogno di tutti quelli che stanno bene, che hanno ricchezze e beni, che godono di privilegi, di cariche e di posizioni dominanti. O il desiderio piccolo piccolo di coloro che si accontentano, che hanno paura del cambiamento, che preferiscono il poco di oggi all’insicurezza del domani.

Ma torniamo al punto: la scelta del voto dei cittadini determina il futuro degli interessi della classe politica italiana, degli interessi di tutti coloro che dipendono da essa e degli interessi delle classi dominanti che vogliono una politica prona e sotto controllo, ricattabile e disponibile ad avallare le loro richieste.

Per questo costoro fanno di tutto per controllare il voto degli italiani, attraverso ogni mezzo lecito e un po’ meno lecito. Per esempio, creano organizzazioni di persone che hanno gli stessi ideali o gli stessi interessi, per esempio i partiti; o usano i media, di proprietà o controllati da partiti, industriali, banche o lobby, e manipolano le opinioni delle persone distorcendo le informazioni fino a mentire senza pudore. Oppure comprano il voto, o lo scambiano, con un lavoro per esempio, o lo ottengono con la costrizione e il ricatto.

Ma non si limitano a controllare il voto in campagna elettorale, cercano anche di allontanare l’elettore dal voto e dalla politica, per stanchezza o disgusto o delusione, cercano di renderlo spettatore e di inculcargli idee false o distorte, come per esempio quella che “la politica la fanno i politici”, o che “una volta dato il voto il cittadino non ha altri doveri”, oppure che “l’unico modo di fare politica è attraverso i partiti”.

Chiaro, no?

So che ne eri già consapevole, ma volevo puntualizzarlo prima di arrivare al sodo della questione: il voto non solo determina il futuro degli interessi della classe politica, ma soprattutto il voto determina il futuro di noi cittadini e dei nostri interessi, anzi di più determina il futuro dei nostri figli e di coloro che amiamo. Non è una questione di tifo o campanilismo, di vedere chi vince e chi perde, non è neppure una questione di ideologie, destra o sinistra, il voto decide chi gestirà la politica, quindi i nostri soldi, e in che modo.

Chi viene eletto decide sulle leggi che regolano la società e l’economia, decide sulle tasse e sulla qualità dei servizi pubblici, decide sulla cultura e sulla qualità del lavoro e dell’informazione. In sintesi la politica decide sulla qualità della tua vita.

Se un numero abbastanza alto di noi cittadini comprende tutto questo e si muove insieme, allora le cose possono cambiare e la classe politica trema. Ed è quello che sta accadendo in questi mesi. Nelle voci e negli occhi dei politici si può leggere lo sconcerto e la paura per un movimento politico nato dal basso, fatto per la maggior parte di cittadini che fanno politica e che hanno tutta l’intenzione di cambiare le cose, e sostenuto da un numero crescente di italiani, stanchi o disgustati, o consapevoli che alle prossime elezioni si deciderà il futuro.

Non vuole essere uno spot elettorale a sostegno del Movimento 5 stelle, te lo assicuro, ma solo un invito a fare politica, iniziando proprio dal voto, perché se non facciamo politica, ogni giorno, tutti i giorni, qualcun altro la farà decidendo al posto nostro e secondo i propri interessi.

Quindi vai a votare e fai la tua scelta, ponderata e consapevole. E’ importante. Usa la tua testa, il tuo senso critico, non ascoltare le vuote promesse di mentitori professionisti. E non scegliere solo in base al puro interesse, pensa al futuro.

E dopo il voto, continua a fare politica, ogni giorno, a partire dalle piccole cose. Perché si può fare politica facendo la spesa, muovendoci e con buona parte delle scelte che facciamo ogni giorno. Parleremo di questo in altri post. Presto.

Grazie dell’attenzione e a presto ;D

21 gennaio 2013
PAROLE PER PENSARE – Chiesa, satira e spettacolo

Questa sera ti propongo un pezzo di satira graffiante.

E' un'intervista televisiva dove Corrado Guzzanti interpreta il doppio ruolo di giornalista-conduttore e del monsignor Pizarro, uno dei suoi personaggi meglio riusciti. Oggetto di questo pezzo di grande satira sono alcuni degli aspetti più materialisti e controversi della chiesa cattolica, dagli scandali alla pedofilia, dallo Ior allo spettacolo di una chiesa più interessata al denaro che alla fede cristiana.

