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COS'E' LA COMUNICAZIONE?

    

E' tempo di introdurre un altro argomento chiave che abbiamo citato spesso, ma mai affrontato. Naturalmente parlo della comunicazione. Parlando di informazione (qui e qui) abbiamo visto come per noi esseri umani dopo il flusso sensoriale, la comunicazione è la principale fonte di informazioni. Parlando di persuasione (qui) abbiamo visto che è attraverso di essa che agiamo per cambiare le scelte e altrui.

Ora, cos'è la comunicazione?

Sì, certo, parlare è comunicare, attraverso qualunque mezzo come la rete telefonica o internet. Sicuro, la comunicazione può avvenire tramite la scrittura, per esempio tramite lettere oppure email. Permettimi di aggiungere che possiamo comunicare con i gesti, con i colori, con la melodia e il ritmo, attraverso simboli e molto altro ancora. Quindi il linguaggio non è l'unico strumento posseduto da noi esseri umani per comunicare. Anzi, in realtà una normale comunicazione tra due esseri umani avviene per i nove decimi attraverso altre forme e non la parola.

No, un cartellone pubblicitario o i giornali o i libri non sono comunicazione, in quanto non c'è possibilità di risposta da parte del lettore. La comunicazione avviene tra due o più soggetti che hanno l'intenzione di comunicare, in gergo un emittente attivo e un ricevente reattivo che si scambiano ripetutamente i ruoli, e la trasmissione alternata di informazioni.

Riassumendo la comunicazione è qualsiasi comportamento di un soggetto in presenza di un altro soggetto che lo riceve e reagisce.

Quando avviene la comunicazione?

La logica direbbe: ogni qualvolta ne sorga la necessità, e in sostanza è così, ma per gli esseri umani la necessità di comunicare è costante e avviene costantemente alla presenza di un altro essere umano. Comunicare è una necessità e una competenza fondamentale per l'essere umano e più in generale per gli esseri viventi. Le api comunicano tra loro, i pesci e gli elefanti comunicano tra loro. Non si può non comunicare. Soprattutto per un essere intelligente e sociale come l'essere umano.

Un aspetto della comunicazione da sottolineare è che si svolge come scambio attivo di informazioni che in quanto tali agiscono e influenzano il ricevente che a sua volta risponde. Per esempio, parli con il tuo migliore amico e scopri che questo è uscito con la ragazza che ti piace. La situazione è completamente diversa da prima e sicuro provoca la tua reazione. No?

Di fatto le informazioni cambiano la realtà del ricevente, o sarebbe meglio dire la sua interpretazione della realtà. E attraverso un influenzamento reciproco si cerca un risultato che dipende dalla capacità degli interlocutori di capire/decodificare correttamente l'informazione, di riconoscere e interpretare i ruoli, i bisogni e le aspettative dell'altro e dalla scelta/volontà di farlo, aggiungerei io.

In caso di incomprensione del messaggio o della mancata condivisione degli scopi della comunicazione, invece di un risultato si ottiene un blocco, un rifiuto.

Perché comunichiamo?

La comunicazione mira sempre a un obiettivo, che può essere il riconoscimento reciproco, il rispetto di una certa regola sociale, sapere cosa hanno detto in quella maledetta riunione, o semplicemente conoscere l'ora. Di solito l'obiettivo può essere semplice e razionale, “cosa si mangia stasera?”, la cui risposta è scontata; oppure emozionale, “con chi sei uscito stasera?”, la cui risposta dipende dallo stato d'animo del ricevente; oppure complesso e articolato, “parliamo del mio stipendio”, la cui risposta positiva o negativa dipende da molti aspetti (sensibilità, significato, impegni, ambiente, stato emotivo, rischi e altro ancora).

L'efficacia della comunicazione si misura sulla risposta del ricevente. Parleremo di comunicazione efficace nel prossimo post sull'argomento.

Nel frattempo ti offro una domanda: la stessa comunicazione si può svolgere con la stessa efficacia con soggetti diversi?

A presto ;D 

Pubblicato il 10/7/2011 alle 14.31 nella rubrica Informazione.

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