Corrado Guzzanti è comico, scrittore, attore e sceneggiatore, specializzato nelle imitazioni di noti personaggi del mondo della politica, dello spettacolo e della religione. Diventato famoso nel 1992 come comico di punta dello spettacolo Avanzi, Guzzanti ha partecipato a quasi tutte le trasmissioni di Serena Dandini, da Tunnel all'Ottavo Nano. Ha prodotto film, sitcom e spettacoli teatrali di successo, l'ultimo dei quali, Recital è stato trasmesso anche in televisione. Qui puoi trovare la pagina di Wikipedia su di lui, qui la pagina di Liquida. Qui la sua pagina facebook, qui i suoi libri.

Come sempre ti invito ad ascoltare con senso critico quanto viene detto e a verificare e approfondire le informazioni presso altre fonti.

Buona visione e a presto ;D

Qui puoi trovare gli altri video della rubrica.

18 gennaio 2013
SIAMO QUELLO CHE BEVIAMO

 

Nel postBisogni essenzialiabbiamo visto come i bisogni primari non sono altro che le nostre necessità materiali, ciò che ci è necessario per sopravvivere prima che per vivere, in particolare laria, lacqua, il cibo, regolare la temperatura corporea (es: riscaldarsi con i vestiti), il sonno e difese efficaci per proteggersi da predatori o eventi naturali. Siamo carne e sangue e per continuare a vivere dobbiamo alimentare il nostro corpo di aria, acqua e cibo necessari al funzionamento delle cellule che lo compongono. La necessità di procurarsi tutto questo influenza e determina la nostra vita e in certe situazioni spinge luomo a scelte e comportamenti estremi. Tutto o quasi scivola in secondo piano come importanza davanti a una necessità primaria non soddisfatta.

Nel postSiamo quello che mangiamo” abbiamo parlato del bisogno di cibo e dell'alimentazione, cioè del nutrirsi con sostanze organiche commestibili prese dall’ambiente per assimilarle attraverso il nostro apparato digerente, capace di trasformare la sostanza organica in elementi utili alle cellule del nostro organismo. Abbiamo visto come ciò che introduciamo nel nostro corpo non solo ne assicura la sopravvivenza e la vita, ma diventa parte di noi e come l’eccesso di cibo, specialmente di cibo spazzatura, colpisce la nostra salute, può provocare danni gravi e perfino la morte, mentre un'alimentazione equilibrata e sana può diventare un mezzo per curare se stessi e ritrovare la salute.

Oggi parleremo di un aspetto dell’alimentazione: l'assunzione di acqua e liquidi, in risposta al bisogno di bere.

Siamo sicuri che bere acqua sia un bisogno?

E' proprio necessario bere acqua? Non possiamo farne a meno? Per esempio traendo l'acqua dagli alimenti?

Naturalmente la risposta è no, non possiamo farne a meno. Alcune specie animali e certi insetti traggono la maggior parte dell'acqua di cui hanno bisogno dal cibo o dalle prede che mangiano, ma noi uomini abbiamo bisogno di quantità notevoli di acqua. Vediamo perché e cerchiamo di capire qual è il nostro rapporto con l'acqua.

Il peso di un uomo adulto normale e sano è composto per circa il 60% di acqua, in una donna è il 50% e in un bambino è oltre il 70%. Nel corpo umano l'acqua si accumula per circa i due terzi all'interno delle cellule e il rimanente nei liquidi extracellulari come il sangue, la linfa, il liquido interstiziale e via dicendo. L'acqua corporea è distribuita principalmente nel tessuto non adiposo e costituisce circa il 70% della massa magra

L'acqua nel corpo umano svolge innumerevoli funzioni vitali: per esempio è un ottimo solvente per le sostanze biochimiche, favorisce i processi digestivi, è un ottimo lubrificante per esempio per le articolazioni, gli occhi e la bocca, consente il trasporto dei nutrienti, regola la temperatura corporea, è fondamentale per la rimozione delle scorie metaboliche, funge da ammortizzatore tra gli organi, regola il volume cellulare e molto altro ancora. Il bilancio dell'acqua è regolato dall'ipotalamo e dall'ormone antidiuretico che aumenta il riassorbimento a livello renale.

Perché abbiamo bisogno di molta acqua?

Per diversi motivi, per esempio perché per il nostro organismo è fondamentale mantenere la stessa concentrazione sostanze disciolte (omeostasi) tra i liquidi intracellulari e quelli interstiziali. Il volume della cellula dipende appunto da questo e se la differenza diventa eccessiva la cellula potrebbe gonfiarsi o raggrinzirsi in modo eccessivo e subire danni anche gravi alle strutture cellulari. Un altro motivo è la necessità di mantenere costante il volume del sangue per mantenere una buona funzionalità cardiaca. In caso contrario si potrebbe avere un aumento della pressione sanguigna, oppure una diminuzione e il rischio di affaticare il cuore.

Di conseguenza abbiamo bisogno di ripristinare l'acqua che perdiamo per i nostri processi fisiologici (sudorazione, minzione, ecc) in modo che il bilancio complessivo sia più o meno in pareggio. Il fabbisogno di un adulto è di circa 2-3 litri di acqua al giorno, a seconda della stagione, che in parte assumiamo con gli alimenti e in parte deriva dalle reazioni biochimiche che si svolgono all'interno del nostro organismo. Il resto lo dobbiamo assumere bevendo.

Quale acqua bevi?

L'acqua non è tutta uguale, anzi cambia notevolmente a seconda delle sostanze disciolte in essa. Dall'acqua traiamo molti dei sali necessari al nostro organismo, ma se l'acqua contiene sostanze in eccesso oppure è inquinata con sostanze tossiche o nocive può procurarci problemi di salute anche gravi. Quindi è importante controllare l'acqua che beviamo, per esempio informandoci sulle caratteristiche dell'acqua che esce dai rubinetti presso l'Arpa e i gestori dell'acqua pubblica, e spendere qualche soldo per fare analizzare l'acqua di casa per verificare se il nostro impianto è a norma o ha qualche problema nascosto.

Non è un invito a bene acqua minerale, anzi, molte indagini hanno dimostrato che nella maggior parte della nostra penisola l'acqua che esce dal nostro rubinetto è buona e migliore di molte acque minerali che tra l'altro contribuiscono a inquinare l'ambiente, per la produzione e lo smaltimento delle bottiglie.

E le altre bevande?

Certo, possiamo assumere acqua con succhi di frutta, frullati, latte, bevande industriali, alcolici e così via, ma in questo modo introduciamo nel nostro organismo anche altre sostanze e alimenti a cui dovremmo fare attenzione. Ti ricordo quanto abbiamo già detto sull'alimentazione: dovrebbe essere spontaneo per tutti avere cura della nostra alimentazione, scegliendo gli alimenti migliori e assumendone le quantità necessarie, invece se osserviamo la nostra società vediamo che le persone mangiano troppo e male. L’eccesso di cibo, specialmente di cibo industriale o cibo spazzatura, colpisce la nostra salute, provocare danni gravi fino alla morte. Quindi scegli con attenzione quello che bevi.

Ti sei mai chiesto quale effetto hanno gli alcolici e le bevande gasate sulla nostra salute?

Come vengono prodotti? Da cosa sono composti? Che effetto hanno sull'organismo umano?

Ricorda sempre che le scelte che facciamo quando mangiamo e beviamo o quando facciamo la spesa possono minacciare la nostra salute e determinare la qualità della nostra vita. Quindi dobbiamo smettere di essere consumatori passivi di quello che altri ci mettono davanti, non credi? Dobbiamo essere noi a decidere cosa mangiare e bere e per farlo dobbiamo informarci su quello che mettiamo nel piatto o nel bicchiere.

Inizia a pensare a quello che bevi prima di versartelo in bocca.

Per stasera ci fermiamo qui, ma nonostante questo non sia un sito dedicato all'alimentazione, credo valga la pena soffermarsi di più sull’argomento.

Grazie dellattenzione e ricorda sempre: noi siamo quello che mangiamo, noi siamo quello che beviamo. Se mangiamo o beviamo schifezze, noi saremo schifezze o lo sarà la nostra vita.

A presto ;D


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CULTURA
16 gennaio 2013
PAROLE PER PENSARE – Il razzismo

Questa sera vi propongo un video di satira fulminante.

E’ un altro dei pezzi di satira di Ascanio Celestino, uno dei pochi comici satirici che ancora si affaccia alla tv, capace di farti ridere e anche pensare, spesso capace di farti ridere amaro. Nel video affronta il tema del razzismo e attraverso il paradosso, si propone come un italiano qualunque che odia i razzisti, come dicevo attraverso il paradosso ti spinge a pensare alla nostra cultura, a certe idee e certi ragionamenti comuni che forse lo sono razzisti.

Ascanio Celestini è attore teatrale e regista, scrittore e drammaturgo. Qui puoi trovare il suo blog, qui la pagina di Wikipedia che lo riguarda.

Come al solito ti invito ad ascoltare con attenzione e senso critico quello che dice.

Buon divertimento e a presto ;D

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POLITICA
13 gennaio 2013
VOTARE D'INVERNO

    

Questa sera ho deciso di proporti una riflessione su cui mi sono soffermato le scorse settimane, una riflessione che riguarda le imminenti elezioni.

Alla fine dell'anno appena concluso, il governo Monti si è dimesso senza discussione parlamentare e senza sfiducia parlamentare. Per la prima volta nella storia della repubblica italiana.

Non pensi ci sia qualcosa di strano in questo?

Non sono tre i poteri dello stato? E il parlamento? Non conta più nulla?

E la costituzione? Chi difende la costituzione?

Ancora prima delle dimissioni del governo tecnico, presidente e ministri hanno deciso che le elezioni si sarebbero tenute alla fine di febbraio. Per la prima volta nella storia della repubblica italiana.

Normalmente le elezioni e i referendum si tengono a maggio o giugno, per favorire la partecipazione dei cittadini, per ridurre i costi, per avere tempo di fare campagna elettorale. Di solito la politica quando vuole ridurre la partecipazione dei cittadini, cerca di spostare avanti le date a dopo la chiusura delle scuole, a giugno inoltrato, quando le vacanze smorzano l'interesse al voto. Secondo te, perché questa volta votiamo a febbraio?

Certo, è chiaro, ma lo è agli occhi di tutti?

Il governo si è dimesso in anticipo per permettere a Napolitano di gestire l'elezione di un nuovo governo, in quanto il suo mandato finisce prima di maggio. Il governo si è dimesso in anticipo per tentare di escludere il Movimento 5 Stelle dalle prossime elezioni perché il tempo necessario per la raccolta delle firme dei cittadini necessarie a partecipare è in questo modo limitato. Il governo si è dimesso in anticipo per tentare di ridurre i voti che il M5S potrebbe ricevere alle prossime elezioni, perché la campagna elettorale è stata ridotta da cinque mesi a uno. E infine non dimentichiamo che le elezioni in pieno inverno scoraggiano i cittadini ad andare a votare.

Perché lo fanno?

Certo che lo sai, ma un ripasso non fa male.

Alla fine del 2011, il colpo di stato capeggiato da Napolitano, ha messo in piedi un governo di “tecnici”, che sembrava pensato da un banchiere di Goldman Sachs, guidato da Monti. Questo governo, in nome della salvezza dell'Italia, ci ha regalato un anno di leggi massacranti: tasse, più iva, imu, tagli alle regioni, licenziamenti, tagli alla sanità, tagli ai servizi, svendita di beni pubblici, tagli ai comuni, la modifica vergognosa di quattro articoli della costituzione per introdurre il pareggio di bilancio, una follia economica, l'approvazione del MES e conseguente indebitamento per 125 miliardi solo per iniziare, il Fiscal compact, cioè l'impegno di ridurre il debito pubblico di 1000 miliardi in 20 anni, tutto senza toccare le classi abbienti, agevolando le grandi imprese e aumentando il debito italiano di 100 miliardi. Una serie di colpi mortali al tessuto economico italiano, i cui risultati si vedono ora: recessione, disoccupazione, migliaia di piccole aziende che chiudono, povertà.

Più che soluzioni per una crisi, tutto questo sembra il modo più efficace per mandare in crisi l'economia del paese.

E' in questo modo che salvano l'Italia?

E poi da chi o cosa ci dovrebbero salvare?

Lo scontento è cresciuto molto verso l'estate e i risultati delle elezioni regionali in Sicilia lo hanno espresso appieno. Il Movimento 5 Stelle raccoglie il voto di protesta degli elettori italiani stanchi o consapevoli e minaccia lo status quo e i progetti dei potenti. C'è il rischio di sconvolgere i risultati delle elezioni del 2013. Per questo si attacca Grillo e il movimento con ogni pretesto e con tutti i mezzi di informazione allineati. Per questo hanno cercato di emanare una nuova legge elettorale capace di fermare il M5S, ma la classe politica e le classi dominanti non sono riusciti a trovare un accordo. Ora stanno correndo contro il tempo per limitare la diffusione del malcontento, della protesta, dell'intenzione lucida di cambiare quella politica che ha permesso questo scempio.

Sì, è evidente, hai ragione. Lo hanno perfino detto loro stessi, in modo chiaro, nelle interviste, in tv, sui media allineati.

Andiamo al punto: il 24 febbraio si vota, il momento in cui il tuo voto ha un peso determinante, il momento in cui puoi far parte di una scelta diversa, in cui puoi cambiare il futuro.

Stanno facendo di tutto per far sì che buona parte degli italiani non vada a votare, perché quando i cittadini si disinteressano e lascia nelle mani di pochi l'esercizio della propria sovranità, in quel momento le classi dirigenti possono controllare i risultati a proprio vantaggio.

E' quello che vuoi?

Che continuino a creare un futuro a vantaggio di pochi?

L'ultimo weekend di febbraio prendi una decisione per te stesso, per il tuo futuro, per il futuro dei tuoi figli: vai a votare. Chiunque tu voglia sostenere, vai a votare.

Grazie dell'attenzione e della pazienza.

A presto ;D

DIARI
10 gennaio 2013
Riassunto delle puntate precedenti – 3

  

Sono passati circa diciotto mesi dallinizio di questa esperienza e all'inizio di questo nuovo anno è irresistibile la tentazione di voltarsi indietro per vedere quanto cammino abbiamo percorso. Duecento post non sembrano tanti, non per lampiezza e la complessità degli argomenti scelti, ma danno misura del cammino fatto insieme e penso siano una buona base per quello che seguirà. Ti invito a guardare indietro con me e a rileggere se lo desideri i passi più importanti.

Qui puoi trovare i post sul prendere le decisioni, di cui ti consiglio in particolare quelli relativi ai problemi e le scelte (qui, qui e qui), il post “Dove stai andando?” e “TINA – L'assalto all'intelligenza e alla libertà di scelta”.

Qui puoi trovare i post sulla consapevolezza, di cui consiglio il post “Cos'è lo stress”.

Qui puoi leggere i post sulla consapevolezza della realtà, di cui ti invito a leggere i post sui miti del capitalismo (qui, qui e qui).

Qui puoi trovare i post sui bisogni, e ti consiglio di leggere i post “I bisogni essenziali” e “Siamo quello che mangiamo”.

Qui, invece, puoi leggere i post sulle emozioni e ti invito a leggere “Empatia”.

Qui puoi trovare i post sulle informazioni e in particolare ti consiglio “Cos'è la propaganda” e “La comunicazione politica 1”.

Qui puoi trovare la rubrica su la mente umana e ti invito a leggere i post sull'attenzione a partire dall'ultimo “L'attenzione e il guardare indietro”. Nel post troverai i link per risalire ai precedenti.

Qui trovi i post sulle scelte da compiere, dove affrontiamo argomenti importanti per la società e per noi stessi, come la lotta alla difesa dell'acqua dopo il referendum del giugno 2011, o la lotta a difesa della rete dai tentativi della classe politica di imbavagliare l'informazione, o l'assalto alla sovranità dei cittadini da parte della classe politica e delle classi dominanti, e i tentativi di cercare soluzioni diverse come la nascita del movimento MMT.

Inoltre ti invito a consultare le rubriche “Parole per pensare”, “Libri da leggere” e “Fonti di informazione” per avere spunti di riflessioni, idee, fonti da consultare e libri interessanti da leggere.

Inoltre quest'anno abbiamo aperto la rubrica “Punti di vista”, dove esprimo o riporto punti di vista stimolanti su argomenti di politica e attualità, e la sezione “Contenuti” dove pubblichiamo appunto testi, audio e video da scaricare, approfondimenti sugli argomenti centrali del blog.

Se non hai mai consultato il blog o letto i post che ti propongo, spero tu possa trovare spunti, risposte e domande interessanti. Se già mi leggi e se anche tu ti sei divertito e appassionato come me, continua a seguirmi: il cammino sarà lungo e appassionante.

Se hai suggerimenti o note da farmi non esitare a lasciare un commento o a scrivermi. Se vuoi rivedere i passi significativi compiuti in precedenza ti invito a rileggere i riassunti precedenti (qui e qui).

Buona lettura e a presto ;D


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